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Il gioco del rispetto (non reciproco )

11 marzo 2015

Chi si interessa  di queste tematiche  sa della  polemica che, in alcuni asili nidi di Trieste, è scoppiata visto che  ,in questi posti si applica  il gioco del rispetto ….

Come sempre i giornali, cercando lo scoop dove  non c’è, si sono inventate  le cose più disperate, addirittura che  i bambini andavano in giro nudi nemmeno fosse  un set pedo pornografico

Sembra che  ci sia  lo scambio dei vestiti, quelli si, ma sono cose che si fanno anche  a carnevale  comunque  ,la fonte  “ufficiale” dice  questo (ringrazio il blog del vignettaio con questo articolo

https://ilvignettaio.wordpress.com/2015/03/11/la-guerra-dei-bufalari/

CHE COS’È IL GIOCO DEL RISPETTO
Il Gioco del rispetto è un insieme di proposte di gioco per i bambini e le bambine delle scuole dell’infanzia, studiato per trasmettere loro il concetto dell’uguaglianza tra uomini e donne, così come sancito dalla Costituzione Italiana. Attraverso il gioco, i bambini e le bambine apprenderanno che possono e devono avere gli stessi diritti di scegliere in futuro la professione che li realizzerà, così come da piccoli scelgono i giochi da fare a casa.L’obiettivo del Gioco del rispetto è di trasmettere il valore delle pari opportunità di realizzazione dei loro sogni personali, sia che siano maschi, sia che siano femmine. Il Gioco del rispetto lavora per l’abbattimento di tutti quegli stereotipi sociali che imprigionano maschi e femmine in ruoli che nulla hanno a che vedere con la loro natura. Ad esempio, si mette in discussione lo stereotipo per cui i padri debbano essere dediti soltanto al lavoro e possano dedicare solo pochi minuti al giorno ai loro figli, così come le madri non siano in grado di ricoprire posizioni di responsabilità all’interno delle aziende. L’obiettivo è quindi quello di riequilibrare quella disparità tra uomini e donne che tanti danni sta oggi creando alla nostra società, sia dal punto di vista culturale e sociale, sia dal punto di vista economico, fino a sfociare in episodi di violenza di vario tipo. Il Gioco del rispetto è un progetto frutto di mesi di lavoro che ha anche valenza scientifica, soprattutto per l’attenzione alla misurazione dei risultati.
CHE COSA NON È IL GIOCO DEL RISPETTO
Il Gioco del rispetto non affronta né i temi della sessualità, né quelli dell’affettività. Tra le proposte di gioco non ce n’è nessuna che riguardi l’educazione sessuale, né si toccano i temi dell’omosessualità, della corretta o non corretta composizione della famiglia. Ciò che erroneamente e in malafede viene fatto passare come “gioco del dottore”, estrapolando frasi avulse dal contesto, è in realtà l’ennesima proposta di gioco che mira a evidenziare la capacità dei maschi di provare emozioni al pari delle femmine, per abbattere quindi lo stereotipo che vuole gli uomini privi del loro lato emotivo. Far sentire che i cuori dei bambini e delle bambine battono nello stesso modo, vuole accentuare la loro uguaglianza. Qualsiasi tentativo di attribuire malizia a questa proposta di gioco è perciò fuori luogo e offensivo nei confronti del valore educativo e scientifico del progetto. Il Gioco del rispetto è un progetto completamente estraneo al recente e controverso dibattito sul gender ed è sufficiente documentarsi per averne evidenza.

Prendiamo spunto dal periodo che  ho evidenziato, perchè è proprio qui che  il gioco di rispetto non va più bene  ,non perchè il bambino si metta a stirare o perchè la bambina  cambia  una lampadina ,  ma sul fattore  violenza, prendo ancora  in visione  un altro articolo sull argomento

http://giocodelrispetto.org/2015/03/10/no-alla-violenza-si-al-rispetto/

Ormai la parola “genere” o “gender” è stata ammantata di una valenza diabolica. “Genere” non si può più dire perché sembra nascondere complotti oscuri per l’estinzione della nostra specie. “Gender” ancora peggio. Eppure, maschi e femmine sono diversi per GENERE. E questo non lo può negare nessuno. Né lo neghiamo noi. Tanto è vero che in due tessere di uno dei nostri giochi, rappresentiamo sia la mamma sia il papà. Due concetti che non ci paiono francamente così sovversivi. Il gioco del rispetto promuove il rispetto tra i GENERI, e non ci vorremmo vergognare dicendolo.

Poi.

È OVVIO che non parliamo di violenza contro le donne a bambini e bambine.

È OVVIO che li facciamo giocare rispettando la loro età e la loro innocenza.

È OVVIO che non li costringiamo a indossare tutine borchiate (lo sapete vero che nelle scuole dell’infanzia il gioco del travestimento è uno dei grandi classici, anche senza il bisogno del nostro gioco?).

È OVVIO che i bambini non sono nudi (ma veramente qualcuno ha scritto che i bambini sono nudi???).

Un pochino rispecchia  quello che  ho citato prima, ma  è il dopo che  mi interessa maggiormente

Per fortuna in tanti hanno capito. In tanti ci sostengono e sono orgogliosi di questa nostra scuola che lavora per migliorare e migliorarsi sempre, che non ha paura di sperimentare, di seguire le esigenze delle famiglie e di collaborare con queste in un clima di fiducia che con questo progetto abbiamo sempre trovato. Le famiglie ci scrivono, mamme e papà ci chiedono di continuare, di non mollare, perché come noi sono convinti che questo sia progresso e che non sia accettabile conservare stereotipi che hanno ridotto l’Italia agli ultimi posti in Europa per la parità di genere. E questa non può essere una questione di opinioni personali, perché si tratta di civiltà. Non si può essere a favore della discriminazione. Non si può essere a favore della violenza. Non si può accettare che le donne muoiano o perdano il lavoro “in quanto donne”. Per questo andremo avanti, ricercando sempre dialogo e confronto, sempre con rispetto. E senza mai vergognarci per questo.

Se c’è qualcuno che manca di rispetto, da quello che  ho letto,  sono proprio loro … ne mancano perchè mettono l’uomo come  carnefice sempre e comunque  e,da  una base del genere, si può solo dedurre che , nascere maschio sia  sbagliato e che  tale rispetto dovrebbe essere solo da parte dei maschi verso le femmine  e mai il contrario .nelle frasi che  ho evidenziato lo si capisce chiaramente … ecco allora che  il gioco del rispetto ,come  lo intendono loro, a me  non va più bene perchè manca  la reciprocità perchè ,se andiamo a vedere  i dati (detti anche  da Glenda Mancini) e che  anch’io ho pubblicato a scapito dei 110 omicidi femminili ,ci sono 79 maschili , quelli non meritano rispetto ?

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