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Errori della natura

20 marzo 2018

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Forse è vero, forse  hanno ragione  chi dice che  gli uomini sono da  cambiare, “da  raddrizzare”, in alcuni ambiti leghisti chiamano gli extracomunitari “errori della  natura” e forse  lo siamo anche  noi che continuiamo ad uccidere  donne  a  destra  e  a  manca

Come dite ? Che  non avete  ancora  ucciso nessuna (il nessuno non viene  contemplato)? Siete  (anzi siamo )  maschi e  prima  o poi succederà

Poco importa  che  Francesco Toesca  con il suo blog (che , tra  l’altro, consiglio di leggere) faccia  dei calcoli e  delle  considerazioni più che  condivisibili ,di come  che  le  coppie  formate  in un anno possono arrivare  (per  ribasso) ad 1 500 000 e  i casi di violenza  che  porta  al famigerato femminicidio siano più o meno 60, quei 60 rappresentano tutti gli uomini e il genere maschile  viene  sbattuto in prima  pagina .

https://illucidamente.wordpress.com/2018/03/15/quelli-che-non-accetterebbero-la-separazione/

Alcuni uomini si pentono (o semplicemente paraculi ?), si dissociano da  questa massa  di uomini violenti ed assassini, naturalmente  portando le  donne  su un piedistallo e  dicendo peste  e  corna  degli uomini ,naturalmente  sotto il nome  dell’antisessismo ,però questo antisessismo è solo univoco ,si parla  male  ed  esclusivamente  degli uomini (l’ho già scritto che  sono paraculi e  quindi ,a  volte, parlano anche del famigerato patriarcato per  distogliere  l’attenzione?  )

La  verità, per  me, non dipende  da  cosa si ha  in mezzo alle  gambe  ,ma  delle  situazioni che  si vengono a  creare  e  anche  che, le  persone, sono diverse  tra  di loro e  possono reagire  in maniera  diversa in casi praticamente  identici , se  no si da  ragione  ai razzisti che  uno perchè ha  la  pelle  di colore  diverso, si comporta  in una  certa  maniera ,il modus  operandi è il medesimo

Resta il fatto che  invece  di fare  teorie su quanto siano cattivi gli uomini ,sarebbe  invece  da  recuperare i bambini che  subiscono una  vera  e propria tragedia, non so come  avrei reagito se avessi subito una  storia  simile che,naturalmente, vale  anche  se  i fattori si invertono perchè ,saranno pure  di meno, ma  la  tragedia rimane  la  stessa

Ma  adesso i talk show  avranno di che  parlare e  dai,diciamolo,una  donna  morta  porta  più empatia  di un uomo

In fondo siamo “errori della  natura”

29 commenti leave one →
  1. 20 marzo 2018 21:29

    Ciao Mau.
    Se trovassi la fonte di quella foto, suggerirei all’autrice di mostrarla al suo fidanzato, marito, amante, figlio, fratello, padre il giorno dei rispettivi compleanni. Insieme al regalino. O di allegarla agli auguri su wtspp. All’amante prima di andarci a letto. Anzi, di affiggerla sopra l’alcova.
    Suggerirei…
    .
    Sono in azione sulla QM affinché quelle foto vengano finalmente affisse sulle culle dei neonati maschi. Affinché sappiano…
    Sappiano cosa stia nel cuore delle femmine occidentali del XXI secolo.
    Delle loro madri, mogli, amanti, sorelle, colleghe, figlie.
    Affinché conoscano la verità.
    .
    Certo, sarebbe bello se il mondo fosse diverso da come è.
    Invece è come è.

  2. Sandro D. permalink
    21 marzo 2018 21:54

    Rino
    >>>>>
    Certo, sarebbe bello se il mondo fosse diverso da come è.
    Invece è come è.
    >>>>>

    Già, sarebbe veramente bello se il mondo fosse diverso da come è, invece che essere l’inferno che è.

    Mi auguro che altrove, magari a milioni (o miliardi) di anni luce, esista una forma di vita intelligente molto più evoluta della nostra.

  3. Paolo permalink
    22 marzo 2018 01:02

    il termine “maschietto” si riferisce ad una frase usata da uno dei due carabinieri accusati di aver stuprato due studentesse americane a Firenze, questo tizio ha detto testuale “abbiamo visto un’occasione di sesso e ci siamo comportati da maschietti”, il termine maschietto lo ha usato lui per minimizzare quello che ha fatto. Bè io sono maschietto, non faccio sesso con una che non mi vuole, e non sono offeso da quella vignetta perchè non si riferisce a me ma ai “maschietti” come quel carabiniere che non sono tutti. Un uomo che fa finta di non capire che quando una donna dice “no” deve fermarsi per me appartiene alla stessa specie di “maschietti” che accoltellano la madre dei loro figli e la buttano in un pozzo senza un perchè (faccio notare che nel caso di Siracusa i due erano conviventi, non c’era nessun divorzio con alimenti da pagare in vi non c’era nessuna avvocatessa malvagia e femminista, c’era solo un uomo possessivo e violento non per natura ma per una mancanza di educazione, ma è comunque colpa sua perchè è un adulto)

    • Paolo permalink
      22 marzo 2018 01:05

      faccio notare che nel caso di Siracusa i due erano conviventi, non erano sposati quindi non c’era nessun divorzio con alimenti da pagare in vista

      • Sandro D. permalink
        26 marzo 2018 00:33

        Paolo

        >>>>>>>>>
        Caro RDV se lei davvero parla nelle scuole, è gravissimo lei inquina le
        menti dei giovani. E comunque mia madre (estrazione borghese) ha sposato mio padre (estrazione operaia-contadina)
        >>>>>>>>>

        Il dramma, invece, è che Rino è un caso più unico che raro, poiché non credo proprio che in giro per l’Italia ci siano professori che fanno i suoi stessi discorsi agli studenti.

        Fossi un professore anch’io saremmo in due a parlare nelle scuole (…), ma le mie giornate lavorative le passo in una azienda privata, ad occuparmi di vernici industriali, sicché mi è impossibile.
        Purtroppo, aggiungo.

