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la questione maschile non esiste

5 gennaio 2012

Eh si ,cari miei ,abbiamo perso veramente tempo per niente che potevamo occupare ,come dice Guccini nell’ arrabbiata a masturbarci o al limite a scopare ,invece abbiamo preferito passare tempo a discutere su una cosa che non esiste

ho letto questo è mi sono pentito 🙂

” il problema è che non esiste la piaga degli uomini che sottomettono gli uomini per il loro genere sessuale qui in Italia, e non esiste un problema di violenza di genere agita verso il maschile

Sono pienamente d’accordo con te Elisabetta, sai questa frase non gridarla troppo forte potresti trovare schiere di maschilisti dietro la porta di casa che rivendicano la loro “questione maschile” (ahahhahahha quale sarebbe poi?).

tratto poi da

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/01/04/quando-il-maschio-sculaccia-la-fornero/

 

in fondo non abbiamo niente da lamentarci ,noi uomini ,li vedo io questi uomini che girano in ferrari ,che hanno case da sogno ,che fanno i barboni ,che muoiono sul lavoro che chiedono un pezzo di pane alla caritas che ,essendo uomini e quindi privilegiati hanno il dovere di essere presi in giro da insulsi gruppi di facebook ..eh si ragazzi miei ,è aria fritta

ma se vogliamo queste nazifemministe ,non sono poi molto diverse dai leghisti che si lamentavano del sud che era privilegiato e che viveva alle spese dello stato ,lo stesso siamo noi uomini ,di chi si lamentano questi qui?

allora posto una lettera da uominibeta ,messa da Luigi (Corvaglia) ,dove si dimostra che gli uomini sono solo una manica di ingrati !!!

:

http://www.libreidee.org/2010/10/anche-umiliato-mio-padre-operaio-odorava-di-dignita/

Anche umiliato, mio padre operaio odorava di dignità
Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera. Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica. L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo. L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie. L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università. L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro. L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.

Ho visto manager e industriali chiedere di alzare sempre più l’età lavorativa, ho visto economisti incitare alla globalizzazione del denaro, ma dimenticare la globalizzazione dei diritti, ho visto direttori di giornali affermare che gli operai non esistevano più, ho visto politici chiedere agli operai di fare sacrifici, per il bene del paese, ho visto sindacalisti dire che la modernità richiede di tornare indietro. Ma mi è mancata l’aria, quando lunedì 26 luglio 2010, su “La Stampa” di Torino, ho letto l’editoriale del professor Mario Deaglio.

Nell’esposizione del professore, i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”, la “difesa del posto di lavoro” doveva essere sostituita da una volatile “garanzia della continuità delle occasioni da lavoro”, ma soprattutto il lavoratore, i cui salari erano ormai ridotti al minimo, non necessitava più del “tempo libero in cui spendere quei salari”, ma doveva solo pensare a soddisfare le maggiori richieste della controparte (teoria ripetuta dal professor Deaglio a “Radio 24” tra le 17,30 e la 18,00 di martedì 27 luglio 2010).

Pensare che un uomo di cultura, pur con tutte le argomentazioni di cui è capace, arrivi a sostenere che il tempo libero di un operaio non abbia alcun valore, perché non è correlato al denaro, mi ha tolto l’aria. Sono salito sull’auto costruita dagli operai della Mirafiori di Torino. Sono corso a casa dei miei genitori, l’ho visto per l’ennesima volta. Era curvo, la labirintite, causata da milioni di colpi di pressa, lo faceva barcollare, era debole a causa della cardiopatia. Era mio padre, operaio al reparto presse, per 35 anni, in cui aveva sacrificato tutto, tranne il tempo libero con la sua famiglia, quello era gratis. Odorava di dignità.

QUESTI SONO GLI UOMINI PRIVILEGIATI ,e come lui ,c’è ne sono a migliaia

e mi tocca sorbire le prediche delle figlie di papà ,di ,come mai non mettono un operaio donna (che sicuramente ci sono ) mentre ,vorrei chiedere a loro quante sono che fanno le operaie

altro che ridere sulla questione maschile…. povere stronze

 

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One Comment leave one →
  1. 6 gennaio 2012 15:48

    ” il problema è che non esiste la piaga degli uomini che sottomettono gli uomini per il loro genere sessuale qui in Italia, e non esiste un problema di violenza di genere agita verso il maschile”
    Sono pienamente d’accordo con te Elisabetta, sai questa frase non gridarla troppo forte potresti trovare schiere di maschilisti dietro la porta di casa che rivendicano la loro “questione maschile” (ahahhahahha quale sarebbe poi?).
    ………………………………………………………………………………
    LA MADRE DELLE CRETINE E’ SEMPRE INCINTA!!!!! 8)

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