Skip to content

La strategia

29 ottobre 2017

Ho visto questo screen che  ho occultato il nome  pechè non è importante, importante  è il messaggio,in questo caso , deleterio per  le  cause  MRA

strategia

Non capisco il senso di mandare  un messaggio cosi di “peso” , si passa,  evidentemente, dalla  parte  del torto ,ho dato un occhiata alla  pagina  in questione  e  non si discosta  dalle  varie  pagine  femministe  di sinistra  fucsia (che  diventano poi dei leghisti al contrario ,cioè immigrati buoni e  italiani cattivi ) , ma  questo non vuol giustificare  dei messaggi cosi espliciti ma  di poco senso

Io sono sempre  convinto che, quando si offende  , si passa  dalla  parte  del torto pur  avendo ragione, ed è deleterio per  la  questione  maschile  o MRA  a  dir si voglia , benissimo contestare  pagine  del genere, l’ho fatto pure  io ,ma  si deve  sempre  e  comunque  evitare di andare  “sopra  le  righe”

Ti bannano ugualmente? Vero ,ma  non gli dai mezzi per  poter  replicare  e  la  figura  delle  “nazifemministe” la  fanno loro

Qualche  volta  un pochino di strategia  non guasta

 

Annunci

Odi le donne ?

20 ottobre 2017

Domanda  semplice , quindi la  risposta  sarà  semplice

No ,nella  maniera  più assoluta,  non è nemmeno buonismo o politicamente  corretto, proprio è una  cosa  che  non mi si pone, combatto il femminismo per  il suo pensiero, ma  non odio le  donne , che  ci crediate o meno a  me  francamente  importa  poco

Ho dovuto questa  spiegazione  perchè ho letto questo articolo

https://lunanuvola.wordpress.com/2017/10/07/odi-gli-uomini/

A parte  la  solita  battuta  sull’errore  grammaticale  ( per  inciso ho provato a  scrivere odii e mi segna  errore, ma  sono solo uno zotico maschilista  e, per  di più , ignorante , quindi forse  il correttore  si è portato al mio livello ) l’autrice  del blog fa  la  disamina  di alcuni episodi di cronaca  che  portano empatia, quali lo stupro che  porta  più empatia  di uno che  cade  da  un tetto ma, oltre  a  questo ,  finisce  in questo modo

Odi gli uomini? Purtroppo. Per tutto il tempo fanno un fracasso infernale. Occupano strillando e sgomitando ogni spazio. A dire cose sensate, però, sono davvero in pochi. Maria G. Di Rienzo

Purtroppo tocca  “odiarli” , lei non riesce  a  farne  a  meno ,  e  simpatica  la  chiusa  finale  ,ricorda  alcuni articoli dei giornali del nord (compresi annunci ) quando parlavano dei meridionali

Ricordiamo sempre  che  la  misandria  non esiste

Lettera

14 ottobre 2017

Ho ricevuto e  volentieri pubblico questa  lettera  firmata  G.M

Perché la prostituzione deve smettere di avere quell’aura di degrado che si porta appresso da sempre

Quando si pensa alle prostitute, subito si pensa a un mestiere degradante, fatto in zone oscure delle città o dei paesini di campagna, a ragazze messe per strada con la neve e il sol leone, svestite in ogni stagione, in campagna col fuoco acceso e la sedia, mentre in città le si immagina in piedi ad aspettare il prossimo cliente pronto a far fare loro chissà quali azioni aberranti e probabilmente anche picchiate, stuprate e tiranneggiate da un magnaccia magari di stampo mafioso.

Ebbene, per quanto ciò sia successo e accada ancora oggi, per una buona fetta dei casi non è così.
È pur vero che, per certe ragazze straniere irretite da false promesse di un buon lavoro in un paese del primo mondo, ciò è accaduto davvero: la tratta e lo sfruttamento della prostituzione accade ancora, anche nei paesi del Primo Mondo. È ovviamente è disgustosa oltre che illegale. Ma questo non significa che tutte le prostitute, e nemmeno la maggior parte di loro, siano delle schiave sessuali.
Tuttavia, spesso chi parla così non si è nemmeno minimamente avvicinato a questo mondo, e parla per sentito dire e per luoghi comuni.

