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Il sol dell’avvenir

2 gennaio 2015

Vorrei prendere in considerazione  questo canto partigiano

Il testo

.a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir

Ogni contrada è patria del ribelle
ogni donna a lui dona un sospir
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuor e il braccio nel colpir

Non è una cosa da poco  perchè ,visto anche  i tempi non ancora maturi per i LGBT  si dovrebbe pensare che  i partigiani fossero sopratutto uomini , stai a vedere che  anche  fischia il vento non si esime  da essere sessista  ?

Certo che ci fossero donne a fianco dei partigiani non è un mistero e anche loro meritano il giusto riconoscimento di una battaglia che  ha permesso a noi tutti di poter vivere in un paese democratico (altro che  il femminismo)

Prima che qualche vecchio rancoroso fascista venga a rompere le palle ,possiamo discutere del movimento partigiano ,fatto di luci e di tante ombre , e che  oggi si vive in una democrazia  di facciata , ma se  io posso digitare in una tastiera in modo “libero” dobbiamo molto a lotte di qualche decennio fa ..

Comunque questa premessa era doverosa perchè mi hanno segnalato questo articolo ….

https://comunicazionedigenere.wordpress.com/2014/12/30/il-classismo-e-maschile-il-vero-comunismo-non-puo-separare-la-lotta-di-genere-dalla-lotta-di-classe/

Era da molto che non li prendevo in considerazione  ,in fondo questo blog da sfigati, è nato anche grazie a loro e ,grazie ad alcuni amici che hanno aperto gli occhi anche a sinistra l’autrice del post si è sentita presa in contropiede …

Il femminismo è di sinistra ,anzi comunista e da li non ci si schioda , una legge matematica che è impossibile confutare

Non ho mai amato fare politica all’interno del mio blog ma a fronte di episodi che stanno avvenendo in questo periodo credo sia urgente aprire una riflessione sulla forte disinformazione (oltre che discredito) attorno a tematiche che mi stanno care.
In questi anni ho visto parecchia disinformazione a scopo diffamatorio attorno al termine femminismo e moltissime volte sono intervenuta-io e altre compagne-per difenderci dalla macchina del fango a danno di ciò che ogni giorno costruiamo e abbiamo costruito per lottare dalla parte dei diritti delle donne e di tutti.

La macchina del fango ricorda Saviano , Ochetto aveva la macchina di guerra (peccato non trovare una striscia di Stefano Disegni a dir poco esilarante ) , ma lei più radical chic preferisce la  macchina del fango , si dice che  ben inizia è a metà dell ‘opera ,già dall ‘inizio ,lei compie  un errore grave per  essere una comunista “delle donne e di tutti” quel “di tutti” messo li ,come  per proforma  , prima infatti mette le donne  perchè è chiaro il suo intento

Sul femminismo, negli ultimi anni, sono stati costruiti luoghi comuni che lo vogliono come un movimento “misandrico”, “nazista” eccetera. Insomma, una disinformazione studiata per impedire alle donne di lottare per i diritti e per quello che l’ideologia femminista in realtà porta con se: il principio di parità di genere. Questa campagna di odio contro il femminismo ha fatto sì che indisturbatamente fossero costruite campagne che negano la violenza di genere e la struttura di stampo patriarcale della società, ritardando di fatto, il conseguimento della parità di genere nel nostro paese.

C’era una vignetta (o come  lo chiamano adesso meme) dove un esponente ebraico diceva

“Se non vogliamo essere paragonati ai nazisti ,smettiamola di comportarci come  i nazisti”

Allo stesso modo se il movimento femminista non vuole essere etichettato come  tale  ,la smetta di comportarsi da misandrico e da nazista …compagne che  negano la violenza di genere è la convenzione di Istanbul  ( lo so che fa molto “è le foibe?”)?

