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I soliti errori

15 febbraio 2015

Ne  ho parlato poco tempo fa a proposito del cartello centro anti violenza  imbrattato con la scritta  “sono tutte troie”

Allo stesso modo oggi ho visto questo articolo scritto da italian di Beppe  Severgnini ,maschio pentito da competizione

http://italians.corriere.it/2015/02/12/benedetta-ha-paura/#.VNxjYBIYh3Y.twitter

in poche  parole, presso la casa di questa Benedetta è stato esposto questo striscione

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La situazione  è pressapoco questa

La società californiana Uber offre trasporto urbano tramite una app ed è presente in 53 Paesi. Spesso ci sono state incomprensioni, discussioni, negoziati. Ma in nessun posto al mondo è accaduto quello che sta accadendo in Italia. Ci sono stati episodi di violenza in diverse città, tra cui Milano a Torino. Benedetta Arese è stata derisa, insultata e minacciata. Fino al lenzuolo appeso, nel giorno delle assemblee dei taxisti. 

Ecco il nocciolo della questione  ,i taxisti possono avere tutte le ragioni di questo mondo, ma che  vanno a decadere con una striscione  bianco con scritte ingiuriose, in sostanza ,questa Benedetta  potrebbe non aver fatto bene  il suo lavoro ma tutto decade grazie  ad un paio di parole  messe a denigrarla, con poca fantasia  tra l’altro

Non è una bravata: è una vergogna. Le preoccupazioni dei taxisti sono comprensibili,  le cautele delle amministrazioni ragionevoli, i desideri dei cittadini evidenti (avere trasporti privati efficienti). Quello che è inaccettabile è aver portato lo scontro a questo punto. Una città che si comporta così non può ospitare Expo2015. Al massimo, una convention internazionale di teppisti.

 

In quel lenzuolo non c’è, infatti, solo diffamazione e prepotenza. C’è un modo di intendere le donne. Se Benedetta fosse stata un manager americano, un Ben o uno Stan con i baffi hipster, i toni sarebbero stati diversi. Intimidire una giovane italiana per scoraggiare un concorrente. I taxisti di Milano – con cui viaggio quotidianamente, discuto e scherzo –  devono intervenire. Tocca a loro fermare questa deriva. Dicano “Basta”. Perché se a Benedetta Arese succede qualcosa, non potranno cavarsela sussurrando “Le solite teste calde!”.  

 

Nell’attesa, un’informazione personale. Non avevo, fino a ieri, un profilo Uber. Oggi mi sono iscritto. Nei miei spostamenti per Milano sceglierò chi è più professionale, più efficiente, più civile.

Il buon Beppe si comporta con una maschio pentito e mette il punto che  la suddetta Benedetta è una donna  (ma vah?) e qui le donne  si intendono in un certo modo , cioè fare servizi sessuali, solo che  ,in questo contesto ha pienamente ragione  si è parlato delle  vertenze dei tassisti ? No ,si è parlato solo che  la donna  è stata oltraggiata

Come  ho già  scritto ,la donna  adesso può fare tutte le nefandezze di questo mondo , ma avrà una  specie di “immunità ” , non mi potete criticare perchè sono donna  che  è il pericolo che  incombe con le quote rosa

Le donne ,come  gli uomini ,possono sbagliare,  solo che  ,di essere di un sesso piuttosto che  un altro ,si avrà una carta vincente  in più

Questa  cosa  può succedere  lo stesso con i gay ,con i trans ecc ecc … succede quando si mette al primo posto l’inclinazione sessuale e il sesso ,al posto della ragione …

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8 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    16 febbraio 2015 17:37

    dare della puttana a una manager non è “criticare il suo lavoro”, è una offesa gratuita di tipo sessuale, il tipo di offese che raramente riguardano i manager uomini nonostante tutte le nefandezze che possono fare. Il sesso
    qualcuno ha mai accusato Marchionne di spompinare gratis Obama? Oppure anche nelle polemiche più dure hai mai visto striscioni tipo “Marchionne impotente”, “Marchionne non ti si rizza neanche col viagra” o cose del genere?Non puoi negare che sulla sessualità femminile pesa uno stigma che la sessualità maschile non ha. Il problema è lo stigma, non la sessualità

    • 16 febbraio 2015 17:52

      Infatti paolo anche perchè ,facendo cosi , si devia dal problema iniziale ed anzi ,non lo si risolve affatto … Sul resto magari che lo spompina no ,ma che gli da il culo si … io che sono un pochino anzianotto mi ricordo alcuni monologhi di Benigni (prima della sua deriva cristiana) che denigrava i politici sulla dimensione del pene su Andreotti ha cosi citato (Andreotti ha la gobba a forza di cercarselo ) ,senza contare del Silvio nazionale

      • Paolo permalink
        16 febbraio 2015 18:02

        Bè Berlusconi è stato effettivamente coinvolto in scandali sessuali quindi le battute su quello erano inevitabili, successe lo stesso a Clinton per molto meno..
        E onestamente le battute di un comico sul pene di Andreotti non mi sembrano uguali a uno striscione offensivo davanti casa tua (che ha pure un valore intimidatorio tipo sappiamo dove abiti)

  2. Paolo permalink
    16 febbraio 2015 17:48

    Prendiamo Margaret Tharcher . Ti ricordi cosa ha detto Ken Loach alla sua morte? Ecco:
    “È stata una combattente e il suo nemico era la classe lavoratrice britannica. Privatizziamo il suo funerale, facciamo un’asta e accettiamo l’offerta più economica. È quello che avrebbe voluto. Ricordatevi che ha dato del terrorista a Mandela e prese un tè con il torturatore e assassino Pinochet”

    ecco Loach è riuscito ad esprimere una critica fortissima, caustica, feroce ad una donna che evidentemente detestava per ragioni politiche senza darle della troia, senza riferirsi alla sua vita sessuale. Quindi caro Mauro le donne si possono criticare eccome anche in maniera dura..solo che qualche volta si potrebbe evitare il solito repertorio sopratutto in questioni lavorative, economiche e politiche in cui la vita sessuale e i comportamenti sessuali non centrano nulla.
    Ci vorrebbero più uomini come Loach

  3. Franco permalink
    1 aprile 2015 19:44

    Quanta disonestà intellettuale… L’insulto esiste per dare fastidio e non per comunicare una verità. Si deve essere piuttosto limitati per non capire che quando si dà della “troia” a una donna, spesso lo si fa, non perché lo si crede, ma piuttosto proprio perché si sa molto bene che è l’insulto che dà più fastidio! Di fronte a ciò ogni tipo di insulto fine a se stesso è da prendere in identica maniera! Oppure vogliamo credere che Benigni ha visto il pene di Andreotti? Delle volte mi chiedo se sono io un genio oppure gli altri troppo sciocchi per capire certe ovvietà. Infondo certe argomentazioni del cavolo hanno un successo enorme.

    PS.
    Complimenti per il sito.

    • 1 aprile 2015 21:19

      Benvenuto Franco e grazie per i complimenti 🙂 ,faccio quello che posso , essendo d’accordo con te ,qualche volta (anzi sovente) la parola troia scappa anche senza volerlo, ma quello che mi preme dire è che dobbiamo proprio fare uno sforzo a tenere dentro la lingua e a misurare le parole perchè altrimenti saremmo attaccati per quello e passeranno in secondo piano i contenuti

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