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Falchi……

5 novembre 2012

Come detto nel post precedente  ci sono i falchi e le colombe e sono di tutti e due gli schieramenti

Ecco un esempi di “falco” preso da un articolo di femminismo a sud

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/11/04/generi-e-violenza/#more-21486

Vediamo paragrafo per paragrafo    …….

Ovviamente la violenza di per sé -ma non ci vuole molto a capirlo- non è prerogativa di una singola categoria di persone: è un fenomeno che tocca tutto e tutt*, trasversalmente ai generi, alle età, alle classi sociali ecc… Esistono uomini violenti e donne violente; ragazzin* violent* e anzian* che si esprimono con violenza, bianch*, ner*, ross*, giall* e blu violent*, facchin* e presidenti/esse violent*. In un certo senso, la violenza non discrimina e si accompagna benissimo a chiunque, pur esprimendosi in maniera diversa a seconda di chi la agisce. Ma qui stiamo parlando di concetti chiari anche a bambin*.

qui niente da eccepire ,tutto giusto ,come dice lei ,lo capirebbe anche un bambino …

Il punto fondamentale su cui mi sono focalizzata dopo il post su FaS e che forse ha scatenato la maggior parte dei commenti è che, secondo me, se la violenza non ha genere, esiste però una violenza maschile, che è un concetto un po’ diverso. Per violenza maschile intendo (ma non è un termine inventato da me) quella che porta, al suo culmine, al femminicidio: una violenza che ha caratteristiche precise e che è profondamente radicata nella società patriarcale. Si tratta, insomma, di un problema degli uomini che, però, si riflette sulle donne e questo perché è lo strumento che il patriarcato mette in mano ad una fetta della popolazione mondiale per tenere a bada l’altra e mantenere così lo status quo.

però c’è una violenza diversa ,”che fa più male ” ed è naturalmente quella maschile ,come dire ,mettiamo già le cose in chiaro ,la violenza maschile è terribile (quella femminile  no?) ..andiamo avanti

Trovo sconcertante vedere quanti uomini, posti di fronte a questo problema, scattino subito sulla difensiva cercando spesso di minimizzarlo o affrettandosi a dichiarare che “no, io non ho mai stuprato/picchiato/ucciso”, perché penso si tratti di un tentativo di sviare il discorso in modo da non mettere realmente in discussione il proprio ruolo, o meglio quello che la società ha affidato loro.

Forse il perchè io non stupro ,violento ,e uccido è la verità ? Forse il perche non sono ,per fortuna ,tanti gli uomini che si macchiano di questi delitti ?  ma no sto minimizzando …

Confesso che mi fa anche abbastanza imbestialire quando, introducendo il problema della violenza maschile, subito saltano fuori i cosiddetti “controesempi” riguardanti le “donne maltrattanti”; in questi casi mi arrabbio non perché gli eventi citati non esistano, ma perché, secondo me, il paragone non ha senso per ben due motivi: innanzitutto, perchè non si tratta di una violenza sistematica (nessun uomo viene mai ucciso in quanto uomo: non esiste il “maschicidio”) e, secondariamente, perché, sebbene alcuni esempi rientrino con precisione nell’ambito delle violenze del patriarcato, il peso (sociale) della cosa è differente. Ad esempio: un uomo viene maltrattato dalla compagna e non può difendersi o dirlo ad altr* altrimenti non verrebbe creduto e/o verrebbe deriso. Sicuramente per quest’uomo realizzare che la società, invece di dargli una mano, ne approfitterebbe per ferirlo ancora di più è angosciante. Si tratta, infatti, del rendersi conto di vivere in una cultura che ti costringe dentro determinati ruoli e, appena ne esci per un motivo o per l’altro, ti schiaccia. E’ un’esperienza terribile ma, per quanto oggettivamente terrificante, non credo che per il caso citato e in quelli a lui simili si possa parlare esattamente di “emergenza” sia in termini numerici che in termini di “baratto” (ossia di come la società ti ricompensa se accetti di ritornare nel ruolo che ha cucito per te -v. il discorso sul privilegio poco più in sotto), così come non ho dubbi sul fatto che, invece, risolvere la questione della violenza sulle donne sia urgente: è evidente, infatti, il luogo (e i modi) dove si verifica l’emorragia; il patriarcato, insomma, va distrutto e con la sua distruzione avremo una società dove le donne non vengono uccise in quanto donne e dove chiunque sarà liber* di esprimersi, a qualunque genere appartenga.

