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Al lupo , al lupo

7 dicembre 2014

Prendo spunto da voice of a men Italia  ,ma l’articolo di cronaca è stato detto anche  da uomini beta

http://it.avoiceformen.com/allnews/braccate-il-maschio-e-stato-lui/

In poche parole  ,un uomo ha visto un ragazzo che dava dei pugni sulla schiena della  ragazza ed è intervenuto per difenderla mandando il ragazzo al pronto soccorso (codice giallo che  non sono contusioni da poco ) solo che  il ragazzo cercava di evitare il soffocamento della ragazza per colpa di una caramella (visto che  è andato tutto a buon fine  mi permetto di scherzare ) ed  è stato quindi evitato un caramellicidio 😉

L’articolo di voice of a men dopo aver raccontato il fatto dice ,secondo me ,cose condivisibili ,praticamente quest’uomo che  è prontamente soccorso c’è la sindrome  dell’eroe da dividere gli uomini in buoni e cattivi, in un classico dividi ed impera …

Io voglio fare anche  un altro ragionamento …. vi ricordate gli episodi di cronaca come  la ragazza che  si era inventata lo stupro causato dai zingari ? Di erika  ed  omar che  hanno dato colpa  a una banda di albanesi perchè è stata uccisa il figlio piccolo e la madre ?

Alcuni esempi,ma ce ne sono altri , di quando si crea  un clima di terrore …

Ovvio una cosa ,che  il clima di terrore si crea grazie ad una base di verità … chiaro che ci sono zingari che non si comportano bene ,chiaro che c’erano bande di albanesi ,ma si cerca sempre una scappatoia ,una giustificazione … praticamente a  un crimine commesso ,si sa già chi è il colpevole ,non in base a dati certi ,ma  in base alla  propria etnia nel più classico “E’ albanese ruba  ,un extracomunitario spaccia o fanno tutte le due cose insieme”

Non molto diverso di quello che  è successo qui …. è un uomo quindi usa violenza contro le donne  ,di default come fosse scritto nel suo DNA

Succede questo a forza di gridare al lupo ,al lupo che ,quando il lupo arriva davvero, nessuno si muove ….

A chi giova tutto questo ?

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58 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    7 dicembre 2014 14:33

    qui nessuno ha gridato “al lupo!”, lui ha visto una determinata scena e ha equivocato,può succedere, ma se quella ragazza fosse stata veramente picchiata ora tutti diremmo giustamente che è stato un eroe. Io sto dalla parte di chi decide di intervenire anche se commette un errore. detto ciò, spero che il fidanzato si riprenda

    • Daniele permalink
      7 dicembre 2014 14:53

      Sì, certo, può succedere… ma in una ipotetica situazione contraria lui non avrebbe equivocato, ed avrebbe anche riso di colui che “stava facendosi picchiare da una femmina”.
      Peraltro, avendo fatto il buttafuori in una discoteca alcuni anni fa, posso assicurare che esistono anche delle maniere “non esagerate” per bloccare un esagitato,* senza mandarlo all’ospedale.
      Ok, io ho praticato delle discipline da combattimento (pugilato in primis, che tuttora pratico; ma anche karate e per un breve periodo la lotta libera) e peso 102 kg; ma anche uno che non ha praticato certi sport e si sente talmente forte e sicuro da intervenire (perché stai pur sicuro che i tipi debolucci si guardano bene dall’affrontare uno sconosciuto per strada), potrebbe fare altrettanto, non fosse altro per le conseguenze penali a cui poi si va incontro.
      Ok, quando ci sono di mezzo delle femmine il problema non si pone, per ovvi motivi…
      Bene, ma allora bisogna anche smetterla di prendersela col femminismo e le femmine in generale, visto e considerato che i principali misandrici(=nemici) sono gli stessi uomini.
      Uomini che in alcuni casi possono essere i tuoi migliori amici; ma che nella maggior parte dei casi sono dei gran pezzi di merda (nei confronti di altri uomini non delle donne…), da evitare come la peste.

      >>>>>>

      * Sette anni fa bloccai un dominicano esagitato, che voleva entrare gratis, con una presa tipica della lotta. Se solo avessi voluto avrei potuto spezzargli il collo o massacrarlo di cazzotti. Ma non l’ho fatto…

    • Daniele permalink
      7 dicembre 2014 15:02

      prova

    • Daniele permalink
      7 dicembre 2014 18:53

      Ma stai scherzando, spero… PRIMA ci si sincera di cosa succede, DOPO, per quanto prontamente, si agisce… se quello fosse stato armato di pistola (con regolare permesso) e avesse sparato? In America dove appunto si ragiona così (prima sparo, poi domando), sono centinaia di vittime all’anno. Ma vogliamo riflettere prima di trarre conclusioni? Ma se succedesse una cosa del genere a te o a qualche tuo familiare? Agire senza sapere è equivalente a non agire, cavolo, ma è tanto difficile da capire?