Dunque come si svolgono realmente i fatti, in questa buona parte di casi di prostitute volontarie?
Alcune di loro sono disoccupate che non hanno di che lavorare e/o non se la sono sentita di accettare lavori sottopagati magari con un numero di ore alto, magari sono madri giovani e ancora piacenti che hanno debiti da pagare.
Altre sono ragazze che arrotondano per pagarsi gli studi, o per pagarsi tutte quelle belle corbellerie (magari inutili) che se fossero impegnate, comprerebbe il loro uomo. Addirittura, ci sono stati casi di baby prostitute che lo facevano per pagarsi le ricariche telefoniche. Altre ancora sembrerebbero farlo (anche) per passione e divertimento.
Come uscire dall’idea che una peripatetica non sia necessariamente una sfruttata?
Semplice, frequentandole o anche mettendosi nei panni di una donna che ha bisogno di soldi e non sa da dove tirarli fuori.

Facciamo due conti: una donna disoccupata, che magari da mesi non trova lavoro (neanche a nero) e sta finendo i risparmi perché i soldi della disoccupazione (quando la si prende) non bastano (o non ci sono affatto), la cui prospettiva di finire a fare un lavoro a nero sottopagato e senza garanzie non alletta e magari nemmeno le garantirebbe l’arrivare a fine mese, ha ben poche alternative.
Perciò magari indagano un po’ su quali zone della città sono più rifornite di peripatetiche, si scelgono un angolo di marciapiede e lo occupano, esercitando la professione liberamente, senza dovere soldi a nessuno.
Alchè qui qualcuno potrebbe pensare: ma se sta in strada, rischia di essere notata dalla malavita!
E probabilmente potrebbe avere ragione. Perciò quelle che esercitano su pubblica strada sono quelle più a rischio, oltre che di fare brutti incontri, di ammalarsi a causa delle condizioni meteo quando queste ultime sono turbolente. Certo, è dura, ma pensate che non sono le uniche: ci sono i pony express in moto che stanno spesso al freddo e anche col vento, gli operai, i carpentieri. E sono quasi tutti uomini. Però, se l’Onu stessa ha detto che l’italia è uno dei paesi più sicuri per le donne, allora quando sentiamo parlare di femminicidi non dovremmo sentire per la maggior parte che sono state uccise delle prostitute? No, la maggioranza dei femminicidi è in realtà uxoricidio.

Peraltro, il mestiere può anche essere esercitato in un appartamento affittato apposta: molte di loro hanno una casa e una bottega, in una esercitano e nell’altra abitano. Per adescare clienti, mettono annunci in rete. E spesso questi appartamenti sembrano sempre disabitati, o si vede la luce filtrare da persiane perennemente abbassate o chiuse. I vicini possono fare congetture e sospettare, possono sentire rumori, tuttavia sono rumori che si sentirebbero in qualunque appartamento (ci sarà pur sempre una coppietta focosa in un appartamento che produce gli stessi rumori, prima o poi) ed è comunque una soluzione molto più discreta e comoda che non mettersi a un angolo della strada, di notte. Inoltre se nessuno sa con certezza, difficile che la faccenda venga scoperta. Mentre una donna poco vestita che sta tutta la sera ad aspettare non si sa chi, è fin troppo ovvio chi stia aspettando e cosa stia facendo.
Indi per cui, se nessuno (a parte i tuoi clienti) sa che eserciti la professione, sarai difficilmente raggiungibile dalla malavita.

A ben pensarci, poi, credo che nessuna sarebbe così stupida da non tentare almeno la fuga per denunciare il fatto alle forze dell’ordine. Ma il fulcro della faccenda, è che queste donne lo fanno per loro libera scelta, in primis. Se poi interviene la malavita, questo noi non possiamo saperlo con certezza, inoltre per la malavita stessa è molto più rischioso, costoso e faticoso organizzare traffico di esseri umani che non traffico di droga, che a conti fatti è ugualmente redditizio e meno faticoso.
Anzi, analizzando le polemiche, si insiste molto di più nell’affermare che la prostituzione è degradante per la donna perché un uomo la costringerebbe a dispensare favori sessuali. Ma l’offerta di prestazioni sessuali è fatta dalla donna stessa in questo caso, e non da un fantomatico protettore. Diversamente, non credete che molte prostitute avrebbero chiesto ai loro clienti di aiutarle chiamando le forze dell’ordine? O che almeno uno di questi clienti si sarebbe reso conto che qualcosa non andava? E ancora, non sarebbe più facile pensare che queste donne sfruttate avrebbero quasi esclusivamente una clientela particolare (leggasi: criminale), a cui non importa minimamente dello stato di salute e di consenso delle ragazze e della possibilità che esse stiano esercitando la professione sotto minacce e costrizioni (e che magari le esercitano loro stessi)? Questo almeno, nei casi di quelle che si prostituiscono per guadagnarsi la pagnotta.
Perché per una ragazza nel fiore degli anni, di buona famiglia, avrebbe più senso trovarsi un lavoretto part time per pagarsi gli sfizi che non farsi sfruttare dalla malavita, per cui le escludo a priori. Questo è il motivo per cui non è possibile che tutte le prostitute siano sfruttate e per cui non è possibile tutti i clienti siano dei maiali abusatori misogini.