E qui siamo al nocciolo della questione ..forse il perchè ,ma provo a dare una spiegazione  ,non esistono solo uomini o sole donne “cattive” ma la violenza ,come detto in precedenza ,anche da lei ,e commessa da tutti ? Però ,a lei da fastidio perchè ci sono violenze da serie A (quelle sulle donne) e violenze da serie B (quelle sugli uomini) che sono “irrilevanti ” .Infatti non esiste il maschicidio (uomo ucciso in quanto uomo ) ,mentre esiste il contrario (con vari articoli, uomini beta e non solo loro hanno smentito ,con i fatti e non solo con le parole) e poi ci sono pochi casi ,quindi ,niente di preoccupante ,in sostanza ,sei un uomo e ti tieni le tue violenze subite e non rompere neppure i coglioni  …essere uomini è un PRIVILEGIO  (si ,come no) 

Ma perché è così difficile per molti uomini ammettere che esista il problema della violenza maschile? Un caro amico, relativamente poco tempo fa, mi ha fatto riflettere sulla questione del “privilegio”: in effetti il patriarcato, sebbene schiacci chiunque in ruoli preconfezionati, sa bene come distribuire bastoni e carote, ed è palese che esista una parte di popolazione che ottiene più benefici che danni da una determinata cultura. Ammettere che esista questo problema, per qualcuno significherebbe mettere in dubbio la base su cui il proprio privilegio si fonda e concordare sul fatto che, pur non picchiando, stuprando ed uccidendo, è da botte, stupri ed omicidi che questo privilegio trae la forza. Con questo non dico -mi pare ovvio- che gli uomini siano tutti violenti, ma è chiaro che è molto più difficile per loro rendersi conto di quanto alcuni atteggiamenti che possono (e sono incoraggiati ad) assumere contribuiscano a ungere la ruota del patriarcato e a mantenere inalterata la questione della violenza sulle donne. Detto ciò, è facile comprendere come mai la violenza maschile sia un problema la cui esistenza viene spesso negata. Faccio un esempio un po’ diverso: io, come persona bianca e appartenente ad una determinata classe sociale sono consapevole di avere dei privilegi e, sebbene non abbia mai personalmente ridotto in schiavitù un/a bambin*, riconosco che la società capitalista in cui vivo mi rende complice della sofferenza di milioni di bambin* nel mondo, perciò tento di fare qualcosa, di modificare il mio stile di vita e di sensibilizzare quante più persone possibili sull’argomento, in modo che la catena della complicità si spezzi. E’ così difficile rendersi conto delle proprie responsabilità? Pare che in alcuni casi lo sia.

ovviamente non tutti gli uomini sono violenti (della serie NOI NON SIAMO SESSISTE ,SONO LORO CHE SONO UOMINI )  però gli uomini prendono privilegio dagli stupri ,dagli assassini e dalle percosse ,infatti dal fatto di Palermo (prendo ad esempio )… ho letto che sono un bipede fallocentrico ,che ho il cromosoma difettato e la corteccia  celebrale non sviluppata  altri privilegi ? Nemmeno parlando del mero denaro mi ha portato nessun privilegio ..ma ecco il colpo di genio ,facciamo l’esempio del bambino che fa sempre “Odiens” ….

Ammesso che io non mi posso certo lamentare rispetto ad un bambino che vive in qualche stato africano ,però questa società capitalistica  ,mi fa anche tirare le cosiddette “bestemmie” , adesso che di lavoro c’è ne poco ,sopratutto nel mio settore..quindi si ,mi deve anche interessare il bambino che magari ,non ha nemmeno l’acqua per lavarsi  o peggio per bere ,ma devo anche tutelare il sottoscritto che non è andato a rubare per comperarsi il computer da dove scrivo ,il computer l’ho pagato ,restando in luglio sotto un capannone a 35 gradi ,no perchè  mi è piovuto dal cielo  …il bambino africano lo aiuto innanzi tutto mandando al governo gente di competenza ,che è la cosa essenziale e poi si ,posso fare qualcosa anch’io ,ma in sostanza l’aiuto nel solito esempio se gli  insegno a pescare ,non a portargli il pesce già cotto …