  2. Daniele permalink
    7 dicembre 2014 15:20

    Sì, certo, può succedere… ma stai pur sicuro che al contrario quel rumeno non avrebbe equivocato, per non parlare del fatto che se per ipotesi fosse stata lei a “picchiare” lui, il tipo non solo non sarebbe intervenuto ma avrebbe anche riso dell’uomo “che si faceva picchiare da una femmina”, aggiungendo fra sé e sé:”Eh, questi stupidi italiani si fanno pure picchiare dalle loro donne”…
    Tra l’altro, avendo fatto in passato il buttafuori in una discoteca latino-americana, posso assicurare che esistono delle maniere non troppo drastiche per bloccare un presunto o reale esagitato. *
    Ok, uno potrebbe rispondermi che parlo così perché ho praticato delle discipline da combattimento (pugilato in primis, che tuttora pratico; ma anche karate e per un breve periodo la lotta libera) e peso 102 kg.
    Sì, ma anche uno che non ha praticato nulla e si sente talmente forte e sicuro da intervenire (perché stai pur sicuro che i tipi debolucci si guardano bene dall’affrontare uno sconosciuto per strada), non ha bisogno di prendere a cazzotti in faccia qualcuno di primo acchitto, considerando pure le conseguenze penali a cui si va incontro.
    Ok, quando ci sono di mezzo delle femmine si ribalta tutto e finisce a tarallucci e vino e battute ironiche.
    Benissimo, ma allora bisogna smetterla di prendersela col femminismo e le femmine in generale, visto e considerato che i principali nemici degli uomini sono gli stessi uomini.
    Uomini che in alcuni casi possono essere i migliori amici; ma che in tanti altri (la maggioranza assoluta delle volte) sono dei veri e propri bastardi (nei confronti di altri uomini non delle femmine) da evitare come la peste.

    >>>>>>>>>

    * Oltre sette anni fa bloccai con una presa di lotta un dominicano esagitato che voleva entrare gratis in discoteca. Se solo avessi voluto, avrei potuto rompergli il collo, o massacrarlo di cazzotti. Ma non l’ho fatto…

    • Paolo permalink
      7 dicembre 2014 17:03

      come fate notare spesso gli uomini in media sono muscolarmente più forti delle donne quindi vedere un uomo adulto e sano picchiato da una donna genera poca preoccupazione rispetto alla situazione inversa per la semplice ragone che le conseguenze fisiche per l’uomo picchiato dalla donna sono meno gravi..in effetti non so di molti uomini finiti all’ospedale (parlo di lesioni gravi) o peggio al cimitero a causa delle botte date dalla compagna. E’ un dato di fatto

    • Paolo permalink
      7 dicembre 2014 17:35

      forse non mi sono spiegato: quanti uomini e quante donne muoiono a causa della violenza fisica dei loro partner intimi? Quante donne e quanti uomini sono uccisi dai loro partner solo perchè li hanno lasciati? Quanti uomini stalker finiscono per tentare di uccidere la ex e quante donne stalker fanno altrettanto con l’ex maschio?
      Marie Trintignant è stata uccisa dal suo compagno Bertrand Cantat semplicemente a botte, a mani nude..credi che lei avrebbe avuto una forza fisica sufficiente per fare altrettanto? No che non l’aveva!..c’è una disparità che non si può negare, e questo non vuol dire che tutti gli uomini sono violenti con le partner come non tutti gli americani bianchi erano razzisti violenti del Ku Klux Klan ma tutti quelli che stavano nel Ku Klux Klan erano americani bianchi. Mi spiego?

      • Paolo permalink
        7 dicembre 2014 17:38

        e non significa che anche una donna non possa essere violenta

      • 7 dicembre 2014 17:46

        Gli appartenenti del triplo k erano tutti bianchi ,vero e con questo? Quindi ,se eliminiamo la razza bianca eliminiamo anche il triplo k ,senza contare che c’era in terra caraibica una setta chiamata “rasta” e che non vedevano di buon occhio i bianchi quindi ,eliminando i caraibici ,si eliminano anche i rasta e se eliminiamo gli uomini , come per incanto si elimina la violenza sulle donne …cosi semplice

      • Daniele permalink
        7 dicembre 2014 17:47

        Sì, ti spieghi, tranquillo che so bene di cosa parli.
        Tuttavia non so se mi spiego io.

      • Paolo permalink
        7 dicembre 2014 17:50

        mauro, io non ho mai detto di eliminare i maschi bianchi (io sono un maschio bianco) voglio solo che prendiate atto di una realtà

    • Paolo permalink
      7 dicembre 2014 17:46

      non posso fare a meno di notare che questi episodi di violenza (gravissimi) sono avvenuti quando l’uomo era addormentato o comunque in uno stato che lo indeboliva fisicamente

      mi sai dire quante donne che non siano esperte di arti marziali o lottatrici professioniste, sono in grado a mani nude di procurare lesioni gravi o gravissime ad un uomo adulto sano e sveglio e in possesso delle sue forze?

      • Daniele permalink
        7 dicembre 2014 17:53

        Ti rovescio la domanda: mi sai dire quante donne vengono uccise nel sonno da uomini…?
        Cosa voglio dire con questo? Semplice, che ognuno usa le armi che ha a disposizione.
        Per cui è chiaro che chi è più debole usa altri stratagemmi; oppure, tramite il sesso e/o i sentimenti, convince degli uomini a picchiare o ad uccidere per lei.

      • Paolo permalink
        7 dicembre 2014 18:00

        Daniele io non metto in discussione che pure una donna può essere manipolatrice, stronza,certo che può esserlo e ognuno usa le armi che ha. Ti sto spiegando perchè un uomo non interviene quando vede una donna che picchia un uomo.

    • Daniele permalink
      7 dicembre 2014 17:40

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      Alcune considerazioni che si possono fare su questo esperimento:

      • L’esperimento sopra presentato mette a nudo una volta per tutte il fatto che in Occidente esiste un codice di valori validi per un gruppo (il Genere Femminile) ma un pò meno validi per un altro (il Genere Maschile). Il tutto in nome della “parità”.

      • L’esperimento in questione avvalora altresì l’idea che, escluse poche eccezioni, in questa società l’empatia è riservata perlopiù a donne, bambini, animali, disabili, anziani (tutti in ordine d’importanza) ma non ai “maschi”.

      Gli stessi maschi sembrano proprio mancare di capacità empatiche nei confronti dei propri fratelli.

