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Le protestine delle donnine

13 settembre 2019

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Copio ed incollo il titolo scritto dalla  Zanardo, niente  di più e  niente  di meno

Le PROTESTINE delle DONNINE

Io non sono pessimista.Per nulla, anzi sono un’ottimista ad oltranza.
Però sono realista e comprendo bene la realtà.
Quindi condivido con voi ciò che penso della situazione delle Donne in Italia

Sono anch’io curioso,non sono cosi ottimista che  si parli degli uomini o, più genericamente, delle  persone, ma  ci spero sempre

 

 

Non cambierà nulla, o cambierà troppo lentamente.
Considerate:
a fronte della miserabile narrazione del femminicidio di Elisa qualche giorno fa, ci siamo mobilitate in migliaia sui social, veramente decine di migliaia.
A cosa è servito?
Qualche giorno di attenzione dei media, qualche giornalista corregge un titolo, l’ordine dei giornalisti fa un comunicato che non porta a nulla.
E tutto ritorna come prima. Tra un mese ci sarà il solito articolo dalla parte dello stupratore.
Stessa cosa da decenni.E si ripeterà ancora.

Quale  narrazione, quella  che, ancora  una  volta  se  la  vittima è maschio si fanno delle  grosse  risate(vedere  foto iniziale), o perchè si sbaglia  a  scrivere  un titolo con “il gigante  buono”, poi Pier Luigi ha  fatto notare che  non era  proprio cosi

 

Queste protestine di noi Donnine servono a farci sentire la coscienza a posto MA NON SERVONO A NIENTE.
Io lo ripeto da 10 anni ma in troppe fanno orecchie da mercante:
BISOGNA ESSERE INCAZ.ATE DURAMENTE.
Se non faremo paura, nulla cambierà.

Vogliamo parlare  anche  dell’ultimo governo, il governo che  dovrebbe  essere  stato amico non degli uomini (che  sia  mai) ma  almeno dei padri separati che  ha  approvato in fretta e  furia  il codice  rosso e  il decreto Pillon messo in un angolo ? Dove  se, per  strada, si dice  “ciao” sei accusato di molestie (anche  se  l’avvenenza  dell’eventuale molestare  ha  il suo peso)  e non sarebbe  cambiato nulla ?

 

Ricordate SUffragette? Emmeline PAnkhurst arringa le donne sfruttate come bestie da 12 ore di lavoro in condizione disumane”Non non siamo contro la legge ma noi VOGLIAMO FARE LA LEGGE” e quelle ragazze ammazzate da leggi inique e discriminatorie, ragazze che non hanno ormai nulla da perdere, si giocano tutta anche la vita per i loro diritti.

Lo hanno fatto anche  gli uomini è adesso che  vogliono tornare  indietro perchè era  “troppo comunista” l’articolo 18 ad esempio ,che  poi gli uomini non mi sembrava  che  lavorassero meno ore  o che  erano in posti di “privilegio”, tanto che, per  “ammazzare” il tempo giocavano a  farsi la  guerra, qualche  volta  andava  male, ma  era  un gioco pericoloso e faceva  parte  della  vita  (solo degli uomini)

 

I social sono utili, ma non faranno migliore la vita delle Donne.
Il patriarcato è duro a morire, per quale cavolo di motivo dovrebbe favorire leggi che penalizzeranno gli uomini?
Dite su dite! RIspondete!

Ho risposto sopra , ci sono già queste  leggi anti -uomo

 

Per qualche motivo dovrebbero promulgare leggi per favorire il lavoro delle donne ? più donne che lavorano può significare meno privilegi maschili.Chi glielo fa fare?
CI vuole determinazione, durezza, essere disposte a mettersi in gioco.
Non vedo questa predisposizione, mi spiace.
Significa che non stiamo poi così male.

Lo hanno già fatto leggi che  promuovono l’imprenditoria  femminile ma  questa  la  Zanardo non lo rammenta ,però dice  forse  la  prima  cosa  giusta  “forse  non stiamo cosi male”

 

 

Perchè se veramente queste offese continue ci facessero soffrire, se veramente aprire la tv e vedere che le donne non ci sono quasi mai nei dibattiti, e lavorano però come bestie a casa e il lavoro domestico non è retribuito e vedere nostra mamma o nonna che andrà in pensione con due lire dopo una vita di sacrifici bestiali e laurearsi ed essere pagata il 30% in meno di uno che ne sa meno di te, e potrei andare avanti
ecco… se tutto questo non ci fa ribollire il sangue e alzare il cu.o dalla sedia ed incaz.arci di brutto

Non poteva  mancare  il pianto greco sul lavoro domestico, adesso, con tutta  la  buona  volontà di questo mondo, posso capire  che, dopo una  settimana di lavoro, fare  le  faccende  sia  pesante, ma  con la  tecnologia  si è fatti passi da  gigante, per  niente  Warren Farrell (autore de “il mito del potere  maschile” ) faceva  proprio l’analogia tra  prima  e  dopo sulle  faccende  domestiche, una  volta  era  davvero peggio ,poi ancora  sul divario salariale ,quando mi porteranno due  buste  paga  a  confronto allora ne  riparleremo,fino ad ora, invece  di piangere su facebook, non sarebbe  meglio informare  chi di dovere ?

ecco significa che ci va bene così.
Almeno non fingiamo. Che far finta di non capire è una brutta cosa.