E nel caso di quelle ragazze che lo fanno e sembrano divertirsi, beh, se hanno l’aria di divertirsi sicuramente non sono delle povere schiave. Al massimo possono essere delle brave attrici o delle genuine goderecce. Ma per il pensiero moralista odierno, è impossibile pensare che esistano donne così.
Forse non dovrei dirvelo e penserete che sono un degradato, ma per scoprire queste cose ho frequentato prostitute d’appartamento e parlato con amici. Tutti loro, mi hanno detto che parlando con le prostitute, anche di strada, non ne hanno trovata una che abbia il magnaccia. E nemmeno io: quasi tutte quelle con cui sono stato erano d’ appartamento, libere e indipendenti, e quasi tutte sembravano divertirsi molto a esercitare. Una addirittura mi dichiarò apertamente di farlo per passione. E credetemi, non sarei capace (io, ma anche tanti altri come me) di andare con una ragazza che sembra essere anche vagamente e lontanamente impaurita o costretta.
Per cui, direi che considerare le prostitute delle povere sfruttate degradate è una grossa esagerazione. Queste sono donne che hanno trovato un modo divertente e relativamente facile di lavorare e anche di fare soldi, in quanto comunque le tariffe sono analoghe a quelle di uno psicoterapeuta ma totalmente esentasse, in quanto totalmente a nero. Com’è che si dice, se sei bravo a fare una cosa mai farla gratis? E a quanto pare, oltre a non farla gratis, si divertono anche (non tutte e non sempre, comunque). Cosa pensereste di una persona che fa un lavoro che gli piace, non gli pesa e guadagna pure? Che ha coronato il suo sogno? Beh, per quanto sembri assurdo e improbabile, potrebbe lontanamente essere. Qualcuno sicuramente mi darà del pazzo e mi dirà che nessuna donna sogna di fare la marchettara, ebbene a quanto pare, anche se non era il sogno della loro vita, sembrano tutto meno che tristi. Perciò hanno trovato un lavoro che ha caratteristiche che molti vorrebbero avere nel proprio impiego ma che viene definito “degradante”. (Ma scusate, quanti di voi fanno il mestiere dei propri sogni?) E anche se non sono felici, non sembra di certo depresse. Almeno loro.
Quelle che ho incontrato io erano mercenarie e felici di esserlo, o almeno lo apparivano. Anche se alcune di loro esercitavano come si esercita un qualunque lavoro di ufficio, come delle pratiche da sbrigare. Come un lavoro d’ufficio, ma pagato meglio. Tutto sommato non sembrerebbero passarsela così male, no? A me tutto questo non sembra degrado. Al massimo, può farmi arrabbiare pensare che una donna possa godere del sesso essendo pagata e un uomo quasi per niente.
Qualcuno potrebbe obiettare: “ma è una recita per far piacere al cliente!”
beh, anche se fosse una recita nella maggior parte o totalità dei casi, direi che una ragazza sfruttata difficilmente sarebbe nelle condizioni di recitare bene. E non siamo così stupidi da non accorgerci mai quando una recita.