      • Paolo permalink
        26 marzo 2018 01:28

        “non credo proprio che in giro per l’Italia ci siano professori che fanno i suoi stessi discorsi agli studenti.”

        meno male

      • Sandro D. permalink
        26 marzo 2018 01:52

        Paolo

        >>>>
        meno male
        >>>>

        Il problema è che in giro per l’Italia (e non solo) ci sono tanti (troppi) ultra femministi come te, perennemente genuflessi di fronte a qualsiasi portatrice di due cromosomi X.

    • 23 marzo 2018 20:10

      Qui – caro Paolo – concordo e vado persino oltre.
      Nel caso dei due carabinieri non era necessario alcun “no”. Se c’è stato sesso c’è stata violazione, anche nel più prefetto silenzio. Perché? Perché è inconcepibile che due ragazze vogliano far sesso simultaneamente con UU ben più vecchi di loro (1) perfetti sconosciuti e sicuramente già vincolati ad altre (2) nonché, e questo è decisivo, di condizione sociale inferiore (3).
      .
      Il punto uno (1) esclude che l’attrazione fisica verso i due abbia giocato il minimo ruolo.
      Se è per questo le due ragazze potevano trovare giovani guapi della loro età, a palate, con un semplice schiocco delle dita. Che fossero mosse da pruriti sessuali non va neanche preso in considerazione.
      .
      Il punto due (2) combinato con il tre (3) toglie di mezzo ogni ipotesi che vi potesse essere attrazione/fascino esercitati dal rango sociale o un calcolo sulla costruzione di una relazione durevole. E queste due condizioni sono le ragioni fondamentali per le quali le DD fanno sesso. Il prurito ormonale è secondario, limitato e stagionale e del tutto escluso per il punto (1).
      .
      Maschi e femmine sono diversi per natura, contrariamente alle balle femministe. Ed è proprio perché il femminismo mente che possiamo dire che in quelle situazioni c’è sempre abuso.
      Questo è certo perché discende dai fondamenti della natura dei due sessi.
      .
      La regola generale dettata da Darwin è questa: per gli UU il sesso è lo scopo, per le DD è uno strumento. Gli strumenti servono per ottenere qualcosa: cosa mai potevano pensare di ottenere quelle dai due militari? Nulla.
      .
      Per le DD il sesso è prima di tutto e sempre uno strumento per ottenere:
      1- beni materiali a breve o per sempre (il mantenimento)
      2- la creazione di un legame che escluda le altre (presupposto del mantenimento)
      3-la conservazione del legame (per la continuità del mantenimento)
      4-la salita nella gerarchia sociale (non la discesa ad un rango inferiore).
      .
      Solo in ultima istanza il sesso è inteso
      5-per la riproduzione
      6-per il piacere
      .
      Per la riproduzione basta il postino un paio di volte.
      Quanto al piacere, questo è limitato ad una breve stagione (la curiosità giovanile) per quasi tutte mentre il vero prurito durevole va assegnato al 5% delle DD.
      .
      Prima delle menzogne femministe sulla parità ormonale, agli uomini veniva insegnata la verità della naturale refrattarietà femminile al sesso. Questa è la verità.
      .
      Le cose stanno davvero così?
      Beh, si tratta di vedere quanto siamo lontani dalla realtà.
      E quanto ne siamo vicini…

      • plarchitetto permalink
        24 marzo 2018 15:12

        La pervicacia di RdV nel cercare di mettere in ordine e misurare le cose tramite logica è commovente.
        Ed inutile.
        Commovente ed inutile perché (e lui lo sa bene) ci sarà sempre una sezione del pensiero femminista che potrà, previa dimostrazione, smentirlo.
        Ma se lui, imperturbabile, la contraddirà con efficace argomentazione, si farà viva una sottosezione in grado di smentire lui e contemporaneamente la prima sezione.
        Difatti il femminismo contempla tutte le sezioni e le sottosezioni possibili e immaginabili.
        E’ una sorta di “angolo giro” che da la misura ad ogni cosa, ed è illuminante in tal senso l’analogia fornita dalla sua definizione:
        “L’angolo giro è l’angolo compreso tra due semirette coincidenti che contiene tutto il piano. Sebbene visivamente e anche dal punto di vista della trigonometria l’angolo giro possa essere ritenuto uguale ad un angolo a misura nulla, in base alla definizione di angolo (ciascuna delle due porzioni di piano comprese tra due semirette aventi la stessa origine) la differenza è sostanziale. Perché il primo contiene tutto il piano, il secondo neanche una parte”.
        .
        Accidenti a Descartes…!

      • Rino DV permalink
        24 marzo 2018 19:17

        Plarchitetto dice benissimo. La logica chiarifica le cose a noi, ma è sterile in modo persino ridicolo nel conflitto dei sessi (e non solo).
        .
        Aggiungo solo, come ben sappiamo, che queste verità (fondate sulla filogenesi umana) non vengono insegnate a scuola né appaiono apertamente sui rotocalchi femminili (che pure si interessano solo dei legami affettivo-sessuali deelle FF con maschi alfa).
        .
        Sono rarissime le DD che confessano a se stesse la verità relativa alla vera natura del loro interesse per gli UU.
        .
        Quando in aula parlo delle classi sociali e dico che le FF si associano solo a UU di rango pari o superiore, mai inferiore, ci restano malissimo.
        E scende un gelo imbarazzato. E imbarazzante.
        .
        Ma è inevitabile ed anche giusto che giunga il momento in cui ci si scandalizza. Vuol dire che si aprono gli occhi.

      • Paolo permalink
        24 marzo 2018 19:22

        ma l’avete mai visto un miliardario uomo che si innamora di una operaia donna? No. Questo perchè uomini e donne di una stessa classe sociale frequentano gli stessi posti quindi si incontrano più facilmente, miliardari e operai non frequentano gli stessi posti. Se non vedete mai una top model con un operaio on è perchè schifano gli operai ma perhè non frequentano gli stessi posti.
        Caro RDV se lei davvero parla nelle scuole, è gravissimo lei inquina le menti dei giovani. E comunque mia madre (estrazione borghese) ha sposato mio padre (estrazione operaia-contadina)

