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La parità che non ti aspetti

14 giugno 2018

Ebbene  si ,sembra  che  tra  uomo e  donna  ci sia  una  parità ,certo è poco lusinghiera, oserei dire  macabra, ma  c’è ,secondo uno studio condotto da  Barbara  Benedetelli e  che  ne  parla  ampiamente  il blog  di Davide  Stasi (stalker  sarai tu) dove  si conta  che  vittime  di omicidi familiari tra uomini e  donne  sia  praticamente  pari ,per  saperne di più vi linko l’articolo in questione

La pietra tombale sul femminicidio – da Barbara Benedettelli

Sembra  che  questo studio non sia  passato inosservato nella  pagina  “La rosa  e  il lilla” (parlo di Facebook ) con questo commento lapidario

LA ROSA

Ovviamente  le  novità non sono ancora  arrivate ,però mettono le  mani avanti ,le  donne  violente  quanto gli uomini ? Che  non sia  mai (sacrilegio!!!) e quindi si usa la  scusante  che  ormai è vecchia  come  il cucco, cioè giornale  di destra (ovvio che  loro sono le  antifà di nuova  generazione  (sic) )

Per  essere chiari, non ho mai avuto simpatia  per  “il giornale”, mi ricordo ancora, in un lontano 1994, quando ero ancora  disoccupato, che  il giornale intitolava  (in carica  Berlusconi) “Falsi 94 disoccupati su 100” non so se  ho provato più stupore  o rabbia

Eppure, come  in questo caso ,quale  sarebbe  più “paritario” che  aprire  i centri anti violenza alle  vittime  non tendendo conto di quello che  si ha  in mezzo alle  gambe ?

Sarò forse  cattivo o cinico ,ma  credo che, facendeo cosi ,  molti seminari in università (dove  si dice  che  gli uomini sono da  cambiare)  oppure  lo stesso Vasco Rossi non potrebbe  fare  proclami nazifemministi e  molte  persone  non potrebbero scrivere  libri sul tema  riproponendo questa  vecchia  vignetta

images

Forse  a  qualcuno (sopratutto qualcuna) una  notizia  di questo genere  non piace  poi molto

 

 

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  1. plarchitetto permalink
    14 giugno 2018 23:56

    Tutto ebbe inizio più di dieci anni fa (2006) e guarda caso….proprio con Berlusconi regnante (il femminista Berluskoni).
    Il ministero della pari opportunità (ministro on. Carfagna Mara) commissionò all’ISTAT un’indagine conoscitiva sulla violenza maschile.
    I risultati, frutto della metodica che ben conosciamo (un range che va dalla critica all’acconciatura dei capelli allo stupro), raccolti ed elaborati con il coordinamento di una delle più agguerrite femministe italiane in quota SNOQ (dott.ssa Sabbadini Linda Laura) diede i risultati che vengono periodicamente raccontati sui media: in Italia vige un regime di terrore maschile.
    In prossimità di questo studio, da più parti si chiese di effettuarne un secondo, omologo…per indagare sulla violenza in direzione opposta.
    Si fece?
    No.
    La risposta?…: è superfluo (diamine!).
    Quindi, noi oggi a distanza di dodici anni, abbiamo ben chiaro a cosa servono le “indagini conoscitive”.
    Sicuramente abbiamo ben chiaro a cosa servisse “quella” indagine conoscitiva.
    Quale “amor di conoscenza” l’animasse.
    Oggi noi possiamo dire d’avere ben chiaro che esistono conoscenze più conoscenze di altre conoscenze (sconosciute).
    – – – – – – – – – – – – – – –
    – – – – – – – – – – – – – – –
    https://www.istat.it/it/archivio/34552

    VIOLENZA E MALTRATTAMENTI CONTRO LE DONNE DENTRO E FUORI LA FAMIGLIA
    L’Istat presenta i risultati di una nuova indagine per la prima volta interamente dedicata al fenomeno delle violenza fisica e sessuale contro le donne.
    .
    Il campione comprende 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate da gennaio a ottobre 2006 con tecnica telefonica.
    .
    L’indagine è frutto di una convenzione tra l’Istat – che l’ha condotta – e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità – che l’ha finanziata con i fondi del Programma Operativo Nazionale “Sicurezza” e “Azioni di sistema” del Fondo Sociale Europeo.
    .
    Vengono misurati tre diversi tipi di violenza:

    la violenza fisica è graduata dalle forme più lievi a quelle più gravi: la minaccia di essere colpita fisicamente, l’essere spinta, afferrata o strattonata, l’essere colpita con un oggetto, schiaffeggiata, presa a calci, a pugni o a morsi, il tentativo di strangolamento, di soffocamento, ustione e la minaccia con armi

    per violenza sessuale vengono considerate le situazioni in cui la donna è costretta a fare o a subire contro la propria volontà atti sessuali di diverso tipo: stupro, tentato stupro, molestia fisica sessuale, rapporti sessuali con terzi, rapporti sessuali non desiderati subiti per paura delle conseguenze, attività sessuali degradanti e umilianti

    le forme di violenza psicologica rilevano le denigrazioni, il controllo dei comportamenti, le strategie di isolamento, le intimidazioni, le forti limitazioni economiche subite da parte del partner.

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