Breve nota: in questi giorni ho assistito a molte discussioni, a volte solo vagamente relative a questo argomento. Ho letto che bisognerebbe ascoltare tutte le parti (come se esistessero buoni o cattivi) e cercare di capire chi si fa portavoce di una determinata cultura (sia in fatti che solo a parole). Ebbene, pur rispettando i percorsi singoli e non dividendo il mondo in buoni e cattivi, so benissimo con chi non ho intenzione di parlare: a me non interessa il confronto con chi picchia e stupra o uccide, così come non mi interessa parlare con chi si definisce maschilista, o chi si dichiara orgogliosamente antifemminista (come se ci fosse di che andare fieri nell’ammettere di essere contrario alla creazione di una società giusta e paritaria…). Queste persone sono coloro che non riconoscerebbero il problema della violenza maschile, che lo sminuirebbero o che cercherebbero di cambiare il discorso. Mi dispiace, ma ho una lotta da portare avanti e poco tempo da perdere.

Contrariamente, spenderò tutti i più insignificanti minuti del mio tempo cercando di fare informazione, di diffondere cultura, in modo che, nel mio piccolo, potrò far germogliare qualche seme di riflessione. Non sarà la mia azione solitaria a cambiare il mondo, però conosco molte persone che stanno percorrendo la stessa strada con me e questo mi dà forza.

Forse chi si definisce antifemminista e perchè crede che il femminismo non sia poi questa “paradiso” della parità ? E articolo letto ne è la prova?

Quindi si vuole far tacere queste persone perchè sono già etichettate ,tutti in un calderone ,movimenti maschili che uccidano ,picchiano e stuprano (SIC) ….

Adesso Jan (ma ,ovviamente ,anche altri) non trovi che un articolo come questo non sia poi molto diverso da chi mette una barricata ,vogliamo veramente somigliare a “questi personaggi” o vogliamo essere qualcosa di diverso ?  

 

 

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10 commenti leave one →
  1. 5 novembre 2012 21:36

    I soliti toni “politicamente corretti” ed “ipocriti” per cui quando li sento, mi viene la voglia di spaccare la faccia a qualunque essere femminista, ma non lo faccio perchè so che peggioro la situazione e non la risolvo.
    Ovvio che bisogna metterci qualcosa di “vero”, e poi qualcosa che è più conveniente dal punto di vista politico: donna vittima e uomo carnefice -> favoreggiamenti per le donne e galera per gli uomini. Infatti non bastava parlare semplicemente di violenza, bisognava strumentalizzarla con il proprio linguaggio, bisognava manipolare ciò che si subisce e no…
    La rabbia è forse il motivo per cui ho smesso di leggere ‘sti articoli deliranti, vigliacchi, ipocriti, patologici… per persone malate di mente.

  2. Alle FaS piace grosso e muscoloso, mai esile. permalink
    5 novembre 2012 22:18

    uhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh. Ma questo post rappresenta la linea delle donne di FaS(premetto che non sono “sessista” 😀 ) oppure rappresenta solo e soltanto il pensiero dell’ Amara?