      • plarchitetto permalink
        24 marzo 2018 20:01

        Per Paolo, dall’enciclopedia Treccani:

        ipergamia

        Usanza matrimoniale secondo la quale, in una società stratificata, gli appartenenti a un determinato gruppo sociale (classe, casta ecc.) scelgono il coniuge in un gruppo di posizione superiore al proprio.
        Solitamente l’ipergamia riguarda uno dei due sessi (per lo più quello femminile), mentre per quello opposto vale la regola inversa dell’ipogamia.
        Tipico è l’esempio dell’India, dove vige una rigida endogamia di casta (e di sottocasta), ma dove alle donne è di frequente concesso sposare uomini di caste superiori.
        .
        .
        .
        Paolo ancora una volta ti metti nelle condizioni di fare la figura dell’idiota:
        .
        Miriam Raffaella Bartolini (in arte Veronica Lario) è figlia di Flora Bartolini. Fu registrata all’anagrafe con il cognome di sua madre poiché il padre naturale, Vladimiro Capponi, sposato, non la volle riconoscere.
        Il padre di Flora, nonché nonno di Veronica Lario, Raffaele Bartolini, era un barrocciaio nato nel 1907 ed ucciso nel 1944 dai nazisti con altri 14 italiani nell’eccidio di Rio Conco di Vizzano.

  4. Paolo permalink
    22 marzo 2018 01:12
  5. Sandro D. permalink
    22 marzo 2018 20:44

    Questo è un mio scritto risalente ad una decina di anni fa.

    ————————-

    Alcuni autori ritengono che la prova più evidente delle differenze tra i sessi in materia di gelosia sia la violenza che suscita. Nel 1982 Martin Daly e Margo Wilson della McMaster University, dopo aver passato in rassegna una serie di studi sui moventi di omicidio, hanno concluso che gli uomini uccidono per gelosia molto più delle donne. Tuttavia gli uomini sono più inclini a tutte le forme di crimine violento, per cui i confronti basati sul semplice numero dei delitti ispirati dalla gelosia possono essere fuorvianti. Se si riesaminano i dati correggendoli per tener conto delle differenze nel tasso complessivo di omicidi, appare un quadro diverso. Pochi anni fa, Christine R. Harris, ha esaminato i moventi di omicidio in 20 campioni interculturali di popolazione (per un totale di 5225 omicidi) e non ha rilevato differenze tra i sessi. In precedenza, Richard B. Felson della State University of New York aveva esaminato 2060 omicidi in 33 contee urbane degli Stati Uniti, rilevando che le donne erano due volte più portate degli uomini a uccidere per gelosia.

    Per approfondire:
    DESTENO D. e altri,
    Sex differences in jealousy:
    Evolutionary mechanism or artifact
    of measurement?, in “Journal of
    Personality and Social Psychology”,
    83, pp. 1103-1116, 2002.

    HARRIS C. R., Sexual
    and romantic jeaulousy in
    heterosexual and homosexual
    adults, in “Psychological
    Science”, 13, pp 7-12, 2002.

    BUSS D., The Dangerous
    Passion: Why Jealousy Is As
    Necessary As Love And Sex,
    The Free Press, New York, 2000.

    Christine R. Harris, No, non
    è la gelosia, mente & cervello,*
    n. 8, anno II, pag. 62-69, marzo-aprile
    2004.

    (*Articolo pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2004 di “American Scientist”.)

  6. Sandro D. permalink
    22 marzo 2018 20:49

    Questo, invece, è un brano tratto da IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

    ————————————–

    IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

    Sono più gli uomini a uccidere le donne, o più le donne a uccidere gli uomini? I Sei Paraocchi

    II dipartimento della Giustizia ci informa che gli uomini uccidono il doppio delle donne, rispetto al numero di uomini ucciso dalle donne. Ma diamo un’occhiata un po’ più da vicino. Sicuramente è più probabile che degli uomini uccidano un certo numero di donne. Quasi sempre questi omicidi seguono un modello, e a un certo punto l’uomo viene catturato. Pertanto le statistiche del dipartimento della Giustizia riflettono questa realtà. Altri delitti commessi dagli uomini costituiscono una chiara prova: l’uomo involontariamente spara alla moglie o a un’amica, e poi si punta la rivoltella alla testa. La prova è sul pavimento.
    Peraltro, sei paraocchi ci impediscono di vedere i metodi di omicidio femminili. Innanzitutto, è più facile che una donna avveleni un uomo, invece di sparargli, e l’avvelenamento viene spesso registrato come infarto o incidente. Così Bianche Taylor More (il caso Arsenico e vecchi merletti) per un quarto di secolo poté continuare a uccidere prima di essere scoperta. E dei delitti all’Excedrin di Stella Nickell furono ritenuti responsabili dei vandali.
    Anche l’omicidio su commissione è meno identificabile perché e premeditato, e spesso affidato a un professionista. Quando viene scoperto, il dipartimento della Giustizia lo registra come «delitto con molteplici colpevoli» – non viene mai registrato come uccisione di un uomo da parte di una donna. Ciò crea un secondo paraocchi.
    Gli uomini che uccidono le donne di solito appartengono a classi socioeconomiche inferiori, mentre le donne che uccidono il marito o l’amante sono in genere di livello sociale più elevato. Ecco dunque il terzo paraocchi: il fattore denaro. Per esempio,
    Jean Harris (che uccise l’autore di La dieta Scarsdale) era stata preside di una scuola privata; Elizabeth Broderick era stata un’insegnante/elementare e, sposandosi, era entrata a far parte dell’alta società; Pamela Smart faceva la maestra nel New Hampshire. Con il denaro si possono assumere i migliori avvocati e si ottengono più assoluzioni e diminuisce così il numero di donne assassine che rientrano nelle statistiche del dipartimento della Giustizia.
    Probabilmente i paraocchi più importanti sono il «fattore Cavalleria» e il «fattore Donna Innocente» che, tanto per cominciare, evitano a molte donne di essere seriamente sospettate. Per giunta, la difesa basata sulle attenuanti talvolta porta al ritiro delle accuse. Per esempio, quando una donna assolda un minore o un uomo, amante o professionista che sia.
    Quando si combinano i Sei Paraocchi – l’avvelenamento mascherato, gli omicidi su commissione camuffati da incidenti e registrati come omicidi con molteplici colpevoli, il fattore denaro, il «fattore Cavalleria», il «fattore Donna Innocente» e la difesa basata sulle attenuanti – possiamo facilmente renderci conto che, consciamente e inconsciamente, siamo stati ciechi rifiutando di vedere delle donne che uccidono degli uomini.
    Dai Sei Paraocchi deriva una distorsione delle statistiche. Ma una distorsione della percezione deriva dalla tendenza dei media a dare risalto alla notizia quando sono gli uomini a uccidere le donne (l’assassino dell’università di Montreal, gli strangolatori di Hillside e di Boston).
    In breve, è impossibile sapere in quale misura i sessi si ammazzano tra loro. L’unica cosa che sappiamo per certo è che entrambi i sessi uccidono più uomini che donne.