Volendo passare a una questione di mero denaro, se ogni seduta con ogni cliente costa almeno 50 euro a nero (quindi netti) e di clienti ce ne sono almeno 2 al giorno, e si lavora 6 giorni su sette, entrano 100 euro al giorno e 600 euro a settimana. In un mese, approssimativamente, sono più di 2400 euro. E non mi pare poco. Certo, devono coprire le spese dell’affitto, ma questa è la cifra più bassa che ho ipotizzato. E se la ragazza è brava e fidelizza il cliente, le entrate si regolarizzano. Certo, è un calcolo molto approssimativo, che non calcola che potrebbero non esserci giorni senza clienti (è il rischio del lavoro a cottimo, se non c’è niente da fare non si guadagna) ma se le cose girano per il verso giusto (e non è poi così difficile, dato che alla fine a mercenarie ci va un po’ chiunque) i denari non mancano.
Sarò becero e cinico, ma tra una casalinga, una cassiera del supermercato, una commessa, una parrucchiera e una prostituta, chi è che guadagna di più con poco sforzo e senza nessun bisogno di titoli di studio o fare colloqui di lavoro, per cui lavorando anche senza padrone (e senza frustrazioni di non venire mai scelte, senza mai sentirsi più dire “le faremo sapere”)? A conti fatti sono imprenditrici di loro stesse, donne indipendenti in ogni senso. Anche questo sarebbe degrado?

Pensando a tutto questo, viene davvero difficile credere che fare la prostituta sia un lavoro così orribile. Non sono nemmeno costrette ad accettare tutti i clienti: quelli più sgradevoli possono ancora rifiutarli, perché anche alzando la tariffa il gioco non varrebbe la candela e non le aiuterebbe a superare lo schifo (mentre certe altre donne “non mercenarie” che si fidanzano con uomini molto più vecchi e ricchi di loro sarebbero capacissime di farlo). Per non menzionare il fatto che poi, se un cliente non volesse pagare, possono sempre chiamare la polizia e dire che un uomo si è introdotto in casa loro con intenzioni malevole (ed essere credute a tavolino).

Per quanto riguarda la regolarizzazione e la legalizzazione, sappiate che renderebbero solo le prostitute più controllate e sottratte alla malavita, ma con la pressione fiscale di questo paese sarebbe poco redditizio. Inoltre pare che in germania, dove sia legale, le tariffe siano basse e per guadagnare debbano fare molti extra, e che perciò siano molto stressate. Per di più, legalizzare qualcosa che prima non lo era non significa toglierlo del tutto alla malavita: il tabacco ha il monopolio di stato eppure si vendono ancora sigarette di contrabbando. E lo stesso si potrebbe dire della marijuana e altre droghe leggere ricreative.

Inoltre, la società occidentale (ma anche quella umana in generale) non ha ancora capito che, dietro quel corpo offerto così spudoratamente, c’è comunque una persona. E non si è ancora liberata del ragionamento “donna: madonna o puttana”.
Si pensa ancora alle donne in modo dicotomico, come se non ci fossero vie di mezzo tra le donne pure e caste che lo fanno solo per dare un figlio a dio o per dovere coniugale (magari arrivate vergini al matrimonio), e quelle che “fanno scempio” (le virgolette sono volutamente sarcastiche) del proprio corpo usandolo come se non fosse loro, a destra e a manca, non importa se sotto pagamento o no.
Voglio dire, se avete una fidanzata disinibita allora la chiamate “troia” con disprezzo, pur godendo della sua disinibizione? Se una donna si concede facilmente anche a uomini qualunque, non particolarmente belli o ricchi, allora merita di essere chiamata “troia” con disprezzo? No, o almeno finché questo epiteto avrà quella connotazione dispregiativa. Molti epiteti, peraltro, hanno connotazioni dispregiative che non meritano e che vengono usati impropriamente (parole come coglione, che è solo un testicolo, per esempio), “puttana” e affini è una di queste. Se per dartela non ti fa pagare nulla, né la prestazione, né la cena nè l’aperitivo allora non hai a che fare con una troia, perché non stai pagando nulla. O, per essere più precisi (oltre che anglofoni) una “gold digger”.
Qui sta lo snodo più importante di questa faccenda, il degrado che si attribuisce alle prostitute è dato dal disprezzo che tutti hanno sempre attribuito loro senza un valido motivo. O forse, anche dall’invidia delle altre donne che non potevano esercitare e fare in qualche modo valere il loro valore intrinseco, perché già ingabbiate in un vincolo matrimoniale (o banalmente che non potevano divertirsi con altri uomini per lo stesso motivo). Bisogna proprio smettere di pensare che le prostitute non siano vere donne ma esseri a parte che sono scesi fino al grado di paria, perché come ho detto prima, dietro quel corpo c’è pur sempre una persona che magari ha (come tutti) degli affetti, degli interessi, dei sentimenti, delle emozioni, delle passioni e quant’altro. Invece quando si guarda una prostituta, si vede solo un corpo e non una lavoratrice e tantomeno una persona. Dovrebbe essere semplice pensarlo, eppure nessuno lo fa. Certo, nessuno vorrebbe la moglie sul marciapiede, ma tra non volere la moglie sul marciapiede e non volerne nessuna, c’è un abisso. E si chiama libera scelta.

