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Se le donne sono violente/3

17 novembre 2012

L’articolo come quello di Affari italiani e poi ripreso da repubblica che riguardano la violenza subita dagli uomini ,ha fatto male ,sia alle figlie di papà che alle loro consorelle ,in sostanza ,dicono che non negano la violenza subita dagli uomini (anche se nei commenti ci sono vene di sarcasmo ,”poverini” scrivono ) ma il fatto è talmente poco irrilevante ,anzi ,studi di questo tipo tolgono la vera emergenza e la vera questione cioè LA VIOLENZA SULLE DONNE 

A me sembra chiaro che si usa l’arma della violenza e delle morti femminili ,per chiedere più potere e per arrivare a leggi come questa

http://www.pinkdna.it/argentina-il-femminicidio-viene-inserito-nel-codice-penale/

In pratica si vuole esaltare la figura femminile facendo che la sua vita ,valga di più di quella di un uomo …ma è sempre stato cosi ,almeno nella parte del mondo dove viviamo ,mi ricordo che ,alla riunione degli uomini beta ,alla mia considerazione della vita di un uomo ha meno valore ,Rino mi si è avvicinato e mi ha detto “è sempre stato cosi ” (nella parte del mondo dove viviamo ora)

Però ,per fortuna ,non tute le femministe la pensano in questo modo ,bello ,a mio modo di vedere un articolo di femminismo a sud ,riguardante la violenza ….

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/11/16/violenza-di-genere-oltre-i-dogmi-e-i-talebanismi/

sopratutto interessante questo passaggio …

Si parla poi con grande terrore di una indagine sulle violenze che farebbero emergere un dato sulle vittime maschili e non capisco il panico.

Si chiede di serrare le fila e rifugiarci sotto il tetto dell’Onu? Noi? Le militanti antiautoritarie? Che venga fuori dopo che da una parte e l’altra si sparano cifre a caso (ricordiamo come vengono assunti acriticamente i dati del bollettino di guerra) che ci sono anche uomini vittime di violenze dove sta il problema? Se la sinistra non fosse quella che è questa mi sembrerebbe la migliore occasione per dire che bisogna fare una indagine per conto delle istituzioni sul fenomeno, per vedere se esiste, quanto esiste, in che forme. Se non crediamo a quell’indagine e ci sembra di parte allora chiediamoci perché le istituzioni non l’hanno mai fatta. Poi magari sperare che a parte i centri antiviolenza, privati, convenzionati, pubblici, o quel che è sorgano luoghi di ascolto e aiuto per tutti quelli che i centri lasciano fuori.

Esistono centri per donne maltrattate e un paio per uomini maltrattanti. E le altre persone maltrattate? Dove vanno? A chi si rivolgono?
Se in una coppia lesbica una delle due è maltrattata a chi si rivolge? E in una coppia gay? O una trans in difficoltà dove va? O un uomo che prima era biologicamente donna ma è un uomo è da considerarsi vittima? Carnefice? Che cos’è? A chi si rivolge? E gli uomini, anche etero, a chi si rivolgono?

Sapete che ci sono centri che non accolgono le donne “non residenti”? E quelli che non accolgono le puttane? Le vittime di tratta che finiscono più spesso nei Cie? Sapete che se io chiamo un centro e dico che ho subito violenza da una donna mi dicono spesso che non è il posto giusto a cui rivolgersi? E allora a chi mi rivolgo?

Capisco che di fronte all’annuncio di una indagine, che mi pare solo una operazione mediatica, si possano arrabbiare quelle che di lotta contro la violenza sulle donne campano, che fanno le apparizioni in tv come criminologhe, che recitano il mantra dell’Onu per poter essere a Porta a Porta il giorno dopo, per poter indirizzare un flusso di denaro e di finanziamenti, che non ci sono beninteso, per quelle che temono, anche giustamente, di perdere quel minimo di supporto istituzionale che hanno e che si vedono costrette a chiudere i centri che servono. Ma noi? Serriamo le fila e ci rifiutiamo di fare un ragionamento più complesso per quale ragione? Davvero non mi è chiaro.

