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la vetrina della discordia

19 dicembre 2012

Accade al “vomero” di Napoli ,una vetrina “troppo effervescente” viene censurata dai giubbotti di questi ragazzi che ,come cavalieri senza macchia e senza paura vogliono salvare il “degrado” della loro città nonche le fanciulle  in preda all’orco cattivo di turno che ,tra pianti e singhiozzi (ironia) stavano ballando sotto una musica  House (l’unica nota stonata di tutta la faccenda ,anche se fosse stata tecno 🙂 )

Questa volta ,le figlie di papà, sono state in tre a scrivere l’articolo ,ecco il link e le foto

protesta

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/12/19/quando-le-vetrine-diventano-locali-notturni/

Vediamo i punti salienti

A chiunque possa fraintendere la nostra iniziativa ribadiamo il fatto che portiamo dei valori differenti, ma NON SIAMO DEI MORALISTI: per noi le donne nude non costituiscono un problema; è l’uso del loro corpo per vendere, quello sì che ci fa incazzare!!! Noi vogliamo un mondo in cui gli uomini e le donne siano liberi di spogliarsi, ma solo con chi piace loro e non certo per denaro! Non auspichiamo una realtà tetra e austera, la sensualità ci piace molto… è il fatto che l’ideologia del profitto (di cui la ditta “Galiano Dino S.r.l.” è evidentemente portatrice!) sia stata capace di mercificare anche questo: è questo che non ci va davvero giù! Che tutti sappiano che non ci staremo zitti e buoni a guardare, mentre sotto i nostri occhi va in onda lo show, con tutte le vetrine dorate del quartiere e i passanti intenti nelle compere natalizie (ma poi sti soldi chi li tiene?) sempre più storditi da questo produci-consuma-crepa quotidiano!

Anche se con le ragazze probabilmente non avremo mai modo di parlare (causa gorilla della security), gli diciamo che il problema non sono loro, che non le consideriame delle “svergognate”, anzi che sono delle giovani stra-sfruttate (molto probabilmente) e di sicuro nel modo più meschino che ci sia. Insomma… Alle ragazze manifestiamo tutta la nostra amicizia, vicinanza e solidarietà. Siamo dalla stessa parte, ma nel contempo diciamo loro di non continuare a (s)vendere l’immagine della donna, di farlo per tutte le donne! E questo per quanto oggi sia difficile trovare anche solo un lavoretto a nero di mezza giornata.

questo passaggio è del comunicato della protesta di Napoli ….ma appunto alle ragazze ,hanno chiesto qualcosa ? Non potevano per la security ? E quindi sull’incertezza ,come nell’articolo che ho scritto prima ,SI DA SEMPRE COLPA AL MONDO MASCHILISTA ,DI CONSEGUENZA AGLI UOMINI 

Visto che ,molto probabilmente  ,nessuna ha puntato una pistola alla tempia a quelle ragazze ,hanno saputo i loro compiti  e loro hanno accettato, certo  ,sono  tempi di magra PEROIO IN TEMPI DI MAGRA  ,CON IL FISICO CHE MI RITROVO E CON LA MIA FACCIA DA CESSO ,NON POTEVO FARE IL MODELLO ,MA HO LAVATO I CESSI  (eravamo in famiglia 🙂  )

Svilivo l’immagine dell’uomo maschilista ? Non me ne fotteva un cazzo ,lo facevo per necessità .. come mai questa vicenda  non può valere anche per queste ragazze ….

a tal proposito un bella riflessione su un blog davvero interessante …

Ho fatto la ragazza/cubo molti anni fa per campare, come terzo lavoro, e se fosse venuto qualcuno a coprirmi facendomi sentire una specie di svergognata grata per tanta generosa attenzione da parte di un salvatore qualunque io gli avrei dato il tacco con la zeppa in faccia.

http://abbattoimuri.wordpress.com/

L’articolo delle figlie di papà continua cosi

L’intento non era affatto moralistico  – certo avrebbero potuto sostituire i giubbotti a dei cartelli con messaggi antisessisti o sul precariato, avrebbero potuto protestare loro stessi in mutande o avrebbero semplicemente potuto rivolgersi a realtà femministe per chiedere qualche consiglio su come organizzare la protesta – poichè è assolutamente chiaro che non volevano coprire le ragazze;  non erano loro l’obiettivo (anzi hanno mostrato solidarietà e vicinanza alle stesse) ma la protesta era rivolta a chi quello spettacolo triste lo aveva ideato, sfruttando ancora una volta delle giovani ragazze, il corpo e la dignità femminile.

Non un tentativo di redimere le ragazze quindi, o scegliere per loro; tantomeno un atto paternalistico per coprire le “vergogne” ma semplicemente un tentativo di boicottare l’iniziativa in toto.

poi ancora

C’è anche chi giustifica come farebbe il più classico dei berlusconiani : quest’uomo da’ lavoro a un sacco di persone, come per dire che tutto gli è concesso perchè sfama qualcuno. Inutile fare ragionamenti del tipo nessuno ti regala nulla, lo stipendio te lo guadagni, tu dai la tua forza-lavoro lui lo stipendio, tanto sarebbe come parlare l’arabo.