Non ci interessa che i nostri diritti siano rispettati. Punto

Va  bene  cosi? Non saprei cara  Zanardo ,ma  se  le  morti sul lavoro sono al 90 % maschili a  me  questa  cosa  non va  bene , anche  ieri 4 persone  morte, erano stranieri, ma  erano tutti uomini

Per non parlare  della  thyssenkrupp

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Sette  persone  perdono la  vita (non notate  cosa  che  gli accomuna?) e questa  qui parla ancora  di privilegi maschili,senza  vergogna  proprio

 

 

 

 

29 commenti leave one →
  1. Foxtrot permalink
    13 settembre 2019 18:20

    “ci siamo mobilitate in migliaia sui social, veramente decine di migliaia.”

    Per cosa, per un solo articolo di giornale (tra tutti quelli scritti) che riportava una notizia in un modo che non era loro gradito?
    Ha proprio ragione: stanno troppo bene.

    .-.-.-.-.

    “A cosa è servito?
    Qualche giorno di attenzione dei media, qualche giornalista corregge un titolo, l’ordine dei giornalisti fa un comunicato che non porta a nulla.”

    Direi pure troppo can can, per un motivo insensato e gonfiato ad arte.
    Ma cosa avrebbe dovuto succedere, secondo la piagnona, affinché fosse soddistatta?
    Avrebbero dovuto licenziare il giornalista, sbatterlo in galera, dargli fuoco?

  2. Andrea permalink
    13 settembre 2019 18:43

    @@
    BISOGNA ESSERE INCAZ.ATE DURAMENTE.
    Se non faremo paura, nulla cambierà.
    @@

    Paura…?
    Seriamente: se per ipotesi un giorno gli uomini dovessero iniziare a percepire e considerare le donne come delle nemiche, allora sì che per lor signore e signorine sarebbero guai…
    Ma guai seri.

    @@
    e lavorano però come bestie a casa e il lavoro domestico non è retribuito e vedere nostra mamma o nonna che andrà in pensione con due lire dopo una vita di sacrifici bestiali e laurearsi ed essere pagata il 30% in meno di uno che ne sa meno di te, e potrei andare avanti
    ecco… se tutto questo non ci fa ribollire il sangue e alzare il cu.o dalla sedia ed incaz.arci di brutto
    @@

    Anche questa merda non si può più leggere.
    Dove sono le donne che oggigiorno “lavorano come bestie” ?
    Ma di cosa sta parlando questa ritardata ?
    E dove l’ha letto che sono retribuite il 30% in meno ?
    Queste tizie fanno veramente schifo.

    • Andrea permalink
      13 settembre 2019 19:28

      A proposito del lavoro domestico “non retribuito”…

      http://questametadellaterra.blogspot.com/2011/01/244-lavoro-non-retribuito.html
      @
      2.4.4 Lavoro non retribuito
      Secondo la GNF esiste nel mondo una sola attività economica che non viene remunerata, quella femminile in casa. Tutte le attività di manutenzione e cura e la stessa gravidanza in quanto “riproduzione della forza lavoro”,i
      sono esercitate senza alcun compenso. Questa verità dovrebbe manifestarsi nella vita quotidiana in una radicale diversità di condizioni riferite a tutti gli aspetti della vita. Gli uomini dovrebbero vivere in case più grandi e più belle, fare le ferie più esclusive e più lontano, avere un guardaroba infinitamente più ricco, mangiare di più ed in modo più vario e così via. Le donne dovrebbero andare in giro coperte di stracci, denutrite, meno istruite, ed infine, consunte e sfruttate, morire prima dei maschi. Invece gran parte dei consumi è in mani femminili, nell’istruzione le donne sono più avanti e per concludere esse vivono più degli uomini.

