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L’ora legale

5 marzo 2019

Ora_solare2

 

 

Scrivo in anticipo rispetto all 8 marzo, visto che  devo andare  in ospedale  per  una  visita  ai reni e forse  non avrò molto tempo in quel giorno

Detto questo, ho fatto questo raffronto perchè, se  ci pensate  bene, c’è il 25 novembre e  l’8 marzo ,più o meno come  l’ora  legale  per  ricordare  che  esiste un genere cattivo ed è il genere  maschile .

Puoi linkare  articoli dove  succede  il contrario (e  non sono difficili da  trovare, basta  usare  google) ma  non cambia  la  sostanza, in quelle  giornate devi schifarti di essere  nato maschio

Simpatica  però una  cosa, cioè lo sciopero delle  lavoratrici e delle  donne  per  8 marzo, simpatica  perchè possono partecipare  pure  gli uomini ,ma  in quel caso loro scioperano perchè sono troppo privilegiati (?) oltre  che  essere  volenti ,questi uomini sono anche  stupidi ,come  scrive  Fabrizio Marchi nel suo articolo

http://www.linterferenza.info/attpol/8-marzo-cattivi-tempi-cui-si-deve-difendere-lovvio/?fbclid=IwAR1WN8AfI3Swdbf_aLQuXXBS6QRi7TLId4HhHyGjyZr19iVn167k3_Du5ls

Credo che  non ci sia  niente  da  aggiungere, aspettiamo il solito bombardamento mediatico che  ormai si ripete  ogni anno

 

38 commenti leave one →
  1. 7 marzo 2019 19:05

    8 marzo. Giorno del rancore antimale. Domani come sempre.
    .
    Combattiamo da decenni. Lo faremo per altri decenni.
    Non vinceremo mai?
    Non importa vincere.
    Ciò che conta è la lotta.
    Allons enfants!

    • 7 marzo 2019 19:20

      Rino ,se non seguissi questa regola , avrei smesso di tifare Roma da tanto tempo, invece a me entusiasma la lotta ,la nostra (mia ,tua e di pochi altri) è destinata, come dice Pier Luigi, a restare in fondo alla classifica (per restare in tema calcistico) ma non importa, vincere facile non mi è mai piaciuto ,credere in quello che si fa quello si

      • 7 marzo 2019 21:13

        La vittoria è roba volgare. Per noi aristocratici sarebbe imbarazzante…
        😉

      • pier luigi permalink
        7 marzo 2019 22:25

        “Non è necessario sperare nella vittoria per battersi con onore per la propria bandiera.”

        Guglielmo I d’Orange . condottiero degli olandesi durante la Guerra d’Indipendenza dei Paesi Bassi dagli Spagnoli

  2. Simo permalink
    8 marzo 2019 06:22

    ah, poveri perseguitati! povere vittime che, dal profondo dei lager in cui sono segregati, tutti denutriti, hanno ancora la forza di scrivere che “andranno avanti a resistere” contro l’8 marzo.

    😀

    • plarchitetto permalink
      8 marzo 2019 09:50

      Siete riuscite a “scippare” una tragedia tutta maschile come le morti sul lavoro, inventandovi una storia falsa.

      Buon otto marzo.

  3. 8 marzo 2019 12:27

    Il commento beffardo e dileggiante di Simo – che ringrazio – mi offre lo spunto per sottolineare di nuovo il carattere del tutto particolare di questa nostra lotta.
    .
    Gli UU hanno combattuto da sempre per molte cause. Giuste, sbagliate, degne, indegne. Sempre però ottenendone un più o meno grande credito, prestigio, onore da parte della loro comunità (nazione, Stato, confessione religiosa, razza,o almeno da parte del gruppo limitato per il quale combattevano, o dicevano di combattere, quali sette, partiti, persino famiglie mafiose).
    .
    Non hanno mai combattuto ricevendone dileggio. Paradossalmente nemmeno da parte dei nemici dai quali talvolta ottenevano persino l’onore delle armi.
    .
    Nel nostro caso invece il primo nemico è il disonore che ci viene riversato addosso.
    .
    In tutte le altre battaglie i combattenti andavano incontro all’odio, ma non al disprezzo.
    Noi invece ci troviamo a combattere contro il dileggio. Noi dobbiamo lottare contro la pubblica gogna, contro la vergogna che il nemico tende senza fine a suscitare in noi stessi..
    .
    Ciò perché questa guerra si combatte su un piano del tutto diverso dalle precedenti.
    .
    Noi forse non saremmo in grado di sopportare i mali infiniti patiti dai nostri ascendenti.
    Ma c’è da dubitare che essi sarebbero capaci di lottare nella melma della vergogna come invece siamo capaci noi.
    .
    Il dileggio, il disprezzo, l’onta, l’infamia che ci vengono riversate addosso, …non ci fermeranno.
    .
    Noi non pagheremo (perché non abbiamo debiti)
    Non ci vergogneremo (perché non abbiamo imbarazzi)
    Non confesseremo (giacché non siamo rei)
    Non ci pentiremo (giacché non abbiamo colpe).
    .
    Noi non pagheremo.

