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Depressione a senso unico

23 dicembre 2018

la_repubblica_3_27-10-2004

E’ sempre  difficile  quando si parla  di queste  tragedie  familiari , ma  ho letto questo articolo del blog del fatto quotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/12/22/mamma-suicida-nel-tevere-in-quel-gesto-tutta-lindifferenza-della-societa-per-le-donne/4855106/

Il caso credo che  sia  noto a  tutti ,della  mamma  che si è suicidata buttandosi nel Tevere e che  ,molto probabilmente, la  stessa  sorte  è capitata  anche  alle  due  gemelline

Sono gemello anch’io e anche  mia  madre  ,nei primi mesi di vita  ha  detto che  provava  una  certa  ” anaffettività” nei nostri confronti ,comunque  durata  pochi mesi , quindi che  possa  esserci una  depressione  su una  cosa  come  il parto che, bene  o male, ti cambia  la  vita non è difficile che  succeda, però strano, sembra  che  la colpa  ricada  sulla  società che  non rispetta  le  donne

Ti droghi colpa  della  società

Compi crimini colpa della  società malata,  e  cosi via

Se dovesse  valere questa  massima, dovremmo essere  tutti drogati o compiere  crimini, pensando mai ad  un attimo che  le  colpe  sono  individuali, per  far  capire  ,io sono tifoso della  Roma, ma  se  compio un crimine  ,non è che  tutti i tifosi della  Roma  sono uguali al sottoscritto, lo stesso discorso vale  che  io appartenga  al sesso maschile, il ragionamento è lo stesso

Comunque  sia  la  storia  della società non funziona  per  gli uomini ,perchè sembra  che  i 200 padri separati che  si suicidano siano perchè sono dei falliti e  li la  società sembra centrare  poco o nulla

D’altronde  siamo sempre  alle  solite, il maschio è sacrificabile  e  se  soffre non c’è “società” che  tenga, sei solo che  un povero maschio fallito ,e  se  ci mettiamo che  ci indicano come  pezzi di merda  o aspiranti mafiosi perchè siamo maschi ,allora  abbiamo fatto bingo

Siamo ben lontani dalla  parità

 

12 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    24 dicembre 2018 00:57

    per i genitori che uccidono i figli non ho pietà, maschi o femmine che siano

    • Andrea permalink
      24 dicembre 2018 19:04

      Sciocchezze.
      Ti rammento che fai parte di quella foltissima schiera di zerbini che usa due pesi e due misure.

    • plarchitetto permalink
      29 dicembre 2018 20:20

      Paol*, tu speri che qualcuno creda ancora alle tue menzogne?

      Questo un tuo commento sul blog di Davide Stasi:
      “…diversamente da Pina Orlandi questi tre assassini schifosi non hanno avuto la decenza di togliersi la vita”.

      Eccolo il vero volto del “progressista umanitario” che esce allo scoperto.
      Quello che millanta la sua equidistanza, ma che mai però s’è spinto a tanta gratuita violenza e viltà, nei confronti d’una infanticida.
      Mai ha riservato loro tanta scelleratezza e fanatismo.
      Prima d’ora avevi la mia più totale antipatia, adesso ti sei guadagnato anche il mio più totale disgusto.

      • Paolo permalink
        30 dicembre 2018 01:32

        non verso una lacrima per chi si suicida dopo aver ammazzato i figli o la moglie (di qualunque sesso sia) ma almeno non peserà più sul bilancio dello stato, almeno questo

      • plarchitetto permalink
        30 dicembre 2018 12:09

        Paol* sei il solito menzognere.
        Per il femminile criminale, non hai mai…nemmeno una vota, auspicato il suicidio o usato giudizi spietati come sempre riservi al maschile.
        Tra l’altro accostando la parola “suicidio” a “decenza”…dimostrando così un’intima capacità di disprezzo e brutalità che s’immagina solo nei subumani.
        Per il femminile criminale al contrario hai sempre riservato giustificazioni e assoluzioni.
        Quel “conato” t’è uscito dal cuore, e ben ti rappresenta…nonostante il patetico tentativo di difesa espresso con la supercazzola…”il mio progressismo evapora”.
        Che poi non è altro che la traduzione in forma apologetica della doppia morale che genera il doppio standard.
        Cialtroneria ammantata di spirito di giustizia e igiene sociale.
        Roba che solo un invasato femminista, che si alimenta di quotidiana propaganda, poteva partorire.

