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Ancora sul razzismo al contrario

24 settembre 2014

Mi sono imbattuto su un altro articolo “bizzarro”

http://genitoricrescono.com/mito-razzismo-inverso/

Esiste il razzismo contro i bianchi? O il sessismo contro gli uomini? Se ne sente spesso parlare, e spesso anche con veemenza. Cerchiamo allora di chiarirci un po’ le idee.

La maggior parte dei discorsi sul razzismo inverso, o sessismo inverso, si insinuano quando vengono messe in atto misure specifiche a favore di una certa parte della società. Se si percepisce per esempio che i bambini stranieri possano essere “favoriti” da certe politiche scolastiche, scatta il “ma allora questo è razzismo contro i bambini italiani!“. Oppure (perdonatemi se metto insieme le due cose, ma gli “ismi” vanno sempre a braccetto) si commentano alcune politiche, tipo le famigerate quote rosa, per favorire un miglior equilibrio fra i sessi con un “ma questo è sessismo contro gli uomini”. Oppure ancora si prendono ad esempio dei casi in cui uno straniero è stato particolarmente ostile verso la comunità, nelle parole o nei fatti, come la dimostrazione concreta che il razzismo inverso esiste, eccome.

Io sempre convinto di una cosa di re “negro di merda”  è ugualmente razzista che dire “bianco di merda”

Allora, chiariamo subito una questione terminologica importante. La differenza cioè fra “pregiudizio razziale” e “razzismo”. Il pregiudizio razziale, cioè la convinzione che la propria razza sia superiore, o che l’altro vada visto con sospetto e diffidenza, è qualcosa da cui nessuna etnia è immune. La caratteristica di avere o meno pregiudizi razziali, così come l’essere o meno onesti, intelligenti, spiritosi, violenti, educati, prepotenti, solidali eccetera eccetera, viene distribuita in modo equivalente fra tutte le razze, le popolazioni e i sessi, su questo aspetto la democrazia impera, per fortuna. Ma, come si suol dire, il razzismo è un’altra cosa.

Non sono per niente d’accordo ,visto che  il razzismo ,come  il sessismo, è un pregiudizio già per se ,il razzismo indica che  si giudica quella persona  non per le azioni che compie  ,ma  per quello che  rappresenta , il classico caso che ,se vediamo un rom ,pensiamo subito che  ruba o ,nel caso degli stupri di qualche  anno fa , da parte di rumeni ,se incrociavamo un rumeno era quello che  stuprava (illuminante un filmato delle iene) ,questa differenza di termine  mi sembra che  sia per dire la stessa cosa ….

La cartina di tornasole fondamentale che ci deve aiutare a decidere se qualcosa è razzismo oppure no, è il “contesto sociale”. Cioè il passaggio dal particolare al generale, dall’individuo alla collettività.

Dimenticare il contesto sociale, cioè i secoli di predominanza, oppressioni, e privilegi della razza bianca rispetto alle altre, è la grandissima “falla” nel ragionamento di chi parla di razzismo inverso. Quindi, sebbene un nero possa avere altrettanti pregiudizi razziali di un bianco, non potremo mai parlare di “razzismo verso i bianchi” fino a quando il nero non avrà lo stesso peso politico, sociale ed economico del bianco. Parlando ovviamente di bianchi e neri in termini di popolazione generale: ancora una volta nominare Obama come esempio di nero di successo non conta, così come parlare della famiglia bianca vicina di casa che vive alla soglia della povertà non conta. Non contano perché stiamo parlando di contesti, non di particolari, non di individui.

Vero ,verissimo ,le navi pieni di schiavi ,famose  nel romanzo radici, di certo non è una fantasia ,e che  sia stato possibile  che la storia si sia macchiata  di tale  atrocità ,resterà sempre un mistero ,però c’è una falla anche  in questo caso,  parlare della famiglia  bianca in grave crisi come  una cosa che  non fa testo ,visto che sono di carnagione  chiara , è un pensiero di radical chic e, andando avanti dimostrerò il motivo di tale affermazione

Una volta appurato che il razzismo inverso non esiste (anche se possono esistere pregiudizi razziali verso i bianchi da parte di singoli), io credo che una cosa fondamentale di cui è importante rendersi conto è proprio la mole dei privilegi di cui noi godiamo, soltanto per l’appartenenza alla nostra razza.