Una libera scelta che, peraltro, hanno quasi solo le donne. Avere una scelta è un privilegio e una libertà. Ed è una libertà che gli uomini non hanno: solo pochi di loro possono permettersi di pensare di prostituirsi, quelli belli e fisicati. Invece ogni donna che non sia proprio troppo brutta (anzi, anche quelle a conti fatti) può farlo. Ci sono prostitute donne per ogni gusto e tasca: alte, basse, grasse, magre, belle, brutte, giovani e persino vecchie. E non è solo (anzi, quasi per niente) per accontentare i gusti dei maschietti: c’è talmente tanta penuria di possibilità sessuali per gli uomini medi, là fuori, che tanti di loro vanno a prostitute e magari quelle anziane e non proprio piacenti attraggono anche a causa di tariffe più basse. Quasi ogni donna, a causa del valore intrinseco sessuale alto che possiede, può andare a fare marchette, gli uomini non hanno questo privilegio e questo valore per cui solo l’elìte di belli e fisicati può tentare di farlo. Oppure, possono tentare la strada del travestitismo (sì, piacciono anche agli eterosessuali) che altro non è che una prova del valore intrinseco quantomeno dell’aspetto femminile. Le prostitute hanno così tanti clienti anche per questo. Gli uomini non super belli, valgono sessualmente tanto quanto possono permettersi di pagare agli occhi della società donnista.
Pensateci: se i gigolò sono tutti super belli e le prostitute invece di ogni tipo, quale dei due sessi ha il valore sessuale più alto? E quale dei due sessi ha i gusti più omologati in fatto di sesso? Quale dei due sessi ha più opportunità sessuali, se le prostitute sono tantissime e i gigolò in proporzione molto di meno? E chi ha in mano l’80% dell’offerta sessuale e l’80% della domanda? E perché la domanda e l’offerta sono sbilanciate, anzi ESISTONO in un campo come questo? (in parte, è anche dovuto agli uomini che non amano le libertine perché temono siano poco fedeli e hanno paura di perderne il controllo, in quanto dal punto di vista riproduttivo non sanno se hanno veramente in grembo il loro sperma, per cui una paura ancestrale).

E per concludere, anche se una donna può essere a favore della prostituzione, sappiate che se le fate notare che ha questa possibilità si arrabbierà. Ma questa è la verità. Facciamo due conti: chi tra una marchettara, una casalinga e due barboni vive in condizioni più disagiate? Le donne hanno la possibilità di scegliere di fare marchette, di essere mantenute o di lavorare, un uomo può solo lavorare (e mantenere la sua donna) o morire. Questo ovviamente, vale solo per quelle donne che pensano che prostituirsi (o farsi mantenere) possa essere una valida alternativa. Una donna può sentirsi una fallita a livello personale se si fa mantenere dal marito, ma la società non le darà mai la colpa. Una donna disoccupata non sarà mai buttata fuori di casa dal suo uomo. Mentre per gli uomini, la pressione è doppia: saranno buttati fuori di casa e ritenuti dei falliti da tutti. E nemmeno possono vendersi così tanto facilmente il deretano.

Io vorrei davvero un mondo dove i sex worker fossero egualmente uomini e donne senza disparità di valore, e che diventino solo uno svago per single ambosessi, o usati come scappatella da gente sposata insoddisfatta sessualmente dal coniuge. Questo purtroppo sono i gigolò per le donne, oltre che richiesti perché più belli dai mariti; mentre per gli uomini spesso non è che l’unico sfogo a una solitudine di cui a nessuno importa e che è una condizione di costrizione se non sei appartenente all’elitè dei super belli o se sei single (e da uomo ci rimani a lungo, ed uscirne non è facile).

Il confine

8 ottobre 2017

Trattiamo un tema  che ,per  la  mia  età ormai avanzata, non si pone, ma  si pone  più per  gli adolescenti, anche  se, pensandoci bene,  nessuno è immune

Parliamo delle  molestie, ma in questo caso non delle  molestie  verbali ne  molestie  di “tocchi” non desiderati ,ma  di “sguardi”

Si avete  capito bene “sguardi” .