      Non esistono cedolini dello stipendio per le attività della casalinga e su questa base si può ben denunciare il fatto che essa lavora gratis come se non vivesse del reddito del marito al pari di lui, come se non mangiasse, non si vestisse, non viaggiasse allo stesso modo del partner, come se non ne condividesse le sorti economiche. A chi vada di fatto la maggior parte del reddito familiare lo può verificare chiunque aprendo il guardaroba, lo stipo delle scarpe, il mobiletto delle borsette.
      @

      http://questametadellaterra.blogspot.com/2011/01/245-dimensioni.html
      @
      2.4.5 Dimensioni
      Il lavoro della casalinga è per definizione quello non remunerato e le sue dimensioni vengono ingigantite al punto tale da far risultare che esso è doppio di quello professionale maschile nel senso che la casalinga lavora sempre, senza interruzioni. Che lavori molto è indubitabile, sennonché viene imputata alla presenza del marito anche quella parte di attività che la donna svolgerebbe comunque se fosse sola, il vero lavoro che le donne compiono per gli uomini è invece dato dalla differenza tra quel che fanno e quel che farebbero se questi non ci fossero. Ora, la conduzione della casa al modo femminile richiede già da sola una tale quantità di tempo che la presenza parassitaria del maschio non può aggiungervi molto. Le donne dedicano alla casa una quantità stupefacente di energie la maggior parte delle quali per pura libera scelta, attività che, dal punto di vista maschile sono quasi totalmente inutili ma che pure vengono messe nel loro conto. E’ facile vederlo comparando il tempo che ad esse dedica un single rispetto a quello che vi dedica una coniugata. Come deve essere tenuta una abitazione? Al modo di quelle donne che sono in competizione con “Casaviva” o come i miei amici single che vivono benissimo in abitazioni nelle quali una donna non vorrebbe mai mettere piede? Qual è lo standard che deve essere rispettato, forse quello delle italiane che entrano in fibrillazione quando sospettano che la loro casa non sia più in grado di sfidare una sala operatoria? Folle parossismo giunto al punto tale da rendersi visibile persino agli occhi del femminismo.i

      Le attività aggiuntive causate dalla presenza maschile non formano che una piccola parte del tutto, artatamente accresciuta però da quello standard femminile del pulito del quale agli uomini importa poco o nulla, dal quale anzi non raramente sono infastiditi. Certo, Sherlock Holmes era in grado di stabilire se un uomo viveva da solo dando una fuggevole occhiata allo stato dei suoi abiti ma se gli uomini non dedicano energie e cura a questo aspetto del vivere ciò significa solamente che per essi non è importante e cosa sia importante per gli uomini dovrebbero deciderlo gli uomini.

      Quella della casalinga è una professione lautamente remunerata. Poiché più della metà del reddito maschile va alla donna la stessa quota del lavoro della casalinga dovrebbe essere svolta esclusivamente per l’uomo, per compensare le cose e ben più di questo per poter parlare almeno di una quota di prestazione non remunerata. Quanto all’ammontare di questo “reddito inesistente”, esso varia in funzione di quello di lui perciò la moglie dell’imprenditore di successo è pagata come se essa stessa lo fosse e quella del dirigente come se lei stessa avesse raggiunto quella posizione per occupare la quale non ha però dovuto investire nulla in termini di tempo, né di studio, né di rischi ed in rapporto alla quale non porta alcuna responsabilità. C’è un solo modo per salire nella scala economica senza far nulla di più di quanto si dovrebbe fare comunque per se stessi, esso consiste nel diventare casalinga.

      i Confessione di Sabina Guancia dell’ ‘Associazione per la famiglia’ di Milano, “La Repubblica”, 01.11.2003, p. 13.
      @

      • Enrico permalink
        14 settembre 2019 21:13

        Una settimana fa è uscito un articolo in USA(*) che lamenta vi siano troppi uomini squattrinati a causa della cattiva situazione economica e questo è un problema… Per loro? Neanche per idea! È un problema per le donne che non riescono a trovare mariti ricchi. Tanto che, a detta dell’articolo: “Alcune donne si sono persino ridotte a frequentare uomini sotto [al loro ceto sociale].” L’orrore!

        (*)https://nypost.com/2019/09/06/broke-men-are-hurting-american-womens-marriage-prospects/

  3. Foxtrot permalink
    13 settembre 2019 18:55

    https://www.corriere.it/cronache/19_luglio_01/04-interni-aaaxccccorriere-web-sezioni-4f7b2c18-9c3c-11e9-90e0-91eb5f4a6d20.shtml

    In questo articolo, la giornalista mostra una certa empatia per una persona che ha commesso un duplice omicidio stradale in stato di ubriachezza. Leggetelo, è interessante.
    Secondo me era nel suo pieno diritto redigere un articolo con quel taglio, e non mi sono particolarmente scandalizzato, a differenza di un blogger che ne ha scritto (uno solo, che io sappia. ma “se sbalio, mi corigerete”).
    Ed è un taglio che può facilmente essere assimilato a quello dell’articolo “incriminato”, che tanto ha ferito la poverina.
    Ma non è questo il punto.
    Questo articolo ha forse causato mobilitazioni di massa?
    I media ne hanno parlato per giorni?
    L’ordine dei giornalisti ha emesso un comunicato?
    Se è così, fatemelo sapere.

