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Colpe che spaventano

7 agosto 2013

Che il mondo dei maschi pentiti sia vario ,non è un mistero ,ma oggi mi sono imbattuto in questo articolo (giudicato ottimo da chi lo ha tradotto) scritto da un uomo “anti patriarcale”   http://liadiperi.blogspot.it/2013/08/le-parti-di-me-che-mi-hanno-spaventato.html

Ottimo articolo scritto da uomo antipatriarcale sulle dinamiche intersezionali del machismo, la sua influenza sui movimenti alternativi e le difficoltà per il raggiungimento di  una nuova e più consapevole  mascolinità. Un riconoscimento delle teorie e prassi femministe. 

Iniziamo già bene ,ma il resto è ancora meglio

Come posso essere machista, se sono un anarchico?
Sono un machista?  Mi sono chiesto, gelando. Mi sono sempre comportato normalmente con le donne e non sono stato il classico macho prepotente, né misogino.
Come posso essere allora un machista se sono un anarchico? Non posso evitare di stare sulla difensiva, nervoso. Ho sempre creduto nella lotta per una società migliore, facevo parte degli oppressi. Gli oppressori erano i capitalisti, no? Erano coloro che guadagnavano dall’ingiustizia. Quando mi posi queste domande era il 1993 avevo diciannove anni più quattro di attività politica sulle spalle.
Domanda esistenziale questa ,strano a dirsi,anch’io credevo che essere di idee anarchiche si era contro il sistema capitalista ma, vedremo che è roba vecchia e superata ,gli oppressori  sono altri ,già si intuisce qualcosa …
Nilou, accarezzandomi la mano, cercò di spiegarmi con pazienza “ Non sto dicendo che sei cattivo, dico soltanto che hai atteggiamenti sessisti. Ci sono comportamenti che sono chiaramente sessisti, ma a volte il machismo non è così evidente, è più sottile viene fuori nei piccoli dettagli. Spesso m’interrompi quando parlo, presti più attenzione quando interviene un uomo, che quando parla una donna. L’altro giorno, quando stavamo prendendo un caffè con Mike, vi siete comportati come se io fossi invisibile, come se fossi lì solo per contemplarvi. Un paio di volte ho cercato di intervenire nella conversazione, non ci avete fatto caso, avete continuato, come se non fosse successo nulla. Quando vi riunite anche in pochi, vi ascoltate solo tra di voi, se c’è una donna, non le prestate nessuna attenzione. Per molto tempo ho creduto che fosse un mio problema, che se non partecipavo era perché non avevo nulla d’interessante o utile da dire. Mi sono resa conto dopo, che succedeva anche alle altre donne del gruppo, che era un sentire comune. Non ti sto dicendo che la colpa di tutto è tua, però giochi un ruolo importante in questo gruppo, così che sei parte di questa dinamica”.
Forse,dico forse ,perchè non sei vagina dotata tutti devono stare alla tua attenzione , bisognerebbe conoscere il tenore del discorso per capire meglio ,magari sono stati solo maleducati ,ma no ,la colpa ricade sempre sul sessismo , io uomo Tarzan tu donna Jane ..il resto comunque è da applausi
Questa conversazione cambiò la mia vita, ancora oggi affronto la sfida che mi ha segnato e quest’articolo è parte di questo processo. L’ho scritto rivolgendomi agli uomini bianchi, di classe media, con idee politiche di sinistra e che sono coinvolti in qualche modo nei movimenti sociali
mettiamo i recinti quindi , uomo bianco , (in definitiva se è nero non  può farne parte ,questo mi ricorda qualcosa)
Di classe media (se uno è troppo povero gli diamo un “benservito” ,vuoi che infetti l’area di discussione)
idee politiche di sinistra ( bisogna vedere se e in zona PD ,che li la sinistra fai fatica a vederla)
Scelto l’uomo “ideale ” finalmente può dare sfogo al gruppo e alle sue idee
