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ancora sui femminicidi

6 settembre 2012

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/09/06/femminicidi-quando-il-caldo-frigge-i-neuroni/

Credo che ,su questo argomento ,ormai si sia detto tutto ma ,alcuni articoli , fanno davvero “pensare” …

I giornalisti e le giornaliste devono mettere in evidenza la motivazione di genere (svalorizzazione simbolica, discriminazione economica e sociale) come causa profonda della violenza contro le donne. Essi devono fare buon uso delle informazioni di casi studio e statistiche disponibili, sia quando segnalano casi di violenza contro le donne sia quando danno notizia di casi di sfruttamento sessuale e della prostituzione, collocando le notizie in un contesto più ampio che riveli la motivazione di diseguaglianza a cui sono sottoposte le donne che ne soffrono e tutte le vittime che sono femminilizzate (discriminate come se fossero donne – ad esempio omosessuali, transessuali)

Nell’articolo in esame, nonostante non vi siano dubbi sul fatto che si tratti di un caso di femminicidio, non si fa menzione delle motivazioni di genere alla base del gesto. Molta più enfasi viene data al contesto socio-economico (lui muratore, lei senza lavoro, con quattro figli a carico) e razziale (l’origine albanese). Questo tentativo di collocare il femminicidio in un contesto “speciale” ha lo scopo di tranquillizzare il lettore, insinuando l’idea che i femminicidi siano qualcosa di estraneo alla realtà di tutti i giorni. Un fenomeno da osservare da lontano, con la certezza che mai coinvolgerà direttamente la nostra placida routine. Nulla di più sbagliato.

L’articolo tratta di un muratore Albanese che ha ucciso la moglie con 4 figli ….una piccola ricerca sul forum bollettino di guerra ,l’ho fatta pure io ,la stra grande maggioranza tra colpevole e vittima c’era un legame affettivo o famigliare (marito -fidanzato , fratello -padre) ,ma sopratutto c’era alla base una condizione economica media -bassa …invece la nostra eroina femminista vorebbe far credere che si uccide “in quanto donna ” ,come gia detto tante volte c’è anche questo blog di contro informazione “violenza-donne” dove ci sono casi inversi ,e non sono rari come ci vogliono far credere ma ,in questi casi ,come nel fatto quotidiano  di” donne di fatto” ,si gioca scherzosamente su questi omicidi ,basti pensare all’articolo “non si lavava” ,rimarcando ancora una volta che ,se si uccide una donna vale di più se uccidi un uomo ….

 I giornalisti e le giornaliste devono inoltre rappresentare i personaggi della notizia come uomini e donne veri, reali, evitando accuratamente di ricorrere a stereotipi che li incasellano in ruoli patriarcali privi di attinenza con il fatto specifico e reale (l’innamorato pazzo, il marito deluso e depresso, la mogliettina che sopporta, la ex fidanzata come preda perché in passato era in possesso dell’aggressore-fidanzato).

Ed eccoci qui. Il marito geloso, ruolo ripreso dai classici del cinema italiano del dopoguerra, è l’indiscusso protagonista di questo articolo. Non la donna in quanto tale, bensì in quanto moglie. La soggettività della vittima viene spiazzata rispetto alla sua collocazione all’interno di un contesto familiare rigido e di stampo patriarcale. Nella società patriarcale l’uomo ha diritto di vita e di morte sui familiari, che vengono considerati alla stregua di sue proprietà. Il delitto d’onore, abolito in Italia solo nel 1981, aleggia su tutto il resoconto di questo femminicidio come un fantasma.

Quindi ,questo muratore ,secondo la nostra eroina ,avrebbe ucciso anche un altra donna che non fosse stata sua moglie ? Il femminicidio in fatti dice che si uccide in quanto donne ,però .se quella donna non fosse stata sua moglie ,avrebbe uccisa ? Sicuramente no …Poi ,va beh ,si passa al solito possesso alla solito donna oggetto  ecc ecc …e con questa storia del delitto d’onore abolito nel 1981 ,ma se è stato abolito ,vuol dire che non c’è nella nostro emendamento giuridico ,perchè rivangare su una cosa che non c’è più ?

I giornalisti e le giornaliste devono in ogni modo evitare di usare l’equazione “odio uguale amore” e mai utilizzare frasi che possano giustificare in qualche maniera simbolicamente la violenza come gesto sconsiderato o addirittura “folle” e quindi non del tutto legato alla responsabilità individuale. Da evitare in senso assoluto anche il presentare la violenza sessuale, domestica, e il femminicidio come amore passionale incontrollato con frasi dal vago sapore romanzato e romantico (follia d’amore, pazzia d’amore, amore e sangue) – La violenza e l’omicidio sono i più gravi crimini che si possono compiere contro un altro essere umano donna o uomo.

Odi et amo. Vi è un duplice accenno alla sequenza amore-gelosia-femminicidio, il primo dei quali già nel titolo. Pericolossissimo. L’amore e la gelosia non hanno mai ammazzato nessuno. Gli uomini sì. Sono gli uomini che afferrano coltelli e uccidono le donne, e lo fanno per motivi sempre più futili, in un gesto estremo di salvaguardare la propria autorità di pater familias. Tutte le altre sono patetiche giustificazioni. Sarei inoltre curiosa di sapere se il giornalista è in possesso di una laurea in medicina con specializzazione in psichiatria, e se è in virtù di questa che si è permesso di effettuare una perizia-lampo sull’omicida: definire “raptus” un femminicidio non è solo una minimizzazione, è anche un falso se non si è in possesso degli strumenti adatti per poter fare un’affermazione del genere.