      Maschi sempre pronti a condannare, linciare, processare sommariamente i propri fratelli appena una qualche accusa (vera o falsa che sia) proviene dalla bocca di una femmina, ma assolutamente paralizzati (se non addirittura stupidamente sghignazzanti) quando a subire qualche torto o violenza per mano di una femmina è un maschio.

      • Esistono ancora, purtroppo, molti uomini che sono rimasti “indietro nel tempo”, e considerano la violenza delle donne sugli uomini come qualcosa di “poca importanza”, anche quando ci scappa il morto. Uomini che però, molto spesso in maniera del tutto strumentale (cioè in malafede), amplificano a dismisura le loro capacità empatiche quando a soffrire è una donna, distorcendo molto spesso quella sofferenza e rendendola più grande di quel che in realtà è. Nascono così i “maschi femministi”, uomini la cui lancetta dell’empatia rimane a zero quando assistono alle sofferenze di altri uomini, ma che fa il giro completo quando a soffrire è qualche donna. Atteggiamento che può anche essere definito come “sindrome da Principe Azzurro” (il quale, poi, molto spesso fantastica di combinare qualcosa con la “principessa salvata”) .

      • Esistono alcune donne che quando assistono alla violenza femminile commessa sugli uomini se ne rallegrano. Donne che magari, poi, vanno nelle manifestazioni di piazza a protestare contro la “violenza sulle donne”.

      • Delle 163 persone che hanno assistito alla messa in scena degli attori di “Primetime”, solamente un gruppetto di donne ha deciso di fermarsi e fare qualcosa, perchè ritenevano che la violenza è sbagliata indipendentemente da chi è l’aggressore e chi la vittima.

      I maschietti che hanno assistito alla scena e non hanno alzato un dito invece ?
      Probabilmente erano in ritardo per vedere la partita di “football” o “baseball” in televisione.

      Oppure, essendo affetti dalla “sindrome da Principe Azzurro”, i linciaggi pubblici li riservano solamente ai maschi, e per le occasioni speciali, ovvero quando c’è una Principessa da salvare.
      >>>>>>>>>>

  3. Daniele permalink
    7 dicembre 2014 17:40

    PS: naturalmente le sopracitate considerazioni sono di antifeminist.

    • Paolo permalink
      7 dicembre 2014 17:56

      torno a farti la stessa domanda: quanti “principi” adulti e in possesso delle loro forze sono mai stati ammazzati di botte dalla “principessa” (e intendo la principessa di persona, non da qualche altro principe assoldato da lei)? Quante “principesse” uccidono il principe solo perchè questo le ha lasciate per un’altra principessa? quanti principi stalker o ossessivamente gelosi finiscono per cercare di uccidere la principessa? e quante principesse stalker o gelose in maniera possessiva fanno altrettanto ai principi?

      • Daniele permalink
        7 dicembre 2014 18:01

        La risposta la conosci già, per cui non c’è bisogno che la suggerisca il sottoscritto… Io stesso so bene che nessuna donna media potrebbe mai ammazzarmi di botte, solo che tu fai finta di non capire.

      • Paolo permalink
        7 dicembre 2014 18:05

        “Io stesso so bene che nessuna donna media potrebbe mai ammazzarmi di botte”

        appunto! la risposta al perchè meno gente si preoccupa se vede un uomo picchiato da una donna è esattamente questa

        e aggiungo, nessuna donna media (e non solo media) potrebbe mai stuprarti. C’è pure questo da considerare

      • anonimo permalink
        11 dicembre 2014 15:06

        “Quante “principesse” uccidono il principe solo perchè questo le ha lasciate per un’altra principessa?”
        In realtà le donne, quando lasciate, hanno la stessa tendenza ad ammazzare il compagno. Ciò significa che la maggior parte degli omicidi passionali vede come vittima la donna per il semplice fatto che nella maggior parte dei casi è lei che lascia lui.
        Continuare a ripetere che, in ambito passionale-relazionale, sono quasi sempre gli uomini ad uccidere, tralasciando il fatto che sono quasi sempre questi ad essere mollati, è scorretto.
        In definitiva, se c’è una cultura del possesso, questa appartiene agli uomini nella stessa misura in cui appartiene alle donne.

      • Paolo permalink
        11 dicembre 2014 15:48

        quindi le donne per salvarsi la pelle non dovrebbero lasciare e restare con uomini che non vogliono più? Dove vuoi arrivare?
        La verità è che pure gli uomini mollano ma vengono ammazzati molto meno

      • anonimo permalink
        11 dicembre 2014 16:27

        “La verità è che pure gli uomini mollano ma vengono ammazzati molto meno”
        Mi sembra di essere stato chiaro. Gli uomini vengono ammazzati molto meno perchè sono molto minori i casi in cui è lui a mollare. I numeri dicono che le donne hanno, bene o male, la stessa probabilità di ammazzare il compagno, se lasciate.
        “quindi le donne per salvarsi la pelle non dovrebbero lasciare e restare con uomini che non vogliono più?”
        da cosa hai dedotto ciò?

  4. Daniele permalink
    7 dicembre 2014 17:58

    Questo è un post scritto altrove da una mia vecchia conoscenza.

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    Alcuni autori ritengono che la prova più evidente delle differenze tra i sessi in materia di gelosia sia la violenza che suscita. Nel 1982 Martin Daly e Margo Wilson della McMaster University, dopo aver passato in rassegna una serie di studi sui moventi di omicidio, hanno concluso che gli uomini uccidono per gelosia molto più delle donne. Tuttavia gli uomini sono più inclini a tutte le forme di crimine violento, per cui i confronti basati sul semplice numero dei delitti ispirati dalla gelosia possono essere fuorvianti. Se si riesaminano i dati correggendoli per tener conto delle differenze nel tasso complessivo di omicidi, appare un quadro diverso. Pochi anni fa, Christine R. Harris, ha esaminato i moventi di omicidio in 20 campioni interculturali di popolazione (per un totale di 5225 omicidi) e non ha rilevato differenze tra i sessi. In precedenza, Richard B. Felson della State University of New York aveva esaminato 2060 omicidi in 33 contee urbane degli Stati Uniti, rilevando che le donne erano due volte più portate degli uomini a uccidere per gelosia.