Lo dice l’autrice dell’articolo , idea che  non condivido per nulla  ,perchè ,se prendiamo ad esempio la famiglia  in grave crisi economica ,bianca e dire che  ha privilegio è anche  di cattivo gusto senza un retrogrado gusto di sberleffo …

Perché anche in questo caso, quando si parla di privilegio, non si può confinarlo a quello di un singolo, né di una famiglia, e neanche di una élite. I grandi patrimoni tramandati dalla famiglia, che consentono ai figli di vivere una vita di agi, non sono privilegi, sono, appunto, beni. La possibilità di andare a studiare in scuole esclusive non è un privilegio, è, appunto, una possibilità, garantita dall’appartenenza ad una famiglia agiata. Il privilegio razziale, invece, è qualcosa che non proviene dalla storia personale, da una posizione di prestigio dovuta ai propri antenati o alla propria famiglia o classe di appartenenza, o semplicemente dal proprio successo personale, ma è qualcosa di cui godiamo a prescindere, che siamo ricchi o poveri, che siamo influenti o non contiamo nulla, che riusciamo a sbarcare il lunario a stento, o abbiamo un lavoro stabile e sicuro, e qualunque sia il nostro cognome.

Una metafora che ho trovato utile per capire questo concetto, applicata al sessimo in particolare, ma ancora una volta estendibile a tutti gli “ismi” è questa: non ce ne rendiamo conto, ma noi bianchi siamo molto ingombranti. Occupiamo spazio, anche se siamo piccoli e come individui poco influenti, occupiamo un sacco di spazio. In che modo? Proviamo a fare la classica lista, la comincio io ma sono sicura troverete tanti altri punti da aggiungere a questo elenco.

Sarà anche  vero che  i poveri in canna hanno questi privilegi dovuti alla loro etnia  , ma un povero resta povero ,ed  un ricco resta ricco nella più classica distinzione  di classe marxiana  ,comunque ,vediamoli questi privilegi

  1. Troviamo facilmente per i nostri bambini dei libri o delle immagini che propongono modelli di riferimento da seguire che siano della nostra razza.

  2. Possiamo parlare senza che la nostra opinione sia automaticamente attribuita a tutta la nostra razza. E allo stesso modo, non ci vengono chieste opinioni su un argomento “a nome della nostra razza”.

  3. Se troviamo lavoro, o se i nostri figli entrano in una scuola o corso universitario selettivo, a nessuno verrà automaticamente in mente che possa essere successo per via della nostra razza.

  4. Possiamo circolare senza preoccuparci di essere scambiati per delinquenti o attaccabrighe o accattoni o approfittatori,  prima ancora di dire o fare qualsiasi cosa.

  5. Noi e i nostri bambini possiamo vestirci come ci pare senza che la scelta di vestiti o il taglio di capelli venga automaticamente associato alla nostra razza.

  6. Noi e i nostri bambini possiamo scegliere di essere trasandati nel vestire, o usare linguaggio volgare o offensivo, senza che questo venga automaticamente attribuito ad una situazione di presunto degrado culturale proprio della nostra razza.

  7. Possiamo riuscire bene in qualcosa, o i nostri bimbi possono essere bravi a scuola, senza che la gente ne sia “sorpresa”, e lo faccia notare.

  8. Possiamo essere sicuri che i nostri bambini verranno esposti a scuola a molto materiale riguardante la loro razza, e le conquiste della loro razza, e che non saranno gli unici rappresentanti della loro razza in classe.

  9. Se dobbiamo parlare con un nostro superiore, o se un nostro bambino è convocato dal preside, possiamo essere abbastanza sicuri che ci troveremo davanti qualcuno della nostra razza.

  10. Se emettiamo un assegno, o usiamo una carta di credito, possiamo essere abbastanza sicuri che il nostro colore di pelle non sarà usato per giudicare se siamo solvibili o meno.