Tanto che si è scomodato anche  A voice of man ” internazionale  a descrivere la condizione  italiana  dopo la ratifica della suddetta convenzione

Gli stessi personaggi che da tempo disturbano i nostri spazi, conoscendo l’orientamento politico di molte compagne, stanno ora strumentalizzando il comunismo per dimostrare che questo è incompatibile con il femminismo.

Chissà il perchè ,ma mi fischiano le orecchie   🙂   ,io dico che sono persone che amano la verità o abbiamo una visione diversa della verità

Abbiamo detto in passato che il vero femminismo è antifascista, di sinistra o anarchico. Per varie ragioni NON può esistere femminismo di destra. La destra è sempre stata incompatibile con i diritti delle donne e lo dimostrano le campagne antiabortiste e altre simili che si pongono in contrasto con l’emancipazione delle donne. Spesso abbiamo visto come ci sono state donne che pur essendo di destra si dichiaravano femministe. Non è certo un male perché chiunque può esserlo ma quelle che sostenevano pensieri antiabortisti nonostante si occupassero di campagne contro la violenza di genere e il femminicidio non possono appropriarsi del femminismo. E non è nemmeno un caso se il simbolo del femminismo rappresenta spesso una mano sinistra con il pugno chiuso.

Oh beh ,il pugno chiuso allora siamo a cavallo ,il gruppo incriminato invece identifica il femminismo con il potere cioè il segno del dollaro, e visto come sta andando ,la seconda versione  è sicuramente più in linea della prima , le donne di destra poi è la chicca , (la Mussolini su tutte) hanno fatto la campagna contro il femminicidio tagliando la testa al toro ,chi uccide una donna si prende l’ergastolo ,al contrario se uccide un uomo , ma non sono femministe ,votano leggi che  vogliono le femministe ma  non lo sono se no cade il palco della bandiera rossa ,e poi i simboli hanno il loro valore ,ma è un valore appunto simbolico , uno mi può indossare la maglietta degli Iron Maiden ,ma non sapere un tubo di metal è un metallaro quello ?

Tralasciando questo discorso, c’è un gruppo che sostiene che femminismo e comunismo non vanno d’accordo. Eppure l’ideologia comunista è sempre stata dalla parte delle minoranze oppresse, si è sempre occupato di razzismo, sessismo e diritti LGBTQI. Perché il comunismo non può essere femminista?

Il comunismo è nato per contrastare la disparità tra classi sociali, per combattere l’oppressione generata dal capitalismo sulla massa dei lavoratori a favore dei pochi che detengono i mezzi di produzione. Oggi sono sempre più donne a fare parte della “catena di montaggio” e come tutti i lavoratori chiedono diritti.

Appunto classi sociali e tra le classi ne fanno parti uomini e donne  ed esponenti LGBT non parla di donne e uomini ,ma classe sociali ,  faccio un esempio , anche banale , se in una classe ci sono 100 uomini e 100 donne , il dovere del comunismo è di aiutare tutti e 200 e non di aiutare una parte

Le donne operaie nel sistema capitalista subiscono una doppia discriminazione. Da una parte in quando lavoratrici di classe operaia, da una parte in quanto donne.

Solo le donne subiscono pesanti licenziamenti quando diventano genitori, solo le donne subiscono molestie sessuali sui luoghi di lavoro da parte dei padroni. E solo le donne subiscono interrogatori sulla vita privata quando chiedono un impiego. E sono soprattutto le donne a subire discriminazioni all’interno dei luoghi di lavoro quali disparità di reddito, posizioni meno qualificate eccetera. Sono le donne che fanno, per la maggior parte dei casi, lavori non retribuiti. Sono soprattutto le donne ad essere discriminate in ambito lavorativo per il proprio aspetto esteriore.