  3. Caparexa permalink
    6 novembre 2012 01:36

    Quoto in pieno Jan.
    Io sono una persona calma e che non si arrabbia quasi mai. Ed ora sono arrabbiato. Molto arrabbiato. Infuriato. Quando mai abbiamo smentito che esista la violenza maschile e le donne picchiate? Mai. L’avremmo ripetuto millemila volte, ma queste dementi hanno le orecchie otturate da ideologia, sessismo e stupidità. Vogliamo solo far venire alla luce che esiste anche l’altro lato della medaglia, ed è questo che non sopportano queste vigliacche. Anche le donne fanno violenza sugli uomini. In famiglia, mia madre ha sempre alzato le mani su mio padre, ma mai viceversa. Lui fa finta di niente. Non gliene frega un CAZZO a nessuno degli uomini (poveri ovviamente). Che cacchio significa che ricaviamo privilegi dagli stupri e dalle violenze??? Che è, quando una donna vien stuprata danno un assegno a tutti gli uomini?! Mi fate schifo! E scusa, se siamo antifemministi non è perchè ci opponiamo alla parità, anzi, siamo contro il femminismo proprio per questo! Uh… femminismo società giusta e ugualitaria, certo… come mia nonna sa volare con dei razzi sui piedi che le sono spuntati dapo aver bevuto benzina. Parità femminista= discriminazioni positive, calunnia, criminalizzazione degli uomini, fare differenza tra buoni e cattivi, vittime di serie A e B, sbattersene altamente delle problematiche maschili e lasciando gli uomini poveri sotto i ponti o a sgobbare come somari. Che volete farci… è la parità!
    Non credo esista una parola talmente offensiva per descrivere queste femministe sulla Terra…
    Ma dai, noi uomini (pardon, maschietti, visto che hanno mandato a friggere ogni forma di rispetto) siamo sostenuti da una società maschilista e patriarcale, che ci culla e ci protegge! Talmente tanto maschilista che gli uomini crepano nel fare lavori di merda, si suicidano per la disperazione a causa delle minacce della ex moglie (che legislativamente ottiene casa e figli, a sancire quanto i maschietti siano privilegiati a finire sotto i ponti, in cerca di nuove avventure!), che permette loro di essere insultati e picchiati da donne e di essere poi derisi, con i media che pestano quotidianamente la sua dignità, bollandolo come stupido, debole, violento ed inferiore. Mio padre torna a casa dalla zincheria ustionato dallo zinco liquido, dopo 36 anni di lavoro (già detto: è andato a lavorare a 14 anni perchè non aveva soldi per continuare gli studi. No, perchè a sentire dalle femministe pare che le donne fossero segregate in casa nell’ignoranza e gli uomini a fare i professoroni tutti laureati!), 10 ore al giorno, con i fumi della fabbrica che gli hanno fatto sviluppare varie malattie respiratorie (tra cui una poliposi nasale e l’asma cronica), e ci va anche quando ha 39 di febbre, tutto per dare da mangiare a sua moglie e ai suoi figli( e come lui tanti altri. Addirittura alcuni suooi colleghi stranieri hanno moglie e figli in patria. Lavorano come somari in zincheria e inviano parte del loro stipendio alla famiglia. Uno di questi uomini, detto da mio padre che è andato a trovarlo, abita in una casetta, e visto che i soldi scarseggiano in inverno non accende il riscaldamento. E senza una moglie che gli fa compagnia o cucina per lui.Bella la vita del maschio privilegiato, eh?). Sua moglie poi ogni tanto gli tira qualche ceffone, ma mai viceversa. Ah, quant’è privilegiato!
    Quando le femministe mi parlano di “privilegi maschili”, “oppressione maschilista” etc. e penso a mio padre, oltre a tutti quelli come lui, mi incazzo tantissimo. Mi verrebbe voglia di prenderle a pedate nel culo fino a farle diventare informi masse di demenza (cit. Sam). Voglio che una femminista vada di fronte ad un operaio, un muratore, un minatore a dirgli che è un privilegiato oppressore, se ne ha le palle. Come minimo il lavoratore sputerebbe loro in un occhio, ad esser buoni. E queste qui hanno pure la faccia tosta di dirsi di sinistra… se la sinistra è così siam nella merda. Ste femministe mi fanno infuriare in un modo…

    P.S: quella delle “donne uccise in quanto donne” è una cagata pazzesca. Se veramente gli uomini uccidessero femmine perchè tali che senso avrebbe stabilire rapporti? Basterebbe picchiare donne a caso per strada così, cosa che non avviene. Solo in seguito a rotture o cose del genere, dunque l’ipotesi delle donne uccise per misoginia è demente. Ma le femministe preferiscono l’ideologia a cose come la logica e il buon senso… meglio calunniare e sparare stronzate!!!!
    Quoto jan. In momenti come questi mi verrebbe voglia di prendere a mazzate ogni femminista misandrica. Naturalmente non lo farò, è solo per esprimere la rabbia.
    Si vergognino, ed abbiano umiltà per una volta (“vergogna” ed “umiltà” non credo siano nel dizionario femminista…).
    Sfogo lungo ma dovuto… scusate per eventuali vocaboli poco “carini”, ma non sono riuscito a trattenermi. Vado a calmarmi un po’…

    • 6 novembre 2012 17:33

      gran bel post caparexa ..sarebbe da mandarlo a quella che ha scritto l’articolo ,ma di sicuro lo leggerà …..

