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Guai a parlare di maschicidio (parte 2)

29 giugno 2017

La  seconda  parte  l’articolo tratta dei movimenti maschili definiti dall’autore  “misogini”

Mentre  ho scritto la  prima  parte  già diritti maschili ed  antisessimo (chiamati in causa)  hanno risposto

A  me  invece  l’autore non mi ha  nemmeno nominato ,va  beh dispiace ,comunque  sarebbe stata  la  solita  solfa cioè cesso ,sfigato ,che  non sa  scrivere (questa è vera,purtroppo) misogino ecc ecc

Comunque  sia  l’autore  parte  con “A voice  of man” sia  la  versione originale (cioè quella  fondata  da  Paul Elam e sia la  versione  italiana

Ancora poco conosciuto in Italia, A Voice for Men è stato fondato nel 2009 dal blogger statunitense Paul Elam ed è il punto di riferimento principale della galassia degli MRA (Men’s Rights Activist), un variegato movimento d’opinione anti-femminista e spesso palesemente misogino. Poche settimane fa, Elam ha fatto parlare di sé scrivendo che i due uomini accoltellati da un suprematista bianco a Portland per aver difeso una ragazza musulmana sono morti non per colpa del loro assassino, ma della “cavalleria” che li ha spinti a difendere la ragazza dalle sue aggressioni.

That escalated quickly

Il mondo MRA — negli Stati Uniti legato a doppio filo alla sub-cultura online dell’alt-right — sta guadagnando terreno anche in Italia, attraverso pagine Facebook e blog che ne veicolano i messaggi e l’immaginario, come Diritti Maschili – MRA Italia (23.700 mi piace), che denuncia quotidianamente le discriminazioni subite dagli uomini — per esempio da parte dell’ATM, che concede sconti senior alle donne già a 60 anni invece che a 65 — e condivide articoli sulla violenza femminile, dandosi un gran daffare a smontare l’idea che esista un privilegio maschile di qualche tipo.

Misoginia  è chiaramente  la  parola  chiave, sono movimenti che “odiano le  donne”, già questo basta  e  avanza  che  l’autore abbia  letto poco e  quel poco male,  e i movimenti maschili che, come  in ogni buona  famiglia  c’è sempre  quello che  va  sopra  le  righe, sembra che  questo succede  anche  nel femminismo ,solo che  nel secondo caso ,si fanno leggi ad  hoc contro il genere  maschile

Poi sulla  cavalleria, vorrei vedere  se  a  sessi invertiti, le  due  donne  sarebbero intervenute anche  se  la  cosa  giusta  da  fare  era  chiamare  le  forze dell’ordine

Il “patriarcato” è liquidato come un complotto anche da Antisessismo (45.200 mi piace), che si presenta come una pagina rigidamente egualitaria, contraria a qualsiasi discriminazione di genere, ma poi di fatto il grosso della sua produzione è costituito da post e meme contro il femminismo, la narrazione dei “media mainstream” sbilanciata a favore dei diritti delle donne, i “doppi standard” e il male bashing.

Negli ultimi giorni le pagine Facebook di questo genere (altriesempiqui) hanno cavalcato ben volentieri la campagna di ridicolizzazione del concetto di manspreading, bollato come l’ennesima paranoia nazi-femminista, e hanno accolto con giubilo la notizia dei ragazzi inglesi che, contro il divieto di indossare pantaloncini corti d’estate, si sono presentati a scuola con la gonna. La possibilità di indossare indumenti più ariosi, d’altronde, è un emblema ben noto del soverchiante privilegio femminile nella nostra società.

L’autore  adesso fa  pure  il “simpatico “, ovviamente  la  lettura  delle  pagine in questione  si ferma  ai meme  , essendo cattivi si potrebbe  dire  che  legge  solo le  figure , poi il manspreading è veramente  una  cosa  seria  ?