  4. 13 settembre 2019 19:26

    La Zanardo vive nell’Antimondo. Quel mondo nel quale sarebbero possibili leggi come questa https://altrosenso.wordpress.com/2019/06/26/antimondo/ considerata possibile, anzi reale da ragazze occidentali del XXI secolo.
    .
    Uno pensa: la Zanardo e le altre sono in smaccata malafede. Sembra ovvio.
    Invece siamo messi peggio. Quelle mie studentesse erano in malafede? No, questo è certo.
    Perché le intellettuali femministe doc dovrebbero essere in malafede? Esse credono davvero in ciò che dicono. Descrivono il mondo “come è veramente” ai loro occhi e per la loro esperienza. Per esse la situazione delle DD è davvero quella che raccontano.
    .
    Il fatto che siano giornaliste, accademiche etc. non cambia nulla. Mentre la condizione femminile ha raggiunto livelli di privilegio da razza superiore, da Ariane, esse percepiscono una realtà sempre in peggioramento.
    Quale sarà l’atteggiamento delle nuove generazioni che nascono e vivono nell’Antimondo
    .
    E’ normale.
    Noi crediamo che la malafede sia a fondamento di tutti i mali. Magari.
    La malafede è rarissima.
    So che questa opinione è contraria al buon senso e a tutte le apparenze.
    Ma anche il girar della terra è contraria alle apparenze. E al buon senso.

    • Andrea permalink
      14 settembre 2019 20:17

      RDV
      @@
      Il fatto che siano giornaliste, accademiche etc. non cambia nulla. Mentre la condizione femminile ha raggiunto livelli di privilegio da razza superiore, da Ariane, esse percepiscono una realtà sempre in peggioramento.
      Quale sarà l’atteggiamento delle nuove generazioni che nascono e vivono nell’Antimondo
      @@

      C’è però un fatto da evidenziare, Rino: se così fosse allora questo starebbe a dimostrare che le appartenenti al sesso femminile son veramente… idiote, altro che “più intelligenti degli uomini” !
      Anche perché esistono dei dati oggettivi i quali dimostrano che, ad esempio, a morire sul lavoro son quasi esclusivamente uomini, così come a suicidarsi son soprattutto uomini (tranne che in Cina e in Iran), etc etc.
      Per dire: io sono un uomo che altrove ha più volte scritto di non invidiare le donne, per tutta una serie di motivi che i c.d. quemmisti non evidenziano mai (a parte alcuni “vecchi” della QM che tu conoscesti prima di me), come ad esempio le mestruazioni, il fatto di poter restare gravide (non “incinte”) durante un rapporto sessuale, la maggior possibilità di contrarre malattie a trasmissione sessuale, la minor forza fisica e la minor stazza (in genere, ovvio), che le rende più facilmente prede di psicopatici maneschi, etc.
      Ecco, io che non sono un genio ma un pinco pallino qualunque (tanto è vero che iniziai ad interessarmi di queste tematiche intorno a 35 anni e a “schiarirmi” le idee in merito fu un altro uomo), non ho bisogno di essere una donna per arrivare a comprendere simili ovvietà, perciò per quale ragione per le suddette è così complicato arrivare a capire le “altre ovvietà” in versione maschile ?
      Come si fa a sostenere che oggi, anno 2019, “le donne lavorano come bestie” ?
      Ma di quale epoca o di quale infernale luogo del pianeta parlano queste signore e signorine ?
      E come si fa ad affermare che a parità di mansioni e di qualifica “le donne vengono pagate il 30% in meno” ?
      Per chi si reputa tanto intelligente, non dovrebbe essere un problema arrivare a capire che, tolti i lavori che richiedono una certa prestanza fisica, gli imprenditori assumerebbero esclusivamente (o quasi) donne se potessero pagarle veramente meno degli uomini.*

      Restando alla nostra realtà, io le vedo in formissima: laccate, truccate, ben vestite, libere di fare ciò che gli pare, compreso entrare in polizia e nell’esercito grazie a standard fisici ribassati, etc etc.
      Perciò, ripeto: se i casi di malafede fossero rarissimi (e potrebbe essere veramente) allora la risposta sarebbe solo una, cioè quella che ho scritto poc’anzi: idiote.
      Perlomeno secondo me.

