Skip to content

Antisessismo

30 giugno 2012

Girovagando per i vari siti mi imbatto sempre su questa parola “antisessismo”

Antisessista è Lorengo Gasparrini con il blog questo uomo no

http://questouomono.tumblr.com/

antisessista è anche questo gruppo qui …

http://www.facebook.com/Noallaviolenzasulledonnevero2

Per non parlare dei vari siti come il corpo delle donne ,un altro genere di comunicazione ecc ecc …

Come dico sempre le parole sono pietre e vanno usate per i suoi significati ,si può tranquillamente dire che anti sessista è un sinonimo come anti razzista

Adesso dire che i “bianchi” sono migliori dei “neri” è sicuramente razzista ,ma è razzista rigirare la frase

Quindi ,si può definire che un anti sessista dovrebbe stigmatizzare frasi di questo tipo

 le bestie non uccidono. . gli uomini uccidono,il demone maschio. Altro che lotta..ogni donna nel mondo dovrebbe ucciderne uno,e già si starebbe meglio,i maschi rimasti eliminati nei forni,in massa. . allora si sarebbe vita!!

mi sa che condivido alla grande. il male nel mondo é maschio. dalle guerre,agli stupri,alla pedofilia,omicidi per l’incapacità di accettare la realtà,violenze di ogni genere,i furti,la caccia,lo sfruttamento delle donne,del pianeta,violentano le proprie figlie,sono proprio dei demoni.

ah dimenticavo,ci sono maschi che abusano di corpi di donne morte,nelle agenzie di pompe funebri! mi chiedo a cosa servono,perché esistono.

già. . inizio io lo sterminio ma non mi limiteró ad uno.

Queste “perle” sono state prese dal gruppo facebook de “il corpo delle donne”

Questo non è sessismo ?

Eppure questi siti di questo non ne trattano ,parlano solo ed esclusivamente di uomini ,di maschilisti e ,nel caso del gasparrini ,li prende anche in giro ,con certi apostrofi come bel maschione ecc ecc …ma ,in questo caso mi viene in aiuto un bellismo post di Rino DV scritto su uomini beta …..

Rita
>>
Il tarlo è l’eterno dilemma fra il considerare chi diffonde queste notizie e aderisce a queste battaglie in malafede totale oppure vittime di un’allucinazione collettiva
>>