    Per approfondire:
    DESTENO D. e altri,
    Sex differences in jealousy:
    Evolutionary mechanism or artifact
    of measurement?, in “Journal of
    Personality and Social Psychology”,
    83, pp. 1103-1116, 2002.

    HARRIS C. R., Sexual
    and romantic jeaulousy in
    heterosexual and homosexual
    adults, in “Psychological
    Science”, 13, pp 7-12, 2002.

    BUSS D., The Dangerous
    Passion: Why Jealousy Is As
    Necessary As Love And Sex,
    The Free Press, New York, 2000.

    Christine R. Harris, No, non
    è la gelosia, mente & cervello,*
    n. 8, anno II, pag. 62-69, marzo-aprile
    2004.

    (*Articolo pubblicato sul numero di gennaio-febbraio 2004 di “American Scientist”.)

    • Paolo permalink
      7 dicembre 2014 18:24

      ti dirò che per me ogni volta che si parla di “omicidio per gelosia” si dovrebbe dire “omicidio per malvagità”..non tutte le persone gelose uccidono

      • Daniele permalink
        8 dicembre 2014 16:14

        Allora sarai d’accordo con me nel definire l’infaticidio femminile (ok, anche quello maschile) un “crimine originato dalla malvagità” anziché dalla depressione, giusto?

      • Paolo permalink
        8 dicembre 2014 16:40

        l’infanticidio è un crimine gravissimo e chi lo commette, uomo o donna, deve pagare secondo la legge vigente

      • Daniele permalink
        8 dicembre 2014 16:15

        Edit:
        “infanticidio”

  5. Daniele permalink
    7 dicembre 2014 18:03

    IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

    Sono più gli uomini a uccidere le donne, o più le donne a uccidere gli uomini? I Sei Paraocchi

    II dipartimento della Giustizia ci informa che gli uomini uccidono il doppio delle donne, rispetto al numero di uomini ucciso dalle donne. Ma diamo un’occhiata un po’ più da vicino. Sicuramente è più probabile che degli uomini uccidano un certo numero di donne. Quasi sempre questi omicidi seguono un modello, e a un certo punto l’uomo viene catturato. Pertanto le statistiche del dipartimento della Giustizia riflettono questa realtà. Altri delitti commessi dagli uomini costituiscono una chiara prova: l’uomo involontariamente spara alla moglie o a un’amica, e poi si punta la rivoltella alla testa. La prova è sul pavimento.
    Peraltro, sei paraocchi ci impediscono di vedere i metodi di omicidio femminili. Innanzitutto, è più facile che una donna avveleni un uomo, invece di sparargli, e l’avvelenamento viene spesso registrato come infarto o incidente. Così Bianche Taylor More (il caso Arsenico e vecchi merletti) per un quarto di secolo poté continuare a uccidere prima di essere scoperta. E dei delitti all’Excedrin di Stella Nickell furono ritenuti responsabili dei vandali.
    Anche l’omicidio su commissione è meno identificabile perché e premeditato, e spesso affidato a un professionista. Quando viene scoperto, il dipartimento della Giustizia lo registra come «delitto con molteplici colpevoli» – non viene mai registrato come uccisione di un uomo da parte di una donna. Ciò crea un secondo paraocchi.
    Gli uomini che uccidono le donne di solito appartengono a classi socioeconomiche inferiori, mentre le donne che uccidono il marito o l’amante sono in genere di livello sociale più elevato. Ecco dunque il terzo paraocchi: il fattore denaro. Per esempio,
    Jean Harris (che uccise l’autore di La dieta Scarsdale) era stata preside di una scuola privata; Elizabeth Broderick era stata un’insegnante/elementare e, sposandosi, era entrata a far parte dell’alta società; Pamela Smart faceva la maestra nel New Hampshire. Con il denaro si possono assumere i migliori avvocati e si ottengono più assoluzioni e diminuisce così il numero di donne assassine che rientrano nelle statistiche del dipartimento della Giustizia.
    Probabilmente i paraocchi più importanti sono il «fattore Cavalleria» e il «fattore Donna Innocente» che, tanto per cominciare, evitano a molte donne di essere seriamente sospettate. Per giunta, la difesa basata sulle attenuanti talvolta porta al ritiro delle accuse. Per esempio, quando una donna assolda un minore o un uomo, amante o professionista che sia.
    Quando si combinano i Sei Paraocchi – l’avvelenamento mascherato, gli omicidi su commissione camuffati da incidenti e registrati come omicidi con molteplici colpevoli, il fattore denaro, il «fattore Cavalleria», il «fattore Donna Innocente» e la difesa basata sulle attenuanti – possiamo facilmente renderci conto che, consciamente e inconsciamente, siamo stati ciechi rifiutando di vedere delle donne che uccidono degli uomini.
    Dai Sei Paraocchi deriva una distorsione delle statistiche. Ma una distorsione della percezione deriva dalla tendenza dei media a dare risalto alla notizia quando sono gli uomini a uccidere le donne (l’assassino dell’università di Montreal, gli strangolatori di Hillside e di Boston).
    In breve, è impossibile sapere in quale misura i sessi si ammazzano tra loro. L’unica cosa che sappiamo per certo è che entrambi i sessi uccidono più uomini che donne.