      @@

      * Ad esempio: esistono imprenditori che assumono prevalentemente stranieri, anziché italiani,** per un motivo ben preciso: li pagano meno, straordinari compresi che a volte non vengono pagati per niente.
      Lavoro in ambito edilizio da molto tempo, per cui ne ho viste “di cotte e di crude”.

      @

      ** La versione ufficiale è che “gli italiani non vogliono più fare certi lavori”.
      Vabbe’… un pezzo di verità c’è, ma è solo un pezzo, ed inoltre tale questione andrebbe molto più approfondita.
      Diciamo pure che molti italiani non vogliono lavorare per stipendi da fame e straordinari in nero a sette (7) euro… che non sempre vengono pagati.
      Mi ricordo di muratori (italiani) che per poco non vennero alle mani col datore di lavoro.
      Uno di questi era uno dei “miei” muratori preferiti (un uomo sposato con due figli, che oggi ha 49 anni), che ora lavora altrove (ha dovuto pure imparare a fare il carpentiere) e con gli straordinari arriva anche ad oltre 2000 euro al mese.

      • Andrea permalink
        14 settembre 2019 20:26

        Mi autocito
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        Ad esempio: esistono imprenditori che assumono prevalentemente stranieri, anziché italiani,** per un motivo ben preciso: li pagano meno, straordinari compresi che a volte non vengono pagati per niente.
        @@

        Naturalmente non è una regola, poiché esistono anche imprenditori che li pagano regolarmente, straordinari compresi.

  5. 14 settembre 2019 08:13

    E’ proprio demoralizzante l’Italia alle volte. A me rattrista e fa inc……are ad esempio quando leggo negli ospedali ” Si ricorda che insultare o aggredire il PERSONALE costituisce reato” oppure sui giornali ” Bisogna smetterla con la violenza sulle DONNE”. Ma cosa vuole dire PERSONALE E DONNE? Forse che ormai siamo così alla deriva che rispettare tutti e sempre in Italia sia impossibile e quindi si TENTA di salvare almeno le ultime categorie protette (svalorizzandole o valorizzandole? Mah?) I media mi sembra che colludano con questo modo ridicolo di mettere delle misere pezze ad una nazione dove se va bene sei un numero sulla scheda elettorale e servi solo al voto (e questa volta indipendentemente che tu sia uomo o donna, dipendente pubblico o meno, ricco o povero……). Vi stimo . Riccardo

    • Er Bresaola permalink
      14 settembre 2019 12:44

      Quelli che aggrediscono medici e infermieri negli ospedali sono nella maggioranza schiacchiante dei casi stranieri incivili che vengono da posti fermi al medioevo. Quando prenderanno il sopravvento voglio proprio vedere cosa faranno le femminarde per educarli.

      • Andrea permalink
        14 settembre 2019 15:43

        Er Bresaola
        @@
        sono nella maggioranza schiacchiante dei casi stranieri incivili che vengono da posti fermi al medioevo.
        @@

        Proprio così.
        Trattasi di particolari che vanno sempre sottolineati.

      • 14 settembre 2019 17:34

        Educarli? Non ci pensano proprio, visto che il loro nemico è il maschio, bianco, etero ed occidentale, molte volte si parla di buonismo e si fa confusione a mio avviso , il buonismo deriva proprio da quelle femministe (alla non una di meno per intenderci) che se vedono un maschio bianco toccare un culo vanno in escandescenza, ma se uno straniero (meglio se con la pelle nera) squarta una persona (meglio se donna, se è un uomo gli fanno un favore) dicono ” Poverino ,bisogna capirlo” ,adesso sapete perchè non sono razzista ,ne per il politicamente corretto (che mi frega assai poco) ma per esperienza dove lavoro, perchè io lavoro insieme agli extracomunitari e fatalità, vicino a me, sono passati tre persone, entrambi provenienti dal Ghana, orbene queste persone erano completamente diverse tra di loro, quindi se esiste lo straniero che viene a sistemarsi e a lavorare ,esiste pure lo straniero che, insomma, se ti da una coltellata “fa parte della sua cultura” (non è che è una testa di cazzo ) in sostanza, un operaio bianco e nero ,per me resta un operaio ,un testa di cazzo ,bianco o nero resta un testa di cazzo ,e gli si da un bel calcio nel culo, per lo stesso motivo odio il termine femminicidio e odio quando si dice che gli uomini sono privilegiati

    • Andrea permalink
      14 settembre 2019 15:49

      docrik
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      I media mi sembra che colludano con questo modo ridicolo di mettere delle misere pezze ad una nazione dove se va bene sei un numero sulla scheda elettorale e servi solo al voto (e questa volta
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      Sì, ma sappi che altrove, nel cosiddetto “estero”,* non è diverso.
      Anzi, molto spesso è pure peggio.