Appiattitissime sulle politiche istituzionali, ridotte a fare marketing istituzionale a forze dell’ordine e luoghi la cui scarsa trasparenza non ci lascia vedere neppure i propri bilanci, ridotte a recitare le frasi dell’Onu per sostanziare il nostro agire resistente e politico e io che sono nata militante e militante muoio rispetto moltissimo il lavoro di chi fa da collante tra i movimenti e le istituzioni ma io non sono quella cosa lì. Io sono Altro. Il mio ragionamento è libero e non può che essere così ed è volto in avanti e non incatenato dietro alle barricate per sostenere cose che mi rendono collusa con sistemi di potere che poi autorizzano chiunque a pensare che nelle iniziative pubbliche una qualunque persona possa essere invitata ad un convegno in quanto donna solo perchè donna, dunque portatrice di donnità, anche se è una imbecille e non rappresenta altro che se stessa.

Leggo di disorientamenti, del dovere di dare spiegazioni pubbliche su percorsi di ricerca da sempre attivi e non mi spiego. Non me la spiego la modalità da setta religiosa che fa le scomuniche. Ci sono prove di psicosi e isteria collettiva da chi se usi una parola che viene usata altrove ti taccia di collusione perché i confini si segnano anche nella lingua italiana. Basta dire che la violenza forse potrebbe essere non “Maschile” ma trasversale ai generi in quanto che sostanziata da una stessa cultura e si è scatenato un putiferio e non nel merito ma proprio a ribadire la “pericolosità” di una posizione che io non giudico per niente pericolosa. Pericolosa di che? Per chi? Se io ho un mio amico che viene a casa mia con la testa tra le mani dopo che la ragazza l’ha schiaffeggiato ripetutamente cosa gli dico? Che ammettere che la sua ragazza è violenta è “pericoloso”?

Gli dico “guarda, sai, siccome bisogna precisare che la violenza è maschile e tu sei maschio e allora se ti do ragione finisce che poi nessuno caga me“. Anzi no. Gli dico “scusa sai, la violenza maschile è sistemica e lei  avrà sicuramente introiettato difetti tuoi di te in quanto maschio perchè altrimenti, figurati, sarebbe un angelo e dunque se vuoi chiedere conto delle sue azioni sputati un po’ in faccia e hai risolto“. Dovrei dirgli cose così invece che sperare un giorno di essere insieme io e lui a combattere contro una violenza che ha origine dalle stesse dinamiche sociali e dalla stessa cultura, per superare questi schieramenti in base ad un dogma che giudico fuori tempo.

E se questa analisi politica non viene neppure presa in considerazione ma viene liquidata con offese e termini sprezzanti, addirittura ti si taccia di “tradimento”, cos’altro si può spiegare? Niente. Non si può spiegare niente.

Infatti ,è questo il nocciolo della questione  ,articoli come quello di repubblica sembra quasi che faccino sparire la problematica della violenza sulle donne  ,come si tirasse via il palcoscenico ,nessuno nega che invece la violenza  E’ TRASVERSALE E COLPISCE TUTTI I GENERI E LE PERSONE …ovvio che può essere più o meno grave ,ma invece ho visto il gruppo delle figlie di papà e da altre consorelle come essere stizzite da questi articoli …in sostanza la VIOLENZA PUO’ ESSERE SOLO MASCHILE 

Chi nega questo ,o meglio ,si è posta il problema che la violenza può essere trasversale, viene definita TRADITRICE  di una causa …

In conclusione perchè la violenza dev’essere solo maschile ?

Per i posti di potere e poi ,di conseguenza ,fare leggi come quella argentina ,cari uomini argentini ,da oggi la vostra vita sarà considerata di meno entità ,meno utile di quella delle donne ,quando anche in Italia ?