      • Andrea permalink
        30 dicembre 2018 19:22

        Paolo, sei il solito bimbetto evirato che mente sapendo di mentire.
        Le parole che usi nei confronti degli uomini non le usi mai (né mai le userai) nei confronti delle appartenenti al sesso al quale lecchi quotidianamente il culo e che sicuramente non ti si fila nemmeno di striscio, poiché alle donnicciole non frega nulla degli zerbini come te.
        Al massimo puoi andargli bene per un breve periodo come “amico”, “confidente” e “scendiletto”.
        Tu, in questa sede, non la racconti tutta perché sai che a differenza di quanto accade altrove (esempio: il blog di Stasi, dove passi intere giornate a scrivere…) qui ci sono dei limiti che non puoi oltrepassare, se no le buschi (virtualmente…) di brutto.

  2. pier luigi permalink
    30 dicembre 2018 16:46

    Il pensiero femminista, è sempre più in difficoltà a mantenere efficace questo impianto “accusatorio” nei confronti del maschile, senza che ciò appaia debole, pretestuoso e con evidenti forzature ideologiche.
    Le contraddizioni gli esplodono sotto i piedi, man mano che il fronte maschile, che ad esso s’oppone, si struttura, s’organizza e contrappone un’altra visione dei “fatti” che può essere finalmente letta e messa a confronto.
    Ogni giorno che passa, ciò fa comprende come la capacità del femminismo di penetrare indisturbato ed occupare l’intero sistema dei rapporti sociali, sia stata determinata dal sostanziale silenzio maschile.
    Ed è per questo che è palpabile oggi (soprattutto in rete…ma non solo) il fastidio che provano le femministe nell’aver perso il monopolio del pensiero incontrastato.
    Strette tra il “dover” contrattaccare o il “dover” apparire indifferenti.
    .
    Purtroppo per loro è una dinamica irreversibile.
    Che si amplierà sempre più.

    • 30 dicembre 2018 17:46

      Completamente d’accordo e questo lo dobbiamo grazie al web, non ci sono storie che tengano ,se ci fosse solo la televisione le femministe avevano vita facile visto che solo un tipo di notizia passa cioè delle donne vittime e degli uomini carnefici sempre e comunque … esistono persone (perchè ci si sono anche donne, poche ma ci sono) che dicono no a questo pensiero unico e politicamente corretto

      • Andrea permalink
        30 dicembre 2018 19:13

        Mauro, è indubbio che senza il web – una invenzione maschile non certamente femminile… -, i movimenti maschili e gli uomini “contro” come noi non esisterebbero, tranne che in qualche rara lettera pubblicata su settimanali e mensili tipo Panorama, ma è altrettanto vero che senza tale strumento neppure il femminismo avrebbe potuto espandersi nello stesso modo.

        @

        * Idem per gli innumerevoli “complottari” che infestano il web.
        Mi riferisco alle sciocchezze sulle “scie chimiche”, “lo sbarco sulla luna mai avvenuto”, “i vaccini studiati per ucciderci tutti”, etc etc.

      • 30 dicembre 2018 20:45

        Indubbiamente Andrea, c’è anche il lato oscuro della luna da tenere in considerazione, però credo che, senza questo strumento, il femminismo avrebbe vita più facile

      • Andrea permalink
        30 dicembre 2018 23:28

        Mauro, a mio parere senza questo strumento (maschile) il femminismo avrebbe vita più facile perché le voci maschili sarebbero assenti (o quasi), ma le stesse femministe non potrebbero imbastire quotidiane propagande contro gli uomini, specie se bianchi e occidentali.
        Pensa alla 27ora e a tutte le mentecatte femministe che passano giornate intere sui social a parlar male degli uomini…
        Diciamo pure che il bicchiere è mezzo pieno per un aspetto e mezzo vuoto per un altro.

  3. pier luigi permalink
    31 dicembre 2018 20:54

    Mauro..un buon anno nuovo a te…a noi…e a tutti gli uomini (…ed anche alle donne)

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