Sono operaio e sono un uomo ,posso anche capire che  ,di certo non mi hanno assunto per la mia bellezza  🙂  , visto che siamo tutti uomini escluderei le molestie sessuali (beh ,non sempre  🙂  ), facciamo delle battute pesanti ,in pieno stile  officina , sulla differenza del reddito se c’è vale solo per il privato visto che  ,nel pubblico, questa differenza non c’è (ed ho le prove) ,e sulla vita personale  ,io essendo un pochino vecchietto , c’era ancora in vigore la leva obbligatoria ,  io essendo stato riformato per via di una malattia ai reni non ho avuto poche  difficoltà nei colloqui lavorativi ,senza contare i morti sul lavoro che  ,a scapito del potere maschile  ,sono quasi sempre uomini

Il sistema capitalista, inoltre, sfrutta le donne come merce. La prostituzione è espressione del capitalismo (oltre che del patriarcato), l’uso dell’immagine femminile per vendere un prodotto è ancora espressione del capitalismo.

Come si può separare la causa comunista da quella femminista? Non è un caso se il femminismo è nato in frange di sinistra e non di destra perché il capitalismo è maschile ed è per questo che le donne vengono doppiamente oppresse.

Sulla prostituzione che  io la renderei legalizzata  , ci sarebbe un discorso ampio da fare , perchè il capitalismo sarà pure maschile  ,ma ci sono tantissimi uomini che non ne beneficiano affatto ed è qui che  il discorso della nostra anarco- comunista  è fallace perchè sembrerebbe che  gli uomini vivono in ville e le donne  in gulag .

Le critiche rivolte da gruppi comunisti antifemministi si sono concentrati sul fatto che le femministe difendono i diritti di tutte le donne, anche di quelle borghesi.

Questo argomento è facilissimo da confutare per il semplice motivo che la disparità economica è evidente tra uomini e donne, tra bianchi e neri.

A detenere i mezzi di produzione, posizioni di potere, le proprietà private e le ricchezze mondiali sono soprattutto gli uomini. Gli uomini bianchi. E’ ovvio che la classe ricca è maschile e bianca.Dunque, il classismo è anche una questione di genere (e razziale) perché in quanto maschio e bianco il capitalista opprime le donne e i non bianchi.

Vero , che  tanti padroni del vapore siano di origine  caucasica è un dato di fatto , però ce ne sono anche di colore, pochi ,ma ci sono e gli uomini bianchi non sono tutti ricchi proprietari ,mi sembra di dire delle  ovvietà ,mentre la nostra amica anarco-comunista fa le distinzione  “sei nato di un certo sesso ed etnia, e avrai delle agevolazioni ” non molto diverso dal discroso nazista ,sei nato ariano e sei più intelligente degli altri …

Ho detto una castroneria  ? Non proprio ,perchè ,se nel caso nazista si grida al razzismo (e giustamente) in questo caso si grida al buonismo .. è donna avrà delle difficoltà , è nero avrà delle difficoltà ,senza contare  dove e in che contesto si è nati , per assurdo  ,mi si dice che  un nero di una famiglia facoltosa americana avrà le stesse difficoltà di un nero nato nell’africa centrale ,come diceva lo stesso Macolm X tra i neri da cortile e da fatica e c’è una bella differenza.

Inoltre, la maggior parte delle donne borghesi lo sono per acquisizione. Lo sono perché mogli, figlie, sorelle, madri eccetera. La maggior parte delle donne nelle posizioni di potere sono first lady o ereditiere. Non è un caso se quando si indica una persona giovane ricca si dice “figlio di papà”.

Allo stesso modo, anche all’interno delle famiglie operaie, la condizione delle donne è subordinata in quanto vi è una forte disparità economica e spesso molte donne non hanno indipendenza economica e/o non sono titolari dei beni privati della famiglia (immobili, mobili ecc..) . La povertà femminile, nel mondo, è più diffusa rispetto a quella maschile. Anche nei paesi industrializzati, le donne hanno un rischio maggiore di povertà e sfruttamento.

La maggior parte dei senza tetto sono uomini

La condizione sociale delle donne, fortemente subordinata, è molto simile a quella dei neri. Per questo mi ritengo molto vicina alle posizioni del femminismo nero. John Lennon non a caso cantava “Woman is the Nigger of the World” che appunto parlava delle discriminazioni di genere e del sessismo, molto compatibili al razzismo.