  4. 8 marzo 2019 14:39

    Se una femminista perde tre minuti del suo preziosissimo tempo…nella giornata dell’apoteosi femminile…alle ore 6.22 della mattina…per sbeffeggiare i suoi “nemici” un motivo c’è.
    Al di là della sua ostentata baldanza è il nervosismo che la muove.
    Lei sa che “noi” non siamo soli, ma che parliamo a nome di milioni di uomini resi muti.
    Sa bene che noi siamo solo l’avanguardia di un movimento in espansione.
    Sa che noi siamo il dissenso.
    E il dissenso è il peggior pericolo per un pensiero dominante.
    Ecco perché è qui.
    A cercare di fiaccare il morale con il suo riso a denti stretti.
    .
    Buon otto marzo Simo, da parte di tutti noi.

    • 8 marzo 2019 18:21

      Forse hai ragione caro PLA. Forse sentono che qualcosa sta affiorando, sta emergendo.
      Inquietudine per l’ipotetica perdita dei “diritti” consistenti nel dominio sulla nostra vita.
      .
      Che poi lo sciopero sia contro gli UU lo capiscono tutti e quelli che non lo capiscono lo sentono se pur confusamente (beh, …non tutti, a quanto pare…).

  5. plarchitetto permalink
    8 marzo 2019 15:36

    Ecco a voi l’uomo nuovo…(quelli che piacciono a Simo)

    .

    • 8 marzo 2019 18:47

      La donna che stava al focolare attizzando il fuoco, riscaldando la minestra, preparando un luogo accogliente (per quanto possibile) si prendeva cura della famiglia. Di sé, dei figli e del marito. Verissimo.
      .
      Il marito nel bosco a tagliare, smuovere, trasportare quella legna …era un uomo in carriera, Compartecipe di quei privilegi, di quel “meglio” che gli UU hanno sempre riservato a se stessi.
      .
      Questa è la verità femminista che i maschipentiti hanno assimilato e perciò adesso si “convertono alla cura”.
      .
      “Contro questo orrore iniziammo a parlare e parliamo. Se non parlassimo noi parlerebbero le pietre!” (citando il Vangelo di Luca 19, 40 Cesare B. – 20 anni fa)

    • Andrea permalink
      8 marzo 2019 19:27

      Di tre che sono, non ce n’è neppure uno che sia perlomeno “mezzo maschio” nel cervello.
      Autentici castrati mentali, bambocci che non fanno che ripetere come un mantra le solite vaginate femminil-femministe, comprese quelle del lavoro di cura, che le femmine odierne – nella grandissima maggioranza dei casi -, non sanno neppure che cosa sia.
      A questo aggiungiamo che l’Italia è uno dei Paesi al mondo dove nascono meno bambini, e il cerchio si chiude.

      • 8 marzo 2019 20:45

        Esatto. Nel momento storico in cui le italiane fanno meno figli di tutto il pianeta e di tutta la storia umana e rifiutano la cura agli uomini come una schiavitù, i giornaloni femministizzati denunciano il maschilismo di un anonimo che – in effetti un troglodita – indica la casa come loro luogo deputato.
        .
        Non contano i fatti sociali clamorosi, ma le dichiarazioni, l’opinione di un autolesionista che gioca con un boomerang.

  6. Paolo permalink
    8 marzo 2019 17:25

    Lo sciopero mi sembra adeguato dato che come forse sai Mauro, sì la storia delle operaie morte è un falso e basta wikipedia per saperlo ma le reali origini della giornata internazionale della donna sono politiche dato che questa giornata nasce e si diffonde nell’ambito del socialismo dei primi anni del ‘900, nasce come una festa di sinistra che celebra in primis le donne della classe operaia, le tue colleghe Mauro, dovresti essere solidale con loro, non sono ricche privilegiate, sono operaie che fanno lavori umili e faticosi.