La domanda “Ci sei o ci fai?” è quella che poniamo a chi, a nostro modo di vedere, non può non sapere, e dunque è in malafede. Ma se proprio non vede ciò indica che è tonto del tutto. Innocente sì, ma solamente perché scemo.
.
L’idea sbagliata sulle idee.
.
Secondo la nostra visione noi abbiamo idee, conoscenze, principi, credenze: le abbiamo, ossia le possediamo, ne siamo i padroni . Esse stanno (starebbero) al nostro guinzaglio. Questa idea (infatti è un’idea pure questa…) è profondamente radicata in noi occidentali. E’ un grave insulto dire a qualcuno che non pensa con la propria testa, ossia “che ha portato il cervello all’ammasso”.
.
Eppure, la difficoltà che abbiamo noi stessi nel cambiare idea già per sé sola dovrebbe renderci dubbiosi sulla gerarchia esistente tra noi e le nostre idee. Più che una difficoltà si tratta quasi di un impedimento insuperabile. Lo vediamo benissimo negli altri: la pervicacia, l’ostinazione, la cecità altrui ci paiono evidentissime. E le nostre?
.
Se però rovesciamo i termini immaginando di non possedere delle idee ma di esserne posseduti, molte cose si chiariscono. Il prezzo la pagare è però pesante: si tratta di effettuare una rivoluzione copernicana, declassando il presunto padrone (noi stessi e la nostra presunta autocefalìa) al rango di servo. Detronizzazione dura da accettare.
.
Gli umani non hanno idee (ideologie, dottrine, fedi, religioni, miti…) ne sono invece posseduti , asserviti. L’idea ha vita autonoma ed usa i singoli e le masse per espandersi, consolidarsi, riprodursi, per durare (decenni, secoli, millenni). Prendiamo il caso dell’Islam che essendoci estraneo ci permette di osservarlo in qualche modo dall’esterno. Un uomo di straordinaria energia, invasato ma geniale, inventa una nuova religione, che in un battibaleno si espande su un territorio vastissimo. Dopo 1500 anni, quell’idea (dottrina, etica, visione del mondo) è ancora (e più che mai) piena di vita. Una fetta enorme dell’umanità vi fa riferimento e ogni giorno esegue gli ordini che essa detta. Generazioni dopo generazioni l’idea permane. E’ sensato dire che l’Islam usa le successive generazioni di islamici per garantirsi la durata nei secoli. I singoli e le masse passano, l’idea resta Come accade in biologia: le generazioni di ogni specie passano, la specie (la forma-specie) resta. Le idee sono forme viventi immateriali che usano i corpi degli uomini come strumenti , come imbarcazioni su cui passare da un’isola all’altra della storia.
.
Le idee ci possiedono e ci usano per i loro fini. La condizione universale degli umani , in quanto asserviti alle idee, è definita da Morin allucinatoria (lo stesso termine usato da Rita).
.
In questo quadro che ne è dell’autonomia del soggetto, del libero arbitrio e quindi della responsabilità? Se siamo tutti dei sonnambuli di cosa siamo responsabili? Se non sono io quello che pensa ma invece la dottrina, il mito, l’ideologia pensano e parlano attraverso me, di cosa sono imputabile? Come posso essere in malafede?
.
Da questo inghippo si esce riconoscendo che l’alternativa “ci sei o ci fai” è sbagliata. Non sono alternative, non si escludono a vicenda, ma anzi convivono e si presentano in combinazioni assai variabili. Quando si propaganda la “verità” secondo cui “ne muoiono più per mano maschile che per ogni altra causa” lo si fa in buona fede, perché tutti lo dicono, lo giura l’Onu e nessuno lo smentisce. Quando arriva la smentita (numeri alla mano) allora si censura, si parla di “delirio” o si glissa. Qui c’è la malafede. Ma è parziale e limitata, perché la boutade viene letta come una sbavatura, una esagerazione, sì, ma a fin di bene. Qualche volta si esagera, si caricano le tinte, ma lo scopo è buono e ciò basta e avanza.
.
E che lo scopo sia buono lo dice il paradigma, lo schema mentale, la costellazione ideale nella quale ci si muove: la condizione subalterna femminile che “nessuno può mettere in dubbio” a meno che sia misogino e maschilista. Censure sì, falsità smaccate sì, ma sempre a fin di bene. Perciò la malafede è rinvenibile nei dettagli, non nel complesso, perché chi pensa/parla/agisce è al di sotto del sistema, del paradigma e lo subisce. Non è lui che parla, è il sistema che gli impone di parlare. il parlante, letteralmente, non sa che cosa stia dicendo . Crede di saperlo.
.
Il paradigma assorbe e giustifica le malizie perché esso definisce ciò che è e ciò che deve essere. In guerra ingannare il nemico, mentire, dissimulare non è disdicevole. Ci si chiede se e quanta malafede ci sia, ad es., nel definire “deliranti” e nel non pubblicare le cifre di una innegabile serie storica (vedi caso Pronzato). E’ chiaro che in questo caso chi censura sa ciò che fa ed è in malafede. Ma è una malafede integrata e salvata dal paradigma che tiene al guinzaglio teste e cuori.
.
Il calvario storico femminile e lo stato di oppressione attuale delle donne sono intesi, sentiti e conosciuti come dati di fatto inoppugnabili. Verità incontrovertibili, alla luce delle quali tutto si integra e si risolve. Tutto ha senso e giustificazione. Da questo punto di vista i devianti, i deliranti siamo ovviamente noi.
.
Ma è dura riconoscere che tutti i grandi misfatti, alla radice, sono agiti in buona fede. Tutt’al più con qualche indefinita incertezza, quale sfumato disagio interiore (la c.d. “coscienza infelice”). So bene che questa visione è indigeribile, ma solo per il cuore, che cerca sempre dei colpevoli. La neocorteccia invece non ha difficoltà a considerarla ragionevole.
.
Adesso si pone il problema se anche noi siamo in stato di allucinazione. Sarebbe bello avere uno strumento che indichi la nostra condizione come diversa. Ma purtroppo quello strumento non esiste. Non c’è modo di provare che non sia così. Tutti gli epistemologi che ho potuto studiare concordano: non si può provare in modo assoluto che gli altri vivono in una matrix e noi invece nella realtà. Ci sono però delle indicazioni che ci confortano: 1) i nostri potenziali interlocutori evitano il confronto 2) quando non possono evitarlo non oppongono alle argomentazioni altre argomentazioni ma attacchi contro le nostre persone (dileggi, canzonature etc) 3) ci sono troppi numeri a nostro favore, troppi e troppo ben correlati per essere frutto di una qualche allucinazione. Inoltre noi non siamo maggioranza, ma esiguissima minoranza, dunque non c’è alcun potere sistemico che comandi questa parte della nostra visione. Magari altri versanti sì, ma questo no.
.
Perciò dico, parafrasando F. Basaglia, che non noi ma la maggioranza è in stato allucinato e vive in una fascinazione: la maggioranza è deviante .