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      * Scrivo il cosiddetto “estero”, perché in altri lidi virtuali son solito far notare che il c.d. estero, non è solo l’Olanda, la Svizzera, l’Austria, la Germania, l’Inghilterra, etc; l’estero è anche e soprattutto Somalia, Corea del Nord, Nigeria, Burkina Faso, Arabia Saudita, Iraq, Iran, Siria, Algeria, Libia, Pakistan, Nepal, etc etc…

  6. 14 settembre 2019 10:00

    La Zanardo inaugura, attraverso la chiamata alle armi, la stagione della caccia all’uomo che si concluderà con l’apoteosi del 25 novembre.
    E’ così ogni anno. Da molti anni ormai.
    Un crescendo rossiniano in cui le notizie nei media (soprattutto TG) vengono date a grappoli di tre/quattro per procurare l’effetto orrore. Spesso, in assenza di quelle “fresche”, recuperando quelle dal passato recente e lontano. A volte pure remoto.
    Condito da un proliferare di servizi d’approfondimento e di analisi sul “tema” (la violenza di genere).
    E poi un fiume di dati…accompagnato dall’occultamento delle notizie che possano offuscare, annacquare, indebolire la percezione del clima di sostanziale invivibilità in cui vivono le donne per la presenza degli uomini.
    Dibattiti (ahh ah ah ah).

    Una drammatizzazione senza scampo, che fa leva sull’assenza d’una qualsiasi forma di controcanto.
    Chi oserebbe d’altronde?

    • 15 settembre 2019 11:13

      “Chi oserebbe…?”
      Già. Tra quelli che potrebbero nessuno osa. Tra quelli che oserebbero nessuno può.
      Gli viene impedito.

    • 15 settembre 2019 18:43

      Si tratta d’una sostanziale intimidazione, che richiederebbe supereroi pronti al martirio professionale.
      E a parte qualche rara eccezione (ricordo il buon Tiberio Timperi, Strumia…e poco altro) in giro non ve ne sono.
      Io quantomeno…non ne vedo.
      Però questo dipende anche da noi attivisti, che possiamo giocare un ruolo importante e determinante.
      Sarà essenziale la nostra capacità di costruire quel “racconto” al maschile in modo ordinato e composto.
      Coerente e credibile.
      Solo noi potremo attrezzare un’opposizione alla rappresentazione dominante del maschile.
      Fornirgli strumenti dialettici efficaci.
      La nostra forza sta nel non essere nessuno, di non avere posizioni di potere da conservare e di operare ancora nel sostanziale disinteresse del “piano di sopra”.
      Ma la vicenda Stasi-Genova ci deve far tenere presente che, non appena raggiunto un seppur minimo livello di visibilità, voleranno proiettili.
      Ad altezza d’uomo.

      • 15 settembre 2019 21:27

        “Sarà essenziale la nostra capacità di costruire quel “racconto” al maschile in modo ordinato e composto.”
        Sì.
        Però sia la struttura, l’analisi generale, come anche una vasta parte dei particolari oggi è disponibile a chi si sente di avvicinarsi alla QM.
        Concetti e intuizioni, analisi ed esperienze, smascheramenti e decostruzioni rinvenibili nel web formano ormai migliaia di pagine. C’è materiale più che sufficiente per sostenere contraddittori, dibattiti e polemiche da parte di chiunque contro chiunque.
        Poi c’è il cartaceo. Straniero e italiano. Quest’ultimo non ha nulla da invidiare in quanto a qualità e profondità a quello anglosassone. Anzi.
        Con la pubblicazione dell’opera di S. Gascò abbiamo raggiunto un tale livello da non essere più secondi a nessuno.
        .
        L’esistenza del Momas però, essendo ovviamente censurata, è del tutto ignota alla pubblica opinione. Così accade che chi sente il problema e scende in campo, quelle poche volte che accade, lo faccia senza nemmeno sospettare che esista un enorme lavoro già svolto alle spalle. Magari se ne accorge dopo, come è successo allo stesso Stasi.
        .
        Timperi ad es. è partito in 4a a seguito delle sue vicende separative. Ha sparato anche il termine “feminazi” che gli è quasi costato la carriera.
        Sapeva qualcosa del Momas? Ne sa qualcosa ora?
        .
        E’ quindi verissimo che non bisogna fornire pretesti al nemico.
        Si può essere cinici e radicali nel racconto senza debordare mai.
        Si può e si deve.

