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Troppa empatia per il carnefice

16 agosto 2018

giornali

 

 

 

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/brescia_drogato_ubriaco_uccide_madre_figlio_strisce-3915859.html

Inizio con questa notizia,  che  è una  notizia  di cronaca, ma  non sembra  poi centrare  molto con i temi che, di solito, trattiamo

Appunto sembra, perchè ho letto anche  di questa  esamina, di come  la stampa tratta i famigerati casi di femminicidio, descrivendo il carnefice in preda  al raptus  che  non esiste, ma  è premeditazione  di possesso verso la  donna (come  ripeto spesso, succede  pure  il contrario, ma in quel caso è legittima difesa)

https://www.letteradonna.it/it/articoli/fatti/2018/08/14/femminicidio-media-giornalismo/26370/

Chiariamo subito che  sempre  si tratta  di un omicidio (il vero termine  da  usare) e, come  in ogni stato di diritto, il colpevole  deve  pagare  la  sua  giusta  condanna, ne  più ne  meno

Sempre che  ci sia  qualcuno da  condannare, mi spiego, nel 40-50 % dei casi la  tragedia  familiare  (sempre  di tragedia  si tratta) si conclude con in suicidio

Di solito, chi si suicida , ha  prima  usato sostanze  come  l’alcool e  la  droga che, se  non fossero  cosi influenti, mi spiegate  come  mai la  gente  cerca  di disintossicarsi ?

L’alcool ha  portato alla  morte  dei miei parenti (non entro troppo nei dettagli), e  la  droga  ha  fatto vedere  dragoni alati ai bordi delle  strade(non a  me, ma  a  dei miei amici) ,a  me  sembra  sufficiente  che  siano benzina  sul fuoco di casi, di per  se, problematici

Sopratutto perchè la  fine  è il suicidio del carnefice,per  me  basterebbe  quello per  far  capire  che non è una  azione  premeditata, se  lo fosse  ,perchè si finisce  con il suicidio ?

Ma  allora  li cadrebbe  il patriarcato, la scusa di raddrizzare i maschi (come ho scritto ieri) e  i soldini per  i centri anti violenza che  mi andrebbero anche bene, però che  fossero aperti anche  agli uomini

Comunque sia,anche  se  non sono un giornalista, per  loro l’articolo deve  essere  scritto pressapoco cosi

Il solito maschio uccide  una  donna  fantastica,

Il maschio in questione (brutto come  i peccati), dopo aver  fatto bisboccia con gli amici misogini del bar, entra  in casa  e, in quanto donna, uccide  la  compagna (la  5 in questo mese, per  stare  al passo con i tempi che  vuole  una  donna  morta  ogni 3  giorni),sembra  che  ci siano anche  tracce  di stupefacenti,  ma  evidente  l’uomo è mosso dalla  voglia  di possesso, si è suicidato? Beh uomo morto non stupra   

Chiaro no ? 

 

11 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    17 agosto 2018 01:26

    il tizio che in Veneto ha letteralmente ammazzato di botte la moglie non si è suicidato ma ora piange e dice “non volevo ucciderla”. Oh povera stellina!
    ma il punto è un altro: sei molto ingenuo Mauro, guarda che anche il proprio suicidio si può pianificare, uno può benissimo pianificare di far fuori il coniuge, i figli e poi se stesso oppure può pianificare di uccidere il coniuge o di fargli del male e poi davanti a quello che ha compiuto, non sapendo come affrontarlo può suicidarsi.
    Ti faccio un esempio: un uomo che invita la ex fidanzata a un “appuntamento chiarificatore” e si reca all’appuntamento con un coltello o con una pistola ha sicuramente pianificato di fare del male alla ex (o a entrambi) , forse pensava di uccidere lei e poi se stesso oppure solo lei oppure chissà all’inizio pensava “solo” di ferirla e poi l’odio gli ha fatto decidere di diventare un assassino ma in ogni caso aveva pianificato di farle del male, c’è premeditazione. Il fatto che si sia recato all’appuntamento con un’arma dimostra che voleva fare del male non vai a un appuntamento con qualcuno con un’arma in tasca se non pensi di usarla, che poi si uccida anche lui o no, non cambia questo fatto

    • michele permalink
      21 agosto 2018 08:42

      Quindi in un omicidio, suicidio quest’ultimo viene premeditato? E quanto sarebbe diverso della moglie che convince l’amante o gli amanti ha sopprimere il marito?
      Se il suicidio è la conseguenza di non accettare l’omicidio compiuto è chiaro che siamo davanti ad un raptus improvviso, quindi senza premeditazione.
      Bisogna valutare caso per caso, ma se esiste la pianificazione il fatto viene accettato mentalmente e preparata una via di fuga, se vengo arrestato posso chiedere perdono, ricevendo magari quell’aiuto che non aveva trovato prima perché tutto viene incentrato sulle donne.
      Invece per gli uomini non esiste posto o centro dove poter chiedere, ma solo la possibilità di una condanna.