    • Paolo permalink
      23 marzo 2018 01:14

      la strage all’università di Montreal fece scalpore perchè nel 1989 un pazzo di nome Marc Lepinè fece irruzione armato e dopo aver separato gli studenti maschi dalle studentesse sparò a 14 studentesse di ingegneria uccidendole lo fece proprio perchè erano ragazze che studiavano ingegneria quindi secondo lui “un branco di femministe”, fu un massacro misogino orchestrato da un fanatico anti-femminista. Se una donna avesse fatto la stessa cosa avrebbe suscitato il medesimo scalpore ma non è successo
      Certo anche le donne uccidono, anche loro sono violente, crudeli, spietate quanto gli uomini, ci sono persino donne serial-killer (numericamente meno degli uomini ma ci sono) ma a mia memoria nessuna donna mai ha fatto irruzione in una scuola sterminando gli studenti maschi perchè erano “un branco di maschilisti”, anzi nessuna donna o ragazza ha mai fatto una strage in una scuola per nessuna ragione, le sparatorie, le stragi con arma da fuoco che avvengono nei licei USA hanno sempre dei maschi come autori. Vogliamo negare pure questo? E non centra nulla la natura maschile, non è nella natura maschile compiere stragi ma la minoranza di quelli che entrano in una scuola e si mettono a sparare sono maschi . Davvero non vogliamo interrogarci su come alcuni maschi vengono educati?
      http://www.ugomariatassinari.it/massacro-al-politecnico/

      • Sandro D. permalink
        23 marzo 2018 18:39

        Anni fa, quando scrivevo su uomini3000, al pari di Rino ero solito far notare che evidenziare la violenza “visibile” al femminile non equivale a negare quella maschile.
        Perciò di cosa stai parlando?
        Ci arrivi a capire che se un uomo che si occupa della QM non passa le sue giornate a parlare della violenza al maschile, è solo ed esclusivamente perché c’è già chi lo fa quotidianamente e in maniera a dir poco ossessiva?
        Mentre al contrario, “chi di dovere”, non spende mai una parola, che sia una, sulla violenza al femminile, che per forza di cose è “più sfumata” e molto meno visibile.

        >>>>>>>>>
        la strage all’università di Montreal fece scalpore perchè nel 1989 un pazzo di nome Marc Lepinè fece irruzione armato e dopo aver separato gli studenti maschi dalle studentesse sparò a 14 studentesse di ingegneria uccidendole lo fece proprio perchè erano ragazze che studiavano ingegneria quindi secondo lui “un branco di femministe”,
        >>>>>>>>>

        Paolo, tu all’epoca avevi solo 5 anni, mentre io ne avevo 24 e già mi occupavo della maledetta “guerra dei sessi”.
        Perciò non venire a “ricordare” a me ciò che tu all’epoca nemmeno conoscevi, per ovvi motivi anagrafici.
        Per non parlare del fatto che se c’è una cosa che non mi ha fatto mai difetto è proprio la memoria.

        >>>>>>>>
        Se una donna avesse fatto la stessa cosa avrebbe suscitato il medesimo scalpore ma non è successo
        >>>>>>>>

        No, se una donna avesse fatto la stessa cosa, moltissime donnicciole, ed anche una caterva di ometti zerbini e dementi, l’avrebbero trovata una notizia “molto divertente”, nonché “una cosa buona e giusta”.
        Credo sarai al corrente del fatto che, ad esempio, un uomo evirato da una femmina suscita una fortissima ilarità.
        Viceversa scoppia il finimondo, con richieste in ogni dove di ergastolo, pena di morte e tortura.

        >>>>>>>
        Certo anche le donne uccidono, anche loro sono violente, crudeli, spietate quanto gli uomini, ci sono persino donne serial-killer (numericamente meno degli uomini ma ci sono)
        >>>>>>>

        Leggi qua.

        http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1779562&st=45

      • Sandro D. permalink
        23 marzo 2018 18:59

        Questo è un mio post risalente al 2004.

        http://ultimefile.forumfree.it/?t=2007445&st=165
        >>>>>>>
        silverback

        view post Inviato il: 16/10/2004, 18:38

        Finché la Storia viene letta in apparenza, finché si pensa che il vero potere stia nella spada, nella borsa, nel libro e nella poltrona, risulta impossibile contrastare l’evidenza, perché non si può negare che quegli strumenti sono stati quasi totalmente in mani maschili.
        Finché la violenza si intende (solo) quella visibile, quella punita dal codice penale e non (anche) quella invisibile (di cui la prima è – in sostanza – pura manifestazione), non si può cacciar via le femmine dal trono morale sul quale stanno sedute perché la violenza maschile è visibile e non può essere negata.
        L’autorità morale femminile è una autorità usurpata perché fondata su una impotenza femminile che non è mai esistita e su una innocenza che parimenti non può esistere.
        Nondimeno oggi le femmine occidentali hanno questa autorità.
        Da qui si vede che l’interpretazione materialistica della Storia deve essere superata altrimenti non si viene a capo di nulla.
        Non si vedono né il potere occulto né le malefatte femminili e nemmeno tutto il resto.
        >>>>>>>>

  7. Sandro D. permalink
    22 marzo 2018 20:51

    IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

    Difesa per omicidi in appalto… Difendersi assaltando qualcuno
    L’omicidio in appalto è un metodo prettamente femminile?

