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Strumentalizzare

11 giugno 2022

Ho parlato degli alpini, della loro radunata e delle molestie

Naturalmente le femministe non hanno perso occasione di scrivere articoli

Praticamente la stessa cosa è accaduta al parco divertimenti Gardaland (o meglio sul treno) però questa volta “i molestatori” non erano alpini ma immigrati (cosi riportava la cronaca)

Che strano, colore della pelle diversi, ma gli stessi atteggiamenti

In questo caso le femministe sono andate molto più caute, tanto da scrivere “Non strumentalizziamo la violenza contro le donne per seminare odio”

Avere una faccia tosta come non pochi

Proprio loro che usano la violenza contro le donne per seminare odio contro gli uomini (se sono bianchi ed etero ancora meglio)

Non ho mai capito se è più razzista un becero leghista o una femminista progressista che usa la e capovolta

Perchè, se un becero leghista incontra un immigrato penserà tutto il male possibile (magari questo immigrato ha appena finito un turno di lavoro, magari quelli che lavorano con il sottoscritto)

Una femminista progressista invece penserà dell’immigrato tutto il bene possibile (magari questo ha appena venduto droga al parco vicino)

Tutti e due si comportano allo stesso modo, giudicano la persona in base al colore della pelle

Per esempio, quelli che lavorano insieme a me ho sempre pensato che prima erano operai

3 commenti leave one →
  1. lorenzowtc permalink
    11 giugno 2022 09:23

    Che le femministe siano delle criminali oramai lo sanno anche i muri.
    Basta informarsi e leggere di femminismo, Linda Gordon, Shapiro, Solanas e altre

  2. 11 giugno 2022 15:57

    Conoscendo questa disegnatrice quel “li educhiamo” immagino non si riferisca alle donne, che nella loro peculiare funzione materna sono da sempre le principali deputate all’allevamento/educazione dei figli.
    Ho il sospetto che si riferisca alla società tutta (di stampo patriarkale…s’intende).
    Il femminismo…da sempre, attribuisce storicamente al femminile solo ruoli, attività e raggiungimento di obiettivi meritori (progressivi ed emancipativi).
    Quando invece partecipa alla arretratezza (quella che esso interpreta come arretratezza) gli viene fatto assumere una dimensione passiva, inconsapevole, irresponsabile, mimica.
    Il femminile in questi casi assume un (cito testuale) “ruolo maschile”.
    Una trappola dialettica ben congegnata, da cui è difficile riuscire a divincolarsi, poichè non è certo alla logica, alla costruzione di senso, all’osservazione dei fatti storici che esso si rifà.
    Non è di nessun interesse (e mai lo sarà) da parte del femminismo porsi in modo dialettico con l’interlocutore (maschile).
    E’ la sua più grande “forza”.

  3. Andrea permalink
    14 giugno 2022 01:26

    Mauro
    @@
    Praticamente la stessa cosa è accaduta al parco divertimenti Gardaland (o meglio sul treno) però questa volta “i molestatori” non erano alpini ma immigrati (cosi riportava la cronaca)

    Che strano, colore della pelle diversi, ma gli stessi atteggiamenti

    In questo caso le femministe sono andate molto più caute, tanto da scrivere “Non strumentalizziamo la violenza contro le donne per seminare odio”
    @@

    Quando ci son di mezzo degli uomini non bianchi e non occidentali, le femminucce femministe volano sempre basso; rasoterra direi.
    La paura di passare per razziste fotte regolarmente le coraggiosissime wonder woman nostrane (e non solo).

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