    • 8 marzo 2019 17:33

      Ed è qui che casca l’asino Paolo, il femminismo non fa questa distinzione di classe, parla solo di donne e uomini ma non di classi ,io sono solidale con le operaie (nota bene operaie, non ho scritto donne) ma non con una ideologia che ,se vede un operaio (nota bene operaio ) lo descrivono come un privilegiato, ho poco da spartire (anzi nulla) con loro, lo sciopero di oggi non fa questa distinzione di classe,inutile che ci giriamo intorno

    • plarchitetto permalink
      8 marzo 2019 17:37

      Non dire cazzate Paol*…lo sciopero non è contro la classe padronale.
      Lo sciopero è contro gli uomini.
      Vedi di non fare il provocatore anche qui dentro…perché sennò partono i vaffanculo.
      Così sarò il primo bannato da Mauro.

    • Andrea permalink
      8 marzo 2019 19:22

      Ehi, bimbominchia, in che senso lo sciopero sarebbe “adeguato” ?
      Ascolta: ma tu hai una vaga idea di ciò che accadrebbe alle donne, se per pura ipotesi iniziassero a scioperare gli uomini…?

    • 9 marzo 2019 10:26

      Paolo ci ha aperto gli occhi ,ci ha fatto scoprire che gli uomini possono essere violenti, azz senza di lui non ci sarei mai arrivato ,adesso cancello questo blog e in ginocchio vado a supplicare nelle pagine femministe il loro perdono, mi sembra inutile linkare casi che succede il contrario ,sarebbe invece da confrontare i commenti dei fatti, gli uni fatti da condanna e disprezzo ,gli altri fatti da ilarità e applausi , va beh dai chissà il perchè la cosa non mi sorprende affatto

      • 9 marzo 2019 11:18

        Paolo è un invasato, un accecato, un indottrinato.
        Un formattato a cui è stata trasmessa la “rabbia” come succede coi cani quando mordono.
        E difatti, nonostante cerchi di camuffarlo…ha una perenne bava alla bocca.
        E’ solo un obnubilato, incapace di misurare e pesare da sé la realtà dei fatti senza l’ausilio della tramoggia femminista che lo rifornisce quotidianamente di odio antimaschile.
        Il fatto che senta il bisogno di postare…qui…a noi…cronaca di violenza al maschile, da l’idea della confusione mentale in cui l’hanno cacciato certe frequentazioni.
        L’unica possibilità che gli resta di rinsavire, di tirar fuori la testa dall’acqua, è di finire stritolato nello stesso meccanismo che lui alimenta, dato che si trova comunque anche lui nel colonnino sbagliato.
        Ma noi non glielo auguriamo.
        Noi restiamoumani (sempre stati)

      • Paolo permalink
        9 marzo 2019 19:04

        ci sono donne che inneggiano alle donne che uccidono i maschi e ci sono uomini che quando non inneggiano giustificano i mariti che ammazzano la moglie a volte in maniera sottile (“sì lui non doveva uccidere ma poverino lei era cattiva, non gli faceva vedere i bambini, lo tradiva poverino, era esaperato ecc..), e quando ovviamente lo stupratore è italiano partono i commenti colpevolizzanti versola vittima, basta avere occhi per vedere

    • 9 marzo 2019 11:33

      Questo piccolo omino non si è ancora dato pace del fatto che non siamo noi a pretendere di “oscurare” la violenza dell’altro sesso.
      Ma lui.
      Eppure basterebbe seguire il nostro labiale.
      Si capirebbe anche se quel magnagatti di Mauro lo dicesse in vicentino.

    • Sandro D. permalink
      9 marzo 2019 13:11

      Riguardo all’origine della violenza umana, una violenza che può essere controllata, incanalata ma non eliminata, ho da tempo una mia personale opinione.

      L’Universo (e che c’entra?, dirà qualcuno…).
      Apparentemente è un luogo che, osservando il cielo la notte, appare tranquillo.
      Appare, appunto.
      In realtà è un luogo violento, violentissimo: buchi neri, supernove, quasar, scontri fra galassie, lenti gravitazionali, galassie attive.
      Straordinari fenomeni che bruciano in una frazione di secondo l’energia che il Sole non riuscirà a produrre in 10 miliardi di anni.