Dunque, non si può dire che la vera lotta è una sola: quella di classe. Non solo perché non è vero in quanto molti comunisti si occupano dei diritti di tutte le minoranze e non esistono lotte a senso unico, ma perché il classismo abbraccia altri fenomeni ideologici contro le minoranze proprio per il fatto di essere minoranze sfruttate. Non è un caso, ad esempio, se il capitalismo sfrutta sempre di più gli immigrati che sono più deboli degli italiani. Allora, la lotta di classe deve fare finta che non esistono problemi di omofobia, razzismo e altri fenomeni sociali del genere. No, proprio perché sono spesso legati al capitalismo (molti nati con il capitalismo, molti aggravati dal capitalismo e molti da sempre presenti) e il capitalismo fa sì che le discriminazioni si mantengono proprio per sfruttare il debole. Il vero comunismo è antisessista!

Non deve far finta che  non esistono ,ma li deve mitigare e si mitiga soltanto in una maniera , che a scapito del colore della pelle ,del sesso che ognuno ha , si deve basare sulla classe che ognuno appartiene e quella deva fare punto di riferimento … ma lo sa perchè ci sono state le rivolte a tor Sapienza ? Perchè il capitalismo vuole  la guerra dei poveri ,faccio il solito esempio ..che differenza c’è tra un pensionato ,maschio italiano ed  una donna di colore che  litigano per una foglia di insalata? Come  può il comunismo ,secondo la nostra amica aiutare la seconda e fregarsene della prima figura ? Il comunismo dovrebbe unire le due figure  invece di fare delle distinzioni , in questo il femminismo fallisce in maniera clamorosa aiutando la donna e “snobbando” l’uomo ,eppure tutti e due  vogliono la foglia di insalata …

Uno che sta dalla parte di un uomo potente economicamente che compra una donna può definirsi un vero comunista? 

meme

Come non aver capito nulla del confronto delle due immagini ,vuole solo dimostrare che  invece il femminismo sia  ben vivo a scapito del comunismo ,ormai defunto ..perchè tra una protesta della disoccupazione e se uno va a mignotte ,mi sembra molto più importante la prima  … ed invece la situazione  è purtroppo molto diversa ,ma sono un maschilista e misogino ormai lo  sanno tutti

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7 commenti leave one →
  1. Maurizio permalink
    2 gennaio 2015 20:46

    Che mentecatte in malafede queste femministe! Siccome in fabbrica ci sono stato parecchi anni, posso sputtanarle e smerdarle per bene:
    svolgono le mansioni più leggere, non è vero che il loro salario è inferiore a quello maschile, perchè per legge le paghe sono uguali per tutti, a parità di mansione, anzianità, grado, straordinari svolti e cosi’ via (salvo i casi in cui uno/a lavori in nero). Molto spesso si mettono in mutua per periodi piuttosto lunghi e io so per esperienza che i malati cronici 99 volte su 100 ci marciano alla grande. Quando si tratta di fare le pause tra un’ ora e un’ altra quasi nessuna rientra con assolutà puntualità (5 minuti di pausa), ma con la scusa “delle loro cose” i 5 minuti diventano mezz’ora come se niente fosse, con i direttori di produzione (ma anche i titolari molte volte), zerbini compiacenti per un sorriso una moina o gli “occhi dolci”. Ho anche visto un’ operaia andare in maternità due volte nel giro di tre quattro anni, ma mai che nessuno avesse minacciato di licenziarla. Anzi dal suo sorrisetto compiaciuto, ho sempre pensato che la maternità fosse per questa una strategia studiata a tavolino per prendere paga senza lavorare svariati mesi. A pensar male si compie peccato però ci s’indovina, chissà….
    Infine lorsignore sono persino esentate dall’obbligo del lavoro notturno, perchè questo comporterebbe uno “squilibrio nel loro sistema psicologico”, ma che molte usano per guadagnare di più e per evitare, in caso di lavoro a turni, di alzarsi alle quattro del mattino, per espletare il turno dalle 5 alle 13, in barba al loro presunto “squilibrio mentale” nel lavorare di notte….
    E moltissime altre cose….