Voglio trattare il machismo dalla mia esperienza di sfidare il sessismo dal punto di vista emotivo e psicologico. Ho scelto quest’approccio, perché voglio mettere in discussione la dimensione personale di questi temi, perché sono convinto che sia il modo più efficace di lavoro con altri uomini, contro il sessismo e anche perché molte compagne ci chiedono di non trascurare questi aspetti.
LA W.A.S.P può partire  http://it.wikipedia.org/wiki/White_Anglo-Saxon_Protestant
Quest’articolo si basa sul lavoro di donne, soprattutto di donne nere e latine, che scrivono e lavorano contro il patriarcato nella società e il machismo nei movimenti sociali. Il lavoro di Barbara Smith, Gloria Anzaldua, Ella Baker, Elizabeth’Betita’ Martinez, Bell Hooks e di molte altre, ci offre la base delle idee, visioni e strategie per il lavoro che gli uomini bianchi dovrebbero fare per vincere il machismo.
Altri recinti e altri paletti ,donne nere (e le bianche ?) e uomini bianchi ( e i neri ?) gli altri ,fuori dal contesto
Ogni giorno ci sono sempre più uomini all’interno dei movimenti alternativi che lottano contro la supremazia maschile. Molti di noi riconoscono che il patriarcato esiste, che grazie a questo abbiamo privilegi, che il sessismo mina le fondamenta stesse dei nostri movimenti e che le donne, le trans e le persone queer, l’hanno detto chiaramente più volte “Gli uomini devono fare qualcosa su questi problemi, dovete parlarvi tra di voi, mettervi reciprocamente in discussione e decidere come si combatte il machismo” Ci sono molti uomini bianchi nei movimenti sociali, che si rendono conto che la società è sessista, compresi i movimenti cui partecipano, però non riconoscono il proprio coinvolgimento personale in questa situazione.
Dagli con questi privilegi ,li avranno loro i privilegi ..se mi dite dove sono che li vado a chiederne un pochino ? Come la storia che a Roma (secondo i leghisti) ci sono i soldi ,una ragazza romana scrive in un forum  ,se mi dite dove sono che me li vado a prendere … qui è la stessa cosa
 Un anno dopo la conversazione con Nilou, ero seduto in silenzio in un gruppo di discussione di uomini. Non sapevamo che dire. Eravamo spaventati, nervosi, tesi e non facevamo nessuno sforzo per creare un ambiente favorevole per la discussione sul sessismo. Le compagne avevano proposto di passare una giornata a parlare di machismo in gruppo separato di uomini e donne. Noi uomini ci chiedevamo “ Di cosa stanno parlando le donne?” Quando i due gruppi alla fine si riunirono, la discussione subito prese una piega molto tesa, le donne difendevano se stesse e il modo di comprendere le loro esperienze. Mi sentivo malissimo, completamente perso e senza la minima idea di come andare avanti.
Mia madre che aveva seguito parte della discussione, chiese se poteva intervenire. “ State parlando di questioni enormi e molto difficili”. “Sono contenta di vedere persone della vostra età, affrontare seriamente questi problemi, dimostra che credete davvero nelle cose per le quali state lottando. Questa conversazione non può concludersi in un giorno.”.
Che ci voglia più di un giorno mi sembra evidente ,però ,cavolo nessun argomento ,invece le donne a  mitraglia ? Noi ,quando ci siamo ritrovati a Roma abbiamo parlato fino a mezzanotte e oltre… evidentemente erano cosi succubi da avere paura …la domanda allora sorge spontanea “cosa si fa per un pochino di gnocca (va beh battuta cattiva 😀 ) ?”
Era chiaro: lottare contro il machismo comportava più sforzi, che imparare a guardare le donne anche durante le discussioni di gruppo. Gli sforzi per combattere un sistema di potere che opera a livello economico, sociale, culturale e psicologico e che la mia presunta superiorità come uomo, così bene interiorizzata non era altro che la punta di un iceberg dello sfruttamento e dell’oppressione.