  11. Possiamo criticare delle politiche o decisioni governative senza passare per terroristi.

  12. Possiamo parlare di razzismo senza essere tacciati di avere un interesse personale nella questione.

  13. I nostri bambini possono frequentare gente della loro stessa razza senza difficoltà.

  14. Possiamo parlare di qualcosa di controverso, o persino compiere atti criminali, senza che questo metta in pericolo automaticamente gli altri appartenenti alla nostra razza.

  15. Se ci trasferiamo in un nuovo quartiere, o se i nostri bimbi entrano in una nuova scuola, possiamo essere sicuri che la prima impressione dei vicini, o dei compagni di scuola, sarà neutrale, se non positiva.

… continuate voi.

Francamente  ,io continuo a pensare che  ,io con gravi difficoltà economiche  ,mi interessa abbastanza poco se nel libro di storia Galileo Galilei, Einstein, Newton, erano di razza bianca , ma già dire di essere meridionale  (quindi bianco )  si può benissimo essere giudicati ,non occorre venire da altri paesi stranieri e vale  per tutti gli altri punti ..ma già qui ,nel veneto dove vivo ,c’è differenza se siamo nati a Vicenza se non a Verona e si possono facilmente comparare tutti i punti elencati alla stessa maniera  ,resta il fatto che  povero ,se sia veronese , napoletano o romano ,resto sempre povero  se ho i soldi ,se io sia di Vicenza , Padova o napoli ,poco me ne  importa …

Queste radical chic non lo capiranno mai ,che  ,a scapito di etnia e di sesso chi ha  isoldi vive bene  ,chi non ne ha  sbatte la testa e succede a tutti

Comunque  questo pistolotto ha  anche  il compito di equiparare questi giudizi sotto l’ambito sessuale ,in pratica ,essere uomini si hanno privilegi ,non mi dilungo più di tanto ,sol oche  è il solito articoletto radical chic

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2 commenti leave one →
  1. Lucy permalink
    20 novembre 2016 04:04

    dai, che la QM sta facendo progressi 😀
    avanti di questo passo, dopo i vari “c’è il razzismo contro i veri maschi! femmine, gay e trans ci discriminano! perché chiedono diritti per loro a discapito dei nostri privilegi!”, e il “c’è il razzismo contro i bianchi!” gli africani ci discriminano!, sarà la volta del “c’è razzismo contro i ricchi!”, i poveri ci maltrattano e ci discriminano! sigh sigh sigh!

    p.s signor Mauro, la questione del razzismo contro i bianchi è roba che proviene dalla minoranza Boera, e da siti come questo: http://www.volkstaat.it/index.php?option=com_content&view=category&id=115&Itemid=183
    altamente sospetti. e comunque, se pure siano vere le loro notizie di “massacri di bianchi coloni ad opera dei neri” (peraltro sfruttati ancora, e quindi, signori miei, è inutile basarsi sugli sproloqui presi da singoli profili facebook di utenti neri che scrivono “che merda l’uomo bianco” e gridare al pericolo razzismo – non è così che si fanno indagini sociologiche e di statistica – ma tant’è. – sto parlando con gente che grida alla misandria leggendo le smemorana o i profili facebook delle 14enni incavolate con il fidanzatino), è un LORO problema sociale, non nostro. di che razzismo inverso state cianciando?!
    il che poi non significa dire che un nero non possa pestare un bianco. sicuramente succede. sicuramente una gang di neri nazionalisti avrà pestato o peggio un bianco. ma non potete parlare di razzismo, fin tanto ché tali neri non hanno acquisito lo stesso strapotere bianco. come al solito, un articolo di QM si confuta da sé, nelle premesse e nelle conclusioni.

    • Foxtrot permalink
      24 agosto 2017 07:54

      Mi par di capire che tu per “razzismo” intenda quindi quello, per così dire, istituzionalizzato;
      quello di una società dove vengono fatte leggi a favore della razza dominante e a discapito di quella dominata.
      Dove comunque l’opinione pubblica preme in tale direzione.

      Mmmm… sto pensando che succede se trasponiamo questo concetto in termini di sessismo…

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