Questo tipo di cultura più o meno sottilmente misogina è lo stesso che filtra da fenomeni di internet molto più di massa, come le varie pagine bomberiste e “ignoranti,” del tipo Sesso Droga Pastorizia, o quelle dedicate al grande macro-meme della friendzone, che hanno diffuso con successo una serie di stilemi che potremmo definire di anti-femminismo pop. Le femministe diventano così un po’ come i “radical chic,” i vegani, e gli altri bersagli facili del bomberista medio, contribuendo a creare un mondo fantasioso in cui non solo non esiste alcun divario di genere sbilanciato a favore del sesso maschile, ma al contrario sono gli uomini ad essere quotidianamente penalizzati e discriminati — e pure fatti oggetto di violenza.

grab via it.avoiceformen.com

Non si tratta ovviamente di negare che la suddivisione tra i ruoli danneggi anche il genere maschile (come sa chiunque si occupi di questioni di genere appena un livello sopra la fase “maschi contro femmine” della scuola media), né che esista la violenza femminile — anche se parlare di “maschicidio” come un fenomeno generalizzato è francamente ridicolo. Il problema degli MRA è che si battono solo in minima parte per una maggiore sensibilizzazione sui problemi maschili — che si tratti della condizione dei padri separati o della maggiore esposizione al rischio di tossicodipendenza e suicidi — perché sono troppo impegnati nella propria crociata contro il femminismo, come se l’estensione dei diritti altrui fosse un modo per limitare i propri. In questo modo, in buona o in cattiva fede, finiscono per ingrossare l’onda della misoginia online — che non ha alcun bisogno di essere ingrossata.
Gli ultimi dati sulla violenza di genere in Italia possono essere un buon punto di partenza per tornare con i piedi per terra: nel 2016 sono state 120 le vittime di femminicidio; il 21% delle donne italiane (4,5 milioni) dichiara di aver subito stupri o tentati stupri, mentre le vittime di stalking sono il 16%, oltre 3 milioni.

Eccolo il colpo di grazia, le  pagine  sui diritti maschili sono ignoranti (il mio blog lo è di sicuro)

Come  detto nella  prima  parte ,anche  l’autore  crede  che  ci sia  un “debito” che  il genere  maschile  abbia  nei confronti del genere  femminile ,morti sul lavoro, suicidi, senza  tetto (tutte problematiche praticamente  maschili), sono problemi secondari (a  seconda  dell’autore)  il nostro sogno invece  e  di andare  contro le  donne  (non l’ideologia  femminista, ma  contro le  donne, come  spiega  con i dati sulle  violenze, tanto di sicuro il maschicidio è ridicolo)

Parlo a  titolo personale

Io sono contro il femminismo con una  semplice frase

Una  femminista  dichiarata  scrive “Con i morti sul lavoro avete rotto ”

Se  sono contro una  ideologia  del genere sono un misogino ?

Certo è una persona non il femminismo intero, però il femminismo ha  fatto firmare  la  convenzione  di Istanbul , ha  fatto si che  il 14  agosto di qualche anno fa  il presidente  del consiglio Letta, con un decreto legge, abbia  affermato che  gli uomini sono pericolosi

Se questo è il femminismo, io lo combatto .

Conclusioni

Articoletto di un maschio pentito che,per  fare  una  cosa  nuova, scrive  male  del mondo maschile ,originale davvero

 

 

Guai a parlare di maschicidio (parte 1)

28 giugno 2017

Devo dire  la  verità, volevo fare  un video (sarebbe  stato il primo personale del blog, tanto da  ricordare  i metallica 🙂 ) ma  una  voce nasale (data  da  un raffreddore fuori stagione) mi ha  fatto desistere , va  beh sarà per  la  prossima, comunque  sia  rispondo ad un articolo che  il prode  maschio beta (e  cambia  sto nome) ha  subito condiviso

http://thesubmarine.it/2017/06/27/perche-e-stupido-usare-la-parola-maschicidio/

In molti, dall’Accademia della Crusca in giù, hanno già ampiamente argomentato a favore della necessità del neologismo, ed è sufficiente la definizione del Devoto-Oli 2009 per chiarire che non si tratta di un vezzo: si definisce femminicidio “qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.”