      Prendiamo le supernove, ovvero le esplosioni di stelle giganti (hanno una massa almeno 8 volte superiore a quella del Sole): sono fenomeni apocalittici, di una violenza inaudita.
      Eppure se siamo qui lo dobbiamo proprio a loro.
      Sono le supernove ad aver diffuso nell’Universo gli elementi pesanti come il carbonio e fornito quindi le basi per lo sviluppo della vita.
      In un Universo “pacifico” noi non esisteremmo.
      La Vita non esisterebbe.

      Andiamo sulla nostra piccola Terra, ossia un puntino insignificante nella vastità dell’Universo.
      Noi esseri umani dobbiamo “ringraziare” un gigantesco meteorite, che 65 milioni di anni fa provocò l’estinzione dei dinosauri (studi di David A.Kring, Daniel D.Durda, James Lawrence Powell e Walter Alvarez, confermerebbero tale tesi).
      Il motivo? In quel periodo viveva sulla Terra un piccolo dinosauro chiamato Troodon, il quale possedeva un cervello molto più sviluppato degli altri dinosauri (in rapporto, 26 volte più del T-Rex), ed era anche molto più intelligente dei mammiferi dell’epoca.

      Non solo.
      Era alto circa 2 metri, aveva la visione frontale, era l’unico tra i dinosauri a possedere un dito opponente che facilitava la presa delle prede, era dotato di ombelico (segno che non deponeva le uova ma partoriva piccoli vivi, che curava e allevava a lungo); molto probabilmente nel suo corpo scorreva del sangue caldo.
      Secondo il paleontologo canadese Dave Russel, se quel meteorite non avesse impattato sulla Terra, il Troodon si sarebbe potuto evolvere fino a raggiungere la posizione eretta e un’intelligenza superiore e cosciente, esattamente come è accaduto alla specie umana. (Certo, sono teorie e non potremo mai avere la controprova; però, chissà…)

      Consequenzialmente la Storia avrebbe avuto un altro corso e l’Uomo non sarebbe mai esistito.
      Ed ovviamente nemmeno noi.
      Ma se la Storia è stata quella che è stata, lo dobbiamo a un lontanissimo, violentissimo e catastrofico evento.

      Rimaniamo sulla Terra.
      La Natura non scatena, non causa forse terremoti, maremoti, uragani, esplosioni vulcaniche (che successivamente daranno origine a terreni fertilissimi) che portano distruzione e morte?
      La Natura non è quindi violenta?
      E noi esseri umani non siamo figli di questa Natura?

      Perciò, come potrebbe non esistere dentro di noi quel lato violento, se la Natura che ci ha generati è “quella lì” ?
      Ragion per cui, se proprio qualcuno vuole trovare il colpevole di tutti i mali del mondo, se la prenda con Madre Natura, oppure con Dio (se è credente), il quale, essendo onnipotente (così narrano i credenti), avrebbe potuto creare un mondo ed una umanità decisamente migliore. (*)

      ———————-

      (*)

      Ed infatti io mi auguro che altrove, in qualche lontanissima galassia, esista perlomeno una forma di vita decisamente più evoluta della nostra.
      Anche se, ovviamente, non lo saprò mai.

      ———————–

      Per inciso: io sono agnostico.

      • 9 marzo 2019 13:43

        Ed infatti caro Sandro, il femminismo è di una “violenza”…di un “furore ideologico”…senza pari.
        Teoria confermata la tua quindi 😉

        L’ultima (per ora) frontiera è questa.
        Alla faccia dei cojoni che si bevono la storiella della “rivoluzione gentile”.
        E di quelli che rispondono…”sono solo sorelle che hanno deragliato”.
        .
        https://www.illibraio.it/xenofemminismo-helen-hester-940627/

      • Paolo permalink
        9 marzo 2019 19:10

        che io sappia in natura non si verficano casi di animali maschi che uccidono la femmina della loro sttessa specie; ci sono animali (maschi e femmine) che in certe circostanze uccidono i cuccioli della loro stessa specie, ci sono le mantidi e certi ragni che si cibano del partner (maschio) durante l’accoppiamento ma un leone che uccide la leonessa non l’ho mai sentito, succede solo negli umani ma magari sbaglio