    Verso una soluzione
    Nessuno s’impegna a proprio svantaggio
    Le leggi che rendono un sesso più potente dell’altro si ritorcono come un boomerang contro entrambi i sessi – nessuno s’impegna a proprio svantaggio. E quando un sesso non s’impegna, entrambi i sessi perdono l’amore. Come sta accadendo in Australia, per esempio, dove nella definizione di violenza domestica ora è incluso anche l’uomo che alza la voce con la moglie – «la norma del decibel domestico». Ma se è la donna ad alzare la voce con il marito, ciò rientra nelle comprensibili difese contro il predominio maschile. Questo doppio metro di valutazione fa sì che in Australia gli uomini abbiano una gran paura del matrimonio.
    E le femministe australiane stanno cercando di ottenere che le leggi del matrimonio siano applicabili anche ai conviventi. Leggi simili finiscono per separare i sessi.
    Come ridurre violenza e delitti in futuro?
    Se una donna uccide il marito perché si sente indifesa e impotente, forse anche l’uomo che picchia la moglie si sente impotente. Per entrambi i sessi, la violenza nasce non dal potere ma dall’impotenza. La violenza è una temporanea esibizione di potere che emerge di solito da sentimenti di impotenza e di sconfitta.
    La soluzione contro la violenza non consiste perciò nel creare divisioni artificiali tra la violenza fisica e la violenza emotiva, ma nell’educare i due sessi ad ascoltare in modi nuovi – modi che per lo più i nostri genitori non si sono mai potuti permettere il lusso di apprendere. Così i due sessi potranno scegliere partner abbastanza sicuri da ascoltare prima di attaccare, e abbastanza sicuri da andarsene se gli attacchi – verbali o fisici – si ripetono.
    Nulla garantisce la sicurezza dell’esistenza, ma la soluzione consiste nell’evitare le zone pericolose di una città, invece che scegliere quelle pericolose e uccidere le persone che ci fanno temere per la nostra vita.
    La soluzione arriva esigendo la comunicazione nelle scuole, nel non trovare giustificazioni all’omicidio nel matrimonio.
    In breve, le soluzioni alla violenza cominciano con la riflessione e non con l’uccisione, con i due sessi che sanno come proteggersi, e non con un sesso soltanto che può permettersi di usare il governo come protettore.

  6. Daniele permalink
    7 dicembre 2014 18:05

    IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

    Difesa per omicidi in appalto… Difendersi assaltando qualcuno
    L’omicidio in appalto è un metodo prettamente femminile?