Si vero, viene  uccisa  in quanto “donna”, però c’è una  cosa  che  capisco

Le  donne vengono uccise sopratutto in ambito familiare,se  fosse  vero che  venga  uccisa  “in quanto donna” dovrebbe  valere anche  se  incontro una  donna  per  strada e, visto che  è donna,  la  uccido … ad esempio avrebbe  molto più senso allora  una  legge contro l’omofobia  perchè (ancora  non ne  capisco il motivo ) se  uno vede  due  gay che  si baciano e  si incazza ,il loro essere  gay è il fattore  scatenante  della  violenza, non essere  donne  …

Potremmo dire che si tratta di una parola militante, nel senso che non esaurisce la propria funzione nel designare il fenomeno, ma cerca di diffondere una maggiore consapevolezza del problema e spinge verso una sua progressiva eradicazione — non soltanto dell’omicidio, che costituisce il caso estremo, ma di tutte le forme di violenza di genere. È un processo lento, inevitabilmente, come tutti mutamenti culturali, ma in cui proprio la consapevolezza gioca un ruolo fondamentale, in primis dalla parte delle vittime di violenza — spesso ancora restie a sporgere denuncia — e poi dalla parte di chi la compie, non più in un clima di generale e tacita accettazione.

Non proprio, femminicidio indica  proprio l’omicidio “in quanto donna”

L’opposizione alla diffusione del termine è del tutto sovrapponibile a quella della destra statunitense che cerca di depotenziare il movimento Black Lives Matter ribattendo che all lives matter — un’operazione “ad effetto” e buona come slogan, ma che non sta in piedi dal punto di vista logico: è ovvio che tutte le vite contano, ma i movimenti d’opinione e le battaglie per i diritti civili servono proprio perché nella realtà vera non tutte le vite contano allo stesso modo, e sono l’autorità, il potere o la cultura dominante a non riconoscere questa equivalenza di dignità e diritti. Serve ribadirlo? Purtroppo sì, ancora.

Manca  la  coscienza  di classe (quella  manca  sempre) ,in sostanza  l’autore in questione  usa  la  stessa  tecnica  delle  femministe cioè quella  che  gli uomini hanno “un debito” verso le  donne, quindi un uomo ,da  un ricco imprenditore  ad un barbone  è messo sempre  meglio di una  donna,  ma  se  invece  di usare  black,  white  (all è sicuramente  più democratico ) si usasse  il prefisso “poor” people ?

Per impedire la piena affermazione di questa parità si costruisce un’immaginaria “discriminazione di segno opposto,” denunciata da una posizione di finta imparzialità, tutta orientata, in realtà, a difendere lo status quo: è il modo in cui per tanti anni ci si è opposti a una legge sull’omofobia, o a norme riequilibrative della disparità di genere, come le infamate “quote rosa” (dal nome molto infelice) o la doppia preferenza di genere in certi meccanismi elettorali.

La  doppia  preferenza  di genere rappresenta, per  me  votante, un “obbligo” da  quando mai in democrazia  nella  cabina  elettorale  sono obbligato a  fare  una  scelta ?  Se mi garbano due  uomini o due  donne non avrò il diritto di votare  chi voglio io ?

Ora, di fronte all’affermazione lessicale e concettuale di “femminicidio,” ultimamente capita sempre più spesso di sentir parlare di maschicidio, con evidente intenzione polemica. Il termine è stato utilizzato da alcune testate giornalistiche in riferimento a un episodio di cronaca avvenuto pochi giorni fa a Modena, dove una donna di 50 anni ha ucciso efferatamente il compagno di 63, per ragioni — a quanto è emerso dal primo interrogatorio — dettate da un’evidente squilibrio psichico.

Ah, il famoso raptus, che  è tabù solo a  pensarlo se  si parla  di femminicidi , ma  chiamare  maschicidio, pura  follia , i violenti sono solo gli uomini ,le  donne  si difendono,quindi esiste  questa  regola, gli uomini ammazzano, le  donne  si difendono, più chiaro di cosi e  chi non si difende è perchè ha ” squilibri ”

“Il terzo maschicidio in tre settimane,” si legge su Il Giornale. “Anche le donne uccidono, le statistiche su questo fronte sono approssimative, poco aggiornate, per non dire mai fatte.” (Spoiler: le statistiche in realtà ci sono, e i dati Istat parlano di 79 omicidi volontari consumati da donne nel 2015, contro i 986 consumati da uomini — una sproporzione numerica che è già evidente prima ancora di valutare i moventi e il sesso delle vittime).