      • Caparexa permalink
        7 novembre 2012 15:32

        Mi auguro comprenda (speriamo in bene… anche se dubito). Ma che ci vuoi fare, questi di “sinistra” (anche se somiglia tanto alla destra) si scrollano difficilmente dai loro assurdi pregiudizi. Preferiscono criminalizzare e rappresentare gli uomini come “privilegiati” a prescindere. Loro di “sinistra” dovrebbero mettersi a fianco delle classi basse, composte sia da uomini che da donne (ad esempio dagli operai e dalle bidelle) contro la tirannia delle classi alte (ad esempio ministri e ministre). Ma loro che fanno, con un gesto politicamente trasversale (che non ha nulla di sinistra)? Si mettono dalla parte della ministra e della bidella, lasciando a marcire l’operaio e ministri. Ovviamente, a trarne i maggiori benefici nell’area femminile sono le ministre (in quanto quote rosa e varie agevolazioni tornano molto più utili a coloro che stanno nella classi alte piuttosto che in quella basse), mentre a subirne di più le conseguenze sono gli operai (già lavoratori subordinati, che fanno lavori usuranti, ed ora bollati come violenti, oppressori , privilegiati, violenti ed esseri inferiori).
        In tutta questa storia a subire di più sono gli uomini poveri. Perchè gli uomini potenti approvano queste tirate femministe? Perchè sanno che, essendo già in condizioni prestigiose, non subiranno l’influenza di questi provvedimenti sessisti e interclassisti, anzi guadagneranno una fetta di elettorato femminile. Poi le donne delle classi basse (che di queste politiche femministe in fondo sono quelle che ottengono meno tra le donne. Al massimo possono chiedere aiuto per qualche forma di “violenza di genere”, ma poco di più), oppresse da uomini e donne delle classi alte, mentre infine gli uomini poveri, l’ultima ruota del carro, che stanno sotto tutti. E questa sarebbe sinistra? Ma scherziamo? A me pare borghese e interclassista, oltre che sessista e razzista (cit. Fabrizio Marchi)!
        Mio padre ha proprio ragione “La sinistra vera è morta con Berlinguer. A questi interessa solo essere più potenti. Sono uguali a quelli di destra”. Dire che è rimasto deluso dalla sinistra attuale è poco…

      • 7 novembre 2012 20:24

        caparexa ,hai centrato davvero il punto della questione ed è forse il motivo principale che è nato uomini beta ,per la stessa cosa che hai detto te…inutile girarci intorno ,l’uomo povero sarà sempre l’ultima ruota del carro
        p.s ti rispondo qui ,non so per quale motivo non mi fa rispondere sotto ,comunque ancora un bel post caparexa

  4. Alle FaS piace grosso e muscoloso, mai esile. permalink
    6 novembre 2012 11:03

    uhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh. Ma questo post rappresenta la linea delle donne di FaS(premetto che non sono “sessista” 😀 ) oppure rappresenta solo e soltanto il pensiero dell’ Amara?

  5. 6 novembre 2012 17:31

    oddio ,adesso mi scrivete la stessa cosa ,siete la persona con sdoppiamento delle personalità più strane che abbia mai conosciuto 🙂 ..Ma .questa volta la domanda è veramente legittima …la mia speranza e che sia solo il suo pensiero ,e che abbia poche seguaci …..

  6. Alle FaS piace grosso e muscoloso, mai esile. permalink
    7 novembre 2012 10:13

    Mauro, hai visto? Quell’ Amara come avatar del suo profilo ha una fregna pelosa. E’ la sua?

    • 7 novembre 2012 20:25

      bah del suo avatar ,mi frega abbastanza poco ,o per dire nulla ,mi frega di quello che scrive

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