      • 16 settembre 2019 00:02

        Io stesso vi sono arrivato casualmente meno di tre anni fa.
        E la cosa stupefacente, che ho ritrovato in tanti altri commenti di uomini, è che quei materiali di cui parli, quelle analisi in essi contenuti, altro non erano che i miei confusi pensieri, messi in ordine e perciò resi comprensibili attraverso la costruzione d’un senso.
        La conferma stupefacente che quella nebulosa di sensazioni avevano un ancoraggio con la realtà di tanti altri uomini ed erano perciò vere e autentiche. Non il frutto di suggestioni.
        Da li è cominciata una lenta, dolorosa e al tempo stesso entusiasmante opera di disvelamento della propria condizione.
        La faticosa costruzione d’un senso d’appartenenza attraverso, la fuoriuscita da un isolamento in cui mi son reso conto gli uomini sono costretti dalla competizione sessuale.

      • 16 settembre 2019 23:27

        “Io stesso vi sono arrivato casualmente meno di tre anni fa….”
        Curiosità: come ti sei imbattuto in questa nostra isola di Pitcairn?
        .
        “…La conferma stupefacente che …
        Da li è cominciata una lenta, dolorosa e al tempo stesso entusiasmante opera di disvelamento della propria condizione.”
        Sì. Una volta approdati si scopre un nuovo continente.

        “La faticosa costruzione d’un senso d’appartenenza attraverso, la fuoriuscita da un isolamento in cui mi son reso conto gli uomini sono costretti dalla competizione sessuale.”
        .
        Competizione sessuale: non riesco a vederla come decisiva. Ma voglio sentire le tue argomentazioni, anche perché molti altri sostengono la stessa cosa (però senza dare lumi).
        Resto in ascolto.
        Mi piace rinnovare/arricchire le mie idee.

      • 17 settembre 2019 14:40

        Vi sono pervenuto attraverso la rete facendo una ricerca sul termine “ginarchia” di cui, appassionato di etimologia, ignoravo il significato.
        Da li, al tema questione maschile, è stato un attimo.
        Quindi dopo mesi di letture, soprattutto quelle dei forum tematici con l’ascolto dei dialoghi e delle esperienze degli altri uomini (ma anche donne) mi sono deciso all’iscrizione nel forum QM.
        Li dentro ho poi trovato i materiali di cui parliamo, che m’hanno permesso di mettere “a registro” il tema femminismo di cui, pur conoscendo i contorni, non m’ero mai veramente interessato.
        Così realizzando che era parte fondamentale della mia esistenza, che da tempo agiva nella mia “incoscienza”.
        Ha agito quasi come una sorta di psicoanalisi.
        L’ultimo stadio, quello di agire sui social e su spazi come questo per cercare di dare un contributo, per cercare di restituire ad altri quello che ho avuto da altri ancora.

        *
        Per “competizione sessuale” intendo quella con gli altri uomini con cui ti confronti per la “conquista” (termine assai evocativo) d’una partner e che è ben rappresentato metaforicamente dall’ambiente della sala da ballo (della discoteca) che io ho frequentato assiduamente nella mia vita e che trovo un microcosmo straordinario da questo punto di vista.
        Diversi (guarda caso, solo uomini) vi hanno persino trovato la morte per questa competizione.

        Al contrario di quanto racconta il femminismo, non ho mai avuto nessuna effettiva “coscienza maschile” in cui trovavano spazio anche gli altri uomini contrapposto a quello femminile.
        Men che meno nella dimensione di “genere dominante”
        Escluso quando dovevo barrare la casella M nei modulari o entrare in un gabinetto pubblico, non mi sono mai sentito di far parte del “maschile” come categoria a se stante.
        Per me solo una categoria descrittiva a fianco di quella femminile.
        Ora, al contrario, si.
        La competizione sessuale permane, poiché è un dato di natura, ma ho gli strumenti per metterla a fuoco e governarla.

      • 17 settembre 2019 21:43

        Competizione sexle.
        Intendi dire che quell’orientamento alla competizione (che si materializza nelle sale da ballo, ma anche altrove) inonda la mente, indirizza la coscienza, guida l’attenzione del soggetto in modo pervasivo e quotidiano tanto da occultare alla vista il contrasto/conflitto tra i sessi?
        .
        Secondo te – in % – quanti sono i maschi irretiti in quel modo da quella dinamica?
        .
        E’ vero che l’incoscienza maschile (il sonno) è universale per una convergenza di fattori. Pensavo che questo fosse marginale. Tu invece sembri considerarlo decisivo o quantomeno preponderante.
        .
        Resto in ascolto.

      • 18 settembre 2019 00:05

        E’ cosi. Almeno per me.
        Anche la mimesi delle figure maschili (in carne ed ossa o ideali che fossero) non erano vissute come un riferimento per consolidare la mia personalità, ma principalmente in funzione del maggiore grado di appeal che potevano garantire per vincere questa concorrenza con altro maschile.

        Parallelamente gli ostacoli e i limiti che il femminile poneva (che ancora pone) per accedere ad esse, erano sempre valutati come naturali, giustificati, finanche necessari all’accrescimento del valore sessuale maschile (in senso lato).