Già successo che  uno sguardo sia  il limite  per  una  condanna di 10 giorni

Ma  la  buona  CIMDRP  ha  pubblicato la  foto del piede  del presunto molestatore ,di quel ragazzo che ,senza  dire  una  parola,sembra  che  abbia  abusato con lo sguardo, del sacro valore  della  ragazza in questione

Non contenta  poi ha  fatto un video sia  su youtube che  sul profilo facebook

Essendo questo tema per  le  femministe quasi vitale, i commenti sono stati tantissimi, tanto che  c’è anche  un video di contro risposta di dellimellow

Più o meno la  storia  è questa

Il mio pensiero è lo stesso da  tanto tempo ,tutto dipende  dall’avvenenza dell’eventuale  molestatore, il confine  è quello tra  un complimento e  una  molestia , inutile  che  ci prendiamo in giro,lo so sembra  un pensiero di un redpillato ,ma  anche  loro, come  un orologio rotto ,indovinano l’ora  un paio di volte  al giorno

Un esempio per  tutti …Seguivo il forum dei brutti e  si raccontava  di una  cena  dove  c’era  presente  il belloccio di turno e  appunto il brutto che  raccontava  la  scena, ad un certo punto il belloccio tira  fuori il cellulare  e  mostra  l’immagine  del suo pene ,tutte  a ridere  come  matte, invece il brutto in questione  racconta  una  barzelletta un pochino spinta ed è sceso il gelo nella  stanza ,anche  qui la  situazione  non è poi molto diversa

Credo che  non ci sia  niente  da  aggiungere, metto i due  video

 

 

Dichiarazione di guerra

5 ottobre 2017

inte68a

 

 

Mi era  sfuggito questo post della  Zanardo

FEMMINICIDI: Se la nostra LIBERTA’ fa PAURA. LAURA e MAURANNE vi abbracciamo e lotteremo per Voi

Care Ragazze, di ritorno dal Congresso di Oslo dove con centinaia di Donne da più di 50 Paesi abbiamo riaffermato la nostra LIBERTA’ con gioia e determinazione,
la notizia dell’assassinio delle due giovanissime LAura e Mauranne a Marsiglia, uccise a coltellate, mi colpisce con una violenza fisica tanto da starne malissimo.

Allora, non si muore a 20 anni, uccise da un’ideologia miserabile che teme le DONNE.
Il mostro che le ha colpite a coltellate, invocava Allah, e non si sa perchè Dio dovrebbe proteggere questi assassini luridi mentre tentano di annientare il Femminile.
Mirano alle Donne, lo state comprendendo?
Mirava alle DOnne l’assassino che ha ucciso due DONNE nella tranquilla Turku in FInlandia.
Così come mirava alla Donna l’altro idiota che ha ucciso una Donna a Londra, e l’altro ancora che accoltellò una turista straniera l’anno scorso sempre a Londra.

Siamo in guerra.
E, nonostante il mio proverbiale ottimismo, è necessario che noi si sia FORTI e si COMBATTA come LEONESSE contro l’ideologia che ci vuole annientare.
In discussione c’è più delle nostre singole VITE, c’è la nostra LIBERTA’.
E ce ne dobbiamo occupare noi, perchè gli uomini occidentali non faranno motivo di lotta la LIBERTA’ delle Donne.

Laura era a Marsiglia per festeggiare il suo compleanno, avrebbe compiuto 21 anni. Con la cugina Mauranne studiavano da infermiere. Della provincia di Lione, le vicine di casa la descrivono come “geniale”.

Piene di vita, all’inizio della Vita.

Cara Laura e cara Mauranne, io qui vi ricordo, perchè i media in questi giorni erano distratti dalle elezioni catalane, e poco si è parlato di voi.E poi tra poco ci sono le elezioni, e le vostri morti “disturbano.”
Noi non vi dimentichiamo.
Giuro che non mollo.
Daremo filo da torcere.

Vi abbracciamo con amore infinito. Volate libere.

Non sapevo di essere  in guerra, tanto meno con il genere  femminile, sembra  che  comunque  la Zanardo prenda  spunto dagli attacchi di matrice  islamica (cambiamento di “casacca”  ?)

