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Parlamento misogino

31 gennaio 2014

Ormai è chiaro , misogino ha sostituito la parola “fascista” , come le sue varie forme, come ad esempio maschilista ha preso il posto di razzista ….

Dare del misogino ad uno diventa la più grande colpa che ,questa persona può avere commesso, lo stesso succede se è una donna ad usare termini “misogini” anche a lei tiene attribuita della maschilista e misogina, non cambia nulla  ..

Non faccio sicuramente un resoconto di quello che è successo ieri ,visto che ,chi si occupa di queste faccende ,lo sanno anche i sassi ….però non sono mancate i vari articoli che hanno definito il parlamento misogino e non sicuramente un posto adatto alle donne, la Marzano addirittura ha avuto un mancamento per le parole troppo veementi dette dal deputato delle 5 stelle ….

Ecco il pericolo che deriva , a mio avviso …che in parlamento ci siano state risse non è esattamente una novità, anzi , c’è ne sono state sicuramente di più violente . sicuramente il deputato pentastellato ha sbagliato , io credo che si possa dire le loro idee senza bisogno di epiteti poco carini , però a me sorge un dubbio che non si possa fare una critica ad una persona solo perchè è appartenente al genere femminile (praticamente mi critichi perchè sono donna).

Questa mia paura deriva dal fatto che ho letto pure questo articolo che , ovviamente si rifà alle vicende parlamentari (o almeno prende spunto )

http://lunanuvola.wordpress.com/2014/01/31/il-belpaese-e-la-violenza/

La violenza contro le donne, in Italia… non è un problema – non esiste, sono le donne ad essere violente – c’è, ma perché se la vanno a cercare – è una bolla mediatica – è colpa del femminismo. Queste le “opinioni” che gli italiani condividono serenamente, protetti dall’anonimato del web o dal consenso sociale purchessia. E’ la dimostrazione pratica che la violenza contro le donne, in Italia, è diffusa al punto da non essere nemmeno riconosciuta come tale.

No ,la violenza delle donne esiste eccome ,te lo dico visto che di me si sa nome ,cognome ed pure la  mia brutta faccia , ma io combatto la violenza sulle persone ,non è una cosa da poco  questa differenza  , sulla seconda parte ,a dire il vero a me sembra tanto riconosciuta, non si parla d’altro, almeno non prendiamoci in giro , che se ne parli male è un altro discorso

Prendiamo la storia del molestatore appena arrestato all’estero per i reati compiuti in quel di Bologna. I commentatori della notizia, da bravi razzisti, “non sorpresi che sia rumeno”, ci invitano a “capire che da certe culture e società non viene nulla di buono”, ma sono tuttavia comprensivi riguardo alle violenze che vengono contestate all’imputato:

“Molestatore, violentatore… manca il senso della misura.”

“Bisogna stare attenti a non esagerare perché persino i complimenti ormai sono molestie.”

“Non sarebbe meglio usare i soldi dei cittadini per perseguire e punire i reati seri?”

“Impariamo a gestire i termini che sono importanti! Una violenza rovina la vita di una donna, una palpata per quanto fastidiosa ci si può mettere una pietra sopra…”

Questa persona che sia rumena (nemmeno lo sapevo ) o no ,a me poco importa ,l’importante è quello che ha fatto , sembra che si sia limitato a dare qualche pacca al sedere , sconveniente certo ,ma tra questo e una violenza sessuale ,per me c’è una bella differenza ,anche a me mi palpano il culo  in fabbrica 🙂 ma si sa siamo uomini e tutto ci passa sopra  (tanto per chiarire,  lo facciamo per prenderci in giro ,ma forse anche questo è troppo sessista)…invece l’autrice dell ‘articolo metterebbe tutto allo stesso  livello ,per me non è cosi ,sono abbastanza d’accordo con l’ ultima frase …

Ecco, impariamo a gestire i termini – sono davvero importanti. La palpata è una violenza, è un’imposizione di volontà su un altro essere umano che implica la non signoria sul proprio corpo da parte di chi la riceve: le donne, infatti, nonostante quel che i media ripetono ad oltranza sbavando sul lato B di Tizia e sulla scollatura di Sempronia, non sono deretani e seni ambulanti di proprietà della cittadinanza maschile. E non esistono per permettere a qualcuno di passare il tempo per strada commentando il loro aspetto, fischiando loro dietro, ordinando loro di rispondere – sorridere – girarsi eccetera e, quando non obbediscono o reagiscono, insultandole ferocemente.

Va beh ,non è una prerogativa solo degli uomini insultare ,hanno insultato pure me, con tanto di prese in giro , adesso non so se sono troppo misogino o maschilista , se vedo una bella donna ,mi soffermo , non fischio (anche perchè non so fischiare 🙂 ) ma non faccio apprezzamenti di nessun tipo ,la guardo , anche se sembra un reato pure quello ….

“Ecco, ecco la femminista bacchettona! Adesso non posso più nemmeno trovare una attraente?” E’ normale che gli esseri umani si trovino reciprocamente attraenti. La differenza sta nelle azioni che si decide di intraprendere al proposito. Segnalare a una donna che non è un essere umano completo e degno del nostro rispetto, ma un culo su cui possiamo posare una mano, un paio di tette su cui è nostro diritto sbavare, un paio di jeans o una gonna a cuiovviamente fischiamo dietro, un attrezzo per l’appagamento dei nostri impulsi, e far sapere questo a tutto il mondo, schiamazzando e dandosi di gomito con gli amici, voi potete chiamarli “complimenti”, ma restano violenze.

Quindi , sono violenze , anche sbavare su un paio di tette è diventata violenza , cosa dobbiamo fare quindi ?

In tutti i sondaggi e gli studi che ho letto, ma anche solo facendo riferimento alle testimonianze delle donne che conosco (sì, sono tante), questi sono i sentimenti che provocate nella persona a cui avete notificato quant’è per voi “attraente”: nervosismo, rabbia, disgusto, noia, paura e persino terrore/panico (provati in maggioranza da donne con alle spalle altri episodi di violenza subita). Ditemi, quando ricevete un “complimento” è così che vi sentite? Date un’occhiata più onesta alle vostre azioni e alle loro conseguenze, ascoltate che ne pensano le persone cui sono dirette:

“Mi hanno fischiato dietro e detto di girarmi perché ero bella, ma visto che non ho risposto mi hanno gridato puttana, brutta stronza e troia.” Entro trenta secondi dall’averle fatto sapere che era “attraente”. E, incredibile, non vi sta correndo dietro implorandovi di venire a letto con voi.

“Ho cercato di ignorare le molestie, ma oggi sono scoppiata a piangere in pubblico.” Che strano, l’avete simbolicamente ridotta a scarti di macelleria (natica-seno-coscia) e non vi sta chiedendo di venire a letto con voi!

“Eeeh, sei così carina, tieni su la testa! Guardami! Rispondi!” Dai la zampa! Bravo, bravo cagnolino, eccoti il biscotto. Chissà perché, anche questa non si rotola per terra supplicando di venire a letto con voi. Forse teme che poi la scaricherete in un canile.

“Mi sono sentita terribilmente imbarazzata, anche se era lui a doversi vergognare. Le cose che mi ha detto in pubblico erano così disgustose che non riesco a ripeterle.” Pazzesco, avete sfoggiato una delle vostre migliori performance di pornografia verbale e lei non si eccita! Dev’esserci qualcosa che non va, in questa donna, se non sta piangendo per venire a letto con voi.

“Stavo abbracciando la mia amica appena scesa dal treno e questo mi fa: E dai, abbraccia anche me, ti piacerà di più, vedrai. Ce ne siamo andate in fretta, ma lui ha continuato a borbottare alle nostre spalle sino a che non siamo uscite dalla stazione: lesbiche schifose, avete bisogno di uccello, troiette…” Avete invaso uno spazio personale in modo insultante e minaccioso, pensando che quel che avete negli slip sia un dono di dio all’universo e legittimi qualsiasi vostra azione: e ancora queste non vogliono venire a letto con voi, chissà perché.

“Non solo mi ha messo la mano sul didietro, ma ci parlava. Capisci, parlava direttamente al mio culo, non con me.”

Queste sono le varie testimonianze in giro e ,da quello che leggo in giro ,avere quella parte anatomica nel mio slip non è un dono di Dio , ma una vera e propria arma infernale  ,uno strumento di Lucifero ….

Ora, cercate di seguirmi: nella vostra mente malata potete ridurre una donna a due glutei, ma lei non può smontarli dalla parte finale della schiena e lasciare che voi facciate con essi più ampia conoscenza. Il suo corpo è un intero e le appartiene. Il suo corpo non esiste per il vostro sollazzo. Disumanizzata sino a diventare due chiappe, la donna prova per voi ribrezzo e timore. Non meravigliatevi così tanto se venire a letto con voi è l’ultima cosa che le passa per la testa. E no, non basta che lei sia attraente per voi: in assenza di reciprocità, la vosta attrazione dovete ficcarvela in tasca, assieme ai vostri “complimenti” del menga

Siamo d’accordo che c’è modo e modo di comportarsi ,mettere mani nel sedere e fischiare sia “stonato” farlo ,a questi ragazzi qui (di solito sono ragazzotti alle prime armi) manca esperienza ed educazione ,  però allora non me la dovete menare che gli uomini non ci provano più ,diventa un terno al lotto ,se ti comporti in una certa maniera  sbagli ,se ti comporti in un altra maniera sbagli uguale  , diventa difficile capire cosa e come bisogna fare ….uno sguardo non molesta , uno fischio molesta di più ,una palpata di più ancora,  ma siamo lontani da essere una violenza sessuale  ,credo che  le donne che l’hanno purtroppo subita ,siano d’accordo con me  …

Ma credo che “gli atroci” abbiano , alla loro maniera di essere coatti 🙂 , trovato il vero bandolo della matassa ….

oppure ,molto più malinconica

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