Uomini uccidono spesso altri uomini, le  donne  uccidono spesso sempre  uomini ,donna  che  uccide  donna  è molto raro, ma  il buon autore  ci fa  capire  che  esiste  un genere perfetto oserei dire  “ariano”, l’altro come  lo possiamo definire ? Uno scherzo della  natura, violento tra l’altro

Gli altri due episodi a cui fa riferimento l’articolo, senza esplicitarli, sono avvenuti a Villongo, in provincia di Bergamo, dove una donna di 44 anni ha investito con la propria auto un uomo che da tempo la perseguitava e che — stando alle sue dichiarazioni — l’aveva minacciata e ferita con un coltello; e a Campasso di Sampierdarena (Genova), dove una trentanovenneha ucciso il marito che quotidianamente la picchiava. Tre casi che, come si vede, è molto disonesto e tendenzioso accomunare sotto l’etichetta, già di per sé poco sensata, di “maschicidio,” come se esistesse un generalizzato sistema di sopraffazione e violenza delle donne ai danni del sesso maschile.

Sono morti degli uomini, che  naturalmente erano stalker, violenti e  psicopatici, diciamolo pure , se  la  sono cercata (non ricorda  qualcosa?)

Ma l’idea che il maschicidio sia un fenomeno occultato dalle forze del “politicamente corretto” e del “mainstream” ha cominciato a farsi largo da un po’ di tempo. A marzo scorso, proprio il Giornale — non a caso — ha distribuito in edicola un libro intitolato Il maschicidio silenzioso, che “sposta la lente di ingrandimento sul lato oscuro e i tabù dell’amore malato e violento, ovvero quello delle donne che odiano gli uomini.” L’autrice, Barbara Benedettelli, è stata candidata alla Camera con Fratelli d’Italia nel 2013, e attualmente è presidente dell’associazione L’Italia Vera, una sorta di think tank il cui scopo — come si legge piuttosto confusamente sul sito ufficiale — è “inserire al centro della vita sociale del Paese la persona umana e i diritti naturali e inalienabili alla vita, alla salute psico-fisica e alla felicità,” il che si traduce in una generica “attenzione” nei confronti delle “Vittime,” sempre scritto con la V maiuscola, ovvero i “cittadini colpiti dai reati contro la vita.”

Proprio questa equiparazione iper-generalizzante di qualsiasi violenza, a prescindere da cause e moventi, spinge a presentare la violenza maschile e quella femminile semplicemente come due facce della stessa medaglia. Ma la violenza non è tutta uguale, e non la si può analizzare senza considerare i contesti relazionali (in piccolo) e socio-culturali (in grande) che la rendono più o meno diffusa e più o meno accettata.

 

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Dati di una presunta “ricerca EURES” del 2015, che suona tanto come un ente di ricerca pubblico di livello europeo, ma non lo è. Da non confondere con l’omonimo portale della mobilità professionale della Commissione europea.

 

Diciamo (e  finiamo la  prima  parte) di questi 345 casi non gli frega  un cazzo a  nessuno, ma  se  il femminismo è per  la  decantata  parità,non dovrebbe  trattare  un eguale  misura  questi omicidi e  non fare  una  distinzione  sessista  su chi “vale  di più” ?

 

 

8sense

19 giugno 2017

sense8

 

 

 

 

Sto guardando su nextflix questa  serie  che  sembra  venga  sospesa .

Non ne  so nulla  del perchè della  sospensione e  senza  fare   spoiler dico che  è una  seria  interessante  con una  storia  particolare, per chi ama  i thriller- horror (anche se  di horror  c’è ben  poco)  lo consiglio

Una  cosa , nei siti femministi erano praticamente  impazzite per  questa  serie ,poi ho scoperto il perchè

Perchè,   hanno voluto mettere (che  centrava  come i cavoli a  merenda) anche  delle  storie  gay-friendly ,infatti , tra  i personaggi ci sono anche  una  coppia  gay e  una  lesbica ,in un paio di puntate  fanno vedere  anche  i gay-pride

Ma  non è nemmeno poi quello il grande  problema,  cioè delle  coppie  gay, il problema è che  si criminalizza il genere  maschile  come  avviene  in modo palese  nella  seconda  e (per  ora)  ultima  stagione

Qui devo fare  un pochino di spoiler

Nella  puntata  “incriminata” (tanto per  restare  in gay- friendly ) i due  “papa” di una  ragazza  discutono su un attentato avvenuto a New York e  dice  testualmente  “Si da  la  colpa  alla  religione, al colore  della  pelle, invece  la  verità è solo una, era  un uomo che  scopava poco , si sa  che  la  violenza  ha  un genere ”

L’ho trovato non solo di cattivo gusto, ma  fuorviante e sessista verso gli uomini

Siamo alle  solite  e  se  avesse  detto che  una  etnia  è violenta?