Non so, tra  gli attacchi di codesta matrice , ho letto vittime  anche  uomini e  bambini, vero che, questi lupi solitari (come  in Finlandia),  abbiano preso di mira le  donne, ma  non è una  prassi che  segue  l’islam o il fanatismo religioso ,per  dire, l’attentato reclamato dall’ isis (anche  se  non ci sono ancora  prove) negli stati uniti ,ha  decimato sia  uomini che  donne, ripeto ,  non è la  prassi

Eppure  per  la  Zanardo la  guerra è dichiarata solo per  le  donne

La  faccio breve ,sarà anche  come  dice  la  Zanardo, ma  intanto a  morire per  mano altrui, sono sopratutto uomini (di matrice  islamica  e non )

Qualcosa  non torna

Il genere sbagliato

23 settembre 2017

12642864_1096435367041385_3559238536141584857_n

 

 

 

Lo ammetto, non è un titolo originale,ma  non mi veniva  di meglio

Quando si legge  di certe  cose e  di certe  situazioni capisci cosa  possono passare e pensare  gli extracomunitari

Sapete  quanto odio i buonisti della  sinistra  fucsia,  ma  provate  ad  immaginare  questa  scena

Un extracomunitario esce  dopo 8 ore  di lavoro a  scassarsi le  palle, ed accende  su vari  tg (va  beh sopratutto il tg4 e la  trasmissione  borghese  provinciale che  va  in onda  subito dopo ) e ,solo perchè ha  il colore  della  pelle  che  lo accomuna  si sente  dire “Ladro ,stupratore, criminale,assassino”

Perchè la  gente  non fa  distinzione  tra  regolare  e  profugo ,ti giudica  per  il colore  della  pelle

La  stessa  cosa  pari e  identica  succede  se sei nato maschio, forse  è ancora  peggio, perchè se sei extracomunitario una  parte  della  società (ipocrita) un pochino ti difende, se sei maschio questo non succede  anzi, il presidente  della  camera  Grasso, si è scusato a  nome  degli uomini che  hanno avuto quel “vezzo” di nascere  dalla  parte  sbagliata

https://www.facebook.com/search/top/?q=pietro%20grasso#

Morale  della favola  ? I maschi vanno cambiati, non tentare  di cambiare  chi commette  i crimini ,ma  proprio i maschi ,rei di qualsiasi peccato nella  faccia  della  terra .

Una  domanda  mi sorge ” E le  donne che  commettono crimini”? Perchè, se  è pacifico che  gli extracomunitari e gli uomini stessi commettono crimini ,cosa  fa  pensare  che  le  donne  ne  siano esenti ? Come  se  fosse  una  cosa  astratta  che  non possibile  che  si verifichi ?

Sembra  che, in quel caso,  il crimine  non sia  poi cosi grave, cosi efferato ,perchè sicuramente  ci saranno delle  motivazioni dietro molto gravi che  portano a  compiere  quel gesto ,non come  per  gli uomini che  lo fanno perchè sono nati maschi e si alzano alla  mattina  e  decidono quale  donna  uccidere o, peggio che  vada, almeno violentare

In quel caso (delle donne)  non c’è nessuna  legge  speciale, nessun corso di educazione, nessun centro per  donne  “maltrattanti”, quella è una  “fortuna”  che  tocca  solo agli uomini

Ma, ricordiamocelo sempre, viviamo in una  società maschilista  e  patriarcale  dove  l’uomo è il privilegiato

Il Gender Empathy Gap

11 settembre 2017

No, questa  volta non è il gender  pay  gap che  va  tanto di moda, ma  qualcosa  di più “sottile”  il commento che  adesso riposto, non è mio ,ma  di un certo Antonio Rossi iscritto a  varie  pagine  MRA 

Chiamasi Gender Empathy Gap. A tal proposito ripropongo un commento che lasciai qualche tempo fa sulla pagina MRA Italia sulla nota femminista Nefer Rea, in arte Ostinata e contraria, che fece una serie di figure di merda nel patetico tentativo di negare questa evidente realtà:
La nota femminista, in risposta a quest’immagine postata da Antisessismo