      • plarchitetto permalink
        9 marzo 2019 19:19

        E invece accade…
        Lo vedo Paol* che sei sempre il solito quaquaraquà dalla digitazione compulsiva?

        https://www.leggo.it/animali/leonessa_uccide_leone_papa_tre_cuccioli_23_ottobre_2018-4058668.html

      • Sandro D. permalink
        9 marzo 2019 19:33

        >>>>>>
        2. I paperi sembrano essere brutali stupratori. Quest’orribile comportamento sembra appartenere al solo mondo umano, ma può verificarsi anche in quello animale. Nel 2012 due ricercatori della University of Massachusetts hanno spiegato che il 40% dei rapporti osservati tra le papere è forzato. Le femmine si nascondono per ore, provando a volare lontano il più possibile, mentre i corteggiamenti del maschio prevedono attacchi aerei e aggressioni multiple. Oltre a provare dolore, le femmine si traumatizzano, si isolano completamente e possono essere ferite o uccise dal maschio, che può anche darsi a episodi di necrofilia (copula cioè con il cadavere).
        >>>>>>

        >>>>>
        5. Le lontre sono letali e necrofile. Sono tra gli animali più violenti, anche se hanno un adorabile musetto. Sono tra i pochi animali a uccidere anche se non hanno intenzione di cibarsi della vittima, solo per divertimento. Come ha spiegato la veterinaria Heather Harris in un articolo per Acquatic Mammals, attaccano e torturano anche i cuccioli di foca: quello da lei osservato fu torturato per un’ora e mezza prima di morire. Inoltre, forzano le femmine a copulare con un morso sul muso che può essere fatale. Non sono pochi i casi in cui il maschio si accoppia con il cadavere della femmina.
        >>>>>

      • 9 marzo 2019 21:02

        A parlare di “bontà della natura” ci si rende persino ridicoli.
        Essa è incantevole (esteticamente) e al tempo stesso feroce e senza pietà.
        .
        Quanto agli umani…
        lasciamo stare.

      • Sandro D. permalink
        10 marzo 2019 00:37

        Paolo, acquista e leggi questo libro.

        https://www.garzanti.it/libri/frans-de-waal-la-scimmia-che-siamo-9788811600435/

  7. 9 marzo 2019 20:59

    Pier Luigi su Paolo
    >>>
    L’unica possibilità che gli resta di rinsavire (B), di tirar fuori la testa dall’acqua, è di finire stritolato nello stesso meccanismo che lui alimenta (A), dato che si trova comunque anche lui nel colonnino sbagliato.
    Ma noi non glielo auguriamo.
    >>>
    Se A allora forse =>B.
    Forse.
    Abbiamo 2.300.000 divorziati (dato storico) di cui circa 1.500.000 con figli minori.
    Tra questi, centinaia di migliaia hanno subito rapine, ricatti, ostracismi e umiliazioni senza fine.
    Quanti ne hanno tratto i dovuti insegnamenti?
    .
    Oppure prendiamo il caso di Stefano Ciccone, finito sulla graticola che egli stesso attizzava.
    Ha imparato qualcosa? No.
    Le esperienze tragiche sono una opportunità per apprendere. Ma quanto a trarne profitto…

  8. Sandro D. permalink
    10 marzo 2019 16:58

    plarchitetto
    >>>>>
    L’ultima (per ora) frontiera è questa.
    Alla faccia dei cojoni che si bevono la storiella della “rivoluzione gentile”.

    E di quelli che rispondono…”sono solo sorelle che hanno deragliato”.
    >
    https://www.illibraio.it/xenofemminismo-helen-hester-940627/
    >>>>>>
    ——————

    Dici bene: l’ultima frontiera, nonché l’ulteriore “evoluzione” del femminismo.
    Roba che non poteva che essere partorita in Occidente e che queste signore e signorine possono portare avanti solo in una società tecnologica, costruita da menti maschili, senza le quali le succitate “paladine delle donne” sarebbero veramente dei pesci fuor d’acqua.
    Altro che “una donna ha bisogno di un uomo come un pesce di una bicicletta”.
    Casomai è il contrario…

