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Non per tutti

8 maggio 2016

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Chiariamo che  quando parlo di prostituzione, parlo di prostituzione  legalizzata

Ogni tanto torna  a  far  capolino questo blog e  io, nel mio piccolo, voglio dare  una  risposta (nel suo blog non accetta i commenti che , per me, significa  avere la  coda  di paglia)

https://lunanuvola.wordpress.com/2016/05/04/un-lavoro-come-un-altro/

In poche  parole  descrive  la  prostituzione  (sempre  dalla  parte  che  la  prostituta sia lei e  il maniaco, mascalzone e  violento sia  lui) come  qualcosa  di tremendamente  negativo, orari assurdi e  violenze inaudite sulle  ragazze  che, strano a  dirsi, non sono state  obbligate, visto che  si parla  di prostituzione  legale, in definitiva, se  a  quella  ragazza  non piaceva  il lavoro (senza  virgolette perchè per  me  è lavoro)  poteva anche  andarsene

Diverso il discorso dello sfruttamento

Questa  comunque  è una  testimonianza  negativa, io ho ascoltato anche  testimonianze  positive, cioè di donne che  ,invece  di fare  un lavoro cosiddetto “normale” (qui metto le  virgolette appositamente) hanno preferito fare  le  prostitute perche si guadagnava  di più

Come  scrivo nel titolo, la  prostituzione non è per  tutti,  come  non sono per tutti altri lavori, per esempio il sottoscritto, e  non credo di essere  schizzinoso ,visto che  ho fatto qualsiasi lavoro , dal fattorino alle pulizie, non andrebbe  in un cimitero a fare  lavori di “becchino”

Si penserà che  il sottoscritto abbia  paura  che  sparisca  la  prostituzione  perchè se  no “nessuna  me  la  da”

Per  quello che  a  me  interessa, (sopratutto in questo momento), che  ci sia  o meno la  prostituzione a  me  cambia  nulla

Trovo invece  che  si usi la  prostituzione  per  fare, ancora  una volta, uomo= cattivo sempre e comunque e  donna = vittima , sempre  e  comunque

Quando ci sono anche  le  donne  che  fanno turismo sessuale  (e  se  non c’è sfruttamento, va  più che  bene)  ma, in quel caso ,non se ne  parla  praticamente  mai

Ma  anche  in quel caso non è per  tutti (sopratutto per gli uomini che  devono avere , gioco-forza l’erezione) per esempio il sottoscritto con una  donna anziana farebbe  molta fatica

L’articolo finisce  in un modo quasi patetico

Una cameriera può dover sorridere incessantemente, ma non deve essere malmenata o contusa. Un carpentiere o un muratore possono consumarsi le dita o farsi male alla schiena, ma non devono fingere di trovarlo piacevole. Non sono costretti a ignorare il dolore. Ma nella cultura del mondo come mega-bordello queste distinzioni sono crollate e queste rimostranze sono cancellate.

Le migliaia e migliaia di donne che oltrepassano le porte dei bordelli, come quello in cui ho lavorato io, sono disperse nell’etere, non stanno spalla a spalla nei picchetti con i puttanieri e i magnaccia a chiedere ulteriore legittimazione affinché questa gratificazione distruttiva sia considerata unicamente “un lavoro come un altro”.

Dimentica  che  il muratore e  il carpentiere  possono anche  morire sul posto di lavoro (altro che  dita rovinate) che  poi i magnaccia  chiedono “legalizzazione” a  me sembra  un contro senso ,ma  se era  tutto legalizzato e , torno a  ripetermi ,poteva anche  andarsene si vede  che  non era  un lavoro adatto a  lei

 

 

 

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