E veniamo al punto più sessista di tutto questo ,perchè se le donne vengono uccide “in quanto donne ” ,gli uomini uccidono “in quanto uomini”? e questa la base sessista che gli femminicidi si basano ,gli uomini messi allo sbando come violenti e le donne messe come vittime ,ma se ciò fosse vero ,visto che in italia siamo in 60 milioni quasi equamente divisi ,questi numeri non si fermerebbero ai 150 casi all’anno ,ma sarebbero molti di più ,quando giro per la mia città ,non vedo uomini che afferrano coltelli o che girano con pistole  a far fuoco sulle donne che passano ,perchè mettiamo un caso ,se io esco con una ragazza ,questa deve sentirsi in pericolo perchè sono uomo? Il femminicidio ,o meglio le sue basi  dicono proprio questo …questa è una cosa ,forse la più sessista che si possa dire ,in fondo anche il femminismo dice  “la violenza è solo maschile”

I giornalisti e le giornaliste devono evitare di esemplificare i casi di violenza contro le donne, o contro altre vittime femminilizzate, con la teoria del ciclo di violenza che inserisce i soggetti violenti in una quasi giustificazione del loro operato a causa di un’infanzia con esperienza di violenza, o a causa di esperienze violente in qualche modo patite. Dovrebbero anche evitare di presentare le violenze come causate semplicemente dal consumo di alcool o da altri problemi sociali o disagi psichici.

Nell’articolo non si parla della spirale-della-violenza-dalla-quale-si-innesca-altra-violenza, anche se il giornalista ci tiene a sottolineare come l’omicida fosse incensurato. Tuttavia, ci sono vari accenni a una possibile situazione di disagio sociale (lui muratore e con quattro figli e una moglie a carico). In questo c’è parecchia superficialità di analisi del problema: come se i femminicidi non si verificassero in qualunque contesto socio-economico! Ma forse il punto è proprio questo: il nostro giornalista è convinto di star discettando di un qualunque fatto di cronaca, non ha riconosciuto di essere davanti all’ennesima conferma di un fenomeno -il femminicidio- che in Italia sta assumendo proporzioni sconcertanti.

Quindi ,non c’entra l’alcool ,non centra il contesto sociale ,non centra che ,magari l’uomo aveva turbe mentali , centra solo che l’uomo e uomo ,punto . E ,come tale ,è violento ,non ci sono discussioni ,infatti i femminicidi si consumano anche in altri ambienti più facoltosi

FALSO  ,COME HO GIA’ DETTO ,LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CASI IL CONTESTO ECONOMICO è MEDIO -BASSO 

Guardate ,voglio fare un esempio estremo ,parlo del capitano della Roma ,cioè di Francesco Totti ,parlo di lui ,visto che sono pure romanista …

Ammettiamo che abbiano un problema di coppia ,secondo voi quanta possibilità che si trasformi in un femminicidio ? Le probabilità sono davvero molto basse e lo sapete il perchè .perchè Totti ,magari sarà anche dispiaciuto che Ilary l’abbia lasciato ma ,fuori dalla porta ne ha gia un bel gruppo di ragazze  che lo aspetta ,in fondo è la stessa cosa delle cene di Arcore ,non cambia la sostanza ,anche lo stesso Berlusconi ,lasciato dalla moglie ,si avrebbe macchiato del femminicidio NO ….

Nel nostro caso ,quante possibilità ha un muratore di trovare altre donne o di rifarsi una vita ? Sicuramente più basse sia di Totti che di Berlusconi  la gelosia  che ,non è vero che non uccide  ,un opera teatrale più importante è proprio l ‘OTELLO  che si basa proprio sulla gelosia  ,ma questa gelosia ,anch’essa si manifesta sui ceti medio -bassi e qui riporto un esperienza personale  ….

A 25 anni mi ero innamorato perso di una ragazza che .strano  dirsi ,non ricambiava (forse perchè la mia faccia non fa dormire per 50-60 giorni 😀 ) ero “consumato” dalla gelosia  ,non gli ho fatto del male ,ci mancherebbe (forse non sono un vero uomo) ma il tutto era dovuto alla difficoltà che il medesimo aveva a trovare rapporti con le altre donne (il classico sfigato dai ,cosi lo dico io per voi) se ,non avessi avuto queste difficoltà ,sicuramente la gelosia non si sarebbe manifestata in maniera cosi evidente

Il femminicidio si consuma sui livelli medio -bassi sociali perchè c’è un errore nella partenza delle relazioni ,l’uomo in quelle condizioni fa molta fatica ad avere un rapporto affettivo ,deve “sbattersi” come un matto ed usare molte energie (corteggiamento) che gli uomini di un ceto medio -alto se lo sognano … Non sarebbe tutto più semplice se tra donne e uomini ci fosse un rapporto reciproco di rispetto ,se ci fosse un rapporto più basato sul gioco ,sulla spensieratezza ,e non che gli uomini devono uscire sempre in una specie di guerra ? Per me , giocosità nei rapporti e si vedranno i femminicidi calare anche in maniera  vorticosa ….

I giornalisti e le giornaliste devono rispettare la privacy e la dignità delle vittime, rispettare la dignità delle vittime significa anche non utilizzare senza consenso foto delle vittime, e tantomeno foto in cui le vittime siano rappresentate in momenti gioiosi o in abiti succinti – Rispettare una persona che soffre a causa di una violenza subita riguarda anche l’uso che si fa della sua immagine.

In questo caso, non sono fortunatamente presenti immagini della vittima. Forse non era abbastanza giovane e fotogenica? Ah, quanto sono cinica…

L’unico punto in cui sono d’accordo ,ma forse la nostra eroina non è cinica ,ma è solo un pochino sessista 😀

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