Ed ecco il colpo di genio è nato uomo e ,per questo si sente in colpa in quanto oppressore e sfruttatore …chissà se la pensa cosi anche il barbone seduto sul ciglio della strada (maschio ,sono praticamente tutti maschi) e quelli che crepano sul lavoro (maschi anch’essi) triste sorte la loro erano oppressori  e nemmeno lo sapevano …
Essendo un uomo bianco della media borghesia, ho sentito molte volte questa domanda, nei sette anni che ho frequentato gli Studi di Genere e Studi Etnici. Nel Corso di Storia delle Donne Nere, qualcuno ha cercato di aiutarmi a capire dove dovevo andare.
Ho capito molto bene il perché di quella domanda e che non si riferiva solo alla classe universitaria, bensì a quella sociale dentro un sistema  patriarcale, etero sessista e capitalistica, molto impegnata a mantenere un forte controllo sociale. Ho studiato per quattro anni all’Università Comunitaria e per altri tre all’Università di Stato di San Francisco. La maggior parte delle/dei miei/mie insegnanti erano donne e persone nere e latine.
Non erano a raccogliere il cotone per gli oppressori bianchi .ad essere sfruttate da un sistema etero sessista e capitalista? Per fortuna che la schiavitù è finita da un pezzo ed essere insegnati di una università non è una cosa da poco e non sembra che di essere di colore e donna abbia precluso la strada ..
Ero una persona nel mio mondo. Poi cominciai a imparare che essere bianco, maschio, di classe media, senza disabilità fisiche, comunemente eterosessuale e cittadino degli Stati Uniti, non solo significava avere privilegi, ma che mi dava anche un passato. Io sono parte di una categoria sociale – bianca, maschile, eterosessuale, di classe media, gruppo creato e modellato dalla storia, – che sono considerate lo standard della “normalità”, dalla quale tutti gli altri sono giudicati. All’immagine che avevo della mia identità individuale, si aggiunse l’immagine delle navi di schiavi/ave delle comunità native rase al suolo e bruciate, di famiglie distrutte, di violenza sulle donne, di uomini bianchi di classi dominanti, che usano gli uomini bianchi poveri, per colonizzare le donne bianche, i non bianchi/che e la Terra.
Ancora con gli privilegi ,li avrai avuti lui ..ma  le posso assicurare che altri uomini bianchi hanno delle difficoltà ,come le hanno le altre etnie …e la classe sociale che fa la differenza , e la classe sociale da dei privilegi (in base al Dio denaro)  i privilegi erano derivati che lui era abbastanza benestante ,se fosse stato di una classe meno agiata ,i suoi privilegi andavano a farsi benedire
Ricordo che stavo seduto in una classe di Storia della Donna Afroamericana, uno delle due uniche persone bianche e unico uomo, tra quindici donne nere. Stavamo studiando la schiavitù, Ida B. Wells e la sua campagna contro le violenze sistematiche sulle africane schiavizzate dal padrone bianco, milioni di stupri sanciti e protetti dalla legge, come le centinaia di uomini neri linciati con la scusa di proteggere le donne bianche dai violentatori neri. Mi sentì depresso, la storia nelle lacrime dei miei occhi e la nausea allo stomaco. Chi furono quegli uomini bianchi, che sentivano su se stessi? Avevo paura e vergogna di alzare gli occhi sulle donne nere del mio corso. “ Anche se esiste una mescolanza di razze per amore – disse la docente – il nostro popolo possiede tante diverse sfumature di nero, a causa di generazioni e generazioni di violenza istituzionalizzata”. Chi sono e cosa sento su me stesso?