    Quando per la prima volta consultai i miei archivi per preparare questa sezione sull’omicidio in appalto, rimasi colpito da alcuni modelli affascinanti. Innanzitutto, tutte queste donne assoldavano ragazzi o uomini. In secondo luogo, il loro bersaglio era di solito il marito, l’ex marito o il padre – uomini che un tempo avevano amato. Terzo, di solito l’uomo da colpire aveva una polizza assicurativa notevolmente più elevata del suo reddito negli ultimi cinque anni. Quarto, le donne spesso non venivano mai seriamente sospettate finché qualche coincidenza non smascherava il loro complotto. Quinto, per uccidere di solito la donna sceglieva uno di questi tre metodi: 1) convinceva il fidanzato a uccidere (in stile Svengali al contrario); 2) assoldava ragazzi sfavoriti dalla sorte per cifre modeste; 3) assumeva un killer professionista, usando così, per ucciderlo, il denaro guadagnato dal marito.
    «Dixie Dyson rimboccò le coperte al marito prima della sua ultima notte di sonno. Aveva predisposto tutto: un vecchio amico e un amante avrebbero fatto finta di ‘introdursi in casa scassinando la porta’, di ‘stuprarla’, uccidere il marito e ‘fuggire’. Lei avrebbe riscosso il denaro dell’assicurazione.
    «All’ultimo momento il vecchio amico si ritirò, ma l’amante e Dixie riuscirono a uccidere il marito con ventisette pugnalate. Furono presi. Dixie riuscì a negoziare una riduzione della sua pena denunciando l’amante e l’amico. L’amico che si era rifiutato fu condannato a venticinque anni di carcere per complotto. »
    «Deborah Ann Werner aveva diritto a un terzo delle proprietà paterne. Chiese alla figlia di trovare qualche ragazzo disposto a uccidere il padre piantandogli un coltello nel collo.»
    «Diana Bogdanoff fece in modo di trovarsi con il marito in una zona appartata di una spiaggia nudista.
    «Diana aveva assoldato due giovanotti che lo avrebbero ucciso mentre lei stava a guardare. Gli spararono alla testa e lei denunciò i killer, ma senza presentare giustificazioni per l’omicidio – non era stato rubato nulla e lei non aveva subito molestie sessuali.
    «Diana diventò sospetta soltanto quando un anonimo si mise in contatto con la speciale linea telefonica che in tutto il territorio nazionale raccoglie denunce per fatti criminosi. Per puro caso quell’individuo aveva sentito parlare, alla radio, dell’omicidio e si era rammentato di un amico che gli aveva raccontato di essere stato contattato e di essersi rifiutato di uccidere un uomo… su una spiaggia isolata per nudisti, mentre una donna di nome Diana sarebbe stata a guardare. Senza questa segnalazione, Diana non sarebbe mai stata sospettata.»
    «Roberta Pearce, insegnante, offrì 50.000 dollari a testa a due suoi studenti quindicenni – e anche sesso e una macchina – se avessero fatto una cosa sola: ucciso il marito. Roberta avrebbe ottenuto la casa per la cui proprietà lei e il marito stavano litigando, e 200.000 dollari di assicurazione.»
    «Mary Kay Cassidy e il suo giovanissimo amante uccisero il marito di Mary Kay. Sebbene l’uomo avesse confidato ad amici il timore che la moglie tentasse di ucciderlo, sulla donna non furono fatte particolari indagini. Lei e il giovanissimo amante ‘piansero’ la morte del marito e per mesi continuarono la relazione, ottenendo tutta la comprensione e la simpatia degli abitanti di Monongahela, in Pennsylvania.
    «Casualmente i parenti del marito, pulendo la casa, scoprirono un registratore collegato al telefono: sul nastro era incisa una conversazione tra Mary Kay e l’amante mentre stavano complottando per uccidere l’uomo. Evidentemente lui aveva cominciato a tenere sotto controllo il telefono soltanto alcune ore prima di essere ucciso, e non aveva neppure potuto ascoltare la conversazione. Soltanto quando fu messa a confronto con il nastro Mary Kay confessò.»
    «Pamela Smart, un’insegnante del New Hampshire, convinse il giovanissimo amante a uccidere il marito. I due cercarono di coinvolgere nell’omicidio anche una ragazza. Quando quest’ultima consegnò alla polizia il nastro con la conversazione avuta con Pamela Smart, che stava preparando l’omicidio, la donna assunse un killer per ucciderla. Pamela non accusò mai il marito di violenze. II suo movente? Il marito era un agente delle assicurazioni. Eppure nessuno dei 500 articoli comparsi sui giornali citò come possibile movente il denaro dell’ assicurazione.
    «La reazione? Fu appoggiata da un club internazionale di fan chiamato Friends of Pamela Smart. Quando organizzarono una veglia davanti alla prigione in cui era rinchiusa, i funzionari le consentirono di rivolgersi a una folla di oltre 400 persone con un telefono collegato ad altoparlanti stereo.»
    Personalmente non conosco nessun esempio di club di fan a favore di un uomo che ha ucciso una donna – soprattutto una donna che mai aveva commesso una violenza contro di lui.
    Forse l’aspetto più spaventoso negli omicidi su commissione eseguiti da non professionisti è il ricorso, da parte di molte di queste donne, a ragazzi assai giovani – di solito poveri e sfortunati. Queste donne, oltre a commettere un omicidio, sono anche responsabili dello stupro psicologico di un ragazzo. Qualsiasi uomo adulto, se avesse assoldato una quindicenne per uccidere la moglie, sarebbe nella cella della morte, in attesa di esecuzione. Soprattutto se con quella ragazza avesse anche fatto del sesso.
    Quando invece vengono assoldati dei killer di professione, le risorse economiche necessarie per pagare un professionista implicano un’appartenenza alla classe media. Le donne che assumono dei professionisti sono spesso donne della classe media che uccidono i mariti con il denaro guadagnato da questi ultimi. Per esempio, Constantina Branco ritirò dal conto in banca del marito la somma necessaria per assoldare un uomo che lo uccidesse.
    La donna povera che cosa ha in comune con la donna della classe media? Tendenzialmente nessuna delle due uccide il marito il cui stipendio la protegge, a meno che l’ammontare dell’assicurazione non superi complessivamente lo stipendio degli ultimi anni. In sostanza, queste donne non uccidono la loro fonte di reddito, ma uccidono per crearsi un reddito.
    L’omicidio su commissione offre uno spunto per analizzare a fondo la differenza tra lo stile femminile e lo stile maschile adottato per uccidere persone un tempo amate. L’uomo uccide di sua mano. La donna assume un altro uomo. In genere, quando un uomo ammazza una donna, lo fa in un accesso di collera. Egli «perde il controllo.» L’omicidio su commissione è premeditato. Quando un uomo ha premeditato un delitto, spesso uccide la moglie, i figli e poi se stesso. La donna di rado si uccide.
    Capita qualche volta che degli uomini assoldino dei killer per uccidere delle donne? Capita, ma poi subentra qualche ostacolo. Il killer non se la sente di uccidere una donna e denuncia alla polizia l’uomo che l’ha assoldato per farlo! (Anche il killer pagato ha un istinto protettivo quando si tratta di una donna.) Pertanto, non è che gli uomini rifiutino del tutto di usare il metodo dell’omicidio su commissione, ma quando vi ricorrono quasi invariabilmente si ritorce contro di loro.

    Se esistessero difese per soli uomini, come sarebbero?
    Non esiste una difesa prettamente maschile per giustificare l’omicidio di una donna. Né deve esserci. Ma se ci fosse, l’equivalente maschile della «difesa al progesterone» delle donne sarebbe la «difesa al testosterone», l’equivalente della «difesa della donna innocente» sarebbe la «difesa dell’uomo razionale» – la concezione parimenti sessista che un uomo non commetterebbe un delitto se non avesse un motivo razionale per farlo; ci sarebbero difese per i padri, sindromi dell’uomo maltrattato, e speciali difese per gli oneri del ruolo maschile… per esempio, la «difesa delia guardia del corpo».
    La difesa della guardia del corpo
    Vi rammentate di quando il figlio di Marlon Brando, Christian, s’infuriò tanto con il ragazzo della sorellastra Cheyenne -schiaffeggiata e maltrattata – da prendere la rivoltella? Nel corpo a corpo che seguì, gli sparò e lo uccise. Disse che il colpo era partito accidentalmente.
    Brando avrebbe potuto appellarsi alla «difesa della guardia del corpo»? Per quale motivo? Se una donna uccide un uomo che le ha fatto violenza e poi resta in libertà, perché mai un altro uomo non potrebbe uccidere un uomo che fa violenza a una donna e restare a sua volta in libertà?