    Quando per la prima volta consultai i miei archivi per preparare questa sezione sull’omicidio in appalto, rimasi colpito da alcuni modelli affascinanti. Innanzitutto, tutte queste donne assoldavano ragazzi o uomini. In secondo luogo, il loro bersaglio era di solito il marito, l’ex marito o il padre – uomini che un tempo avevano amato. Terzo, di solito l’uomo da colpire aveva una polizza assicurativa notevolmente più elevata del suo reddito negli ultimi cinque anni. Quarto, le donne spesso non venivano mai seriamente sospettate finché qualche coincidenza non smascherava il loro complotto. Quinto, per uccidere di solito la donna sceglieva uno di questi tre metodi: 1) convinceva il fidanzato a uccidere (in stile Svengali al contrario); 2) assoldava ragazzi sfavoriti dalla sorte per cifre modeste; 3) assumeva un killer professionista, usando così, per ucciderlo, il denaro guadagnato dal marito.
    «Dixie Dyson rimboccò le coperte al marito prima della sua ultima notte di sonno. Aveva predisposto tutto: un vecchio amico e un amante avrebbero fatto finta di ‘introdursi in casa scassinando la porta’, di ‘stuprarla’, uccidere il marito e ‘fuggire’. Lei avrebbe riscosso il denaro dell’assicurazione.
    «All’ultimo momento il vecchio amico si ritirò, ma l’amante e Dixie riuscirono a uccidere il marito con ventisette pugnalate. Furono presi. Dixie riuscì a negoziare una riduzione della sua pena denunciando l’amante e l’amico. L’amico che si era rifiutato fu condannato a venticinque anni di carcere per complotto. »
    «Deborah Ann Werner aveva diritto a un terzo delle proprietà paterne. Chiese alla figlia di trovare qualche ragazzo disposto a uccidere il padre piantandogli un coltello nel collo.»
    «Diana Bogdanoff fece in modo di trovarsi con il marito in una zona appartata di una spiaggia nudista.
    «Diana aveva assoldato due giovanotti che lo avrebbero ucciso mentre lei stava a guardare. Gli spararono alla testa e lei denunciò i killer, ma senza presentare giustificazioni per l’omicidio – non era stato rubato nulla e lei non aveva subito molestie sessuali.
    «Diana diventò sospetta soltanto quando un anonimo si mise in contatto con la speciale linea telefonica che in tutto il territorio nazionale raccoglie denunce per fatti criminosi. Per puro caso quell’individuo aveva sentito parlare, alla radio, dell’omicidio e si era rammentato di un amico che gli aveva raccontato di essere stato contattato e di essersi rifiutato di uccidere un uomo… su una spiaggia isolata per nudisti, mentre una donna di nome Diana sarebbe stata a guardare. Senza questa segnalazione, Diana non sarebbe mai stata sospettata.»
    «Roberta Pearce, insegnante, offrì 50.000 dollari a testa a due suoi studenti quindicenni – e anche sesso e una macchina – se avessero fatto una cosa sola: ucciso il marito. Roberta avrebbe ottenuto la casa per la cui proprietà lei e il marito stavano litigando, e 200.000 dollari di assicurazione.»
    «Mary Kay Cassidy e il suo giovanissimo amante uccisero il marito di Mary Kay. Sebbene l’uomo avesse confidato ad amici il timore che la moglie tentasse di ucciderlo, sulla donna non furono fatte particolari indagini. Lei e il giovanissimo amante ‘piansero’ la morte del marito e per mesi continuarono la relazione, ottenendo tutta la comprensione e la simpatia degli abitanti di Monongahela, in Pennsylvania.
    «Casualmente i parenti del marito, pulendo la casa, scoprirono un registratore collegato al telefono: sul nastro era incisa una conversazione tra Mary Kay e l’amante mentre stavano complottando per uccidere l’uomo. Evidentemente lui aveva cominciato a tenere sotto controllo il telefono soltanto alcune ore prima di essere ucciso, e non aveva neppure potuto ascoltare la conversazione. Soltanto quando fu messa a confronto con il nastro Mary Kay confessò.»
    «Pamela Smart, un’insegnante del New Hampshire, convinse il giovanissimo amante a uccidere il marito. I due cercarono di coinvolgere nell’omicidio anche una ragazza. Quando quest’ultima consegnò alla polizia il nastro con la conversazione avuta con Pamela Smart, che stava preparando l’omicidio, la donna assunse un killer per ucciderla. Pamela non accusò mai il marito di violenze. II suo movente? Il marito era un agente delle assicurazioni. Eppure nessuno dei 500 articoli comparsi sui giornali citò come possibile movente il denaro dell’ assicurazione.
    «La reazione? Fu appoggiata da un club internazionale di fan chiamato Friends of Pamela Smart. Quando organizzarono una veglia davanti alla prigione in cui era rinchiusa, i funzionari le consentirono di rivolgersi a una folla di oltre 400 persone con un telefono collegato ad altoparlanti stereo.»
    Personalmente non conosco nessun esempio di club di fan a favore di un uomo che ha ucciso una donna – soprattutto una donna che mai aveva commesso una violenza contro di lui.
    Forse l’aspetto più spaventoso negli omicidi su commissione eseguiti da non professionisti è il ricorso, da parte di molte di queste donne, a ragazzi assai giovani – di solito poveri e sfortunati. Queste donne, oltre a commettere un omicidio, sono anche responsabili dello stupro psicologico di un ragazzo. Qualsiasi uomo adulto, se avesse assoldato una quindicenne per uccidere la moglie, sarebbe nella cella della morte, in attesa di esecuzione. Soprattutto se con quella ragazza avesse anche fatto del sesso.
    Quando invece vengono assoldati dei killer di professione, le risorse economiche necessarie per pagare un professionista implicano un’appartenenza alla classe media. Le donne che assumono dei professionisti sono spesso donne della classe media che uccidono i mariti con il denaro guadagnato da questi ultimi. Per esempio, Constantina Branco ritirò dal conto in banca del marito la somma necessaria per assoldare un uomo che lo uccidesse.
    La donna povera che cosa ha in comune con la donna della classe media? Tendenzialmente nessuna delle due uccide il marito il cui stipendio la protegge, a meno che l’ammontare dell’assicurazione non superi complessivamente lo stipendio degli ultimi anni. In sostanza, queste donne non uccidono la loro fonte di reddito, ma uccidono per crearsi un reddito.
    L’omicidio su commissione offre uno spunto per analizzare a fondo la differenza tra lo stile femminile e lo stile maschile adottato per uccidere persone un tempo amate. L’uomo uccide di sua mano. La donna assume un altro uomo. In genere, quando un uomo ammazza una donna, lo fa in un accesso di collera. Egli «perde il controllo.» L’omicidio su commissione è premeditato. Quando un uomo ha premeditato un delitto, spesso uccide la moglie, i figli e poi se stesso. La donna di rado si uccide.
    Capita qualche volta che degli uomini assoldino dei killer per uccidere delle donne? Capita, ma poi subentra qualche ostacolo. Il killer non se la sente di uccidere una donna e denuncia alla polizia l’uomo che l’ha assoldato per farlo! (Anche il killer pagato ha un istinto protettivo quando si tratta di una donna.) Pertanto, non è che gli uomini rifiutino del tutto di usare il metodo dell’omicidio su commissione, ma quando vi ricorrono quasi invariabilmente si ritorce contro di loro.