    Pensa che io mi ricordo ancora benissimo l’epoca in cui i movimenti delle donne in Sud America, Africa e Asia parlavano un altro linguaggio e privilegiavano l’analisi sociale alla filosofia.
    Ad esempio: nel 1980, alla conferenza di Copenaghen, che a cinque anni dalla proclamazione del “decennio delle donne” lanciato dalle Nazioni Unite, voleva fare il punto sulla condizione femminile a livello mondiale, la parola “femminismo” era ancora rifiutata da molte donne provenienti dai paesi del terzo mondo.
    “Parlare di femminismo”, disse un’africana, “a chi non ha acqua né cibo né casa è un nonsense”. (*)
    Mentre oggi quell’antica polemica tra femminismo occidentale e donne di paesi chiamati con un eufemismo ottimistico “in via di sviluppo”, è per molti versi superata.
    Oggi ci sono un oceano di donne orgogliose di dirsi femministe in India come nelle Filippine, nel Senegal come nel Perù, in Colombia come in Ecuador.
    Ormai si tratta di una guerra “immateriale e non dichiarata” al sesso maschile, su scala mondiale.

    ———————–

    (*) Fonte: NOI DONNE, novembre 1989, pag. 68.
    >
    All’epoca “divoravo” mensili e settimanali femministi, ed ogni tanto mi chiedevo:
    “Ma chi me lo fa fare?”.
    Sai, in quel periodo in Italia non esistevano i movimenti maschili, non c’erano i social, i blog e i forum dedicati alla QM, internet era agli albori della sua storia e intorno a me c’era veramente il deserto.
    Non fu semplice “sopravvivere”.

  9. Sandro D. permalink
    10 marzo 2019 18:36

    >>>>
    Diamo l’Italia in mano alle donne? Veramente ce l’avrebbero già, e da secoli, se non fossero state costrette a far finta di niente per consentire agli uomini, col potere delle loro leggi, di confinarle nello spazio domestico, in cui però i “padroni” venivano spesso tiranneggiati e
    puniti (anche con mortali veleni casalinghi) per il loro imperio sociale e familiare. Avrebbero potuto seppellirli tutti se non fosse stato per l’ininterrotta sequela di parti che le ammazzavano assieme ai loro piccini: deve essere nato da lì il vezzo maschile di trovarsi, invecchiando, donne sempre più giovani, tuttora molto valido.
    >>>>>

    Potrei riesumare vecchie copie de L’Espresso, Donna Moderna, D – La repubblica delle donne, etc, in cui questa quasi novantenne diceva le stesse identiche cose.
    Banalità senza senso, che a distanza di decenni ella seguita a ripetere come un mantra.
    In “buona compagnia”, tra l’altro.

    • plarchitetto permalink
      10 marzo 2019 19:48

      Non dubito Sandro.
      Però Natalia nostra, che ancora rincoglionita non è, esprime un timore autentico che solo una femminista d’antan come lei (classe 1929) può permettersi di vedere all’orizzonte.
      Ha ben compreso che il potere, una volta raggiunto rende fragili e nudi.
      Sa bene che quel “carburante” che ha poderosamente alimentato il motore del femminismo non è una fonte rinnovabile….ma si esaurirà.
      Si sta già esaurendo.
      Il femminismo “reale” come fu per il socialismo rischia di schiantarsi nello stesso identico punto.
      Basta osservare le dinamiche di “governo politico” che da tempo si osservano nel mondo occidentale (anche in Italia).
      Non a caso cita il mondo della scuola che è il più grande e paradossale fallimento di uno dei capisaldi del femminismo (la semplice presenza massiccia del femminile, garanzia di mutamento dei sistemi).
      Naturalmente lo fa nell’unico modo che le riesce, attraverso il paradosso provocante.
      Ma è come l’ubriaco che si lascia sfuggire la verità.
      Ha capito che il polmone d’acciaio in cui hanno tenuto in vita il “feticcio del patriarcato” sta per spegnersi.
      Riavuto ciò che gli era stato “usurpato”…ora si arriva al dunque.
      E quindi bisogna, lesti lesti, trovare un escamotages per declinare la “colpa” al maschile in caso di fallimento (che già s’intravvede).
      Ed eccolo servito: il teorema della polpetta avvelenata.

  10. Sandro D. permalink
    10 marzo 2019 21:10

    plarchitetto
    >>>
    E quindi bisogna, lesti lesti, trovare un escamotages per declinare la “colpa” al maschile in caso di fallimento (che già s’intravvede).
    >>>

    Certo.
    Come sempre, del resto.

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