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Chi si estrae dalla lotta (di classe)…..

20 maggio 2014

La frase, ovviamente, continua  ,e credo che sappiamo tutti anche come va a finire …

Per scrivere di lotta di classe a me viene sempre in mente questo esempio che ho riportato varie volte … uomo pensionato e immigrato  che si contendono una foglia d’ insalata , scarto di qualche fruttivendolo …

Etnie  diverse , molto probabilmente religioni diverse , culture e luoghi diversi ,eppure tutti e due si accaniscono su una foglia di insalata … viene a pensare che tutti e due le persone che si accaniscono per avere uno scarto di magazzino , non se la passano poi molto bene  ,che abbiano delle difficoltà ..adesso aiutare uno ed estromettere l’ altro fa solo che crescere la rabbia e il “razzismo” di tante persone  che vedono nell’immigrato il nemico ,mentre il nemico è ben altro e, di solito, porta giacca e cravatta e alloggia in alberghi di lusso che , attuando il politicamente corretto più in voga ,aiuta uno e da una scarpata in culo all’altro ….

Questa premessa e d’obbligo perchè mi sono imbattuto su questo bel post di Lorenzo Gasparrini

http://questouomono.tumblr.com/post/86203697707/questo-uomo-no-45-ancora-sui-compagni-sessisti

d.: Cosa dico al compagno che in mezzo a una manifestazione si mette a gridare “fascisti figli di puttana”? Che prendono in giro o ignorano o snobbano i/le compagn@ che non vogliono usare linguaggio sessista in nessun caso, contro nessuno?

r.: I nostri pensieri li formuliamo con il linguaggio, non con qualcosa di magico o inespressivo prodotto chissà dove che poi diventa linguaggio. Se dici “figlio di puttana” o simili a qualcuno, non è differente dal dirgli “sporco negro” o “brutto frocio”. Il sessismo è razzismo. Se il compagno che si esprime così non capisce questo semplice ragionamento, è perché non lo vuole capire. E questo dà la misura del suo essere compagno, che funziona finché non si tocca la sua costituzione (tradizionale, reazionaria, borghese) di maschio. Non conta nulla a chi rivolgi insulti razzisti o sessisti – sono segni del sessista, del razzista e del fascista che ancora c’è in te. Ce ne sono tanti di insulti tra i quali scegliere. Un fascista è tale per colpa della sua mamma? Una fascista è tale per via delle sue abitudini sessuali? Davvero “i compagni” non ce la fanno a capirlo? Letteratura sull’argomento ce n’è tanta. La questione è avere la volontà di leggerla per migliorarsi personalmente e politicamente.

Qui mi sento di appoggiare il buon  Gasparrini , anch’io nei miei post e su facebook ,non uso mai insulti ,si può dialogare senza insultare … sarebbe comunque da chiedere se vale solo per gli uomini che lui addita  come “tradizionale , reazionario e borghese, oppure se vale anche per le donne  che ,queste parole le usano eccome  ,alle quali si aggiungono cessi e sfigati (cioè non scopare mai )e chiedere se, anche quello,  è sessismo …

d.: Cosa dico a quei compagni che alle mie rimostranze e argomentazioni rispondono cose del tipo “ma è più importante la lotta di classe” oppure “sono solo cose culturali alle quali penseremo dopo”?

r.: Sono sicuri, i compagni che rispondono così, di aver capito cosa s’intende con “classe”? Davvero non gl’interessa nulla di una classe composta da più di mezza umanità? Ne conoscono di più numerose e meno considerate sul piano economico, politico, sociale? Quale ortodossia gl’impedisce di vedere da chi è composta la classe sociale offesa dal sessismo, quale miopia gl’impedisce di vedere le disparità economiche alle quali è sottoposta, quale pigrizia intellettuale non gli fa comprendere che tipo di potere la vuole reclusa in una condizione di inferiorità trasversale ai regimi, agli status sociali, ai continenti? Eppure non mancano le fonti. Qui metto qualche spunto recente, preso a caso dal web proprio su questioni economiche (facendo finta che non ce ne siano altre):

Donne e lavoro”, “Progresso nel Mondo delle Donne: alla ricerca di Giustizia”,”Donne acrobate tra lavoro e famiglia, “Donne e mondo del lavoro”, “La povertà ha un volto femminile”, “Le donne impiegate in agricoltura nell’Africa sub-sahariana raggiungono il 65% del totale della forza lavoro“… tutte balle? Tutte cose di cui occuparsi dopo?

A proposito di cose secondarie: che cosa rende un capitalista tale, se non la cultura capitalista? Idem per il fascista, il liberale, e tutti gli altri tuoi nemici di classe, caro compagno? Oppure pensi che il fascismo e il liberismo economico esistano nel DNA delle persone? E come mai allora proprio la politica fascista e di destra in generale, storicamente in ogni epoca e in ogni paese, pretende per prima cosa il controllo della comunicazione e dell’istruzione pubblica? Forse questi aspetti non sono solo culturali, forse non è il caso di considerarli sempre dopo; forse è quella stessa cultura fascista e liberale e borghese e oppressiva ad averti convinto, da anni, da decenni, che le battaglie femministe e antisessiste sono solo culturalivengono doposono aspetti secondari. Forse, eh.

Pensare alle battaglie politiche come specifiche, particolari, singole, precise e con un solo obiettivo, una prima e uno dopo, e ignorare l’importanza del linguaggio con il quale si fanno, significa già perderle tutte in partenza.

Qui siamo al nocciolo della questione  , praticamente il buon Gasparrini divide gli uomini come privilegiati e le donne come succubi degli uomini  e ci linka  alcuni articoli …. io gli rispondo facendo vedere qualche immagine

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Ho preso tre foto a casaccio , molto probabilmente sarà una fatalità ,ma solo tutti uomini ,a meno che questi uomini ,non stiano sperimentando qualche sport estremo , stanno lavorando ,non deve dare meraviglia  comunque  ,visto che sappiamo ormai benissimo che le morti sul lavoro colpiscono in modo esplicito gli uomini ,ma sopratutto gli uomini poveri (i famosi sfigati ) …

Quindi , è il contrario ,uomini in lager di lavoro e donne  a fare la bella vita?

Ovviamente no e sarebbe da pazzi pensare una cosa del genere ,penso alle operaie dell’Omsa ma ad altre categorie  (come le donne delle pulizie, cosa che ho fatto anch’io e so di cosa parlo) che certamente non navigano in buone acque  ,però ,per il buon Gasparrini ,quelli della foto sono dei “privilegiati” ed a loro non deve valere  il termine “classe sociale”

Pensiero tipico di Radical chic ,che divide le persone in categorie  non sociali ,ma sessuali , uomo etero privilegiato , omosessuale  e donne   vittime di una società patriarcale e maschilista …

Pensare male è peccato ,ma di solito ci si indovina  , per me il vero sessista della situazione  è proprio Lorenzo Gasparrini

 

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