    Se esistessero difese per soli uomini, come sarebbero?
    Non esiste una difesa prettamente maschile per giustificare l’omicidio di una donna. Né deve esserci. Ma se ci fosse, l’equivalente maschile della «difesa al progesterone» delle donne sarebbe la «difesa al testosterone», l’equivalente della «difesa della donna innocente» sarebbe la «difesa dell’uomo razionale» – la concezione parimenti sessista che un uomo non commetterebbe un delitto se non avesse un motivo razionale per farlo; ci sarebbero difese per i padri, sindromi dell’uomo maltrattato, e speciali difese per gli oneri del ruolo maschile… per esempio, la «difesa delia guardia del corpo».
    La difesa della guardia del corpo
    Vi rammentate di quando il figlio di Marlon Brando, Christian, s’infuriò tanto con il ragazzo della sorellastra Cheyenne -schiaffeggiata e maltrattata – da prendere la rivoltella? Nel corpo a corpo che seguì, gli sparò e lo uccise. Disse che il colpo era partito accidentalmente.
    Brando avrebbe potuto appellarsi alla «difesa della guardia del corpo»? Per quale motivo? Se una donna uccide un uomo che le ha fatto violenza e poi resta in libertà, perché mai un altro uomo non potrebbe uccidere un uomo che fa violenza a una donna e restare a sua volta in libertà?

    Ecco come alle singole donne è dato più potere di uccidere che a tutto il governo degli Stati Uniti
    Nel loro complesso, le dodici difese per sole donne permettono quasi a ogni donna di «eseguire una condanna a morte». Paradossalmente, consideriamo ora persino liberai favorire la donna che decreta la pena di morte e opporci al governo che ricorre alla pena capitale. Il governo non può assolutamente prima uccidere una persona e poi dichiararla colpevole di violenze: soltanto una donna può permetterselo… ai danni di un uomo. Ma forse è ancor più sorprendente il fatto che il rifiuto del giusto processo è detto «liberai» se è una donna che lo nega a un uomo, «totalitario» se qualcuno rifiuta il debito processo a una donna.

  8. Sandro D. permalink
    23 marzo 2018 19:16

    Dieci anni fa un lettore di uomini3000 scrisse questo post.

    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    La violenza maschile

    Salve.
    Ho scoperto da pochi mesi il vostro sito, nonche’ il forum, che seguo attentamente, pur non essendovi iscritto. Devo dire che su alcuni punti mi trovo molto d’accordo, su altri, invece, dissento.

    Dissento soprattutto per quanto riguarda la questione della violenza.
    Per esempio, proprio ieri, un admin (tale Scienziato Apocrifo) ha scritto:

    “Prima di parlarne però vorrei far presente a RudeBad che non è affatto vero che le maggiori vittime di violenza sono le donne.
    Le maggiori vittime di violenza – di tutti i tipi di violenza – sono gli uomini… e questi sono i dati Eures e ISTAT.
    Gli uomini sono vittime di omicidio l’80,4% delle volte e sono vittime di pestaggi, furti, rapine, ferimenti intorno al 90% delle volte.
    Se contiamo il numero di stupri che avvengono nelle carceri, gli uomini sono più a rischio delle donne anche in questo campo, con l’aggravante che questi uomini vengono violentati non solo contro la loro volontà ma anche contro il loro istinto sessuale, cioè violenza carnale di stampo omosessuale”.

    Ora, che le maggiori vittime di violenza siano uomini è vero, ma vi chiedo: ad opera di chi? Forse delle donne? Oppure di altri uomini? Mi permetto di fare notare che nell’80-90% dei casi, gli uomini vengono uccisi, pestati, feriti e rapinati da altri uomini.
    Anche per quanto riguarda le carceri i detenuti non sono mica violentati dalle donne!, bensi’ dagli stessi uomini!
    Scusate se ve lo faccio notare, ma questo e’ un vittimismo di stampo femminista che non vi portera’ da nessuna parte.

    >>>>>>>>>>>
    ———————–

    Questa è la risposta che gli diede Rino.

    >>>>>>>>

    Caro amico, dici bene.
    Gli uomini sono le maggiori vittime della violenza ma sono essi stessi ad infliggersela. Verissimo.
    Qui tre cose sono da notare. Mi limito a segnalare le prime due, sulla terza mi allungo un po’.

    1- Stiamo parlando di violenza visibile, quella che è innegabile e che rende chi la compie responsabile di fronte agli altri, alla legge e a se stessi. Di quella invisibile, che troppo spesso sta alla base di quella visibile, non si parla mai. O meglio, se ne parla solo nei casi in cui ad esercitare quella visibile è la donna (infanticidi, omicidi, mutilazioni dei genitali maschili etc.). Allora si corre subito a descrivere la sicura violenza invisibile/occulta che la donna ha precedentemente subìto. Strategia il cui fine è troppo evidente per doverlo chiarire.

    2- Se gli uomini sono le maggiori vittime della violenza (ancorché autoinflitta) diventa necessariamente falso il proclama femminista secondo cui le donne ne sarebbero invece le prime vittime, come ad esempio si usa dire nella guerra.
    Già queste sono considerazioni pesanti che però non si fanno mai.

    E veniamo al punto.
    3- La visibilità appartiene al maschile. Considerata la simbologia e la valenza dei genitali maschili comparati a quelli femminili, non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro. La violenza (visibile) maschile è espressione negativa di quella medesima energia che nel lato positivo ha creato la quasi totalità di ciò che si vede nel mondo.