Ovvio che la schiavitù ha portato a quello che lui scrive ed anche di peggio ( tra gli oppressi erano compresi anche gli uomini di colore ,che lui non nomina) ,posso capire che ti possa toccare ,ma sentirsi in colpa  per avere la carnagione chiara ? E come sentirsi in colpa per averla scura .. La schiavitù è stata una pagina terribile della storia americana e non …come lo è stato il nazismo e altre dittature di diverso colore (anche se penso che , una dittatura ,si comporti alla stessa maniera) ..ma sentirsi in colpa per avere la pelle chiara non esiste al mondo ..io sono io e sono diverso da mio fratello ( che è bianco pure lui) come sono diverso da altre persone ..in fondo questo si basa anche il femminicidio ,sei uomo e quindi devi sentirti in colpa per essere nato tale ,anche se non hai commesso nessun crimine  ..questo si sente in colpa per essere nato uomo ,bianco ed eterosessuale , diciamo che è eterofobia ?
Non ho idea di quale ruolo nella rivoluzione potrebbe giocare gli uomini bianchi eterosessuali, perché sono la base e il corpo del sistema di potere reazionario”.
– Robin Morgan, nell’introduzione a “Sorellanza è Potente”.
Dalle mie parti si dice “Bisogneria coparli tuti” ..uomo ,bianco ed eterosessuale cosa c’è di peggio ? Strano che ,questo potere reazionario ,non venga concepito dal muratore sotto il sole o dall’ operaio o dal disoccupato (anch’essi bianco ,etero e maschio ) si vede che ,li il potere ,ha preso un altra strada
A volte ho periodi di odio verso me stesso, mi sento colpevole, ho paura. Quando questo accade, so e sento che ho un ruolo da svolgere nella lotta per la liberazione e so anche per esperienza, che posso fare molte cose utili, però non posso evitare di chiedermi “ mi sto ingannando?”
Si può sempre cambiare sesso e tagliare quell’attributo che indica il male
Mi hanno insegnato che avevo diritto a tutto. Che sarei potuto andare dove volevo e fare ciò che desideravo e che in qualunque posto avrei avuto valore e sarei stato necessario. Il patriarcato e l’eterosessualità mi hanno insegnato in modo sottile e talvolta brutale, che avevo diritto al corpo delle donne, a prendermi i miei spazi ed esprimere le mie opinioni e idee, ogni volta che volevo, senza tenere conto degli@ altr@. Questo è un processo di socializzazione molto differente dalla maggior parte delle persone in questa società che sono costrette a rimanere in silenzio, a nascondere o celare chi sono, a non dimenticare mai che dovrebbero dire grazie per il solo fatto di esistere. Penso che sia sano imparare a condividere spazio e potere, e lavorare con gli altri per trovare il ruolo che si può realizzare. Ciò che non è sano ed è raro è che i privilegiati per sesso parlino di questo tema e si sostengono a vicenda in questo processo di liberazione.
come sopra
Taglio una parte perchè sembra che si ripeta ,e finisco con questo
Analizzare e contrastare i nostri privilegi è necessario, ma non è sufficiente. La cooperazione tra gli uomini per superare il dominio maschile è una delle tante strategie necessarie per sviluppare un movimento di liberazione della donna, multirazziale, antirazzista, femminista, di liberazione homo e transessuale, dalla classe lavoratrice e anticapitalista, per la liberazione collettiva. Sappiamo che il sessismo funziona come una barriera contro la costruzione di questo movimento. La domanda è cosa faremo per evitarlo, perché il processo cresca dentro di noi e con esso la nostra capacità di amare se stessi e gli altri.
Ricordatevi che il cambiamento sociale è un processo e la nostra trasformazione e liberazione è profondamente collegata con la trasformazione e liberazione sociale.
La vita è molto complessa e piena di contraddizioni. L’intenzione di quest’articolo è di interferire con le forme di dominio che feriscono i nostri movimenti e ci fanno male come persone.
I ragazzi bianchi hanno molto da fare, ma è anche un lavoro appassionante se crediamo veramente all’uguaglianza, e vogliamo raggiungerla. Le forme quotidiane di dominio sono il collante dei sistemi gerarchici. La lotta contro il capitalismo, il razzismo, il patriarcato, l’etero-sessimo e lo Stato sono anche la lotta per la liberazione collettiva.Nessuno è libero fin quando non lo saranno tutti e tutte.

