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Guai a parlare di maschicidio (parte 2)

29 giugno 2017

La  seconda  parte  l’articolo tratta dei movimenti maschili definiti dall’autore  “misogini”

Mentre  ho scritto la  prima  parte  già diritti maschili ed  antisessimo (chiamati in causa)  hanno risposto

A  me  invece  l’autore non mi ha  nemmeno nominato ,va  beh dispiace ,comunque  sarebbe stata  la  solita  solfa cioè cesso ,sfigato ,che  non sa  scrivere (questa è vera,purtroppo) misogino ecc ecc

Comunque  sia  l’autore  parte  con “A voice  of man” sia  la  versione originale (cioè quella  fondata  da  Paul Elam e sia la  versione  italiana

Ancora poco conosciuto in Italia, A Voice for Men è stato fondato nel 2009 dal blogger statunitense Paul Elam ed è il punto di riferimento principale della galassia degli MRA (Men’s Rights Activist), un variegato movimento d’opinione anti-femminista e spesso palesemente misogino. Poche settimane fa, Elam ha fatto parlare di sé scrivendo che i due uomini accoltellati da un suprematista bianco a Portland per aver difeso una ragazza musulmana sono morti non per colpa del loro assassino, ma della “cavalleria” che li ha spinti a difendere la ragazza dalle sue aggressioni.

That escalated quickly

Il mondo MRA — negli Stati Uniti legato a doppio filo alla sub-cultura online dell’alt-right — sta guadagnando terreno anche in Italia, attraverso pagine Facebook e blog che ne veicolano i messaggi e l’immaginario, come Diritti Maschili – MRA Italia (23.700 mi piace), che denuncia quotidianamente le discriminazioni subite dagli uomini — per esempio da parte dell’ATM, che concede sconti senior alle donne già a 60 anni invece che a 65 — e condivide articoli sulla violenza femminile, dandosi un gran daffare a smontare l’idea che esista un privilegio maschile di qualche tipo.

Misoginia  è chiaramente  la  parola  chiave, sono movimenti che “odiano le  donne”, già questo basta  e  avanza  che  l’autore abbia  letto poco e  quel poco male,  e i movimenti maschili che, come  in ogni buona  famiglia  c’è sempre  quello che  va  sopra  le  righe, sembra che  questo succede  anche  nel femminismo ,solo che  nel secondo caso ,si fanno leggi ad  hoc contro il genere  maschile

Poi sulla  cavalleria, vorrei vedere  se  a  sessi invertiti, le  due  donne  sarebbero intervenute anche  se  la  cosa  giusta  da  fare  era  chiamare  le  forze dell’ordine

Il “patriarcato” è liquidato come un complotto anche da Antisessismo (45.200 mi piace), che si presenta come una pagina rigidamente egualitaria, contraria a qualsiasi discriminazione di genere, ma poi di fatto il grosso della sua produzione è costituito da post e meme contro il femminismo, la narrazione dei “media mainstream” sbilanciata a favore dei diritti delle donne, i “doppi standard” e il male bashing.

Negli ultimi giorni le pagine Facebook di questo genere (altriesempiqui) hanno cavalcato ben volentieri la campagna di ridicolizzazione del concetto di manspreading, bollato come l’ennesima paranoia nazi-femminista, e hanno accolto con giubilo la notizia dei ragazzi inglesi che, contro il divieto di indossare pantaloncini corti d’estate, si sono presentati a scuola con la gonna. La possibilità di indossare indumenti più ariosi, d’altronde, è un emblema ben noto del soverchiante privilegio femminile nella nostra società.

L’autore  adesso fa  pure  il “simpatico “, ovviamente  la  lettura  delle  pagine in questione  si ferma  ai meme  , essendo cattivi si potrebbe  dire  che  legge  solo le  figure , poi il manspreading è veramente  una  cosa  seria  ?

Questo tipo di cultura più o meno sottilmente misogina è lo stesso che filtra da fenomeni di internet molto più di massa, come le varie pagine bomberiste e “ignoranti,” del tipo Sesso Droga Pastorizia, o quelle dedicate al grande macro-meme della friendzone, che hanno diffuso con successo una serie di stilemi che potremmo definire di anti-femminismo pop. Le femministe diventano così un po’ come i “radical chic,” i vegani, e gli altri bersagli facili del bomberista medio, contribuendo a creare un mondo fantasioso in cui non solo non esiste alcun divario di genere sbilanciato a favore del sesso maschile, ma al contrario sono gli uomini ad essere quotidianamente penalizzati e discriminati — e pure fatti oggetto di violenza.

grab via it.avoiceformen.com

Non si tratta ovviamente di negare che la suddivisione tra i ruoli danneggi anche il genere maschile (come sa chiunque si occupi di questioni di genere appena un livello sopra la fase “maschi contro femmine” della scuola media), né che esista la violenza femminile — anche se parlare di “maschicidio” come un fenomeno generalizzato è francamente ridicolo. Il problema degli MRA è che si battono solo in minima parte per una maggiore sensibilizzazione sui problemi maschili — che si tratti della condizione dei padri separati o della maggiore esposizione al rischio di tossicodipendenza e suicidi — perché sono troppo impegnati nella propria crociata contro il femminismo, come se l’estensione dei diritti altrui fosse un modo per limitare i propri. In questo modo, in buona o in cattiva fede, finiscono per ingrossare l’onda della misoginia online — che non ha alcun bisogno di essere ingrossata.
Gli ultimi dati sulla violenza di genere in Italia possono essere un buon punto di partenza per tornare con i piedi per terra: nel 2016 sono state 120 le vittime di femminicidio; il 21% delle donne italiane (4,5 milioni) dichiara di aver subito stupri o tentati stupri, mentre le vittime di stalking sono il 16%, oltre 3 milioni.

Eccolo il colpo di grazia, le  pagine  sui diritti maschili sono ignoranti (il mio blog lo è di sicuro)

Come  detto nella  prima  parte ,anche  l’autore  crede  che  ci sia  un “debito” che  il genere  maschile  abbia  nei confronti del genere  femminile ,morti sul lavoro, suicidi, senza  tetto (tutte problematiche praticamente  maschili), sono problemi secondari (a  seconda  dell’autore)  il nostro sogno invece  e  di andare  contro le  donne  (non l’ideologia  femminista, ma  contro le  donne, come  spiega  con i dati sulle  violenze, tanto di sicuro il maschicidio è ridicolo)

Parlo a  titolo personale

Io sono contro il femminismo con una  semplice frase

Una  femminista  dichiarata  scrive “Con i morti sul lavoro avete rotto ”

Se  sono contro una  ideologia  del genere sono un misogino ?

Certo è una persona non il femminismo intero, però il femminismo ha  fatto firmare  la  convenzione  di Istanbul , ha  fatto si che  il 14  agosto di qualche anno fa  il presidente  del consiglio Letta, con un decreto legge, abbia  affermato che  gli uomini sono pericolosi

Se questo è il femminismo, io lo combatto .

Conclusioni

Articoletto di un maschio pentito che,per  fare  una  cosa  nuova, scrive  male  del mondo maschile ,originale davvero

 

 

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