    Questa energia ha una proiezione esterna che può andare nella direzione della costruzione o della distruzione ma che proviene dalla medesima fonte. A questa pulsione verso l’esterno sono correlati il coraggio (spinto sino alla temerarietà), la percezione strumentale del corpo (una cosa che si può perdere per uno scopo) ed una straordinaria carica energetica (più altri caratteri che tralascio). Ad essa pulsione è stato dato il nome di aggressività. Termine fuorviante perché ne dà una connotazione esclusivamente negativa. (K. Lorenz , che ne colse l’unicità della fonte e al tempo stesso la duplice valenza, la definì “Il cosiddetto male”). Creazione e distruzione sono modi specifici di espressione della maschilità. Va da sé che noi tutti ammiriamo la prima e detestiamo la seconda.

    Il punto essenziale della nostra denuncia è che degli uomini si vede solo la seconda e mai la prima. La distruzione operata dagli uomini è il solo aspetto della loro opera di cui si parla. Si parla delle 150 donne assassinate ogni anno. Non si parla delle 1200/1400 che ogni anno vengono salvate, non al mare dai bagnini, ma sul lavoro, dove muoiono i maschi per conto di tutti. Sembra che i morti sul lavoro siano tanti, ma ancora negli anni 60 quelli che ne morivano erano circa 4.000 ogni anno. Lasciamo stare quel che avveniva ancor prima e lasciamo stare il resto: hai mai visto una donna mutilata del lavoro? Né si parla mai, perché nemmeno lo si vede, di tutte quelle che sono state salvate (e sono miliardi) dalla cornucopia di invenzioni e creazioni che hanno permesso all’umanità di crescere sino alle dimensioni attuali. Senza la parte luminosa, creatrice del “cosiddetto male” di cui è portatore il genere maschile, l’umanità conterebbe oggi lo stesso numero di persone dei tempi preistorici. Non lo si è mai neppure pensato. Invenzioni, creazioni, realizzazioni che si originano dalla stessa fonte e che sono state pagate da un numero immenso di maschi con infiniti sacrifici e spesso con la vita.

    La predisposizione al rischio è un’altra manifestazione della stessa pulsione. Dove ci sono rischi là ci sono gli uomini e chi è in pericolo e chiede aiuto sa che lo avrà dagli uomini. Uomini o donne che siano.

    Detta in altro modo, la maschilità è il sole dell’umanità. Ma il sole produce luce e ombra. Preferiremmo non aver a che fare con l’ombra, sarebbe bellissimo, ma per eliminarla dal mondo bisogna spegnere la luce. Spegnere il sole.

    Noi non ci siamo messi in azione per propagandare l’idea che i maschi siano buoni o che le violenze maschili non esistano o per minimizzarle, ma per denunciare il fatto che si parla solo di quelle e che ormai si vedono solo quelle. Che vengono moltiplicate per 100 e per 1000. Che vengono rievocate dal passato o importate dall’estero. Ora, quando di qualcuno si vede solo il male vuol dire che il cuore di chi guarda è avvelenato. Intossicato dal rancore. Noi denunciamo l’esistenza da tutti negata dell’odio antimaschile e denunciamo anche il fatto che gli uomini stessi non sono più capaci di vedere l’immensità del bene che hanno prodotto e che producono. E se lo vedono si vergognano di gettarlo sull’altro piatto della bilancia.

    I maschi sono il Genere che crea e che distrugge a nome dell’intera umanità ma è quasi esclusivamente su di loro che grava il peso delle conseguenze di questa tragica ambivalenza.

    Concludendo, faccio notare che le osservazioni presentate nella sua email possono tranquillamente essere pubblicate sul forum.

    Con cordialità.

    R. B.

    • Paolo permalink
      23 marzo 2018 23:52

      quindi non esistono donne che salvano delle persone? Ma per favore.

      • Sandro D. permalink
        24 marzo 2018 09:09

        Quanti casi ricordi di donne che hanno dato la propria vita per un uomo sconosciuto?

        http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/03/24/francia-e-morto-il-gendarme-eroe_70a8b9fa-d227-4b10-8fa2-7b0f977ee617.htm

      • Sandro D. permalink
        24 marzo 2018 09:12

        >>>>>>>>>>>>>
        ANSA) – ROMA, 24 MAR – Il tenente colonnello dei gendarmi Arnaud Beltrame è morto oggi in seguito alle ferite riportate ieri nell’attacco terroristico di Trebes, in Francia. Lo scrive su Twitter il ministro dell’Interno francese, Gerard Collomb.
        Beltrame, 45 anni, si era offerto al terrorista al posto di una donna ostaggio. “Il tenente colonnello Arnaud Beltrame ci ha lasciato. E’ morto per la patria. La Francia non dimenticherà mai il suo eroismo, la sua bravura, il suo sacrificio. Con il cuore addolorato, invio la vicinanza di tutto il Paese alla sua famiglia, i suoi parenti e i suoi colleghi della Gendarmeria dell’Aude”, scrive il ministro su Twitter pubblicando una foto del tenente colonnello con la bandiera tricolore francese. Con la morte di Beltrame, il bilancio dell’attacco terroristico di ieri sale a quattro vittime e 15 feriti.
        >>>>>>>>>>>>>

      • plarchitetto permalink
        24 marzo 2018 12:44

        <>
        .
        Beh…non è che si può pretendere che uno come Paolo abbia la capacità di commentare un testo articolato.
        Lui è Paolo.
        Queste sono le sue elaborate controdeduzioni, inutile aspettarsi di più.

        Tra l’altro ha sempre un tempismo perfetto.
        Anche questa volta gli capita di commentare in modalità “rutto libero” a ridosso d’un episodio di eroismo da parte d’un uomo (Arnaud Beltrame) che muore per il salvataggio d’una donna.
        Ma lui è Paolo: l’utile idiota del pensiero dominante.