Ed è in proprio in questo tipo di ragionamenti che le nostre lotte devono andare avanti, cercare di far capire a chi ancora non ha capito nulla, a chi si piega come uno schiavo ad un sistema capitalistico sporco che spazza via la dignità umana di tutti : dove le donne sono messe lì come esca e gli uomini trattati come al solito come poveri trogloditi guidati dal movimento della gonna di una ragazza!

Ma come si vede che queste qui ,hanno lavorato poco e non hanno una famiglia da mantenere ,vero nessuno ti regala nulla ,il mio stipendio me lo guadagno lavorando, ma se l’azienda per questa “manifestazione” contro una cosa che NON E’ ILLEGALE ,portasse a dei tagli di personale  ,come addetto ai televisori ,cellulari ,computer ,non fosse più necessario,vanno a casa delle figlie di papà o ai ragazzi di Napoli a mangiare ? Magari portano anche le loro famiglie ?

Portiamo ad  esempio il  mio caso ,guarda ,ti sono solidale ,ma intanto ti levo i cessi da pulire ,perchè non è decoroso ,domani stai a casa ,senza una lira ,ma ti ho salvato la dignità .

La dignità ? Cosa ci mangio con la dignità ? Io mangio pane e il pane me lo compro con i soldi ,altro che dignità

La situazione era differente se

-Le ragazze lavoravano in nero

-Se c’erano condizioni di non sicurezza

– Comunque se c’era qualcosa che era illegale in genere

Fino a prova contraria ,ballare in una vetrina non è ancora reato…

Finisco con il dire che il sottoscritto ,anche se non dispiace ,non fa pazzie a vedere tette e culi ,che ci possono essere o meno ,la cosa mi lascia nella più totale indifferenza ,in questi casi faccio una cosa molto semplice ,non mi piace  il locale o negozio NON CI VADO DENTRO

Se a questi “cavalieri” la cosa non piace ,la si boicotta forse nell’unico modo democratico possibile ,NON SI COMPRA IN QUEL NEGOZIO

COME  IN UN PARTITO ,NON PIACE ,NON LO SI VOTA !!!

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6 commenti leave one →
  1. Enrico permalink
    20 dicembre 2012 12:46

    Bel post.
    Volevo dire che anche a me infastidisce essere sempre bombardato da immagini sessuali ovunque mi trovi. Ma non era proprio il femminismo a dire “il corpo è mio e me lo gestisco io”? Bè, evidentemente alcune donne hanno deciso, in piena libertà, di gestirsi il corpo “vendendolo”. In questo caso la libertà non va più bene?

    • 20 dicembre 2012 18:32

      Ciao Enrico
      Infatti ,qui c’è forse la più grande ipocrisia femminista …anche a me ,come a te ,non faccio i salti di gioia o pazzie per vedere un paio di tette ,non dispiace ,ma non ci “sbavo” però allora ,se quella vetrina ti urta cosi tanto ,si fa una cosa molto semplice ,in quel negozio NON SI VA ,ed invece di manifestare (per cosa poi ,ho visto il video in questione e non c’era niente di scabroso) …e poi come dici giustamente ,e la libertà della persona ,metti il caso che ,a quelle ragazze piacesse ballare in quel modo ? Non si offusca cosi il pensiero femminista ?

      • Enrico permalink
        20 dicembre 2012 18:53

        Infatti Mauro, senza contare che le società patriarcali sono proprio quelle che “coprono”, o tolgono del tutto, le ballerine. E in questo caso (anche in Italia negli anni settanta, non secoli fa) le femministe si battono per la libertà di poter vestire “provocante”.
        Quando questa libertà c’è, si chiede che venga tolta… mah.

        Comunque, ripeto, mi da fastidio essere continuamente subissato da immagini a carattere sessuale, nella mia città c’è stato un periodo in cui ovunque (ovunque) ti giravi c’erano manifesti con donne nude (e anche giovanotti palestrati) a pubblicizzare cibo per animali (!) Quello che mi chiedo è in che modo queste modelle possano essere “vittime” di questa sedicente cultura maschilista, quando è chiaro che si tratta di una loro scelta in piena autonomia.

      • 23 dicembre 2012 08:22

        La cosa negativa non è il fatto che l’abbia coperta, ma il modo in cui l’ha fatto. Credo di patriarcato non si tratti tanto…

    • 23 dicembre 2012 08:25

      Un’altra cosa.. non sarei dell’idea che il femminismo sia patriarcale. Il femminismo è indipendenta da tutte queste cose, è il femminismo e basta che si maschera di tutto: di amore, di pace, di patriarcato, di matriarcato, di benevolezza, di un nuovo mondo delle donne. Ma in fondo è solo un’idea sessista… e androgina.

  2. 23 dicembre 2012 11:24

    Jan con due parole hai descritto il femminismo odierno ,un idea sessista ,punto e stop ,sul coprire una vetrina ,mostra la grande ipocrisia femminista …..

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