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5 commenti leave one →
  1. Caparexa permalink
    17 novembre 2012 17:54

    Molto bello 🙂
    Finalmente comincia a cambiare il vento (almeno non politicamente). La violenza deve essere gestita non come esclusiva di un sesso, ma come atto della persona a prescindere dal genere, dalla razza o dall’etnia del carnefice/vittima. Lo stesso codice penale dice che il reato è individuale… dunque, criminalizzando e colpevolizzando gli uomini per ciò che una minoranza di loro fa (la “violenza sulle donne”,di cui io in primis ammetto l’esistenza), si commette una chiara violazione della legge. Già le leggi a favore della “violenza di genere” (ovviamente in modo unidirezionale dagli uomini orchi alle donne vittime) entrano in chiaro contrasto con la costituzione. Contando poi che gli uomini che subiscono violenza da donne sono numericamente simili (con tutti i limiti annessi e connessi dei dati) del contrario, cioè che entrambi i sessi siano egualmente imputabili, tutta questa storiella della “violenza maschile” è un’incredibile farsa, che alle figlie di papà piaccia o meno.
    La violenza dovrà essere condannata a 360°. Succederà… e sono sicuro che vivremo abbastanza per assistere alla fine di questa farsa, di questo disgusto di società e di queste incongruenze 🙂

  2. 18 novembre 2012 12:48

    Ciao Mauro!
    Scusa se andrò off-topic, ma da poco mi è venuta una piccola idea per puro caso…
    Premetto che non voglio essere preso per il culo per l’argomenti che tirerò fuori, ma vabè 😉 credo che sia anche molto importante e ti farà sicuramente attirare ancora di più attenzione sui tuoi futuri lettori, avrà a che fare con le parole chiave attraverso cui gli utenti giungono a vari blog.
    Ho notato che su alcuni siti porno sia presente il “femdominismo sessuale”, “femdom” in inglese e vorrebbe dire “female dominance” – “dominazione femminile”.
    Da poco mi sono messo alla ricerca di risultati a quel riguardo e ho notato che su parecchi siti è presente una sezione “femdom”, provai a cercare “maledom” e trovo ne molto di meno risultati. In media quelli del “femdom” sono molto di più, il doppio, ma anche il triplo in alcuni casi. Il mio scopo ovviamente non è di aumentare i risultati per “maledom”, sarebbe completamente stupido. Io ho pensato che se tu dedicassi almeno un tuo post per questo argomento, attireresti sicuramente un sacco di gente a leggere, perchè di maschi pentiti ce ne sono e non pochi. Pensa poi, il tuo blog si chiama “femdominismo”, ancora meglio, e ora capisci perchè è meglio che lo faccia tu.
    Avrai sicuramente esperienza nel scrivere articoli. Devi praticamente scriverne uno per trattare questi argomenti e convincere colui che lo leggerà 😉
    Facciamo finta che uno zerbino si mette a cercare su google “dominazione femminile” e finisce sul tuo articolo invece di finire su un video porno, lo leggerà e sicuramente li farà qualche impressione.
    Ad esempio sul mio blog c’è gente che finisce scrivendo “calci nei testicoli”, pensa te… non mi ricordo neanchè dove trattai argomenti simili…
    Ecco, questa è una cosa che ti consigli… poi fai te 😉
    Ciao,
    Jan

  3. Caparexa permalink
    18 novembre 2012 13:32

    Madonna jan… la tua idea è al limite del folle e del geniale!
    Ricordo che sotto un video antifemminista (mi pareva si Stopmoralismo) c’era un maschietto pentito che attaccava tutti e si diceva a favore del femminismo… guardando la FEED del suo canale si notavano un mucchio di donne e di culi, con commenti in stile “Fammi vedere tutto” “Che ti farei” etc.
    Gli zerbini in effetti possono essere di due tipi: coloro che lo fanno per ottenere fama e un po’ di ammirazione da parte delle femmine (tipo i politici o alcuni personaggi di rilievo), o figa-dipendenti, che sono i più “comuni”, e lo fanno per ottenere un po’ di patonza o le “pacche sulla schiena virtuali”. quindi la tua idea può essere utile….

  4. 18 novembre 2012 15:56

    jan ,non è per niente una brutta idea ,io so qualcosa degli ambienti BDSM ,e il cosiddetto “femdom” è in continua ascesa … vedremo ,certamente è un idea da prendere in considerazione ….

  5. 19 novembre 2012 18:02

    brave femministe a sud! Finalmente.

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