  9. Paolo permalink
    24 marzo 2018 00:07

    uomini e donne hanno i medesimi desideri sessuali e provano piacere, solo non hanno voglia di farlo sempre e comunque con chiunque, tutto qua.
    Quanto alla storia del “mantenimento”: mia madre maestra elementare (ora in pensione) di famiglia borghese ha sposato ed è tutt’ora sposata con uomo, mio padre, meno istruito e di classe sociale più modesta della sua (operaio, ora pensionato, di famiglia contadina), mia madre come maestra elementare ha sempre guadagnato più soldi di mio padre operaio e non è mai stato motivo di litigio. E le assicuro che mia madre non è una minoranza. Se una donna si innamora di uno più ricco comunque non è necessariamente una gold digger. Esiste una cosa chiamata amore, esiste una cosa chiamata passione.
    La cosa buffa è che la vostra visione ultra-cinica (ma voi mi direte che siete solo realisti come dicono tutti i cinici) dei rapporti tra uomini e donne è simile alla visione di una piccola parte ultra-radicale del movimento femminista che nega la possibilità che tra uomini e donne possano nascere veri sentimenti di amore e passione erotica (solo che loro danno la colpa di tale situazione al patriarcato mentre per voi sarebbe un dato di natura), io non sono d’accordo nè con loro nè con voi

    • Sandro D. permalink
      24 marzo 2018 08:54

      No, uomini e donne NON hanno i medesimi desideri sessuali.

      A far luce sui diversi desideri dei due sessi sono i rapporti omosessuali.
      Quelli eterosessuali rappresentano un compromesso tra i desideri di un uomo e i desideri di una donna, e tendono quindi a minimizzare le differenze tra i sessi.
      Gli omosessuali, invece, non hanno bisogno di giungere a compromessi, e la loro esperienza mette in mostra la sessualità umana in una forma più pura.
      In uno studio sugli omosessuali di San Francisco condotto prima dell’epidemia di AIDS (il primo caso ufficiale fu registrato il 5 giugno 1981), emerse che il 25% degli uomini gay aveva avuto più di mille partner sessuali; il 75% oltre 100.
      Viceversa, nessuna femmina lesbica risultò essere così promiscua, solo il 2% di esse dichiarò un centinaio di partner.
      Anche altri desideri dei gay, come quelli riguardanti la pornografia, la prostituzione e l’attrazione per partner giovani, rispecchiano o portano all’eccesso i desideri degli eterosessuali.
      (Tra l’altro, il fatto che i desideri sessuali degli uomini siano gli stessi a prescindere dal fatto che siano rivolti alle femmine o ad altri uomini confuta la tesi che si tratti di strumenti di oppressione della femmina.)
      Non è che gli uomini gay siano sessualmente “più calorosi”: sono semplicemente uomini i cui desideri maschili si incontrano con altri desideri maschili anziché con desideri femminili.

      Tra gli eterosessuali, se gli uomini desiderano la varietà più delle femmine, quello che dovrebbe conseguirne può dircelo un qualunque corso di economia.
      L’accoppiamento dovrebbe essere considerato un’elargizione femminile, un “favore” che le donne possono decidere se concedere o negare.
      Fiumi di metafore parlano del rapporto sessuale con una donna come di una merce preziosa, sia che assumano il punto di vista di lei (concedersi, dargliela, sentirsi usata), sia che assumano quello dell’uomo (averla, favori sessuali, farcela).
      E le “transazioni sessuali”, come i cinici di ogni genere hanno scoperto da tempo, obbediscono spesso a logiche di mercato.
      In tutte le società sono quasi esclusivamente gli uomini che corteggiano, fanno approcci, ricorrono a “filtri d’amore”, fanno regali in cambio di rapporti sessuali, pagano le prostitute, etc.
      L’economia sessuale, naturalmente, dipende anche dalla desiderabilità dei singoli individui, non solo dai desideri medi dei due sessi.
      Si paga per il sesso (in denaro, impegni, favori, regali, vacanze, cene, etc.) quando il partner è più desiderabile di noi.
      Dato che le donne discriminano più degli uomini, l’uomo medio deve pagare per avere rapporti sessuali con la donna media…* (Non sempre è così ma poco ci manca*…)
      Un uomo medio può attrarre una moglie di qualità superiore a quella di una partner occasionale (presumendo che l’impegno matrimoniale sia una forma di pagamento…), mentre una donna media può attrarre un partner occasionale (che non pagherebbe niente…) di qualità superiore al marito*.

      Solo con gli uomini di qualità “più alta” sono disposte ad avere rapporti sessuali (gratis) un gran numero di femmine.

    • Rino DV permalink
      24 marzo 2018 19:47

      Alle leggi fondamentali della natura non si risponde con le eccezioni.
      Tutti preferiscono vivere piuttosto che morire. Questa è la regola.
      Il fatto che da sempre e ovunque esistano i suicidi non la smentisce.
      Tu non vuoi riconoscere/ammettere la verità. Punto.

      • plarchitetto permalink
        26 marzo 2018 08:16

        Nella giornata della festa del papà, m’è capitato di vedere un documentario naturalistico (*) in cui i padri delle varie razze animali, con un tono vagamente canzonatorio, venivano giudicati in base alla loro capacità nel collaborare con le madri alle faccende genitoriali.
        Non scherzo!
        Così il gallo veniva dipinto come una specie di sfaccendato, il leone poco meno, mentre l’ippocampo (il cavalluccio marino), che “cova” le uova all’interno di una apposita sacca ventrale era un ottimo padre, poiché permetteva alla femmina di riposarsi,…sfinendosi lui.
        E tutto ciò in “onore” dei padri nella “loro giornata”.
        .
        E tu Rino, parli ancora di leggi fondamentali della natura?…tu citi ancora Darwin?…la filogenesi?
        Ma questi sono relitti culturali!
        Pietre d’inciampo poste sul glorioso tragitto d’emancipazione di madre natura.
        Mi correggo: emancipazione “da” madre natura (del maschilismo vegetale ancora non v’è notizia. Ma non dispero).
        .
        .
        (*) Titolo: Superpapà [da notare il linguaggio della presentazione]
        – – – – – – – – –
        Il documentario di oggi è dedicato a tutti i papà: racconta dei papà di tante diverse specie animali particolarmente presenti nella formazione della propria prole, partecipi, capaci anche […che gentile] di gesti amorevoli [eh si…di solito conoscono solo la brutalità].
        Papà che svolgono con impegno il loro compito [capito il sottinteso uomini?…il “loro” compito].
        Alcuni fin dalla nascita, altri addirittura già dal concepimento.
        Di Pascal Cardeilhac.
        [e manco a dirlo….l’autore è un uomo]

    • Rino DV permalink
      24 marzo 2018 20:53

      Però bisogna riconoscere, caro Paolo, che sarebbe bello se il mondo fosse come lo descrivi tu, invece…

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