    Ecco come alle singole donne è dato più potere di uccidere che a tutto il governo degli Stati Uniti
    Nel loro complesso, le dodici difese per sole donne permettono quasi a ogni donna di «eseguire una condanna a morte». Paradossalmente, consideriamo ora persino liberai favorire la donna che decreta la pena di morte e opporci al governo che ricorre alla pena capitale. Il governo non può assolutamente prima uccidere una persona e poi dichiararla colpevole di violenze: soltanto una donna può permetterselo… ai danni di un uomo. Ma forse è ancor più sorprendente il fatto che il rifiuto del giusto processo è detto «liberai» se è una donna che lo nega a un uomo, «totalitario» se qualcuno rifiuta il debito processo a una donna.

    • Paolo permalink
      7 dicembre 2014 18:22

      “Personalmente non conosco nessun esempio di club di fan a favore di un uomo che ha ucciso una donna – soprattutto una donna che mai aveva commesso una violenza contro di lui.”

      Io li conosco invece: ogni volta che il sito di un quotidiano pubblica la notizia di una donna uccisa dall’ex subito trovi tanti commenti maschili che sono pronti a giustificare l’omicida se era un “povero padre separato” ma lo giustificano anche se non lo era perchè comunque la colpa è di lei che o “ha giocato coi suoi sentimenti” oppure non ha saputo scegliere “l’uomo giusto”..insomma è sempre colpa della donna che viene uccisa mai dell’uomo che la uccide

      • Daniele permalink
        8 dicembre 2014 16:04

        Devo farti l’elenco dei siti e dei commenti femminili che giustificano regolarmente l’omicidio di un uomo oppure un infanticidio commesso da una madre ?

      • Paolo permalink
        9 dicembre 2014 18:34

        fammi capire Daniele, siccome ci sono alcune donne che giustificano l’infanticidio se commesso dalle donne, è giusto esultare quando un uomo uccide la ex moglie?

      • 9 dicembre 2014 20:31

        Sicuramente no , e ci mancherebbe altro ,era solo per farti capire (credo che l’intento di Daniele fosse quello) di come cambiano il tono dei commenti a scapito di chi uccide chi

    • Paolo permalink
      7 dicembre 2014 18:34

      ma cosa cerca di dimostrare Farrell? Che anche le donne ammazzano o commissionano omicidi, inducono altri a uccidere per loro? Sì lo sappiamo.

      il figlio di Brando ha fatto bene ad uccidere chi pestava la sorella. Spero l’abbiano assolto o condannato ad una pena mite

      • Paolo permalink
        7 dicembre 2014 18:45

        che poi tutti gli uomini che uccidono le donne lo facciano d’impeto (e quindi senza premeditazione, suggerisce Farrell, a differenza di chi commissiona un omicidio) è falso: vi sono molti casi di uomini che vanno a trovare la ex portandosi dietro un’arma (coltello o pistola) e sicuramente non avevano intenzioni pacifiche
        ci sono persino dei “poveri padri separati” che rifiutano di vedere i figli (sì quei figli che a parole dicono di amare tanto!) se a portarglieli non è l’odiata ex moglie! secondo voi perchè lo fanno? Perchè vogliono che sia lei a portare i bambini? Perchè se ne vogliono approfittare per farle male.

        e poi perchè nessuno rimprovera i “poveri padri separati” di non aver saputo scegliere la donna giusta? Una donna picchiata dal marito viene spesso rimproverata per la sua infelice scelta sentimentale, un uomo che si lameta della ex “arpia” non viene mai rimproverato. Si dice “ma lei prima era diversa, sembrava tanto buona” bè può valere anche per lui.
        ed è anche vero che pretendere una assoluta razionalità nelle scelte amorose non ha senso.

  7. Daniele permalink
    7 dicembre 2014 18:08

    Paolo
    >>>>>>>
    appunto! la risposta al perchè meno gente si preoccupa se vede un uomo picchiato da una donna è esattamente questa
    >>>>>>>
    Sì, ma il punto non è questo.

  8. Paolo permalink
    7 dicembre 2014 20:29

    nessuno mi ha ancora detto esattamente quanti uomini sono morti ammazzati dalla partner solo per aver detto ad una donna “non voglio più stare con te” (e non per soldi o assicurazione)

    • Daniele permalink
      8 dicembre 2014 16:02

      Ascolta, quante donne sono state ammazzate dagli uomini per soldi o assicurazione…?
      Ah già, le femmine sono discriminate e quindi meno ricche, per cui la ragione principale è quella…
      E va beh…

    • 8 dicembre 2014 16:10

      Oh beh ,adesso non è che morire per un motivo piuttosto che per un altro si sia “morti ” di meno o che faccia meno male , adesso non facciamo che contano solo le morti per gelosia , nei delitti familiari le donne morte sono 94 e gli uomini 73

      • Paolo permalink
        8 dicembre 2014 16:52

        non è semplice “gelosia”..è ossessione di possesso che soffoca la libertà di chi diciamo di amare”

  9. 8 dicembre 2014 11:32

    Per cortesia qualcuno spieghi a Paolo che il femminismo è solo un’ideologia imposta dall’elitè. Bedda matri quello che scrive non si può leggere.

  10. Daniele permalink
    8 dicembre 2014 15:45

    Paolo, tu non fai altro che ripetere come un mantra quello che i media propagandano ogni giorno, per cui non credere di dire chissà cosa.
    Roba come quella che ha scritto tu, la leggo e ascolto quotidianamente da anni.
    Casomai il sottoscritto, al pari altri prima di me, fa notare l’altra faccia della medaglia, ossia quello che i media – e i “difensori a prescindere” delle femmine, come te – “dimenticano” di raccontare.