Sembra  quasi che  “a  forza” devono per  forza  introdurre  del femminismo spicciolo

 

Il galvanometro

13 giugno 2017

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Questo è uno strumento della  corrente  elettrica  e  si usa  per  trovare  l’equilibrio della  corrente  in un determinato circuito elettrico, in misure  elettriche si usa  per  ponte di wheatstone (cosa  che  ho fatto circa  un milione  di anni fa) …

Cosa  centra ? Centra  che  l’equilibrio lo si ottiene  con lo 0 e non vale  solo per  le  misure  elettriche  ,ma  vale anche  per  tante  altre  cose  ,per  esempio giugno è il mese  del gay pride

Ho sempre  sostenuto che  il gay pride  sia  una  carnevalata ,un circo dove , sotto la bandiera  arcobaleno e  dei diritti, si ostenta  il proprio “orgoglio ” gay

Sia  chiaro che i diritti sono sacrosanti, e  se  una  coppia  gay si sposa  nulla  toglie  a  me  etero di fare  lo stesso ,lo stesso dicasi delle  coppie  di mista  etnia  ,il problema  allora  quale è ?

Il problema  è spostare  quella  lancetta  verso il “fondoscala” cioè che  non ci sia  più equilibrio

Certo, ed è vero che  esiste  il fondoscala  anche  dalla  parte  avversa, l’omofobia  nel 2017 è molto presente

In sostanza ..  se  vediamo due  che  si baciano e  ci incazziamo (non so per  cosa) la  lancetta  andrà verso il fondoscala ma , allo stesso modo  se  le  femministe  portano i gay come  migliori degli etero ,avremmo che  il fondoscala  andrà dall’altra  parte.

Come  si ottiene  allora  lo 0 ? Semplice  trattando chi è omossessuale  come  una  persona  qualsiasi  ,con i suoi pregi e  i suoi difetti alla  pari di un etero e  non migliore  di un etero (il peggiore  le  femministe  non lo prendono neppure  in considerazione)

Lo stesso discorso vale  per  uomo e  donna , bianco e  nero ecc ecc

Il leghista maschio beta

29 maggio 2017

Post veloce  di risposta  alla  pagina  “Il maschio beta”

maschio ebete

Parlerò dopo della  proiezione del film “solo per  le  donne”

Ma  prima  vorrei portare  l’attenzione  sul 96 % di carcerati sono di sesso maschile, come  per  dire  che  gli uomini sono violenti  quindi, seguendo la  teoria  del maschio beta, hanno ragione  pure  i leghisti visto che, tra i carcerati , circa  il 70 % sono extracomunitari quindi pericolosi

Sempre  detto che  il pensiero leghista  si sposa  a  perfezione  con il pensiero femminista, solo cosi ,a  naso, non credo che  il maschio beta abbia  simpatie per  il carroccio eppure  usano gli stessi sistemi

Una parola  alla proiezione  per  sole  donne

Vi ricordate  i vagoni solo per  le  donne  che, se  fosse  scritto ” White  people only” si griderebbe  ( è giustamente)   al razzismo?

Si usa  la  stessa  tecnica,cioè di avere  quello che  in gergo si chiama  “safe  space”

Solo che  ,se  si parla  di donne diventa  politicamente  corretto e  il maschio beta  se  la  ride

Lega- femminismo -razzismo … Una  linea  comune

Il maschio… “extracomunitario” della sinistra

24 maggio 2017

rifondazione comunista

In un gruppo di facebook che  seguo mi fanno notare, con questo screen,  una  trasmissione  che  è andata  in onda  di lunedì, che  non ho visto ,ma  che  sembra  riportare  il solito copione cioè: Maschilismo,  femminicio , maschio, bianco ed  eterosessuale(cattivo)  e fanno anche  notare  lo stemma  del partito alle  loro spalle .