        Apparire più appetibile degli altri uomini era dunque un imperativo per me.
        Il contrario, rappresentava una colpa.
        La sofferenza amorosa maschile era vissuta come una fatallità.
        Ma non quella che potevi infliggere tu ad una donna.
        Quella era infamia.
        Un’asimmetria assurta a modello virile (un caso che fosse…e che sia ancora…presente in molte produzioni audiovisive?)

        Sulla percentuale non mi sbilancio.
        Ma dalla mia esperienza…eravamo in molti.
        Io ne ho visti molti.

        C’è da dire che la mia anagrafica, m’ha fatto incrociato tutta la fase del reflusso post anni ’70 ed il contestuale “disimpegno” e “atomizzazione” degli anni ’80 e ’90 proprio nella fase formativa della mia esistenza (dai 18 ai 40/45 circa).
        Ma questa coincidenza può al massimo avere accentuato questa dinamica, non certo prodotta.
        Nonostante tutto ciò, le donne non mi sono mai mancate, seppure oggi comprendo che ciò s’è determinato per la mia capacità di aderire ad un modello maschile che sentivo da esse gradito.
        Un meccanismo che giudicavo virtuoso, socialmente accettabile e che nel contempo non mi procurava manifeste alienazioni.

        Questo “riuscire” m’ha aiutato quanto meno a non maturare inutili e dannosi pregiudizi su di loro in quanto genere.
        Ancora oggi, nonostante il “risveglio” considero il conflitto intersessuale un elemento di crescita comune, quando non assume carattere distruttivo.

      • Andrea permalink
        18 settembre 2019 19:56

        pier luigi

        @@
        E’ cosi. Almeno per me.
        Anche la mimesi delle figure maschili (in carne ed ossa o ideali che fossero) non erano vissute come un riferimento per consolidare la mia personalità, ma principalmente in funzione del maggiore grado di appeal che potevano garantire per vincere questa concorrenza con altro maschile.
        @@

        E’ stato così anche per me.

      • 18 settembre 2019 20:53

        Grazie a Pier Luigi e anche ad Andrea. Molto interessante. Ho riflettuto. Certamente includerò anche questa variabile tra quelle che condizionano pesantemente gli UU. La consideravo presente ma non importante, invece certo lo è specie fino a quando non si supera una certa età. Età che qualcuno ha collocato tra i 40/45 anni.
        .
        Uno potrebbe chiedersi: ma tu non le hai né vissute né percepite queste dinamiche? No assolutamente. Le ho incontrate sui libri. Ovviamente capivo che avevano un fondamento, dovevano averlo darwinianamente, ma non ero in grado di valutarne la portata sul piano dell’obnubilamento maschile.
        In tutti questi anni molti risvegliati hanno messo in rilievo questo aspetto.
        Queste ultime riflessioni hanno segnato un passaggio di soglia. Bene.

      • Andrea permalink
        21 settembre 2019 20:42

        RDV
        @@
        E’ vero che l’incoscienza maschile (il sonno) è universale per una convergenza di fattori. Pensavo che questo fosse marginale.
        @@

        Secondo te quali sono le altre cause ?
        E qual è, sempre a tuo a parere, quella predominante ?

  7. Enrico permalink
    14 settembre 2019 10:01

    Mi piace che invocano mobilitazioni come se Zanardo e compagnia contassero veramente qualcosa e non fossero solo delle “utili idiote” manovrate come pedine.

  8. Foxtrot permalink
    15 settembre 2019 21:58

    Intanto il nuovo governo parte lancia in resta, con sprezzo del pericolo, pronto ad affrontare i VERI problemi del Paese:

    https://quifinanza.it/lavoro/stipendi-piu-alti-donne-come-nuovo-governo-vuole-combattere-disparita-genere/308848/

  9. Er Bresaola permalink
    16 settembre 2019 15:08

    Non vi preoccupate, a forza di importare centinaia di migliaia di nordafricani tra qualche anno ci sottometteranno e le femminarde la smetteranno di rompere i coglioni. Andranno in giro col burqa, almeno saranno contente di essere ” so tolerant “.

  10. 16 settembre 2019 16:09

    Più soldi in tasca alle donne significa maggiori consumi e maggiori volumi d’affari per il sistema economico.
    Siccome non lo si può dire a chiare lettere, bisogna spargere questa incontestabile “verità statistica”, con il risultato (l’obiettivo?) di portare conflittualità intersessuale anche all’interno dei luoghi di lavoro, oltre quella già esistente.

    Chiedo: anche le imprenditrici donne pagano mediamente il 20,7% meno le loro dipendenti rispetto agli uomini?

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