  11. Daniele permalink
    8 dicembre 2014 15:57

    Paolo
    >>>>>>>>>>>>>>>>
    e poi perchè nessuno rimprovera i “poveri padri separati” di non aver saputo scegliere la donna giusta? Una donna picchiata dal marito viene spesso rimproverata per la sua infelice scelta sentimentale, un uomo che si lameta della ex “arpia” non viene mai rimproverato. Si dice “ma lei prima era diversa, sembrava tanto buona” bè può valere anche per lui.
    ed è anche vero che pretendere una assoluta razionalità nelle scelte amorose non ha senso.
    >>>>>>>>>>>>>>>

    Eehhh?? Nessuno “rimprovera i poveri padri separati” o un uomo che si lamenta della ex “arpìa” ?
    Paolo, ma che vai cianciando? Ma dove vivi ? Guarda che ad essere regolarmente dipinti come deficienti – sia dagli uomini che dalle donne – sono proprio quegli uomini che “non si sono saputi scegliere la donna giusta” (peraltro questa cazzo di storia della “donna giusta o l’uomo giusto”, mi fa proprio sorridere, per tutta una serie di motivi che ora non mi metto ad elencare).
    Viceversa, se c’è qualcuno che viene perennemente giustificato, quel qualcuno appartiene al sesso femminile.
    Inoltre, per tua informazione, le femminucce si vantano di possedere un “formidabile” intuito, un “sesto senso” che permetterebbe loro di capire al volo chi hanno di fronte, al contrario di quei “tonti degli uomini” (trattasi di un pensiero diffusissimo fra le appartenenti al sesso femminile), ragion per cui qualcuno potrebbe obiettare che quel “sesto senso” non esiste e quindi le femmine non sono affatto così sveglie come credono, oppure che molte, moltissime di loro, sono attratte da un certo genere di uomini; pertanto chi è causa del proprio male pianga se stessa.

    >>>>>>>>>>

    PS: Paolo, ma tu sei “Paolo84” per caso…?

    • Paolo permalink
      8 dicembre 2014 16:07

      Sì sono proprio io.
      e non difendo le “femmine” a priori. Quando ritengo di fare delle critiche al femminismo le faccio, ma ciò non significa che io sia d’accordo con voi anzi.

      “chi è causa del suo mal pianga se stessa” tu lo dici a proposito delle donne che vengono picchiate dal compagno, confermi così quello che dico io: per voi “mascolinisti” non è colpa dell’uomo che picchia, ma è colpa sempre e solo della donna “attratta” da lui come se innamorarsi fosse una colpa, ma allora deve valere lo stesso per chi si lamenta della ex moglie “arpia”..anche loro sono colpevoli di essere attratti da un certo tipo di donna..perchè non dici anche questo? Perchè giustifichi l’uomo che si innamora della “arpia” e attacchi la donna che si innamora di un uomo che si rivelerà violento 8e che magari all’inizio non sembrava tale)

      • 8 dicembre 2014 16:17

        Rispondo per me … allora non giustifico nessuno ,chi ha picchiato ,o peggio ucciso ,deve pagare le sue colpe ,ha sempre commesso un reato (ci siamo fin qui e mi sembra che nessuno applauda ad una morte ,caso mai sono proprio le donne ad applaudire ,come ha detto giustamente Daniele) quello che io combatto e che ,avere la pelle di un certo colore e quindi anche avere un pene, non porta a comportarsi in una certa maniera , in sostanza avere un pene non porta ad essere violento (ci siamo anche fino a qui)? ..Sul resto c’è un vecchio aforisma che ho sentito tempo fa “L’uomo sceglie la donna che lo ha scelto ” confermato anche dalle amiche che ho proposto questo aforisma ….

      • Paolo permalink
        8 dicembre 2014 16:38

        “l’uomo sceglie la donna che lo ha scelto”..mah..non lo so. Se una donna che non mi piace fisicamente (o per altri motivi) mi “scegliesse” per una relazione amorosa io la rifiuterei come è mio diritto. Donne e uomini si scelgono a vicenda

      • Daniele permalink
        8 dicembre 2014 16:18

        No, non ci siamo, caro Paolo84 (s’era capito al volo chi tu fossi… capirai…); io non giustifico un bel niente, bensì metto in evidenza le incongruenze femminil/femministe, che a te, da bravo femminista sottomesso, sfuggono alla grande.
        Ah, ricordati che non è leccando il deretano alle femmine che rimorchierai di più; anzi.

      • Paolo permalink
        8 dicembre 2014 16:35

        se il mio obiettivo fosse “rimorchiare” avrei cambiato strategia da tempo tanto più che in certi siti femministi sono tutt’altro che ben visto proprio perchè non risparmio critiche a nessuno, neanche a loro quando non sono d’accordo..perchè è questo il punto: io dico quello che penso e non mi interessa stare simpatico a nessuno: nè a loro nè a voi

      • Daniele permalink
        8 dicembre 2014 16:25

        Paolo
        >>>>>>>>>>
        ma ciò non significa che io sia d’accordo con voi anzi.
        >>>>>>>>>>

        Sei in buona compagnia.
        Tranquillo, che la stragrande maggioranza dei “maschi moderni” ragiona come te, a meno chei suddetti non provengano da qualche paese dell’est o nordafricano.
        Sono quelli come me, o Mauro, o Rino, o Fabrizio, o Luigi, o Sandro (“Silver”) o Armando, o Cesare, ecc ecc, a far parte dei “carbonari” trogloditi e politicamente scorretti.
        Tuttavia non preoccuparti, che tanto quattro gatti come noi hanno un’influenza sulla società pari allo zero…

      • Paolo permalink
        8 dicembre 2014 16:42

        che poi ripeto, è assurdo ritenere che le scelte amorose di uomini e donne siano interamente razionali

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