Solo i ragazzi bianchi ,mettiamo le cose in chiaro (e poi parla di lotta al razzismo ,simpatico :D)
Classe lavoratrice ,ma non lo sa che sono formati anche da  bianchi etero e uomini , e quindi,secondo la sua versione, privilegiati ?
Questo qui ha idee poche e ben confuse ,ha poco da fare il comunista made in USA ….
Piccoli maschi pentiti crescono
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8 commenti leave one →
  1. 7 agosto 2013 18:51

    Questi castrati mentali però… han rotto i marroni.
    Non basta vergognarsi in silenzio, lo fanno pubblicamente… con la speranza che qualcuno li addomestichi.

    Jan

  2. 7 agosto 2013 19:10

    Lotta al capitalismo ….. da vomito ….. 😦
    Lottano loro, lottano … a chi sugge di più!! Posizione. Potere. Soldi.
    Anticapitalisti dei miei gioielli ….. 8) (chiusura iper maschilista)

  3. 7 agosto 2013 20:19

    L’ha ribloggato su Capitan Daddye ha commentato:
    Perfetto! Da leggere!!

  4. Capa permalink
    8 agosto 2013 00:56

    Tra il Gasparrini, il Lizzi e il Chris Crass, capò femministi convinti antisistemici ma servi dell’ultracapitlaismo mondialista nella realtà, sessuo-razzisti misandrici, pseudoantirazzisti ed antiproletari, chi è il più zerbino di tutti?
    Apro le votazioni

    Io voto per Lizzi

  5. ste65536 permalink
    10 agosto 2013 14:08

    Ciao Mauro, non so se è tuo il post, ma alla pagina che hai linkato dove vi è la filippica del maschiopentito contro il “machismo” ed il “patriarcato” ho messo un commento (anche se temo che come quello di Jan verrà censurato) l’ho cominciato proprio puntando il dito contro la censura e la cancellazione del commento di Jan, in quanto credo che non ci sia violenza psicologica peggiore, che quella di vincere un confronto, zittendo e censurando la parola degli altri, è come urlare contro un persona legata ed imbavagliata che non può replicare, o picchiare un disabile o un paraplegico sulla carrozzina………………………………………………………………………………………………….. RIPORTO QUI DI SEGUITO IL COMMENTO CHE HO MESSO SU QUELLA PAGINA: ………………Già e adesso, il commento di Jan, non può più essere letto , quindi anche la risposta politica della indottrinatrice di turno (liadiperi) sembra cadere nel vuoto. Sono i vizi della censura, quando si creano dei buchi, dopo tutto ha il brutto vizio di sembrare un colabrodo, e non si capisce più nulla. Non era meglio lasciare il commento di Jan per quanto non apprezzato o non gradito ? e magari poi rispondere a dovere (se si hanno adeguate argomentazioni si intende) facendo così decade immancabilmente e miseramente anche “la purezza” con cui aveva la pretesa di porsi tutto il blog, e la “costruita” riflessione antimaschile del nostro protagonista, mascherata da anti-patriarcato. La natura profonda dell’essere uomini, non potrà mai essere capita dalle donne, così come è vero viceversa. Le vicende narrate, di università dove i bianchi sono in minoranza, di scrittrici femministe e della loro lotta contro il machismo, sono in realtà altri particolarismi, come sono particolarismi i gesti (quelli si veramente machi) che facevano i ragazzotti venticinquenni una volta (mezzo secolo fa ormai ?), ma oramai,oggi ne vedo veramente pochi. Tutto il blog è intriso di una vena di egoismo, la ragazza dice che quando i due amici parlavano di un argomento, non ascoltavano i suoi interventi, ma domandiamoci, quante volte le donne fanno lo stesso, quando sono in maggioranza numerica, ed è presente un uomo solo nel gruppo….(spesso gli atteggiamenti sono addirittura umilianti e di scherno, che di mancanza di attenzione…) tutto è particolarismo e visione di parte (di una parte). Anche il razzismo attribuito soltanto alla razza bianca ed eterosessuale, è uno sbaglio ed un particolarismo, sono stato in vari luoghi, ed ho visto con i miei occhi, molte volte che ove i neri sono in maggioranza, e in uno status benestante ed opulento, praticano lo stesso identico razzismo verso i bianchi, non c’è differenza nei comportamenti… la specie umana possiede tutta le medesime virtù e difetti, indipendentemente dal colore e dal sesso. Però vi sono differenze fisiche, e non solo fisiche (pensiamo all’influenza ormonale sulla differenziazione dei cervelli) non tanto nelle razze, ma nei sessi….quindi se c’è veramente un male da combattere, è quello che impone ad un genere di andare in modo COSI’ ASSOLUTO contro le proprie pulsioni o istinto etichettandole sempre come sbagliate e facendo leva sui sensi di colpa, mentre permette all’altro genere il libero arbitrio, e di seguire la propria “onda” liberamente come sempre giusta…. Questa differenza di atteggiamento, è la vera discriminazione…. non certo lo spauracchio “machismo” o “maschilismo” che ormai per cercarlo, bisogna andare a guardare (come rivela questo blog) con il microscopio in gesti impercettibili, livello di attenzione 60 minuti ogni ora, verso la tua compagna, sfumature e controsfumature… Altro che quello a cui si assisteva quando quella parola oltre mezzo secolo fa, fù coniata !!!

  6. 10 agosto 2013 20:52

    scusa per il ritardo dell’approvazione (commento che quoto in toto ,comunque) ,e per via della censura , ormai non mi sorprendo più

  7. nicola giove permalink
    23 agosto 2016 18:47

    Una battuta letta su fb: “Prima di leggere questa testimonianza ero di SEL… ora voglio il Reich millenario!”

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