 

ha realizzato questo post (vedi qui

DJJcfN2XYAAchde

 

col quale pensa di aver confutato l’esistenza del #GenderEmpathyGap.
La femminista in questione pensa che se si scrive “kidnapped boys in boko haram” escono ben 481.000 risultati, mentre se si scrive “kidnapped girls in boko haram” ne escono solo 6.
Peccato, però, che la negazionista non si renda conto che i risultati per “kidnapped boys in boko haram” sono in realtà 0. Quei 481.000 risultati sono infatti relativi alla ricerca “kidnapped boys in boko haram” SENZA LE VIRGOLETTE. Quindi, quel 481.000 va confrontato non con 6, ma con 1.130.000, ovvero il numero di risultati che escono se si scrive “kidnapped girls in boko haram” SENZA LE VIRGOLETTE (vedi qui:

DJdOyykXkAMEoTM

 

Ricapitolando:
scrivendo “kidnapped boys in boko haram” CON LE VIRGOLETTE si hanno 0 risultati,
scrivendo “kidnapped girls in boko haram” CON LE VIRGOLETTE si hanno 6 risultati,
scrivendo “kidnapped boys in boko haram” SENZA VIRGOLETTE si hanno 481000 risultati,
scrivendo “kidnapped girls in boko haram” SENZA VIRGOLETTE si hanno 1.130.000 risultati.
Da notare lo squallore di questo tentativo: pur di dimostrare l’inesistenza del #GenderEmpathyGap, si è ridotta a scrivere su Google cose insensate come “kidnapped girls in boko haram”. “IN boko haram”, come se Boko Haram fosse un luogo e non un’organizzazione terroristica.
Ma non è finita qui. La negazionista, sempre in risposta ai post di Antisessismo, ha affermato (vedi qui:

DJJcfNzWsAAAojS

che i tg dicono “7 morti, tra cui 2 donne” perché in questo modo, essendo “morti” maschile, si capisce che ci sono anche donne tra i morti. Anche in questo caso la femminista nega il #GenderEmpathyGap, ossia il vero motivo per cui viene sempre dato risalto alla vittima femminile.
Questo tentativo è davvero penoso perché:
1. Anche scrivendo “7 morti, tra cui 5 uomini” si capisce ugualmente che ci sono 2 morti femminili.

2. Anche quando si usano termini femminili come ad esempio “vittime”, la sostanza non cambia:
Lampedusa, centinaia le vittime I soccorsi: “Tante donne e bambini” (vedi qui: http://palermo.repubblica.it/…/lampedusa_naufraga…/ )

Lahore, donne e bambini tra 56 vittime (http://www.ansa.it/…/lahore-donne-e-bambini-tra-56…)

SIRIA: RAID USA PRESSO MANBIJ FANNO DIVERSE VITTIME CIVILI, TRA CUI DONNE E BAMBINI (https://informazioneconsapevole.blogspot.it/…/bombardam…)

Siria, pioggia di bombe a nord di Aleppo. Donne e bambini tra le vittime (http://www.lifegate.it/…/aleppo-bombe-su-sheikh-maqsud…)

Gaza, raid israeliani. Tra le vittime donne e bambini (video) (http://www.rainews.it/…/Gaza-raid-israeliani-Tra-le…)

Siria: civili sotto attacco, 1 su 3 vittime sono donne o bambini (http://www.medicisenzafrontiere.it/…/siria-civili-sotto…)

Siria: mattanza umana. 8000 le vittime, tra cui donne e bambini (http://www.quieuropa.it/siria-mattanza-umana-8000-le…/)

Nigeria, due esplosioni al mercato 49 morti, tra vittime donne e bambini (http://www.corriere.it/…/nigeria-due-esplosioni-mercato…)

Non parliamo poi dei casi in cui, se ci si fermasse solo al titolo, si penserebbe che le uniche vittime sono donne quando in realtà, se si proseguisse a leggere l’intero articolo, si scoprirebbe che non solo ci sono anche vittime maschili, ma che queste vittime maschili sono la stragrande maggioranza delle vittime (vedi qui:

A questo punto, la domanda da porsi è: “perché ci si sforza così tanto per negare la palese realtà del #GenderEmpathyGap?”

Beh, è semplice: ammettere l’esistenza del #GenderEmpathyGap significa ammettere che in questa società misogina la vita di una donna è considerata più importante della vita di un uomo. Ammettere ciò significa ammettere che la narrazione femminista del privilegio maschile non sia altro che una squallida menzogna. Del resto, come è possibile che la vita del privilegiato abbia meno importanza della vita dell’oppresso?

21462268_227541834440642_414402878121548246_n