Quel simbolo che, come  ho scritto anche  nel gruppo, non rinnego di averlo votato,anche  più volte ,simbolo di speranza per  alcuni, per  altri porta  a  “visioni ” apocalittiche (Berlusconi su tutti) ad  altri è stata  una  infamia  della  storia , comunque  sia  questo simbolo ha  perso completamente  il significato originario

Praticamente  il simbolo è il partito che  ne  consegue è diventato una  lega  nord, anche  se   al contrario

Si dice  che  il razzismo all’inverso non esiste ,non sono mai stato d’accordo ,se  si dice  che  sei un bianco di merda ,solo perchè sei bianco ,per  me  è razzismo .

Rifondazione  comunista  praticamente  da  la  colpa  (apertura  del suo congresso) al maschio bianco ed eterosessuale di tutti i mali del mondo

Non di meno cosa  fa  un leghista  se  incontra  un extracomunitario

Cosa  che  ho già scritto in altri articoli ma  ripetere  ogni tanto come  è visto il maschio nelle aule  della  politica , non fa  di certo male

Anche  oggi mi sono bastati 5 minuti di Civati (l’aria  che  tira  su LA7, fondatore  di “possibile”) per aver  capito il tono della  discussione  (donna  buona, maschio cattivo )

Non di meno Salvini ( Di martedì) che  ha  puntualizzato come  le  pensioni danneggino le  donne (mentre per  gli uomini ….) e  che l’islam è terribile  perchè non c’è parità tra  uomo e  donna

Inutile, la  donna  “tira” e fa  prendere  voti, all’uomo (inteso come  maschio) sembra  che  le  cose  vadano di lusso e se  fai notare che  i senzatetto sono due  uomini beh ,è la  scena  di un film che  non rappresenta la  realtà (l maschio beta)

Concludendo, peccato davvero perchè quelle  persone  che  parlano sotto quel simbolo per me  è come  una  stilettata al cuore

 

Questioni di coerenza

16 maggio 2017

coerenza_futurama

 

Dalla  pagina  “pasionaria.it” (dove, dopo una  mio commento non offensivo, sono stato bannato)

Ci colpisce il commento della presidente del Friuli Debora Serracchiani (Pd) di fronte al tentativo di stupro di una minorenne a Trieste da parte di un uomo richiedente asilo: “La violenza sessuale – ha dichiarato – è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”. Ci dissociamo da questa strumentalizzazione della lotta contro la violenza sessuale in chiave razzista: quando i violenti sono italiani il reato è altrettanto grave e deprecabile. Perché la violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre. Punto

Strano a  dirsi ,ma  sono completamente d’accordo con quello scritto cioè che  uno stupro resta  sempre  una  stupro, e  allora  perchè mi hanno bannato ?

Molto semplice  gli ho fatto notare  che  uno stupro è uno stupro come  un omicidio è un omicidio

Per  carità, adesso nemmeno ricordo cosa  ho scritto (ma  sicuramente niente  di offensivo) forse  sono stato un pochino sarcastico, comunque  sia  l’hanno cancellato e  bannato dalla  pagina, povere  patetiche

Ma  non è nemmeno questo l’importante  (figurarsi, sono abituato ai ban delle  femministe) perchè qui si vede  la  coerenza questa sconosciuta …

Mi domando come  mai questa  levata  di scudi, che  forse  centra  il colore  della  pelle come  per  i loro odiati nemici leghisti ?

Perchè se  qui (come  giustamente) non fanno distinzione  tra  caucasici e  quelli con la  pelle  nera, mi domando come  mai facciano, nei casi di omicidio, distinzione  tra  uomo e  donna

Perchè , in entrambi i casi, si entra  nel politicamente  corretto che  a loro piace  tanto ?

Perchè, con i migranti, si entra  nel terreno pericoloso di passare per  razzisti mentre si può dire  pesta  e corna  sugli uomini (meglio se  bianchi) ?

Domande  che  non troveranno risposta  tanto meno dalle  femministe  che  usano la  scure  del ban