Bellissimo post ,sopratutto la parte finale dove

1) i nostri potenziali interlocutori evitano il confronto

infatti sul blog del Gasparrini non si può commentare ,e dove si può commentare usano la censura

2) quando non possono evitarlo non oppongono alle argomentazioni altre argomentazioni ma attacchi contro le nostre persone (dileggi, canzonature etc)

Anche qui ha preso in pieno ,sia sul sito del Gasparrini ,sia su altri siti ,si sprecano le parole bel maschione ,cesso ,frustato ,sfigato ecc ecc

3) ci sono troppi numeri a nostro favore, troppi e troppo ben correlati per essere frutto di una qualche allucinazione. Inoltre noi non siamo maggioranza, ma esiguissima minoranza, dunque non c’è alcun potere sistemico che comandi questa parte della nostra visione. Magari altri versanti sì, ma questo no.

Questo è un punto cruciale ,sicuramente non siamo sviati dalla massa ,ma cerchiamo di ragionare con dei numeri che ,parlano nettamente a nostro favore ,sapendolo anche loro  ,la loro unica risposta sono le offese (Luigi ,non lo dice ,ma un passo sull ‘ultimo post del Gasparrini ,riguarda anche te 🙂 ) 

Ma ,in definitiva ,questo anti sessismo mi sembra a direzione unica ,e,come sovente ,se la prende con gli uomini che , è bene ricordarlo ,non sono dei santi ,ma nemmeno quei oppressori che dipingono i vari siti “anti sessisti ”

 

 

 

Annunci
2 commenti leave one →
  1. luigicorvaglia permalink
    30 giugno 2012 18:14

    (Luigi ,non lo dice ,ma un passo sull ‘ultimo post del Gasparrini ,riguarda anche te 🙂 ) (Mauro)
    Dici?
    Nel commento dove lo cito, lo faccio solo marginalmente, riferendo una mia personale opinione sull’utilità di alcuni corsi di studio universitari.
    Se poi la Zanardo ha voluto usufruire dei servizi di un estestista per il suo esperimentino da laboratorio …. fatti suoi.

  2. giovanni permalink
    6 luglio 2012 20:26

    nella loro pagina fb hanno scritto:
    Abbiamo letto diverse volte sui commenti che ci arrivano al blog, che siamo esagerate, che palpare il sedere o il seno (senza il consenso) di una donna non è molestia sessuale. Come se da domani scendessimo per strada e iniziassimo a palpare tutti i genitali degli uomini, la vedete una cosa normale? Come si può continuare a vivere in un paese di questo tipo, dove ci vorrebbe una slut walk ogni settimana…

    vorrei dire che mi pare un tantino diverso palpare genitali e altre parti del corpo e mi pare che le donne quando vogliono il sedere ce lo palpano eccome…poi ok nessun dubbio che non si debbano toccare sederi e seni (direi in particolare i seni, quelli proprio non si devono sfiorare), specie delle sconosciute(più confidenze c’è, più amicizia c’è, meno, secondo me, è grave e inammissibile la cosa), nessun dubbio che anche se una è scopertissima e provocantissima non la si debba toccare, l’unica cosa che contesto è che se uno sbaglia la reazione non dovrebbe essere spropositata e eccessiva…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: