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La criminalizzazione del maschio nei media

1 gennaio 2014

Copio volutamente il titolo ….

http://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/2014/01/01/la-criminalizzazione-del-maschio-nei-media/

Si tratta e si scrive dell ‘omicidio-suicidio che  è avvenuto nell’ultimo giorno dell’anno …un uomo uccide 3 donne (mi sembra suocera ,moglie e figlia) e poi ,dopo aver chiamato i carabinieri si uccide lui stesso ….

Dell’uomo sappiamo che soffriva di depressione. Nessuno si pone la domanda che a me pare la più ovvia, in un caso come questo: come mai un uomo palesemente depresso aveva libero accesso ad un’arma da fuoco?

Non dico che l’assenza di una pistola avrebbe impedito a quest’uomo di fare ciò che aveva deciso di fare, ma certo la sua disponibilità gli ha reso le cose più semplici.

Potrei anche essere d’accordo ,anche se io ho saputo che ,per uccidersi ha usato una lama di un coltello ,importa poco la dinamica dell’omicidio ,io resto dall’idea che ,se uno vuole togliersi la vita ,è una decisione personale (come della stragrande delle volte succede) e non dovrebbe includere altre persone  …però ,a questo punto voglio fare una considerazione  , si dice che il femminicidio avviene perchè gli uomini sono “inclini” a compierlo ,una cosa già decisa ,come mai allora dopo si suicidano ,il suicidio è una scelta davvero estrema (più estrema di cosi) e non credo che ,una persona che abbia premeditato un omicidio ,poi si toglie la vita …

Spesso e volentieri vengo accusata di utilizzare questo blog per “criminalizzare l’intero genere maschile”. Se seguite questo link, in calce troverete un mucchio di commenti di uomini arrabbiati per questo motivo.

Molti uomini (e anche molte donne) sono convinti che sia in atto un vero e proprio complotto a livello nazionale per criminalizzare l’uomo in quanto tale:

criminalizzazione_maschio

Secondo queste teorie, che spesso si avvalgono del termine “misandria” (un atteggiamento psicologico preconcettuale di avversione ed ostilità verso l’uomo), la stampa, colonizzata da femministe prive di scrupoli, darebbe troppo spazio alle notizie di delitti compiuti da uomini, strutturandole in modo da far apparire il maschio come “il cattivo”.

ed ancora

Andiamo a vedere come è stata riportata dalla stampa questa particolare notizia.

tragedia_familiarePrima ancora di raccontarci che cosa è avvenuto, il giornalista ci fornisce un elenco di possibili cause: la perdita del lavoro, una malattia debilitante, la depressione.

La descrizione dell’assassino: Daniele Garattini, disoccupato da ottobre.

Quanti di voi hanno perso il lavoro quest’anno? Molte, moltissime persone. E’ difficile non empatizzare con una situazione che, oggi come oggi, ci tocca dolorosamente tutti da vicino.

Ciò che è accaduto – un uomo ha ucciso tre persone per poi spararsi – non è definito né omicidio-suicidio (che sarebbe la definizione più corretta), né strage (l’uccisione di una pluralità di persone), ma “tragedia familiare“.

Tragedia significa disastro, disgrazia.

La parola “tragedia” occulta la responsalità individuale, quella imputabile a chi aveva in mano in mano l’arma e ha preso la decisione di compiere un atto criminale, e insieme all’aggettivo “familiare” ci dà l’idea di una responsabilità diffusa: un fatto cruento e doloroso avvenuto in seno alla famiglia.

Un’altra definizione che è piaciuta molto alla stampa è “10 minuti di follia”:

10_minuti

Quindi la perdita del lavoro ,una malattia ,e la depressione (malattia anch’essa) ,visto che molti ne soffrono e non arrivano a gesti cosi estremi ,non dovrebbe far arrivare ad un altra conclusione  ?

Che ,in questo mondo ,ognuno ha la sua personalità e che ognuno può arrivare a fare gesti (estremi o no) a secondo dei casi ,molto differenti tra di loro ,infatti c’è quello che si suicida perchè perde il lavoro ,quello che vive in una strada ,quello che uccide i suoi famigliari ,stessa causa… 3 modi diversi di agire

Nonostante la richiesta, mossa da chi di follia se ne intende, di non associare arbitrariamente atti criminali alla malattia mentale (ricordo ancora una volta l’appello dello psichiatra Claudio Mecacci: “Va dunque sfatata la convinzione che vi sia necessariamente una connessione tra malattia mentale e violenza. Attribuire automaticamente gli atti di violenza a persone con disturbi mentali porta ancor più a stigmatizzare queste patologie e coloro che realmente ne soffrono e che si curano”), chi compie un omicidio per i giornalisti rimane sempre e comunque un pazzo.

Forse non c’è questa connessione  ,però ,da una persona che in 56 anni ,non ha mai fatto nulla ,forse la perdita del lavoro ,e la depressione non hanno fatto da “combustibile”?

Io noto alcuni dettagli:

  • nonostante Daniele Garattini avesse perso il lavoro, la famiglia non versava in difficoltà economiche

Stava peggio di prima

  • Daniele Garattini voleva imporre il coprifuoco alla figlia di 21 anni, colpevole di rimanere troppo a lungo fuori con il fidanzato (definito “fidanzatino“, allo scopo di infantilizzarli entrambi, ma parliamo di ventenni, quindi persone maggiorenni ed in teoria libere di vivere serenamente la loro relazione); si comporterebbe così una persona che ha indole buona, benigna, tollerante, che esprime dolcezza, tolleranza, bontà? (tolleranza: l’atteggiamento di chi rispetta le convinzioni altrui, anche se profondamente diverse da quelle cui egli aderisce);

Non poteva mancare  la visione di padre-padrone  ,che implicasse il coprifuoco è una prassi che fanno tutti i padri ,anche quando si raggiunge la maggiore età ,fino a quando si vive in casa

  • il Garattini  a volte è “profondamente depresso”, altre è affetto da un “lieve cambiamento di umore”, comunque è malato;

Si sa che i malati sono una brutta bestia che pesano sul bilancio disastrato dello stato ,e se poi compiono anche questi delitti ,sarebbe da dargli una bella fucilata o una iniezione letale ,molto voga tra le donne del terzo reich (le furie di hitler) ma ,una malattia ,non cambia anche il modo di vivere delle persone  e la loro visione di quando erano sane ,certo ,non tutte uccidono ,e qui ritorniamo al solito discorso ,non tutti si comportino allo stesso modo.

  • l’uomo è descritto con aggettivi positivi: mite, per bene, volontario di Save The Children; delle altre vittime sappiamo che una era “tesa”, un’altra malata di alzheimer e un peso per la famiglia, la terza aveva un brutto rapporto con il padre, ma nessuno ci riferisce della loro eventuale bontà;

Io credo in una cosa, ovviamente non ho la sfera di cristallo , ma posso fare una eventuale “ricostruzione” …. Alcuni giorni fa , un altro omicidio era stato commesso perchè si era sentito dare del fallito ..non è che in questo caso ,la perdita del lavoro e la malattia , non abbia avuto lo stesso “movente” cioè di sentirsi dare del fallito ?

  • la famiglia viene descritta come “normalissima”.

Forse prima della perdita del lavoro e della depressione ,anche lo era ..

Secondo voi, quali aspetti della vicenda vengono enfatizzati? Riscontrate anche voi una “criminalizzazione del maschio” agita dalla stampa?

Il giornalista (mi sembra che sia un uomo) si chiede ,giustamente, quali cause hanno portato un uomo che ,prima ,non aveva commesso nulla  a compiere un gesto cosi violento e cosi estremo ….ma,adesso voglio fare una prova ,vediamo se scritto in questo modo poteva andare meglio

EFFERATA STRAGE  DI FINE ANNO 

Un uomo (bipede fallodotato) commette una strage e  uccide tre donne

L’uomo in questione entra e uccide la sua famiglia e poi si suicida ,l’atto violento è stato compiuto perchè l’uomo ,in quanto tale , non ha saputo resistere al richiamo della foresta che ,essendo uomo (e quindi violento ) ha fatto il suo dovere dovuto ad una società terribile per le donne ,ma tanto benigna per gli uomini ,l’uomo era si malato ed aveva perso il lavoro ,ma non incidono per nulla sulla psiche  del bipede fallodotato ed ha ucciso le donne  “in quanto tali” …

Ennesimo femminicidio dovuto a questa società patriarcale  ,da dover cambiare la mentalità dei maschi che, lo ricordiamo , sono bipedi fallodotati,  e questo può avvenire solo che nelle scuole a ricordare che nascere maschi è sbagliato ma ,grazie ad una educazione (anche il terzo raich  si batteva per l’educazione ndr) mirata e solo per i maschi ,che hanno la “sfortuna ” (a questo punto ) di nascere tali può capovolgere questa situazione ormai diventata invivibile …..

E le donne che uccidono gli uomini ? Cose influenti e rare ,da non prendere in considerazione

Come va adesso ,articolo breve ma mi sembra corretto secondo la politica dominante

Ammettiamo pure che ,questo articolo , non criminalizza il maschio , ma quante puntate televisive ,quanti articoli ho letto che facevano esattamente il contrario ?

 

 

 

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11 commenti leave one →
  1. ivoavido permalink
    1 gennaio 2014 16:51

    sei mai intervenuo nel suo blog? io ci ho provato e sono stato deriso per il solo fatto di non pensarla come loro… se la cantano e se la suonano da sole

  2. 1 gennaio 2014 17:46

    innanzi tutto benvenuto ….
    Si ,anch’io ho provato “l’emozione ” nel loro blog e gruppo facebook ,oltre ad essere deriso ,sono stato anche offeso (anche se in altri “lidi” comunque sempre femministi ) .non è una novità ,purtroppo

  3. Rino DV permalink
    1 gennaio 2014 20:10

    Caro Mauro, riporto qui il commento che ho lasciato su ricciocorno:

    ****
    “Anche queste tre andranno a sommarsi alle altre 120-130 femmine assassinate da maschi nel 2013, corroborando la “verità” del c.d. “femminicidio”. Come nel caso immediatamente precedente (di 5 giorni fa) dove una donna è stata uccisa dal marito, il quale si è subito suicidato come ha fatto appunto anche quest’ultimo. I responsabili si suicidano in circa il 50% dei casi (degli altri, ovviamente, nessuno sfugge alla pena massima). Questo secondo fatto non viene mai ricordato, e la ragione è semplice: è impossibile sostenere che quei maschi assassini uccidono per misoginia o perché hanno perso il potere sulle femmine: se fosse così infatti perché mai dovrebbero suicidarsi? Avete mai saputo di un razzista che dopo aver ammazzato qualcuno si tolga istantaneamente la vita? Di un sicario di mafia che, compiuto l’omicidio, si spari?
    .
    “Femminicidio” starebbe ad indicare che è in corso il genocidio delle femmine in Italia. Una menzogna ributtante il cui scopo è l’utilizzo della follia criminale di pochissimi (di cui la metà suicidi) per la criminalizzazione di tutto il genere maschile.
    La criminalizzazione dei maschi – strumento principale della potenza femminista – è lo scopo della creazione e della propagazione di quel termine. Nient’altro che questo.
    .
    Questo è ciò che va capito e denunciato. Tutto il resto è un depistaggio.”
    *****
    Per il 2014 – che oggi comincia – ho deciso di annotarmi tutti gli omicidi familiari che appaiono sui giornali, prendendo nota dei casi in cui il reo, dopo aver compiuto il fatto, si suicida. Ovviamente quelli che emergono alle cronache nazionali non sono tutti, ma a fini statistici basteranno. Ti chiedo se tu puoi fare la stessa cosa, in modo che a fine anno possiamo sommare i casi noti solo a uno dei due e poi confermare quelli noti ad entrambi.
    Un lavoro in parallelo… ci stai? (quanto a FB, al momento non ci penso)
    Ciao e buon anno.

    Rino DV

    • 1 gennaio 2014 20:27

      Rino , di solito non vedo i notiziari ,mi informo su internet ed, essendo masochista 🙂 seguo anche gruppi femministi ,credo che non sarà difficile fare una conta come dici te …visto che ,tali notizie ,sono sempre pronte a sbatterle in faccia …. ho letto il tuo commento ,ed è come sempre chiaro e coinciso ,vediamo di fare questa conta ,un pochino macabra ,ma è interessante farla …..vedremo anche come si svolge la cosa 🙂 ..il commento lo riporto ,ovviamente riportando il tuo nome ,anche sul gruppo che seguo ..perchè mi sembra davvero importante ..buon anno anche a te Rino

  4. Rino DV permalink
    2 gennaio 2014 17:06

    Ok. Facciamo quel che possiamo.
    Lo scopo è di confermare – dati alla mano – il calcolo sin qui approssimativo, secondo cui la metà dei responsabili (ossia dei …padroni!) si suicida.

    Suggerisco di tenere nota dei seguenti dati:
    fonte della notizia con data – luogo – parentela etc – con suicidio/senza suicidio – altri eventuali dettagli.
    Oggi ad esempio c’è stato un altro “femminicidio” con suicidio. Il primo dell’anno (a quanto risulta dai giornali).

    La Stampa on line 2/1/14 – Milano in clinica – moglie – con suicidio – da tempo malata – lui sano.

    Ciao

    Rino

  5. 2 gennaio 2014 18:19

    ok Rino .. comunque è meglio che apra un post apposito…..

  6. ivoavido permalink
    10 gennaio 2014 14:04

    ciao mauro, ieri sono andato sul blog del riccio e ho fatto una scoperta sconcertante: ancora credeno alla bufala della violenza come prima causa di morte per le donne

    • 10 gennaio 2014 18:09

      E credo ,caro ivoavido che lo crederanno per sempre ,gli ho riportato un sito ufficiale del ministro della sanità dove spiega questa cosa ,ma ancora niente da fare…d’altronde devi combattere contro la misandria che è peggio del femminismo ,l’uomo è violento stop…

  7. Santiago permalink
    18 gennaio 2014 11:25

    Ciao Rino, sono Santiago, ti scrivo qui e nel tuo email nel caso tu non legga questo post (e saluto a Mauro, che non conosco) per esprimerti la mia idea che conteggiare i suicidi degli aggressori è una fatica inutile per due motivi: 1) perché, come ben sai, l’ideologia dominante femminista è basata sull’ “emotività”, non sulla “verità”, non servono a niente tutti i dati che tu possa fornire.
    2) perché i dati sono già raccolti, in maniera parallela, dal governo spagnolo, da dieci anni ad oggi. I dati evidentemente fanno testo perché presentano due paesi molto simili, popolazione simile, con gli stessi indici di “femminicidi” rispetto alla popolazione, tra i più bassi del mondo e d’Europa, raccolti ormai da dieci anni e da fonte istituzionali femministe!!.
    I dati li trovi qui http://www.msssi.gob.es/ssi/violenciaGenero/portalEstadistico/home.htm o qui
    http://www.msssi.gob.es/ssi/violenciaGenero/portalEstadistico/fichaResumen/home.htm . Come si può osservare la forbice di suicidi e tentativi suicidi degli aggressori s’aggira tra il 30 e il 40% annuale, senza grosse variazioni in dieci anni (per cui anche il tuo dato del 50% è sovradimensionato). Comunque non intacca il tuo discorso che una fetta così rilevanti di aggressori che si suicidano o tentano il suicidio non corrisponde con l’oppressore che vuole affermare la sua volontà anche commettendo l’omicidio.
    Questi dati del Ministero de la Sanidad spagnolo mi sono serviti, ad esempio, a smentire la boiata della Laura Boldrini del 70% di denunce delle vittime donne uccise, con denuncia mia l’anno scorso presso la Procura della Repubblica (video, richiesta alla Camera dei deputati, e dati spagnoli allegati). Come si vede dai dati, in dieci anni, e malgrado l’intensa campagna spagnola a denunciare per qualsiasi cavolata l’uomo, la forbice delle denuncie s’aggira annualmente tra il 20 e il 30%. Il 70% inventato dalla Boldrini e affini femministe è un’altra delle solite boiate che vuole colpire l’emotività e basta. Comunque, si fai fatica a leggere e trovare i dati (perché sono in spagnolo), se ne hai bisogno te li mando io scorporati.
    Un abbraccio
    Santiago

  8. Santiago permalink
    18 gennaio 2014 11:43

    Ecco i dati dei suicida, li avevo già scorporati, per la Spagna:
    Percentuali di uxoricida non suicida in Spagna, Ministerio de la Sanidad:
    2003, 71,8%; 2004, 77,8%; 2005, 71,9%; 2006, 62,3%; 2007, 78,9%; 2008, 69,7%; 2009, 62,5%; 2010, 61,6%; 2011, 68,9%; 2012, 57,7%; 2013, 61,5%
    Evidentemente i suicida (suicidio e tentativo) sono i restanti.
    Santiago

    • 18 gennaio 2014 12:16

      Ringrazio Santiago e lo saluto, per il suo lavoro davvero prezioso ,c’è da notare un piccolo incremento di suicidi negli anni ,anche se parliamo di un altro paese (la Spagna) ,ma penso che lo si possa riportare anche alla realtà italiana, 30-40 % di omicidi -suicidi restano comunque un dato abbastanza considerevole….negli altri crimini non c’è sicuramente questa dose di suicidi

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