  2. Maurizio permalink
    2 gennaio 2015 20:49

    Dimenticavo che non ho mai visto una molestia sessuale nelle fabbriche in cui go lavorato.

  3. 2 gennaio 2015 22:57

    Infatti ,nelle molestie , ci sono sicuramente ,ma non quel numero che tante dicono , sulla notte io ho avuto esperienze diverse ,quando lavoravo alle poste c’erano anche donne (anche trimestrali,cioè a tempo determinato) che facevano il turno di notte , vero che ,per il fatto di essere donne ,certi lavori “pesanti” li facevano fare agli uomini ,come scaricare i pacchi postali ,e si che erano mansioni che toccavano pure a loro .prima la situazione era ancora “peggiore” cioè alle donne toccava solo lavori d’ufficio ,cioè smistare lettere …

  4. Daniele permalink
    3 gennaio 2015 12:11

    >>>>>>>>>>>>>
    La prostituzione è espressione del capitalismo (oltre che del patriarcato),
    >>>>>>>>>>>>>

    Ma certo…
    In proposito potrei fare un elenco delle rumene (o delle brasiliane) che prostituendosi nella mia città (come in altre), hanno poi trasferito ingenti somme nei loro rispettivi paesi, si sono aperte delle attività (di solito discoteche o bar), hanno costruito case molto costose, ecc.
    Tipe che giornalmente guadagnavano dai 500 ai 1200 euro esentasse e che avevano deciso di prostituirsi per scelta. Ragazze e donne che poi disprezzano pure il paese che ha permesso loro di fare la bella vita.

    >>>>>>>>>>>>>>
    l’uso dell’immagine femminile per vendere un prodotto è ancora espressione del capitalismo.
    >>>>>>>>>>>>>>

    Sì, infatti le femminucce in questione hanno tutte una pistola puntata alla tempia e lo fanno gratis… Bah, che pena ‘ste femmine.

    >>>>

    • 3 gennaio 2015 15:30

      Caro Daniele ,sarò un maschilista misogino ecc ecc ..ma io credo in una cosa ,se c’è la prostituzione oltre agli uomini che ne fanno uso ,c’è perchè ,per le donne, è una via facile per fare soldi, (ovviamente si parla sempre di prostituzione “libera”) aprire le gambe è sempre più facile che chinare la schiena per pulire qualche pavimento , ovvio che è un lavoro non per tutte , alcune non se la sentono ,altre gli va bene una vita senza tanti eccessi ,lo stesso vale anche per gli uomini che scelgono questa professione ,mi raccontava mio padre che tra un lavoro “normale” e la prostituzione ,le prostitute sceglievano la prostituzione perchè si guadagnava di più , erano gli anni 60 ,ma credo che le cose siano cambiate poco ,per non dire nulla ..qualcosina vorrà pur dire

  5. Maurizio permalink
    3 gennaio 2015 15:51

    Mauro, la prostituzione esisterà sempre, ma a me manda in bestia la menzogna femminista, ovvero dare la colpa sempre agli sfruttatori UOMINI (che esistono, nessuno lo mette in dubbio), ma mai che qualcuna ammettesse che moltissime prostitute non sono costrette o sfruttate, ma la loro è una libera scelta, dunque sono consezienti e felici di farlo. D’altronde come non esserlo: guadagnano soldi a palate esentasse, senza il sudore della fronte, chi non lo sarebbe? A meno di scrupoli morali e religiosi.

    • 3 gennaio 2015 17:22

      Sono totalmente d’accordo ,ovvio che parliamo sempre di prostituzione “libera” e non di sfruttamento

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