      • 21 agosto 2018 10:39

        Michele d’accordo sulla prima parte,chi si suicida è ovvio che ha avuto un “raptus” (a me sembra evidente) che prima non avrebbe mai compiuto ,sulla seconda parte invece esistono dei centri per gli uomini “maltrattanti” che, intendiamoci , è un bene che ci siano , ma anche qui siamo di fronte ad una discriminazione e le donne “maltrattanti” non esistono? Ecco perchè questi centri (insieme ai centri anti violenza) dovrebbero essere aperti ad entrambi i sessi

      • Paolo permalink
        21 agosto 2018 13:11

        michele, una persona può anche pianificare di uccidere e uccidersi, succede nelle stragi dei kamikaze può succedere anche negli omicidi-suicidi in famiglia. E ripeto, uno che va a casa della ex col coltello o la pistola in tasca ha certamente progettato di fare del male, che dopo si suicidi o no non conta

      • plarchitetto permalink
        21 agosto 2018 17:08

        Invece se l’omicida dopo si suicida…conta eccome.
        E’ di tutta evidenza che definisca una caratterizzazione criminologica assai diversa da chi invece non lo fa.
        Sostenere che entrambi hanno lo stesso movente smaschera un intento ideologico e al contempo un tatticismo: fare massa critica.
        Lo scopo di questa “reductio ad unum” è alimentare una casistica uniformata che si “vuole” il più alta possibile per finalità mediatiche.
        Ma l’enorme percentuale di suicidi da parte dell’omicida, (praticamente la metà) smonta la teoria dell’oppressore/dominatore, che invece è alla base dell’idea bislacca del “femminicidio”.
        E’ noto infatti che nessun “oppressore/dominatore” si suicida (in quali altri casi?)
        Di certo non rientra nella natura umana, che è caratterizzata dall’istinto di salvaguardia della propria esistenza in vita.
        Non ha nessun senso che lo faccia, nessuna “razionalità” criminologica stante le alternative (fuggire, assoldare un killer, camuffare l’omicidio…).
        Rimane in piedi la tesi del forte stress emotivo di persone fragili (che può coesistere tranquillamente con la premeditazione), ma siccome il “raptus” (in quanto gesto irrazionale) è stato bandito dalla psiconeuroscienza femminista (poiché antitetico alla tesi precostituita) ecco che forzatamente si fa rientrare tutto in una categoria criminologica adatta a scopi socio/politologici.
        Ricondurre poi questo evento (il cd. femminicidio) a peculiarità di genere è un’altra spettacolare torsione ideologica.
        Se così fosse avremmo miglia, decine di migliaia di casi (piacerebbe loro…).
        Questi sono i termini della questione.
        Inutile cercare altro, scomodando logica e ratio scientifica.

      • Paolo permalink
        21 agosto 2018 18:01

        quindi l’uomo sposato che aveva una relazione con Manuela Bailo e l’ha uccisa, reo confesso, almeno lui è un oppressore dato che non si è suicidato?

      • michele permalink
        21 agosto 2018 17:52

        Se non ricordo male su questo stesso sito era apparsa una ricerca sugli omicidi suicidi, concludendo la metà degli omicidi finiva con un suicidio e veniva messo in dubbio la cultura del possesso.
        Ora capisco che se uno gira con il fucile è per usarlo,i kamikaze sono un’altra cosa, onestamente anche se i centri antiviolenza aprissero agli uomini, da chi verrebbero gestiti? Da chi li gestisce adesso? Non discuto sui centri per i maltrattanti, ma sulla considerazione che ha la società odierna dell’uomo.
        Poi non voglio convincere nessuno, ho solamente esposto le mie opinabilissime opinioni.

      • plarchitetto permalink
        22 agosto 2018 09:35

        Paol*…sono quelli come te che descrivono la dominazione a senso unico non noi.
        Sono quelli come te che hanno diviso il mondo in due: il bene (il femminile) e il male (il maschile)…non noi.
        Speri che noi, ad ogni costo, si prenda le difese d’un uomo in quanto tale e per convenienza tattica?
        Speri che noi ti si segua in questi riduzionismi elementari?…in queste dispute d’accatto su chi è meglio e chi è peggio?
        Questi interessati contorcimenti cerebrali li lasciamo a te e alle ricciocornos.
        Queste miserie sono patrimonio vostro..non nostro.

      • 22 agosto 2018 10:13

        Plarchitetto ..i canonici 92 minuti di applausi

      • plarchitetto permalink
        22 agosto 2018 10:29

        Grazie Mauro.
        Hai una birra pagata al bar… 🙂
        .
        Ne avrei lasciata una anche a Paol*, ma non so se i femministi bevono.

  2. 21 agosto 2018 18:08

    Quoto l’intervento di plaarchitetto al 100 %, Michele,non preoccuparti, ho aperto questo spazio apposta 🙂

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